sabato 11 febbraio 2017

'A Chiena - "Chiena" Project - Progetto “Chiena” - Storicizzazione tra passato e futuro

Aggiornamento in progress
'A Chiena - "Chiena" Project  - Progetto “Chiena” in progress - Storicizzazione (il passato che guarda al futuro)

Prefazione
Parlando dell'idea progetuale, del suo autore e del contesto in cui nacque, in quel post terremoto del 1980, si propone uno stralcio del testo scritto in catalogo, come uno dei curatori della " 'A Chiena a Campagna - Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea", teorico ed esperto studioso di arte, letteratura, fotografia, cinema, teatro, prof. Rino Mele (Cattedra dello Spettacolo all'Università di Salerno):

..."Fu D'Amboriso a presentarmi a Roma, nei pressi del teatro dell'Opera, un suo conterraneo, un altro taciturno impregnato d'umido umore, che sfida con tanta innocenza la burocrazia politica da sembrare uno di quei santi improbabili, San Bernardino, Sant'Ilario, San Mansueto, che fioriscono colombe d'acqua tra le mani e che saprebbero uscire dai tormenti con la semplicità di un bambino o di un funanbolo. Il campagnese incontrato a Roma era un artista, fotografo, e, infine più tardi, dedito a difficili regie: il civico museo archivio di Campagna nascerà dalla sua testardaggine. Angelo Riviello dopo aver fatto gruppo intorno a sé, insieme ad Antonio Corsaro, Vito D'Ambrosio ed altri amici, ha disegnato uno spazio simbolico dentro cui a Campagna ci si riconosce, ci si scambia il possesso dell'identità, il nome, il suono della voce e del dialetto. Un spazio tracciato sulle radici di un convento (quello domenicano di San Bartolomeo) dove Giordano Bruno studiò, soffrì, scrisse, e cominciò ad avvampare. Una città senza uscite, Campagna, come rappresentata alla fine di uno scacco in cui, il re traspare da un'acqua inutilmente violentata come quella del Tenza: ragazzi allegri vi giocano, gli artisti tentano disegni cifrati, ma Campagna resta lì, nascosta a se stessa, con la faccia velata e inconosciuta...". 
Rino Mele
Salerno, 1985


La prima foto storica, utilizzata come simbolo, che ha dato come immagine, 
origine alla trasformaione della Chiena in Spettacolo e Opera d'Arte, per
 istituire la Rassegna dell'Acqua - Foto di Angelo Riviello, con l'assistenza 
di Gelsomino Fezza, 1982

Bozzetto plastico di Angelo Riviello -"Fontana della Chiena",1982

La storia...Le storie...Fare memoria...Tra la “Transavanguardia”, i “Nuovi Nuovi” , “Magico Primario” , la “Pittura Colta” e "Astrazione Povera", tra “Anacronismo”, “Ipermanierismo”, “Nuova Maniera Italiana” e "La Linea analitica dell'Arte Moderna", e tra grandi mostre post sisma 80 (in Irpinia), come “Terrae Motus” (luogo: Villa Pignatelli-Ercolano-Napoli)... Una piccola pagina da scrivere, su una situazione del 1985, post sisma (Irpinia), che si ribellava alla "ricostruzione con la ruspa selvaggia", e alla facile speculazione edilizia nella cancellazione dei segni, pronosticando in quel contesto, un futuro, con il "Progetto Chiena" (luogo: Campagna-Salerno)...Una sorta di "Aquae Motus"  a 17 anni di distanza dalla grande Kermesse del 1968, che consacrò l'Arte Povera agli Antichi Arsenali di Amalfi.
 
ProgettoChiena-Acqua”(e la Storia del luogo)

Introduzione
Non siamo "storici", ma quì si sta raccontando una storia di 30 anni fa e passa (messa sempre più a fuoco in modo oggettivo, dopo le prime bozze, in qualità, prima di ideatore, poi di coordinatore artistico responsabile, e uno dei curatori) con artisti protagonisti e alcune personalità del mondo dell'arte e della cultura, come documentata da un voluminoso libro/catalogo (in lingua italiana e inglese, stampato dalla Tipografia Boccia di Salerno nel 1987, una delle eccellenze campane della carta stampata), e dai tanti articoli pubblicati sui quotidiani accreditati, periodici e riviste culturali. Una storia, un progetto (a cui hanno aderito centinaia di artisti da ogni parte del mondo, dopo il primo nucleo storico del 1985, da un'idea progettuale individuale e sperimentale del 1982, alla messa a fuoco collettiva del "Progetto Chiena" 85, in progress, con centinaia di adesioni nel tempo di artisti di ogni parte d'Italia e del mondo, fino ai giorni nostri), che ancora vive nell'oblio e nelle omissioni di certe associazioni locali a statuto nazionale (in primis la Pro Loco, associazione no profit, dal 1995/96 ad oggi, che in assenza dell'ideatore, ri-trasferitosi momentaneamente a Milano, per motivi di lavoro, e approfittando di una "crisi" interna all'Associazione Giordano Bruno, si trova a gestire da oltre 20 anni la Chiena, un'idea progettuale che non gli appartiene), le quali invece di portare avanti una politica culturale, al di sopra delle parti, nella concertazione e cooperazione, a favore del territorio, informare i media, e soprattutto i cittadini tutti, di una nazione che si chiama Italia, e poi il resto del mondo, che si connettono al loro sito, arrecando non pochi danni morali e materiali alle persone e alla comunità tutta, scopiazzano i nostri testi (vecchi di 30 anni, dal libro storico, e recenti dal blog di Utopia), o slogan dalle prime cartoline artistiche, manifesti (d'autore firmati, con forografie firmate, nella grafica e donati alla Comunità)  e stampati vari, senza mai citare la fonte. Citano tanti nomi, che nulla hanno a che fare con tale storia, tranne i reali fautori di detto progetto. Almeno uno solo. Niente di tutto questo. In attesa (sempre fiduciosi) di un ritorno alla ragione, soprattutto da parte di detta associazione, del reparto burocratico – amministrativo del Consiglio Direttivoe (dal 2003) di una decisione istituzionale, con una scelta politica seria e autorevole, da parte dell'Ente locale. Solo gli artisti, altri addetti ai lavori, e la gente accorta, libera da ogni pregiudizio, e/o interesse particolare (di tipo politico-partitocratico), l’hanno riconosciuta, e la riconoscono nel presente, una volta venuti a conoscenza. Attendiamo riscontri esterni, da altri competenti di arte contemporanea, come i "sei personaggi pirandelliani in  cerca d'autore"...Nel nostro caso, a parte i critici e gli storici dell'arte contemporanea a cui dare un'informazione, su una storia, nel contesto artistico nazionale, di quegli anni 80, ne basta uno: un Direttore/Editore d'arte. Al tempo stesso, una volta riportate alla luce tutte le opere realizzate (già in fase di allestimento, dopo un minimale restauro), soprattutto in quell'anno, proporre una grande esposizione (unitamente al materiale documentario, cartaceo e in video) a un Museo d'Arte Contemporanea (pensando, tra gli altri, al PAN di Napoli, quello a noi più vicino).

n.b. Questa storia, dall'evento originale denominato "Chiena", alla situazione artistica di quegli anni post sisma, che con il recupero e la salvaguardia, con un'idea progettuale ben precisa, ai fini di un uso diverso, traformandolo da nettezza urbana a opera d'arte (la chiave di lettura), avrebbe tutti i presupposti per essere riconosciuto come "Bene Culturale Immateriale" e rientrare a far parte del Patrimonio dell'Unesco" (come già il Sindaco Monaco aveva proposto nel 2015, ma per arrivare a tale proposta, bisogna prima organizzare, come minimo un Convegno, nel ricostruire una storia, su tale evento, prima e dopo il terremoto del 1980, dalle antiche origini imprecisate, ad oggi). Una proposta che partendo dal basso, come Associazione Giordano Bruno, coadiuvata dall'Associazione Utopia, possa coinvolgere nella concertazione di una proposta, in primis il Comune di Campagna, e poi la Provincia di Salerno, e la Regione Campania, Italia Nostra e l'Università di Salerno (Cattedra dello Spettacolo - Lettere e Filosofia a indirizzo Storico-Artistico, e Antropologia Culturale).

Note sulla "Chiena" (1) e sull'Associazione "Giordano Bruno" (2):

1) Si tratta di un evento tradizionale che negli ultimi anni di utilizzo (per tutti gli anni 60 e sporadicamente fino agli inizi degli anni 70), serviva solo ed esclusivamente a pulire e a lavare la Piazza Guerriero (la piazza principale della città) e il Corso Umberto 1° (il salotto-passeggiata dei campagnesi), andato in disuso negli anni 70, con il rischio di una sua scomparsa definitiva dopo il terremoto del 23-11-80, su cui si gettarono le basi future, con un'idea progettuale innovativa (senza tradire la tradizione), per far girare l'intera economia di una città colpita duramente dalla terribile scossa sismica, che preannunciava uno spopolamento graduale del centro storico, soprattutto nelle conseguenze, che provocò in tutto il cratere, circa tremila morti, e danni ingenti al patrimonio storico-artistico-religioso, nello sconnvolgimento di un'intera cultura etno-antropologica irripetibile.

2) Si tratta dell'associazione storica, fondata nel 1988, che fino al 1994, a seguito del "Progetto" del 1982/1985, organizzò la "Rassegna Internazionale dell'Acqua - La Chiena". In detta situazione, confluì il gruppo dei promotori "Amici del Museo e della Chiena". Un gruppo, che poi per contrasti interni, malintesi,  mancanza di fondi, di competenza specifica, in assenza dell'ideatore (trasferitosi a Milano per motivi di lavoro), e di un delegato in sito, bravo nel relazionarsi con le Istituzioni, la consegnò nelle mani della Pro Loco, tra il 1995 e il 1996, spogliandola di ogni significato, riducendola senz'anima, con quella capacità tipica di certe Pro Loco (gestite in gran parte da dilettanti volenterosi, anche bravi, ma senza nessuna competenza, con la tendenza di trasformare tutto in "sagra paesana"). Infatti a prevalere in questi ultimi vent'anni e passa (dal 1995 ad oggi), come "spettacolo", è stata la sola "secchiata" (una sorta di "gavettone goliardico" tra i partecipanti del luogo e del territorio regionale, pensata insieme all'arte dagli stessi artisti nella situazione del 1985, che da sola, è rimasta priva di qualsiasi spessore culturale, storico-artistico e antropologico, noiosa e ripetitiva, su cui ricostruire un futuro legato alle forti potenzialità di  un'economia turistica. Per questo, in una Città/Territorio, segnato da un'emigrazioone secolare continua (un'emorragia senza fine, come in tanti paesi e paeselli dell'entroterra, dimenticati, caratterizzati da un gradule abbandono), che aveva visto molte famiglie e giovani andar via dal paese (agli inizi del 900 verso le Americhe, e dagli anni 60 con il boom economico, al Nord Italia e in Europa, divisi tra la Svizzera, Francia, Belgio, Inghilterra e Germania) solo la Cultura con i suoi mezzi espressivi più efficaci, e la Storia del luogo, poteva ridare qualità al territorio, con la speranza di un futuro migliore, e far si che i giovani restassero a volgere attività nel campo turistico. da cui potevano scaturire tante opportunità di lavoro. Invece chi doveva dialogare con dette istanze, dall'alto delle Istituzioni (il Sindaco del Comune di Campagna), ha prefrito assentarsi, scegliendo addirittura il boicottaggio, come scelta perversa, dopo le ridicole "accuse".
N.B. Particolare questo, messo in evidenza, nel passaggio successivo del testo, parlando del 1992 e della proposta di un Ente Atonomo.

Inoltre, ai fini di una corretta informazione storica, nel 1992, detta associazione aprendosi alla cittadinanza tutta, con la collaborazione della Pro Loco, in accordo con l'Assessore alla Cultura del Comune di Campagna (l'artista-pittore Nino Aiello), propose sull'esempio di Giffoni Valle Piana, con il "Festival del Cinema per Ragazzi", oggi "Giffoni Film Festival"), un Ente Autonomo denominato "Rassegna dell'Acqua - La Chiena". Il Sindaco, per motivi stranamente "politici", "accusando" con tono spregevole, una marea di liberi cittadini accorti, di ogni ceto sociale e credo politico ideologico (tra cui anche qualche leader dell'opposizione, e personaggi noti, che nella maggioranza, nulla avevavano a che fare con  la militanza nei vari partiti), e presenti nella Sala d'Attesa del Palazzo Municipale, di essere dei "comunisti" (quando poi paradossalmente, con il PCI, il suo partito, si alleava), pose un veto inappellabile, a parer nostro ingiustificato e assurdo, come se si stesse per organizzare un golpe sul Comune. Da allora, tutto è stato affidato all'improvvisazione, vedendo così crescere negli anni la città di Giffoni Valle Piana, con il "suo" Cinema, a discapito della nostra città, con un suo progetto originale e coinvolgente (unico nel mondo dell'Arte), sul tema dell'ACQUA e la Storia del Luogo, condiviso da moltissimi cittadini e da un mondo della Cultura e dell'Arte della vicina Università di Salerno. Morale della favola? La costituzione di tale Ente , fu negato dal sindaco di allora, per motivi politici (al quale, tra le altre cose, stava a cuore lo sviluppo della frazione Quadrivio), con la gioia di qualcuno, che dall'opposizione (irrazionalmente, con motivazioni strane e misteriose), ambiva al suo stesso potere, che per ironia della sorte, non ebbe mai, facendo morire così, dopo due anni, "Sansone con tutti i filistei").

Si spera sempre, testardi come sono i cittadini promotori dell'idea progettuale condivisa, e convinti che questa possa essere la strada maestra, che finalmente un Sindaco, prendendo a cuore le sorti della propria città che amministra, decida di chiamare a raccolta i suoi cittadini, per istituire (finalmente) un Ente Autonomo (o una Fondazione), anche se con 25 anni di ritardo, rispetto alla prima proposta, fatta al Comune di Campagna, e con oltre 40 anni di ritardo rispetto a Giffoni Valle Piana, su cui accentrare e far girare l'intera economia turistica della Città/Territorio, con i suoi monumenti, la sua storia e le sue tradizioni. 

I soci fondatori: Corsaro Antonio, Riviello Angelo, D'Ambrosio Vito, Fezza Gelsomino, Velella Mario, D'Agostino Vito,Valente Antonino, De Angelis Giovanbattista, Gibboni Angelo, Polisciano Maria Rosaria, Cerrone Liberata, Ruggia Liliana, Bignardi Ruggiero. Notaio Angela Gammaldi, in Campagna, Via Quadrivio - Palazzo Clemente, in data 12 gennaio 1988 (segue in ultima pagina, la copia nel n. di sei, dell'atto costitutivo, con timbro e firma, in data 16 febbraio, 1988, registrato a Eboli, il 20 febbraio 1988).

P.S.: Dati i vari tentativi nel tempo, di scimmiottare la Chiena (scaturita in loco, in un contesto storico-artistico nazionale di quegli anni 80), ai fini di una RINASCITA della Città di Campagna, attraverso tale evento, oggi come non mai, i suddetti soci (e tra essi, l'ideatore progettuale) sfidano chiunque a spettacolarizzare la Chiena senza commettere plagio. Senza nulla togliere alla qualità di certi grandi registi, scenografi, attori, teorici dell'arte, e dello spettacolo in senso lato, oltre che ai grandi direttori artistici dei nostri Musei,Teatri nazionali, e di altri Festival in auge (non solo in Italia). 
Progetto "Chiena":
'A Chiena, trasformata in Opera d'Arte e Spettacolo-Storicizzazione fase 1
(A.R.M. 
Angelo Riviello Moscato


Il primo Manifesto (che ha dato il via al "Progetto Chiena" 
da un'idea progettuale di Angelo Riviello) del 2° esperimento (fallito) del 1983
 con un teatro di strada, a cura del mimo Vincenzo Altieri e gli "Amici del Teatro" 
dopo il 1° esperimento, del 1982 riuscito in pieno), con musica classica di G. Rossini e G. Malher),
 a cura di Gelsomino Fezza, Vito D'Ambrosio e Bruno D'Agostino -
 "Amici del Museo" (confluiti poi nell'Associazione 
"Giordano Bruno"-1988) - sez. coord. artistico 

La Fontana della Chiena di Angelo Riviello, 1982/1994
Opera pubblicata su invito, a titolo gratuito, in “Art Diary Italia”, anno 1996,
 in “Campania, Salerno altri)

La Fontana della Chiena di Angelo Riviello, 1982/1994
durante la "Chiena", con la deviazione delle acque del fiume Tenza
(foto di Santino Campagna)

Bozzetto per una locandina-tesseramento al Civico Museo Campagna,
1988/89, a cura del Coordinamentro artistico - Design Angelo Riviello

Pompeo Ganelli - La prima foto storica della "secchiata",del 1985 
(voluta fortemente dagli artisti, come immagine,per un manifesto successivo
impaginato da A. Riviello)

La più bella di tutte. Un capolavoro in assoluto,
simbolo di quella Chiena storica del 1985, 
trasformata in
"opera d'arte e spettacolo"  con il coinvolgimento del pubblico


                              
 Anna Malapelle - "Verso la libertà" - Installazioneal Museo,
1a ediz. ufficiale della Rassegna dell'Acqua - 'A Chiena a Campagna
Kermesse nazionale d'Arte Contemporanea, 1985

Antonio Porcelli - Laboratorio al Museo - 1985

Alfonso Filieri - "La Colonna d'acqua" - Azione nell'acqua, 1985
con Vito D'Agostino ("Amici del Museo" e nel 1988, uno dei fondatori
dell'Associazione Giordano Bruno)

Alfonso Filieri - "La Colonna d'acqua" - Installazione, 1985

Angelo Riviello - "Le 500 barchette meno una del 1978" - 
Azione nell'acqua, 1985
(sullo sfondo Cinzia Piccininno, una cittadina attiva)

Angelo Riviello - "Le 500 barchette meno una del 1978" - 
Azione nell'acqua, 1985.
Grazie ai ragazzi e ragazze di San Bartolomeo e di Zappino,
coinvolti nella realizzazione delle barchette e dell'azione nell'acqua

Enrico Viggiano - Laboratorio-Performance-Azione nell'acqua
dal titolo "il naufragio", 
1985

Sergio Pavone, Antonio Porcelli e Beppe Schiavetta - 
Azione nell'acqua (gruppo dei genovesi), 1985, con Vito 
D'Ambrosio, Bruno D'Agostino (due dei componenti il gruppo 
"Amici del Museo"), e il sottoscritto. 
In questo tratto del Corso Umberto, dopo gli abbattimenti 
dell'intera insula, nel 1982, fu realizzato da un folto gruppo di volontari
(coordinati dagli "Amici del Museo" e dall'ideatore), un cordolo
di cemento armato, sullo stesso perimetro dell'intero caseggiato,
per non far perdere le acque duramte la prima deviazione sperimentale
della Chiena recuperata, per trasformarla in Opera d'Arte e Spettacolo.


Gisella Meo,- Installazione sull'acqua, 1985

Vito Sersale - "Ho disegnato in una linea il cielo" -
Labotaorio-Azione nell'acqua, 1985

Vincenzo Epifani - Labotaorio-Azione, 1985


Teatro il Candeliere, 1985, nella regia di Paolo Lista


Foto Souvenir di alcuni artisti
 (prevalentemente genovesi e napoletani), 1985

Copertina del Catalogo (documento storico fondamentale sul "nuovo corso della Chiena"
)impaginato da A. Riviello, 1987, da una foto dello 
stesso Riviello e G. Fezza, rielaborata graficamente da G.D'Ambrosio, con 
il logo del Civico Museo disegnato sempre da A.Riviello (nel ridisegno
minimale, di un elemento decorativo a bassorilievo, preso dal campanile
della cattedrale, scomparso dopo l'ultimo presunto restauro)

Pagina interna del Catalogo, 1987


Il testo a pag 3 (scritto da A. Riviello) del Libro/Catalogo
 'A Chiena-Kermesse Naz d'Arte Contemporanea, 
che la Pro Loco scrive quasi ogni anno, senza mai citare la fonte...

Francesco Bonazzi - "Dipingere con l'acqua nell'acqua" -
Azione, 1985

Alba Savoi, - Laboratorio-Installazione, 1985

Gaetano Nicola Cuccaro-laboratorio, 1985

Arcangelo Moles-Acqua della Chiena imbottigliata-numerata 
e firmata da 1 a 7- Ediz.Rassegna 1992

Giulia Piscitelli- Pasquale Cassandro & Lorenzo Scotto Di Luzio
"La Sposa"- Ediz. Rassegna1992

Raffaella Formenti (artista) e Gino Scannapieco (ipovedente)
Azione-laboratorio nell'acqua (part. 1) - Ediz. Rassegna 1993

Raffaella Formenti (artista) e Gino Scannapieco (ipovedente)
Azione-laboratorio nell'acqua (part. 2) - Ediz. Rassegna 1993

Raffaella Formenti "La Torre dei Sospiri"
Laboratorio  al Museo - Ediz. Rassegna 1993

Giovanni and Renata StraDa-Da Ravenna-
"il Naufrago"-Ediz. Rassegna 1994

Gerardo Cosenza - Azione nell'acqua, 
Ediz. Rassegna,1994

Gerardo Cosenza - Azione con i ragazzi nell'acqua, 
Ediz. Rassegna,1994

Fulgor C. Silvi, Performance "The War",
Ediz. Rassegna, 1993

Durante una delle cene serali, con gli artisti ospiti, 
alcuni soci dell'Associazione "Giordano Bruno"
e abitanti di San Bartolomeo. Da sinistra, Peter Fraefel 
pittore e scultore), Tonino Valente (tecnico delle acque, con la giacca), 
Angelo Riviello (artista-curatore-coordinatore artistico)
 e altri - Ediz. Rassegna, 1992

Manifesto 2006 - Rassegna Internazionale dell'Acqua / La Chiena-
Le Porte dell'arte-Le Porte dell'acqua
(L'Arca di Noè - Azione nell'acqua di Giovanni e Renata Strada, 2006
con Peter Fraefel, e alcuni bambini figli di Dante De Chiara, uno dei fotografi 
del gruppo ex "Amici del Museo e della Chiena")

Peter Frafel - "il Pesce-Lupo" - Ediz. Rassegna dell'Acqua -
'A Chiena, 2006


 Dario Carmentano - "La Zattera"- Ediz. Rassegna dell'Acqua -
 'A Chiena, 2006

Calogero Barba- Installazione - "Semi cecando Giordano Bruno"-
 Ediz. Rassegna dell'Acqua . 'A Chiena, 2006


Irina Danilova - Performance "il Volo"-
Rassegna dell'Acqua - 'A Chiena - Ediz.  2007

Manifesto Rassegna dell'Acqua - 'A Chiena
Ediz. 2008

Giorgio Scotti - Installazione nel fiume Tenza - 
a cura del Gruppo Manifesto Brut, coordinato da Rinbo Telaro - 
ediz. A Chiena Campagna Art Festival-Rassegna dell'Acqua,, 2015


Locandina fronte//retro - La Storia siamo noi-2010

Locandina fronte//retro - La storia siamo noi, 2010

Progetto “Acqua-Chiena
Progetto "Chiena"-‘A Chiena, recuperata, salvaguardata, e restituita alla comunità, nel 1982 e nel 1985 trasformata in opera d'arte e spettacolo-Storicizzazione fase 1
La Chiena degli anni 80, dopo varie fasi sperimentali, tra il 1982 (nella sezione musicale a cura di Gelsomino Fezza,Vito D'Ambrosio e Bruno D'Agostino, con il coordinamento artistico di Angelo Riviello), 1983 (con la collaborazione di Antonio Caponigro e Vincenzo Altieri, nella sezione teatro di strada), e il 1984 (arte visiva), sfociata nella grande Rassegna dell’Acqua, dal 31 luglio al 31 agosto del 1985, è stato il più grande atto estetico-poetico-rivoluzionario e spettacolare che l'Arte di quegli anni 80 (in pieno post modernismo), abbia potuto partorire in Italia, nel sociale di una città colpita dal terremoto in Irpinia, del 23/11/1980, nell’invenzione di altri luoghi, lontani dalle metropoli, dopo aver visto la nascita di grandi movimenti come la “Transavanguardia” di Achille Bonito Oliva, i “Nuovi Nuovi” di Renato Barilli, “Magico Primario” di Flavio Caroli, la “Pittura Colta” di Italo Mussa (definiti anche con termini di “Anacronismo” di Maurizio Calvesi, “Ipermanierismo” di Italo Tomassoni, e “Nuova Maniera Italiana” di Giuseppe Gatt), l'"Astrazione Povera" di Filiberto Menna (che si differenziava da tutti gli altri movimenti del Post-moderno, contrapponendosi in manera netta, con una linea minimale, al decorativismo) e a grandi mostre post sisma 80 (sempre in Irpinia), come “Terrae Motus” di Lucio Amelio, i quali puntavano ad incidere su un mercato fermo, stagnante, che fino ad allora, registrava una sorta di crisi, per un’arte performativa e concettuale, ripetitiva, lungo tutto l’arco degli anni 70, che andava superata dall’interno, attraverso gli stessi canali ufficiali, tra mercanti d’arte che investivano grosse cifre, grandi gallerie private, grandi riviste, grandi mostre e grandi Musei dei luoghi deputati dell’arte. 
Il "Progetto Chienadegli anni 80 (su idea progettuale di Angelo Riviello, artista interdisciplinare, voluta e organizzata dagli Amici del Museo-Ass. Giordano Bruno), tra l'ex Convento dei frati Domenicani di San Bartolomeo e le strade del centro storico di Campagna (SA)  dopo la grande Kermesse, nella consacrazione dell' "Arte Povera" 17 anni prima, agli Antichi Arsenali di Amalfi (ideata e teorizzata dal critico d'arte Germano Celant, contro la mercificazione dell'arte, voluta e organizzata da Marcello e Lia Rumma), è stato il più grande atto poetico-estetico-rivoluzionario e spettacolare che l'Arte di questi ultimi 30 anni, abbia potuto realizzare, ad uso e consumo di tutti, sul territorio nazionale (in terra campana, ed esattamente in provincia di Salerno), che fuori da ogni logica mercantile, attraverso il recupero, la salvaguardia, e un progetto innovativo di continuità, senza tradire la tradizione, come work in progress, di un'opera d'arte a più mani, ha saputo guardare al futuro, ridando speranza a tutta una comunità duramente colpita dal terremoto!
Quando si dice Campagna, si dice "CHIENA", e quando si dice Chiena, si dice "CAMPAGNA"...(la Civitas Campaniae) -

Grazie all’idea progettuale di Angelo Riviello (artista interdisciplinare, con i suoi studi in Scenografia, effettuati all'Accademia di Belle Arti di Roma, natio di Campagna, che ai tempi viveva e lavorava tra la città di Milano, Roma, Positano, Salerno, conosciuto e stimato nell'ambiente artistico di dette città, e la sua cittadina, dopo vari soggiorni tra Zurigo, Copenaghen e altre città europee, che dall'interno viveva certi umori legati all'arte del momento, riservata ad un'elite, prima che si conoscesse pubblicamente) condivisa da Gelsomino D’Ambrosio (graphic-designer di caratura nazionale ed europea, art director, con Pino Grimaldi, di Segno Associati di Salerno, che abbinava il termine "Acqua" alla "Chiena", diplomato in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli) da Vito Maggio (laureato in lingue, scrittore imprevedibile, natio anche lui di Campagna, che si muoveva tra la sua città, con soggiorni a Parigi e Tunisi), da musicisti come Vito D’Ambrosio e Gelsomino Fezza (del Conservatorio di Salerno), coadiuvati da Bruno D'Agostino (appassionato di musica e ricercatore), da Antonio Corsaro e Dante De Chiara (appassionati di fotografia), da Vito D'Agostino e Mario Velella (docenti nella Scuola Pubblica) e con la consulenza critica e teorica, di personalità del mondo dell’arte e della cultura in generale , come Rino Mele, Enzo Di Grazia, Alan Frenkiel, ebbe origine il “Progetto Chiena”, dove ognuno (videomaker, sound-performer, pittori, scultori, fotografi, antropologi, teorici dell’arte, scrittori e curatori hanno interagito tra loro, in un ambiente ricco di storia, di tradizioni e di vegetazione, dove l’acqua è l’elemento principe, fin dall’anno mille, anno dell’ultimo insediamento della Civitas, con  l'edificazione intorno all'anno 1.050, del Castello Aragonese, sul Colle Girolo, detto  "Girone")

Ecco, ora una riflessione a più voci, nella collettività, operava con una propria poetica e una libera ricerca individuale, in una situazione a metà strada tra un’autogestione e un movimento artistico spontaneo, nato dal basso (che per certi aspetti, nella filosofia, ricordava vagamente la Land Art e l’Arte Povera degli anni 70, ma soprattutto rientrava nelle esperienze di un’Arte Pubblica, che si ribellava da un lato alla "ricostruzione selvaggia" e alla facile "speculazione edilizia", e dall'altro alla "mercificazione" dell'arte in quel preciso momento storico, pronosticando un futuro, ai fini di un progetto collettivo (tra il “costruito e il “non-costruito”) nel tessuto sociale e culturale, architettonico e urbanistico della città, per un’opera d’arte a più mani, ad uso e consumo di tutti i cittadini di ogni età, per coinvolgerli direttamente e gioiosamente nell’operazione, che attraverso il recupero, la salvaguardia, e un progetto innovativo di continuità, senza tradire la tradizione, di una Cultura Colta e popolare, come work in progress per una “Rassegna Internazionale dell’Acqua-' A Chiena Campagna Art Festival” (interdisciplinare e multimediale), ha ridato speranza a tutta una comunità duramente colpita dal tragico terremoto del 23 novembre 1980. Si trattò di una risposta ai grandi movimenti in auge di quegli anni 80? Tra una sovrabbondanza di segni, di colori, di materia, di espressioni, impostata sul "pieno", e di un'astrazione, le cui forme acquisivano un valore per se stesse, impostata sul "vuoto"? E' probabile. Fatto sta, che molti "addetti ai lavori", andavano incontro al mercato, mentre tanti altri (coraggiosamente o con incoscienza?) rifuggivano dalla "mercificazione", preferendo dialogare in un contesto di una realtà sociale sconvolta dal sisma, facendo "resuscitare" con l'arte un'antica tradizione.
Una similitudine in quegli anni, la si può ritrovare nel gruppo di artisti "milanesi", che per ostacolare la ruspa selvaggia, da parte del Comune di Milano, occuparono l'ex fabbrica abbandonata della "Brown Boveri" (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via Gaetano De Castillia), del 1984, dei quali alcuni di quegli artisti (un giovane Stefano Arienti, e altri), ce li siamo ritrovati poi nel gruppo "Isola Art Center" post "Progetto Oreste" anni 90 (coordinati dall'artista belga Bert Theis, scomparso di recente, nel settemnbre del 2016), per difendere dallo sciacallaggio edilizio l'intero quartiere e la "Stecca Artigiani" (già luogo di cultura alternativa, prima che lui parlasse di un centro per l’arte e per un quartiere nel concetto, e nel programma propositivo), e riproporre l'uomo nel rapporto con il suo ambiente, sempre nelle stesse vie dello stesso quartiere di Milano, tra il 2003 e 2007, fino all'abbattimento di detto immobile (come lo fu anche per l'ex Boveri), per realizzare, a discapito dell'Arte, "la Città della moda" (l'unica vera industria di Milano).
Secondo un nostro modesto parere (ccome già accennato), sono stati due gli eventi artistici più importanti avvenuti nella provincia di Salerno, tra il 1968 e gli anni 80: la consacrazione, dopo l'anteprima di Genova alla Galleria Bertesca, dell' "Arte Povera", agli Antichi Arsenali di Amalfi, nel 1968, a cura di Germano Celant, voluta da Marcello e Lia Rumma, (scrivendo una pagina importante nella Storia dell'Arte Moderna e Contemporanea), e il "Progetto Chiena"- 'A Chiena a Campagna - Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea", (come da titolo del Libro/Catalogo, ediz. Boccia, Salerno, 1987) nella Città di Campagna, nel 1985, da un'idea progettuale di Angelo Riviello. Curatori: lo stesso Riviello, Enzo Di Grazia e Rino Mele, con la consulenza di Angelo Trimarco, e una licenza poetica come scrittori, di Alan Frenkiel (a inizio catalogo) e Vito Maggio (a chiusura catalogo).
Storia
La "Chiena", un evento di antica origine imprecisata, detta in dialetto campagnese ‘A Chiena (La Piena) con la deviazione di una parte delle acque del fiume Tenza, nel periodo estivo, serviva a pulire la Piazza principale della Città di Campagna (P.zza Melchiorre Guerriero), il Corso Umberto I° e tutte le strade e stradine adiacenti di quella consistente parte del centro storico (ridisegnata da Giulio Romano, in pieno Rinascimento), oltre che consentire ai negozianti, agli artigiani, e agli abitanti di quei luoghi bagnati dall’acqua, di pulire gli ingressi dei loro negozi, botteghe artigiane, e delle loro abitazioni. Era un onere da parte del Comune, mediante un’ordinanza con “Avviso alla Cittadinanza”, utilizzare questo antico e geniale sistema di pulizia, come “nettezza urbana” (incaricando, a volte anche un banditore, per informare i cittadini di tutti i rioni, invitandoli a non uscire di casa, perché potevano bagnarsi), e , anche perché su tale tratto di strada veniva attraversato dagli animali da soma (muli e asini, ma anche da cavalli). Una delibera comunale, del 1898 (secondo recenti ricerche storiche locali), attesta per la prima volta ufficialmente, tale uso, dopo aver restaurato il canale dell'acqua e la pavimentazione in pietra del Corso Umberto, senza per questo negare l'uso in precedenza nei secoli scorsi, di origine imprecisata. Anticamente, il canale della Chiena, nel periodo estivo, oltre che portare acqua per lavare le strade, per tutto l’anno, portava acqua anche e soprattutto ai mulini, ai pastifici e alle concerie ubicate sulle sponde del fiume, e fino agli anni 60/inizio 70, alla centrale idro-elettrica, ubicata sul luogo dove si incontrano le acque del Tenza e dell’altro fiume che si chiama Atri, riversandosi poi, come affluenti nel fiume Sele, che sfocia direttamente nel mare di Paestum (l’antica Pesto della Magna Grecia).
Una volta scomparsi i mulini, i pastifici e altre attività produttive, come le concerie, e quindi venendo meno un’economia importante di Campagna, a seguito dell’Unità d’Italia, e di un prestigio della città che veniva sempre meno, la Chiena è servita solo per rinfrescare le strade, tra il mese di luglio e agosto, e pulirle dallo sterco degli animali da soma, dopo il loro consueto passaggio di andata e ritorno nella campagna. Ma tutto questo è durato fino agli anni 60, con gli ultimi sussulti di una cultura contadina e artigiana, ancora in auge, anche se gradualmente, iniziava a dare i segni di una sua imminente scomparsa. Infatti dopo il boom economico, furono molti i nuclei familiari che emigrarono al Nord Italia e all’estero, accelerando così, con uno spopolamento quasi traumatico, tale fine, compreso una gran parte degli antichi mestieri artigiani. Tali conseguenze si ebbero anche sulla Chiena, che si fece fino alla fine degli anni 60/ inizi anni 70, dopo di che, andò in disuso. Archiviata. Dimenticata. Anzi, da una buona parte della Comunità campagnese, era considerato addirittura un ricordo da rimuovere, una sorta di “vergogna”, perché a molti cittadini, ricordava una insopportabile povertà vissuta, anche se con grande dignità, prima e dopo la seconda guerra mondiale, lungo tutto l’arco degli anni 50 e 60.

Il 1° Approccio Istituzionale
La prima volta che se ne parlò ufficialmente, è stato a seguito di un invito da parte dell’Amministrazione Comunale, rivolto a tutte le associazioni della Città/Terrtorio, tra cui gli “Amici del Museo”, per organizzare “L’Estate Campagnese” dell’anno 1982.
L’incontro , tra il coordinatore artistico (l’ideatore Riviello), e l’Assessore, avvenne nel container,  prima del mese di agosto del 1982 , dove il Riviello, propose il recupero della Chiena (con in testa l’idea di spettacolarizzarla con i vari linguaggi artistici, dall'arte contemporanea, al Teatro, alla Danza , alla Musica, ecc., già ampiamente discussa all’interno del gruppo dei promotori ),  tra le perplessità del buon prof. D’Orazio Corinto, Assessore alla Pubblica  Istruzione, il  quale, preoccupato (perché evidentemente gli ricordava i tempi tristi del dopo guerra, tra gli anni 50 e 60, dove erano costretti, come Comune povero, a lavare il Corso principale della città, con le acque del Tenza, soprattutto dopo il passaggio delle bestie da soma), parlò di non adeguatezza di tale recupero per allietare le giornate estive dei campagnesi e soprattutto degli emigranti che ogni estate rientravano (e rientrano) nella loro città natia. Il Riviello,  sicuro della bontà del “progetto”, lo convinse dicendo di non preoccuparsi, e che dato la mancanza di contributi (come dallo stesso Assessore annuciato),  a costo zero, gli servivano, a lui e a tutti gli “Amici del Museo”, un tecnico delle acque, per la deviazione del fiume, e due operatori ecologici, capaci di otturare i tombini e le famose “pietre bucate”della città, con la tradizionale felce, erba selvatica indicata, che aveva sempre svolto egregiamente tale scopo, per non disperdere le acque deviate del fiume Tenza. 
All’incontro erano presenti casualmente, due altri cittadini campagnesi, i grandi Pompeo Poggioli e  Luigi Nigro (per gli amici Gigino), come cittadini e come soci fondatori in rappresentanza del "Circolo PescatoriTenza", che ai tempi organizzavano, con Aldo Mirra e gli altri soci, la bellissima "Sagra della trota", parlando così di acqua, per la salvaguardia e la valorizzazione dei due fiumi del cenro storico,Tenza e Atri, i quali a sentire la parola “Chiena”, esultarono di gioia, nel ricordarsi di tale evento dimenticato, e si dissero subito disponibili per una collaborazione. E così fu. Mentre la Pro Loco, a parte, fuori dalle acque, organizzava, i soliti giochi ludici (molto divertenti), come la corsa nei sacchi, tornei di scopone e briscola, e altri intrattenimenti, fini a se stessi, senza nessun disegno futuro, da garantire alla Città di Campagna, soprattutto dopo quella tragica scossa di terremoto di due anni prima, che non pochi danni causò (tra gli altri innumerevoli comuni del cratere) a tutta la Comunità

 Operazione
Dal momento in cui non c’erano più mulini, pastifici e concerie. Non passavano più muli, asini e cavalli, le strade erano più pulite, la Chiena poteva anche scomparire. E così fu. Per oltre un decennio, e per quasi tutto l’arco degli anni 70, la Chiena passò letteralmente nel dimenticatoio.
Fu il tragico terremoto del 23/11/1980, a farla ricordare ad un artista (Angelo Riviello), natio del luogo, che lavorava sulla “Memoria & Identità”, soggiornando tra la città di Milano, Roma e Campagna, con varie mostre all’attivo, nelle istituzioni pubbliche e private, in quegli anni, tra la città lombarda (1976/1977), Salerno (1978/1981) e Roma (1979-1981/82) . Il rischio di veder scomparire il canale della Chiena era grande, data la tendenza perversa, nella cosiddetta “ricostruzione” (con la ruspa selvaggia e cemento armato, per nuove e possibili viabilità e collegamenti) a coprire o a far scomparire, tratti dei fiumi Tenza e Atri, che attraversavano il centro storico, come già in altri punti della città era avvenuto, come in Via Molinari con il corso d'acqua, ponticello e lavatoio pubblico, scomparsi nel nulla, e in Via Trinità, dove addirittura c'era un altro lavatoio con tettoia a coppi (come uno tra i pochi conservati in Italia, a Milano sui Navigli), dove le donne del quartiere erano solite andare a fare il bucato. Eliminati inesorabilmente, malgrado il terremoto non li avesse nemmeno sfiorati.
All’alba del 1982, dopo un andirivieni da “cittadino terremotato”, tra l’Italia, Milano e la Svizzera (ospite di amici e parenti), ne parlò con alcuni cittadini "intellettuali" del luogo e della vicina Salerno, e così partì in sordina il “Progetto Chiena” (unitamente al progetto di una Fontana, ridisegnando all’insegna dell’acqua del Tenza, quel luogo deputato che dopo gli abbattimenti degli anni 60, giaceva nell’abbandono) iniziando prima con il recupero nella memoria, dell’evento, per poi vincolarlo nella salvaguardia, con l’aiuto di Italia Nostra di Salerno, e infine con l’adesione e la partecipazione degli artisti, trasformarlo in un’opera d’arte a più mani, si perché, la Ricostruzione post sisma, per tale idea progettuale, andava fatta, certo, ma attraverso la salvaguardia ambientale, la Cultura e l’Arte del Presente, nel far rinascere un antico evento "dimenticato", per rivalorizzarlo, renderlo universale, e restituirlo alla Comunità, destinandolo ad un uso diverso, per una grande festa spettacolarizzata, nel coinvolgimento del pubblico, ridando in questo modo anche un valore morale, materiale e culturale, nella salvaguardia ambientale e paesaggistica di quel luogo storico, in quel tratto del fiume Tenza, con la "Maccarunera" (un mulino e pastificio, così denominato, nella derivazione della parola "maccheroni") e il canale storico della Chiena. Tutto l’opposto di ciò che avveniva fino agli anni 60, quando, immediatamente dopo l’ora di pranzo (generalmente con poche persone in strada) si invitavano per qualche ora, tutti i cittadini a restare a casa (soprattutto anziani), per evitare che si verificassero incidenti con bagni d’acqua imprevisti, perché si “dovevano pulire e lavare” le strade nel pomeriggio, prima della consueta passeggiata serale. Alcuni restavano a casa, altri però trasgredivano, perché forte era la curiosità, e la voglia di divertirsi e di rinfrescarsi per sconfiggere il caldo estivo, e altri ancora capitavano casualmente, nel rientro a casa dalla campagna, o dalle località vicine. Quindi l'ordinanza amministrativa, del sindaco, non era uno spettacolo da propagandare all'esterno, ma un servizio di pulizia dovuto alla cittadinanza, e come dice il detto popolare "nel lavare i panni sporchi in famiglia".

Tre furono i momenti fondamentali nella trasformazione e programmazione dell'evento fluviale, da nettezza urbana a opera d'arte e spettacolo, nei tre giorni della settimana, venerdì, sabato e domenica: 1) il venerdì con la secchiata; 2) il sabato con perfirmances, musica, teatro, danza nell'acqua, con l'acqua, dentro e fuori dall'acqua, laboratori in sito, sia durante la Chiena, che nell'arco della serata, tra l'intero centro storico, con i suoi monumenti e palazzi nobiliari, ed ex botteghe artigiane, anche  nei luoghi ai margini, e l'ex convento dei Frati Domenicani, destinato a Museo della Memoria, di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea.
Situazione
A tale Progetto (dove era contemplato anche il recupero e la salvaguardia dell’ex Convento dei Frati Domenicani, di Giordano Bruno, per destinarlo, prima ad Archivio di Stato, per iniziativa dei cittadini volontari come Mario Velella, Vito Maggio, Vito e Bruno D'Agostino, Berardino Stabile, Ernesto Apicella, Ernesto Ciao, Pasquale Caponigro, Antonio Cerrone, Antonio Corsaro, Liberata Cerrone, Gelsomino D'Ambrosio, Dante De ChiaraVito D'AmbrosioGelsomino Fezza, Alessandra Mirra, Mara Remolino, e poi con Angelo Riviello (nel suo primo rientro da Milano e da Roma, che, vivendo, come artista, nei contatti con il mondo dell'arte contemporanea, propose la nascita di un Civico Museo di Etno-Antropologia e d’Arte Contemporanea, ritenedolo più pertinente ad una realtà sconvolta dal terremoto, sulla scia del comune di Gibellina nel Belice, e restituire così anche tale fabbrica conventuale alla Comunità), a cui si aggiunsero altri volontari, come Maria Rosaria Polisciano, Ruggiero Bignardi, Giovanbattista De Angelis, Angelo Gibboni, Antonino Valente, Liliana Ruggiadetti anche "Amici del Museo", nel supporto di una situazione di base fissa (Bruno D'Agostino, Vito D’Agostino e Mario Velella, a tutt'oggi impegnati come supporto permanente, e poi nella sezione fotografia, con Antonio Corsaro, Vito D’Ambrosio, Gelsomino Fezza, Angelo Riviello, e di altri cittadini volontari, come Pompeo Ganelli (il nostro grande maestro della fotografia, punto di rieferimento di molti giovani), e di altri cittadini, nelle varie mansioni, come Maurizio Ulino  (sezione storia locale e coordinamento biblioteca), Gennaro Falcone e sua moglie Gina,  i grandi Pompeo PoggioliGigino (Luigi) Nigro (già menzioanti, come cittadini e come soci fondatori in rappresentanza del "Circolo PescatoriTenza", che ai tempi organizzava la bellissima "Sagra della trota", parlando così di acqua, per la salvaguardia e la valorizzazione dei due fiumi Tenza e Atri), gli abitanti del quartiere di San Bartolomeo (sempre vicini, come Angelo Giordano e la moglie (il sacrestano della Chiesa del SS. Nome di Dio), Cosimo e Gelsomino Granito, Antonio Ruggia, Gelsomino Busillo, Maria Rosaria Ruggia, Marsiglia Ruggia, Filippo Caponigro, con le loro famiglie, e i ragazzi Cosimo e Carlo Perna, Manilo Granito, Massimo Scotese (che non pochi oggetti portarono al museo), le ragazze giovanissime, Anna Caponigro e Rosaria Di Novi, etc. anche dal vicino quartiere di Zappino, come Gino Scannapieco, il generoso Donato Rocco (con il suo Ape tre-ruote "volontario", sempre disponibile gratuitamente nel trasportare oggetti a San Bartolomeo da qualsiasi località del grande territorio di Campagna), Caterina Vinciguerra e il marito Antonio De Lucia (collaboratori in tutto, dalla pulizia agli allestimenti), ma anche da Casale Nuovo, come Rosaria e Liberata Ruggia (addetti alla guadiania-ingresso), i coniugi  Pasqualina Izzo e Calenda Antonino (che portarono alcuni oggetti d'uso quotidiano di terracotta, ormai introvabili), e amici artisti e intellettuali del luogo, e della vicina Salerno, teorici dell’Arte come Angelo Trimarco dell'Università di Salerno (presidente della "Fondazione Filiberto Menna"), Paolo Apolito, antropologo, critici d’arte come Massimo Bignardi e Antonio d’Avossa, architetti come Ruggiero Bignardi, dei Beni Culturali, come Alfonso Tafuri di Italia Nostra, Alfonso Sarno, Studio Segno di Visual Design (Segno Associati di Gelsomino D’Ambrosio e Pino Grimaldi), aderirono artisti e gruppi teatrali, invitati da ogni parte d’Italia, che occuparono letteralmente l’intero Convento dei Domenicani (senza porte e senza infissi alle finestre), abbandonato da anni e ne faranno, per un mese intero, luogo di ricerca e sperimentazione artistica, con un Laboratorio site specific, nell’uso dei diversi mezzi tecnico-espressivi, dalla pittura e scultura, alle installazioni, performances e video arte, alla musica, danza e teatro contemporaneo, sia nella sede del convento per destinarlo a futuro museo, che durante le deviazioni delle acque del fiume Tenza. Fu un’autentica rivoluzione estetico-poetica e comportamentale, di artisti che si divertirono come bambini.

Fu una Festa, unitamente al pubblico, in cui fu data la possibilità di esprimersi, agli artisti del territorio, a vecchi e genuini maestri locali, come Antonio Luongo, (fotografo e pittore, detto "Antoniuccio"), Armando Aiello (pittore, detto "Giotto"), Angelo Giordano,(scultore), Arturo Busillo (medico e pittore), e Giuseppe Busillo (scultore), e a chi, giovane e "ingenuo", voleva avvicinarsi al mondo dell'arte.

A conclusione fu realizzato un Libro/Catalogo bilingue (italiano/inglese), ad alta definizione, nelle edizioni del Civico Museo/Comune di Campagna, con testi (in ordine di pubblicazione) di Angelo Riviello, Rino Mele, Enzo Di Grazia, Alan Frenkiel, e (tra gli artisti, come scrittore) Vito Maggio, stampato dalla Tipografia Boccia di Salerno, una delle eccellenze campane della carta stampata, presentato in Provincia, nel Salone dei Marmi, nell'anno 1987, con la partecipazione dei seguenti relatori: Pasquale Mirra (sindaco di Campagna);Corinto D'Orazio (assessore alla P.I. del Comune di Campagna); Giuseppe Acone (Facoltà di Pedagogia-Università di Salerno); Marcello Caleo (docente di Filosofia); Antonio Bottiglieri (assessore alla Cultura della Provincia di Salerno e giornalista RAI 3 di Napoli); Andrea De Simone (consigliere provinciale del PC.I.). 
Di tale presentazione, si conserva una cassetta di registrazione, che molto presto sarà programmata come docu-audio, nel Museo di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea del 2° piano dell'ex Convento dei Domenicani di San Bartolomeo, a disposizione dei visitatori, e di chi fa ricerca. 

P.S. In detta situazione, ci fu anche la nascita e la presenza, sulla scia di certi locali di Milano (come "Le Scimmie", "L'Operetta", "Il Banco") di un locale alternativo, chiamato "Le Maschere" (di Biagio Scannapieco e Tonino Valente, e poi solo con lo Scannapieco), che in quel contesto post terremoto del 1982, svolse per alcuni anni, un ruolo molto importante di socializzazione, fungendo da punto di riferimento di molti artisti (e soprattutto di ristorazione notturna per molti di loro invitati per il "Progetto Chiena - Rassegna dell'Acqua") , musicisti e semplici appassionati di arte visiva, musica , dal jazz, rock e blues al nuovo sound napoletano, per l'intero territorio campano, dai piccoli centri alle grandi città come Napoli, Salerno, Avellino. Il locale fungeva da richiamo anche per le  altre regioni vicine, come la Basilicata, il Basso Lazio, etc.. Tre anni più tardi ci fu anche un altro dei locali storici, chiamato "Marrakech", con discoteca all'aperto, sulla stessa scia de "Le Maschere" (di Gerardo Viglione, Giovanbattista De Angelis e Tonino Valente).

N.B. Queso progetto contemplava anche una sorta di "colonia artstica", dato il rischio di spopolamento del centro storico, a causa, si, del terremoto, ma anche e soprattutto per bisogno, in quel continuo emigrare di giovani e di intere famiglie, già dagli anni 60 in poi, in pieno boom economico, lungo tutti gli anni 70, verso il nord del paese e all'estero. I primi ad arrivare a comprare casa, furono un'artista irlandese (Angela Magrini Hart 'O Brian), che si stabilì definitivamente a Campagna, verso la fine degli anni 80, e una coppia di pittori svizzeri (Peter e Barbla Fraefel), che dal 1992 (l'anno di arrivo), alternano i soggiorni, tra Biel e Campagna. Questi primi, purtroppo, furono anche gli ultimi, e altri artisti, invece (ma anche alcuni scrittori e registi), soprattutto napoletani, avevano intenzione di passare i fine settimana nel centro storico di Campagna. Tutto si fermò, perché nel settembre del 1994, per motivi ancora "misteriosi" (forse anche caratteriali, certamente non dovuti al buon senso di una raionalità normale ed equilibrata), ci fu una grave spaccatura (già annunciata, nei comportamenti, palesi e di nascosto, a seguito (pare) del fallimento di una Cooperativa (la Minerva Templum, da cui scaturirono, certi fattori scatenanti, che compromisero gran parte del lavoro svolto fino ad allora), all'interno dell'associazione Giordano Bruno, e subentrò (accidentalmente? appositamenmte? non si sa), la gelosia? Forse la politica, e dove entra una "politica" di parte (di una sola parte), prima o poi, tutto tende a finire, soprattutto quando con un'alzata di mano (spinti da qualcuno che rappresentava solo se stesso, nelle sue "manipolazioni", e un suo gruppo politico), si espressero, non solo contro Angelo Riviello, che fin dal 1982, si era reso disponibile in loco, in base a una sua competenza e conoscenze, a dare un suo contributo progettuale, ma contro l'ambiente di un intero mondo artistico e culturale nazionale (tra Salerno, Roma, Milano, Napoli, e altre città italiane, dove era conosciuto, stimato e rispettato), con il quale faceva da tramite, per la sua città, in detta situazione. Infatti due anni dopo, l'evento "Chiena", fu consegnato (per incapacità?) nelle mani di una Pro Loco, totalmente estranea e incompetente, formata da dilettanti allo sbaraglio, Una strategia, a sentir parlare "chi" aveva avuto la brillante idea, e così aveva deciso, in modo arbitrario, nell'arrogarsi un diritto che non aveva, e forse, dimenticandosi di telefonare all'ex coordinatore artistico (trovandosi a Milano, per motivi di lavoro), che quell'idea progettuale aveva avuto, e che aveva studiato scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma. La scenografia è spettacolo, è teatro, cinema, pittura, scultura, musica, danza, è la sintesi di tutte le arti (a parte un lavoro sulla memoria, dal 1975), Basti guardare la realtà, da quell'anno 1994 in poi (95, 96 e 97) fino ad oggi. Si resiste. Quei pochi soci resistono, sembrando addirittura "pentiti", di quel grave errore, in attesa, di riavere una voce in capitolo, dopo il "massacro" morale e materiale a se stessi, allo scenografo-artista ideatore, della Chiena" spettacolarizzata che faceva da tramite con l'ambiente di un mondo artistico e culturale naionale, e a tutta una Comunità, soprattutto dopo il "disgelo", tra i soci superstiti della "Giordano Bruno", e l'ex coordinatore artistico responsabile, avvenuto, con non poche difficoltà nel 2017, con la mediazione del direttore del "Luogo della Memoria-Centro Studi G. Palatucci". 
La constatazione, più triste, è che, in quella gestione, presa con un'alzata di mano (1994), nella maggioranza più uno (con gente strana e ambigua, venuta anche da Eboli), non hanno creato nessun ricambio, anche per dare spazio ai giovani

Il nucleo storico degli Artisti che parteciparono al “Progetto Chiena- Rassegna dell’Acqua” del 1985

Artisti del territorio
Armando Aiello, Gino Aiello, Nino Aiello, Pasquale Anzalone, Arturo Busillo, Giuseppe Busillo, Liberato Capaccio, Felice Capaccio, Guido Carpentiere, Antonio Corsaro, Emilio D’Amato, Gelsomino D’Ambrosio, Vito D’Ambrosio, Giovanbattista De Angelis, Gelsomino Fezza, Giorgio Gallotta, Lucio Ganelli, Pompeo Ganelli, Daniele Gibboni, Angelo Giordano, Lino Juorio, Antonio Luongo, Vito Maggio, Olga Mirra, Pasquale Perruso, Angelo Riviello, Vittorio Scarpa, Maurizio Ulino.   

Artisti ospiti
Salvatore Anelli, Antonio Baglivo, Riccardo Bergamini, Elsa Boero, Francesco Bonazzi, Ilaria Bona, Lucia Buono, Giovanni Canton, Camillo Capolongo, Lorenzo Cleffi, Gaetano Nicola Cuccaro, Fausto De Marinis, Vincenzo Epifani, Maria Pia Fanna Roncoroni, Alfonso Filieri, Pina Fiori, Franco Flaccavento, Nicola Frangione, Giancarlo Gelsomino, Riziero Giunti, Rosa Greco, Pino Grimaldi, Pina Guida, Elisabetta Gut, Angela Hart O’Brien, Giovannastella Lanocita, Ruggero Maggi, Anna Malapelle, Patrizia Marchi, Mariano Mastrolonardo, Alessandro Mautone, Gisella Meo, Cristiana Moldi Ravenna, Emilio Morandi, Gutte Norrild, Giuseppe Onesti, Gerardo Palmieri, Sergio Pavone, Gloria Giovannetti Persiani, Vincenzo Pezzella, Antonella Pierno, Lisa Pintucci, Giuseppe Pipoli, Antonio Porcelli, Alba Savoi, Beppe Schiavetta, Vito Sersale, Rosario Vairo, Rosanna Veronesi, Enrico Viggiano, Donato Vitiello, Anna Zeppieri, Teatro Sperimentale “il Candeliere” di Paolo Lista, Cooperativa Teatro/Lavoro.

Comitato scientifico
Enzo Di Grazia (critico d'arte-Caserta-Pordenone - curatore), Rino Mele (cattedra dello Spettacolo-Università di Salerno - curatore), Alan Frenkiel (scrittore d'arte-Positano-Londra-New York, figlioccio della Beat Generation, manager del gruppo musicale "Napoli Centrale", che per prima inziò a far conoscere al mondo il "nuovo sound napoletano")

Consulenza scientifica
Angelo Trimarco (Storia della Critica d’Arte-Università di Salerno, Presidente della Fondazione Menna), Paolo Apolito (Antropologia Culturale-Salerno), Alfonso Tafuri (Beni Storici, Artistici , Architettonici e Ambientali-Italia Nostra di Salerno)

Coordinamento artistico
Angelo Riviello (artista-corso di Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma - curatore)

Sezione Fotografia
Gino Aiello, Antonio Corsaro, Dante De Chiara, Vito D’Ambrosio, Gelsomino Fezza, Pompeo Ganelli, Angelo Riviello


Tra i tanti Artisti che parteciparono negli anni 1987-88-89 / 1992-93 e 94, presenti anche fisicamente, si segnalano i seguenti:
Angelo Casciello, Annibale Oste, Elpidio Tramontano, Antonio Pierro, Ermanno Senatore, Eva Rachele Grassi, Marco Fioramanti, Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro, Lorenzo Scotto Di Luzio, Giovanni & Renata Strada, Peter & Barbla Fraefel, Raffaella Formenti, Francisco Cordoba, Sebastiano Fini, Massimo Liberti, Birgit Shola Starp, Arcangelo Moles, Gerardo Cosenza, Fulgor C. Silvi, Vera De Veroli, Mirella Monaco, Arturo Casanova, Alfonso Mangone, Emidio Mangone, Ferruccio Massimi, Argilla Teatri di Ivan Vincenzo Cozzi e Isabella Moroni.

Scrittori, critici d'arte, giornalisti e curatori che parteciparono negli anni 1987-1992/93 e 94
Massimo Bignardi nel 1987 (curatore della mostra nel centro storico “Ambiente come Scultura), Erminia Pellecchia, con l'ufficio stampa, Ciro Mnazolillo con la grafica dell'intera rassegna della terza edizione, Maurizio Vitiello e Mario Carrese, con un video documentario (sempre nell'anno 1987) di detta mostra-laboratorio), Aldo Elefante nel 1992 (artista e curatore di una mostra fotografica al museo di San Bartolomeo, di giovani artisti emergenti napoletani), Giuseppe Siano, e Vittoria Biasi (critici d'arte e curatori), Angela Noya (art promoter), Grazia Chiesa della rivista D'Ars di Milano, Franca Savarese delle Edizioni EurAsia di Roma.

In visita in quegli anni, al Museo di San Bartolomeo di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea: Antonio A. Trotta (artista scultore tra i grandi protagonisti della Scultura Contemporanea italiana), Simona Barucco e Enzo Battarra (critici d'arte e curatori).

Altri artisti di caratura nazionale e internazionale, maestri riconosciuti, con cui eravamo in contatto (e con alcuni in rapporti di amicizia), sarebbero venuti nella nostra città, stimolati dall'elemento acqua nel "Progetto Chiena" in progress, per lasciare un loro segno nella Città centro storico, e Terriotiro di 135 km2. Da Salerno, per citarne alcuni, Pietro Lista, Carmine Limatola (Ableo), Ugo Marano, Franco Longo, Sergio Vecchio, E così da Napoli, Roma, Mlano e da altre città. Grandi artisti scultori come Hidetoshi Nagasawa, Luciano Fabro, Luigi Mainolfi, Paolo Icaro, Eliseo Mattiacci, Pino Spagnulo, lo stesso Antonio A. Trotta, Mauro Staccioli, e altri, come Mimmo Paladino, ma soprattutto Fabrizio Plessi, l'artista che con l'acqua dialoga da  una vita. Nel 1998 (se non fosse saltata la Rassegna, per motivi politici perversi, in cui prevalse un personalismo folle, irrazionale, e autolesionista), sarebbe venuta, come da accordi presi dopo vari incontri, anche Dadamaino, grazie all'amicizia con l'artista Vera De Veroli (cara amica,  compagna di strada, e madrina della Rassegna), che aveva accettato il nostro invito di venire a Campagna, per un residence d'artista, con una mostra-laboratorio, e dopo di lei sarebbero venuti tutti i protagonisti di quell'Arte Povera (citata in precedenza), che hanno fatto la storia dell'arte moderna di quegli anni 70, da Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio, a Giulio Paolini, dopo la consacrazzione agli "Antichi Arsenali" di Amalfi, voluta da Marcello e Lia Rumma, nel 1968 (due giovani collezionisti salernitani, che guardavano lontano), creando così un cordone ombelicale con quel movimento, che da Amalfi, in Campania, e in provincia di Salerno, si propagò in tutto il mondo....A parte altri nomi, di grandi artisti come Anselm Kiefer, Kosuth, e tanti altri, tra italiani e stranieri...

FOTO DOCUMENTARIE DEL CANALE DELLA CHIENA E ALTRI CANALI UTILIZZATI COME LAVATOI PUBBLICI DIRETTAMENTE CON LE ACQUE DEL TENZA

Foto documentarie del canale della Chiena (salvato in tempo dalla ricostruzione selvaggia) e del corso d'acqua del Tenza, in via Molinari, che facevano anche da lavatoi pubblici.

Canale della Chiena, tra gli anni 60 e 70, che faceva anche 
da lavatoio pibblico, strappato appena in tempo alla ruspa 
selvaggia, nella ricostruzione post terremoto degli anni 80
grazie al "Progetto Chiena"

Canale del fiume Tenza, che faceva da secondo lavatoio 
pubblico, in via Molinari, in pieno centro storico, distrutto dalla ruspa selvaggia,
e coperto da cemento armato  e catrame, per farne una strada che porta a un parcheggio
ricavato dopo gli abbattimenti in quel sito di un'isola, quasi in mezzo 
al corso d'acqua del fiume della Chiena, dove era ubicata una bellssima falegnameria,
del maestro ebanista, fotografo e pittore Antonio Luongo-Fonte  "Le foto di Campagna
di Nin Red"


Il banditore Gennaro (Jennare) che veniva incaricato 
dall'Amministrazione Comunale, di annunciare 
in tutti i quartieri di Campagna, la Chiena 
che con le sue acque, puliva le strade della città
(Foto di Maioriello Tonino, fine anni 60)



Nel 1987, con l'estate caratterizzata dall'elemnto "Acqua", guardando alla stagione invernale, ci fu un'altra idea progettuale, che segnò quei tempi, ricchi di fermenti artistici del dopo sisma, indicando una strada riguardante l'elemento Fuoco". il recupero dei "Fucanoli" di Sant'Antuono (Festa di Sant'Antonio Abate del 17 gennaio:antico rito religioso, con i fuochi di origine pagana, in ogni quartiere della città,) e l'anniversario della morte sul rogo di  Giordano Bruno (17 febbraio).  Fu organizzata una mostra-laboratorio  a tema, dal titolo: "FUOCO - HUMUS AI MARGINI" - Una situazione campano-lucaana", allestita nel bellissimo Chiostro  cinquecentesco del Palazzo Comunale (ex Convento dei Frati Agostiniani), a cura di Angelo Riviello e di Gaetano Nicola Cuccaro. organizzata dagli "Amici del Museo-Ass. G. Bruno" e dalla rivista, d'arte contemporanea "Perimetro", di Potenza. Tra gli artisti, ricordiamo , i due curatori (Angelo Riviello e Gaetano Nicola Cuccaro), Arcangelo Moles, Salvatore Comminiello, Giovanni Cafarelli, Felice Lovisco, Giovanbattista De Angelis, Alessandro Mautone, Donato Vitiello.

"Eternamente Esca a gli voraci Fuochi",,Angelo Riviello -
 1986/87.- Opera di installazione scultorea (tecnica mista),

Tentativi di ripresa del Progetto "Chiena"

1) Altri artisti che parteciparono alla ripresa del Progetto nel 1997 "Porte dell’Arte" (Porte dell’Acqua, in parallelo alla sola Chiena delle secchiate, fine a se stessa), di cui fu stampato un secondo catalogo, con esposizioni di artisti nelle corti e cortili dei Palazzi Nobiliari ed ex botteghe artigiane, dislocate dovunque, occuparono quasi tutto il centro storico, tra la parte antica della città, di impianto medievale (dall'anno mille in poi), e la parte di impianto rinascimentale, dal 1400 in poi, su disegno urbanistico di Giulio Romano, tra il 1518 e il 1520, delegato da Raffaello Sanzio, suo maestro, (una sorta di p.r.g. - p.u.c.)  su incarico della Curia Vescovile, e su invito di Melchiorre Guerriero, ai tempi, un pezzo da novanta nella Curia Vescovile Romana. Furono molti i cittadini che collablorarono, dando un loro contributo morale e materiale, mettendo a disposizione i loro portoni e cortili interni dei loro palazzi, e altri come Don Antonio Pisani, il prete-pittore, parroco della Chiesa di Sant'Antonino, ma soprattutto Franco Amodio e la sua famiglia, con la moglie Rosaria e sua figlia Raffaella, che praticamente misero l'intero loro palazzo di Zappino, a disposizione dell'intera organizzazione e degli artisti, non solo con l'esposizzione secondo il protocollo della Rassegna, ma anche nei rapporti umani, socializzando con pranzi, cene, feste, musiche e balli:
 
Artisti del territorio
Vito Acone, Mario Aversano, Arturo Busillo, Giuseppe BusilloGelsomino D’Ambrosio, Giovanbattista De Angelis, Gerardo Feniello, Marano & Riviello, Liberato Mastrangelo (derro Paco), Natale Perruso, Pasquale Perruso, Don Antonio Pisani, Angelo Riviello, Giuseppe Russo, Vito Sersale, Carmine Vivone

Artisti ospiti
Milena Barberis, Paolo Barlusconi, José Bravo, Anna Bertoldo, Brigata Es, Alessandra Carli (Alexis), Carlo Catuogno, Salvatore Damiano, Nizzo De Curtis, Salvatore De Nicola, Fernanda Fedi, Barbla Fraefel-Zah, Peter Fraefel, Luigi Franzese, Monica Galuppo, Gino Gini, Renato Intignano, Mario Lanzione, Angela Magrini Hart O’Brien, Arthur Mac Caig, Alfonso F. Mangone, Emidio Mangone, Miguel Miglionico Meliande, Antonio Pesce, Felix Policastro, Gisela Robert, Aitor Romano, Tasos Samargis, Michela Rocca Uccellini, Enzo Rosamilia, Nando Rosamilia, Peppe Rosamilia, Ernesto Terlizzi, Maria Wojcik, Antonella Zingarini, Artisti della collezione del MIMI (Museo Internazionale della Micro Incisione di Roma).

Curatori/Comitato Scientifico
Cristina Tafuri (docente di Storia dell’Arte- Salerno), Ferruccio Massimi (scrittore d’arte, editore , curatore e direttore del MIMI - Roma), Pino Simonetti (giornalista Rai 3 di Napoli).

Coordinamento artistico
Angelo Riviello, Vito Sersale

2) Tra gli artisti che aderirono alla ripresa collettiva, del Progetto organizzato dall’Associazione Utopia Contemporary Art (2006/2012-2015 - Presidenza Santino Campagna- Direzione Artistica Angelo Riviello) sempre più di risonanza internazionale, con azioni-blitz e performances nell'acqua, Mail Art e Video Arte, di cui alcuni con opere significative, e altri presenti anche fisicamente, si segnalano i seguenti artisti:

Giovanni and Renata Strada, Dario Carmentano, Peter e Barbla Fraefel, Irina Danilova & Hiram Levy, Lulu Lolo, Iris Selke, Roberto Scala,  Silvio De Gracia, Lello Lopez, Hervé Constant, Cherie Sampson, Raffaella Losapio, Vincenzo Ceccato, Santini Del Prete, Franco Tripodi, Gruppo Sinestetico, Giannetto Bravi, Salvatore Vargas, Rebecca Conroy, Andrew Eyman, Giovanni Iannitto, Laura Bottaro, Angela Sepe Novara, Cristiano Petrucci, Flavio Sciolè, Valentina Migliaccio, Luc Fierens, Antonio Picardi, Vito Pace, Peppe Esposito, Ivana Rezek, Vito Falcone, Sinasi Gunes, Pauline Abbadie, Jéròme Le Goff & Delphine Ralin, Derek Michael Besant, Pina Della Rossa, Anna Colmayer, Hearth Media/Osprey Orielle Lake & Linda Powers, Domenico (Mimmo) Di Caterino, Alfonso Caccavale, Calogero Barba, Giovanni Rubino, Maria Rebecca Ballestra, Maria Amalia Cangiano, Anna Finetti, Eric Legrain, Rino Telaro, Michael Beauvent, Caterina Davinio, Alain Domagala, Roberto Comini, Flavia Fernandes, Vincenzo Montella, Setyo Mardiyantoro, Beatriz Albuquerque, e tanti altri, che per ragioni di spazio non riportiamo in detto sito. Il gruppo "Manifesto Brut" (con Rino Telaro e Giorgio Scotti, in rappresentanza di tutti i componenti, tra i quali Rocco Sciaudone, Elena Dell'Andrea, Maya Pacifico, Pina Della Rossa, Pino Lauria, etc.), nel 2015, hanno chiuso l'ultimo ciclo (per ragioni economiche).
Nel 2010, fu tenuto un Laboratorio Site Specific sul tema dell’Acqua- Chiena e Storia del Luogo, a cura di Cataldo Colella, a cui parteciparono: Dario Carmentano, Teresa Cetani, Bruno Di Lecce, Carmen Laurino, Massimo Lovisco, Marcello Mantegazza, Gianfranco Presta, Angelo Riviello.

3) Nel 2009, ci fu un altro tentativo, con una performance, organizzata dall'Associazione Giordano Bruno (Presidenza Adriana Maggio):
Una peroformance, dal titolo "Biological Milk" di De Angelis Giovanbattista (artista e socio fondatore dell'Ass. G. Bruno), a cura di Gerardo Pecci, a cui  partesiparono molti giovani del luogo, e artisti, tra cui Donato Linzalata, noto scultore lucano. Un evemto signficativo, che denunciava la violenza, la barbarie, l'inquinamento globale,  e in cui fu previsto anche il riutilizzo scenografico  della "Fontana della Chiena" di Angelo Riviello (elemento portante del "Progetto Chiena", nato nel 1982, tenuta in secca dalla Pro Loco, per motivi "misteriosi", quasi "subdoli", come ad ammettere implicitamente, la loro estraneità a un progetto, che si trovano a gestire per motivi politici, faziosi:la sacrosanta e pura verità!), le cui acque color "rosso sangue" (dopo la macellazione simbolica di un vitello), da ricordare nell'azione, anche se con intenti diversi, in uno spaccato iniziale (con musica dei Pink Floyd),  i Magazzini Ctriminali e i Kripton (due tra i più signficativi  gruppi di teatro d'avanguardiua degli anni 70). 
Nel 2011, il De Angelis, espose alla 54a Biennale di Venezia, Padiglione Italia di Potenza. 
Negli anni a seguire, lo stesso artista, continuò con nuovi progetti, tra cui la "Chiena Bianca", colorando prima di bianco, le sue acque, e poi in tricolore, bianco, rosso e verde (con la Fontana, sempre usata come elemento scenografico principale), sempre denuciando i mali, la guerra, la violenza, il terrorismo, nel ricordo delle vittime innocenti (come nel caso del Bataclan di Parigi),

P.S. Sulle acque colorate con il tricolore, ci fu un precedente nel 1988, con un'azione di Angelo Riviello, dal titolo "Bianco, Rosso, Verde...Evviva l'Italia", per protestare, con ironia, la mancanza di fondi, da parte dell'Amministrazione Comunale, per l'edizione "Chiena- Rassegna dell'Acqua" 88, dopo il successo avuto nel 1985, facendo conoscere l'evento fluviale a livello nazionale.
Solo in visita, nel 2014, tre furono gli amici artisti napoletani che vennero a Campagna, in occasione della Chiena di mezzanotte: Claudio Catanese. Tonino Luise e Nunzia Scorpiniti.

Esposizioni

Dopo la “Rassegna dell’Acqua - ‘A Chiena” 1985, si tenne una mostra di tutte le opere realizzate in sito nel nascente Museo Campagna, di Etno-Antropologia e d’Arte Contemporanea, una sorta di Casa/Museo/Laboratorio, con residences permanenti, ubicato dal 1982 nell’ex Convento dei Frati Domenicani, dove compì il noviziato e celebrò la prima messa nella Chiesa di San Bartolomeo, il filosofo di Nola, Giordano Bruno, e dove furono ospitati gli ebrei internati (1940/1943), costituendo così il primo nucleo storico di opere raccolte, di quasi un decennio, sul tema dell’Acqua e della Storia del Luogo. Altro materiale, è conservato dall'Associazione Utopia, e dall'Archvio dell'artista De Angelis Giovabarrista.

Nel 2010, il "Progetto Chiena", fu invitato in Francia, dalla "Ghost Art Gallery", di Le Mans, vicino Parigi (con intervista a Radio Populair), a tenere una mostra creativo-documentaria, a cura di Eva Rachele Grassi, e Angelo Ermanno Senatore, dal titolo "HEROES OF WATER", con Mail Art, e performance dal titolo "Polvere", dell'artista americana newyorchese, di origini italiane, Lulu Lolo, che volle ricordare Gina Pane, scomparsa prematuramente, una delle grandi protagoniste insieme a Marina Abramovic della "Body Art" anni 70, davanti all'ingresso principale dell'Accademia di Belle Arti di Le Mans, dove aveva studiato. Di questa performance, tra l'AA.BB.AA., la bellissima Cattedrale Gotica, il centro storico della città, all'esterno e interno della stessa Galleria, fu realizzato un video.
Note
Il rapporto tra il “Progetto Chiena” di Campagna (Kermesse Nazionale, Post Terremoto Irpinia del 1980, con mostra laboratorio al Museo Etno-Antropologico, con Happenings e Performances nei luoghi pubblici dell’acqua), con “Terrae Motus” di Lucio Amelio, del 1984 (mostra internazionale, Post Terremoto Irpinia, tenuta nella Villa Campolieto di Ercolano-NA):
 http://reggiaofcaserta.altervista.org/it/reggia/terrae-motus/

Progetto “Brown Boveri”, di Milano (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via Gaetano De Castillia), del 1984 (battagla persa):
 - http://www.ecoledumagasin.com/session17/spip.php?article112

 Isola Art Center, la continuità (in un'altra battaglia persa) agli inizi degli anni 2000 (nel coordinamento di Bert Theis contro la speculazione edilizia (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via De Castillia)-Milano (l'errore? una battaglia riservata a pochi artisti chiusi a riccio, invece di coinvolgere alla partecipazione, con un invito aperto, non solo un numero ristretto di artisti (amici), italiani e stranieri, residenti a Milano, ma guardando anche negli altri paesi europei, che lavorando in tal senso, sarebbero stati loro stessi ad auto-selezionarsi, e a dare maggiore impulso all'operazione:
http://www.globalist.it/culture/articolo/68713/storia-dell-039-isola-il-quartiere-storico-che-vogliono-cancellare.html

Il “Progetto Oreste” di Montescaglioso-Matera, del 1997 (da un'idea progettuale di Ferdinando Mazzitelli) - Oreste alla Biennale
Durante la XLVIII Biennale di Venezia del 1999, in occasione dell’invito a “dAPERTutto”, di Harald Szeemann ha dato vita a una serie di incontri, performance, discussioni, conferenze, pranzi e incontri informali. Sono stati organizzati circa un centinaio di eventi e più di 500 persone di tutto il mondo hanno attivamente partecipato al progetto.
https://www.facebook.com/progetto.oreste/?fref=ts
http://www.roots-routes.org/?p=8323 
Il recente Progetto “Rupextre”(1) di Matera (da un'idea progettuale di Dario Carmentano, organizzato dall'associazione Arteria) , del 2010 (i sensi del vuoto), e Rupextre (2) del 2011 -http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=104925&otype=1012&id=541766&value=AGR
Bibliografia

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·   Gino Liguori “Il fiume rinfresca il paese. Domani il Tenza invaderà le strade di Campagna”, Il Mattino,- Anno XCIV – Mercoledì 31 luglio 1985.

·  Michele Trotta “Campagna nell’antico convento, happening e laboratorio fra tanta danza”, Il Mattino- Anno XCIV -  Domenica 11 agosto,1985.

·   Claudia Della Corte, “Qui di giovedì e domenica, piove sempre”, Reporter - Lunedì 25 agosto 1985.

·   Carla Errico “Campagna rivisitata con amore”, Il Mattino – Anno XCIV – Domenica 18 agosto 1985.

·     Roberto Nunzi, “Che bello sguazzare nel paese allagato”, Cronaca Vera, 28 agosto, 1985.

·    Angelo Magliano, “La Chiena e la prima Kermesse Nazionale d’Arte Contemporanea”, Il Setaccio – Anno VII – N. 9-10 – Settembre/Ottobre, 1985.

·  Antonio Castaldi, “ Campagna raggelata”, Campo 22/23/24  (rivista trimestrale di Cultura del Mezzogiorno), Edizioni 10/17 - Aprile/Dicembre, 1985.

·  Luigi Giordano, “Chiena”, AS – Quadrimestrale ANNO I° (Ordine degli architetti della provincia di Salerno), Settembre/Dicembre, 1985.

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·    Mario Onesti "La Fontana della Piazza a Campagna" - Il Segno, Anno IV n.10 - Editore Studio Europa, Caggiano (SA) – Ottobre 1994

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·    Pompeo Onesti, La Chiena, Torino 1993.

·  Oreste Mottola "Campagna: parla "l'inventore della Chiena e del recupero di Giordano Bruno" - Il Settimanale Unico, 22 settembre 2006

·   Vito D'Agostino "Intervista ad Angelo Riviello" - Notiziario Speciale Arte - Associazione Progetto per Campagna, gennaio 2006

·  AA. VV. "Acqua Trentennale della Chiena (1985/2015)"- 30º anniversario" - Il Saggio (Libri,Poesia, Arte) - Edizioni il Saggio, Eboli, ottobre 2015, Stampa Dgitalpress, Santa Maria di Castellabate (SA)

·    AA. VV. "Chiena delle 24, 17 agosto 2016" - La Città di Salerno (Quotidiano) - Stampa Arti Grafiche Boccia, Salerno 2016

·     Patrizia Ferri, "La metropoli possibile - Spazi urbani. Una riflessione sull'Arte Pubblica e le sue declinazioni possibili, escludendo le sculture ornamentali disseminate all'aperto e puntando invece su un progetto collettivo che coinvolga la comunità e i suoi desideri" - il Manifesto - Roma, Edizione del 2 ottobre, 2016

·    Domenico "Mimmo" Di Caterino, "Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista Angelo Riviello" - Napoli Art Magazine, Napoli, Edizione del 18 settembre, 2014

  • Margherita Siani, "La cultura, il progetto: nel convento di Campagna risorge il Museo della Chiena" - Il Mattino di Napoli - Edizione di Salerno, 12 ottobre 2018

  • Angelo Riviello Moscato - "Intervallo (Interstallo)" - dal Catalogo "Le Porte dell'Arte - Incontri Internazionali d'Arte Contemporanea"- Edizioni Comune della Città di Campagna-Arti Grafiche Ebolitane, Eboli SA, 1997

  • Gillo Dorfles - “ Storia delle Arti Visuali” - Edizioni Atlas - Bergamo 2000
  • Alessandra Piolselli - “Public Art Italia” - Undo Net - Milano 2004 

  • Domenico Di Caterino - "Oltre il Sistema dell'Arte" - Book Sprinti Edizioni - Romagnano al Monte (SA), 2014
  • AA. VV. "Storia di Campagna" (n. 5 Volumi) - Ediz. Ass. Giordano Bruno, Campagna (SA) 2017
(n.b. La "Storia di Campagna" in 5 volumi (un'edizione molto bella, ricca di immagini e di documenti, data alle stampe in occasione del 500° centenario della Città, compresa anche di logo, da un punto di vista grafico, fotografico e contenutistico) si può dire che il bravissimo team di storici e di altri addetti ai lavori, hanno svolto un lavoro egregio, quasi completo. Perchè "quasi completo"?  Perché il capitolo inerente agli anni 80, post terremoto, risulta mancante di alcune notizie fondamentali, e non rispecchia minimamente l'entusiasmo e i fermenti come "Progetto in progress", di quel contesto storico irripetibile, che portarono da un lato alla nascita del Museo di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanmea (il Museo Civico), e dall'altro al recupero della Chiena e alla sua trasformazione epocale, da nettezza urbana a Opera d'Arte e Spettacolo, ufficializzata nella Rassegna-Kermesse nazionale d'Arte Contemporanea, edizione 1985, dopo il primo esperimento con la musica, riuscito (1982), e soprattutto dopo il secondo esperimento (1983), fallito, con un teatro (che di strada non era), e proseguita (anche se a singhiozzi, per carenza di fondi) fino al 1994. che vide la partecipazione di un intero mondo artistico e culturale, composto da numerosi artisti emergenti, di ogni parte d'Italia, di livello nazionale, unitamente ad artisti del luogo (genius loci), di crtici, teorici e curatori d'arte, iniziando dalla vicina Salerno con la sua Scuola di Critica d'Arte, e di associazioni importanti come Italia Nostra, sez. di Salerno. 
In parole povere, tale periodo, come riportato nel capitolo che parla dell'Associazione Giordano Bruno, di 35 anni fa (da pag. 179 a 213), da un punto di vista storico-artistico, che dopo l'Arte Povera agli Antichi Arsenali di Amalfi, nel 1968, sul territorio salernitano, come "Progetto Chiena", dopo 17 anni, è stato una vera e propria rivoluzione poetico-estetico-comportamentale, andrebbe rivisto e aggiornato. Si sa, non è facile scrivere una storia recente in modo obiettivo, su argomenti specifici, che trattano di arte pubblica e spettacolo, se non si ha una conoscenza e una competenza in materia, e cioè di storia dell'arte moderna e contemporanea (e se non ci si distacca da certe posizioni "soggettive").  
Dopo il 5° volume, ci sarà un seguito (inerente anche agli anni 90 e duemeila sull'arte contemporanea e la Chiena, ripresa da Utopia Contemporary Art, con performances, laboratori, video arte e mail art) partendo da queste premesse? dopo le dovute constatazioni? Domanda rivolta, al Consiglio Direttivo dell'Associazione Giordano Bruno, la "nostra" associazione.
Collegamenti esterni (con aggiornamento)

d=205









(A.R.M. Angelo Riviello Moscato)11 febbraio 2017

* Nota in margine
Da Wikipedia (tale pagina, di autore/autori ignoti, a parte alcune note aggiunte successivamente, sarebbe da modificare, in modo più approfondito, specifico e professionale, in base alla storia di trent’anni, a partire dal 1982/1985), che solo i protagonisti conoscono..Ma diciamo che al momento è un pò il ritratto di questi ultimi 15/16 anni:

'A Chiena (in italiano la piena) è una tradizione popolare di Campagna, in provincia di Salerno.

Origine e trasformazione

Si tratta della parziale deviazione del fiume Tenza attraverso un canale artificiale, che capta le acque in località Chiatrone e le immette in piazza Melchiorre Guerriero facendole scorrere lungo le vie del centro storico durante il periodo estivo. La tradizione nacque in epoca imprecisata come sistema di pulizia delle strade. Nel 1889 venne risistemata la pavimentazione del corso Umberto I, per facilitare il deflusso delle acque fluviali in modo da non allagare le abitazioni, e venne restaurato l'antico canale artificiale. Da allora, ogni anno i sindaci emanano una ordinanza per avvisare dell'allagamento, utilizzando finanche un banditore, che gira per tutti i quartieri della città, invitando la gente a non uscire di casa, per non bagnarsi. Nel 1982, a distanza di due anni dal terremoto, e dopo un disuso durato lungo tutto l'arco degli anni 70, da un'idea progettuale di Angelo Riviello (per far si, che ri-nascesse come Rassegna/Festival dell'Acqua-'A Chiena, ai fini di una sua istituzione ufficiale, in edizione annuale), sotto la sua direzione artistica, fu per la prima volta, spettacolarizzata la Chiena, con musica classica, a cura di Vito D'Ambrosio e Gelsomino Fezza (consulenti della sezione Musica "Amici del Museo"). 

Dal 1985 (invitando, questa volta, con più decisione, la gente ad uscire di casa per bagnarsi), 'a chiena si è trasformata in una kermesse artistico-culturale coinvolgente, curata questa volta direttamente dal Riviello, che di pertinenza, dal 1975, rientrava nel suo lavoro artistico sulla "Memoria e Identità" (artista, pittore, scultore, film-maker e scenografo con numerose mostre in Italia e all'estero, natio di Campagna, con studi e soggiorni per motivi di lavoro tra Roma e Milano), dopo averla proposta nel 1982, nei "container" di Largo Sant'Antonio, sede ai tempi, del terremotato Comune di Campagna, tra le perplessità del prof. D'Orazio Corinto, Assessore alla P.I. a seguito di un invito per organizzare l'Estate Campagnese di quell'anno, e autore inoltre della fontana (Fontana della Chiena), progettata in quello stesso anno, dalla quale sgorga l'acqua del fiume, in cui, durante i giorni dell'allagamento, vengono svolte rappresentazioni artistiche, teatrali, musicali, passeggiate, secchiate, e attività ludiche[1][2]. Dal 1995 è gestita dalla Pro Loco "Città di Campagna" nell'aspetto esclusivamente ludico delle passeggiate e delle secchiate, priva di progettualità, facendo prevalere solo l'aspetto folclorico, e mettendo da parte l'arte, come nel detto "impara l'arte e mettila da parte". Dopo tanti anni di assenza, si spera in un ritorno alla ragione, per un benessere collettivo, nel riproporre tale Rassegna (unica nel suo genere), con personalità di alto profilo, legate al mondo dell'arte e della cultura nazionale e internazionale, che ben sapranno coniugare la qualità della manifestazione con la tradizione popolare (pulizia, secchiate e passeggiate), sia nella Direzione artistica che nella selezione degli artisti da invitare ogni anno, per un progetto di maggior richiamo turistico-culturale per la città/territorio di Campagna, non solo in modo effimero, per le "secchiate" fini a se stesse, ma per visitare i monumenti e il suo centro storico, nato con l'ultimo insediamento avvenuto nell'anno mille, con la costruzione del Castello aragonese "Girone".


Attività che si svolgono durante 'a chiena:
  • 'A secchiata. È la solo usanza rimasta unitamente alla "passeggiata", dal 1985, con il Progetto "Chiena" scaturito nella prima edizione della Rassegna dell'Acqua - La Chiena, nel coinvolgimento del pubblico, unitamente alle passeggiate e alle performance spettacolari degli artisti, che ha dato maggiore notorietà alla manifestazione. Ogni domenica pomeriggio si svolge nelle strade una sorta di sfida lanciandosi reciproche secchiate d'acqua;[3]
  • Passeggiata. L'altra usanza rimasta (alternandola alla "secchiata", si continua a passeggiare, però la domenica mattina, da 15 anni, con i piedi in acqua, lungo il corso principale della città;[3]
  • Chiena di Mezzanotte. Il 16 e 17 agosto, a mezzanotte in punto, viene allagata la città, mentre, nell'insolito scenario notturno, si svolgono spettacoli spontanei, musicali, teatrali e di danza;[3]
  • Chiena Folk Festival. Danze e balli popolari nell'acqua, con musica etnica e folkloristica, in concomitanza con l'allagamento delle strade del centro storico. Durata: un solo giorno. [3]
  • Campagna Creattiva, tra memoria, acqua e fuoco. Dall'estate 2020, pare che sia iniziata una sorta di Rassegna Teatrale, voluta dal sindaco (dott. arch.Roberto Monaco),in concertazione, e nel supporto della Pro Loco, che tenta di andare oltre la famosa "secchiata" (l'unica sopravvissuta a quella famosa Rassegna - Kermesse del 1985), senza coinvolgere i diretti interessati, che ne detengono la proprietà intellettuale (morale e artistica nei diritti riservati). Infatti nelle diciture ufficiali (manifesto, striscioni) e stampati vari), non appare né l'autore (con la scritta: idea progettuale di...), e né la concessione da parte dell'associazione "Giordano Bruno-Amici del Museo", tra le cui finalità, dal 1982 - 1985-86-88, rientrò a pieno titolo, il "Progetto Chiena", trasformata da nettezza urbana a opera d'arte e spettacolo (con l'arte visiva, teatro, danza, musica e altro). Se di memoria si tratta, tra acqua e fuoco, pare strano, che il Comune di Campagna, non abbia recuperato, quella Chiena storica, tradizionale, secolare, che gli appartiene, come onere, nell'essere utilzzata, per lavare, pulire e anche rinfrescare d'estate, il Corso principale della città, con avviso alla cittadinanza, per uso interno, e non propangadata all'esterno della Comunità, come "spettacolo" per un richiamo turistico in loco. Utilizzo, quello della nettezza urbana, durato fino agli anni 60, inizio anni 70, e poi andato gradualmente in disuso, fino alla totale dimenticanza (perché forse, fuori moda, o perchè forse, in quel boom economico, che decretava la fine di un mondo contadino, ricordava un periodo grigio di povertà). Quella Chiena, dunque, fu ricordata, recuperata, strappata alla ruspa selvaggia della ricostruzione, salvaguardata e trasformata in arte e spettacolo, negli anni 80 del dopo terremoto. dagli "Amici del Museo-Associazione Giordano Bruno", al cui interno militava l'artista e scenografo Angelo Riviello (riconosciuto e stimato, dal mondo artistico e culturale), nativo di Campagna, come gli altri soci, attivo, a livello nazionale, tra Roma, Milano, Napoli e Salerno, oltre che in campo internazionale, che fu il promotore e tra i fondatori di detta associazione.


AGGIORNAMENTO nel Blog, 25/ottobre/2020-Considerazioni leggendo Wikipedia
  • Dunque dall'estate 2020, è iniziata un Festival, tra Teatrao e Musica, dal titolo "Campagna Creattiva", voluta dal sindaco (arch.Roberto Monaco),in concertazione, e nel supporto della Pro Loco, che voleva parlare di "Acqua", con la Chiena dal vivo (causa Covid-19, non realizzata), utilzzando come simbolo, un secchio di latta, con l'acqua che scorre, che appartiene nei diritti riservati al "Progetto Chiena", e all'autore della prima foto storica in B/N (6x6 Yashica GMAT), usata come simbolo della "Chiena", trasformata in Opera d'Arte e Spettacolo, scattata da Angelo Riviello, aiutato da Gelsomino Fezza, nelle finalità dell'Associazione Giordano Bruno,nel 1982, che fu anche il manfesto della Rassegna sperimentale del 1983, prima di quella ufficiale a livello nazionale, del 1985. Una foto usata per detta Rassegna, uguale nella ripresa fotografica, senza chiedere nessun permesso, all'autore, per poterla utilizzare, nel coraggio di "essere umili", e riconoscere il lavoro creativo altrui (sia da parte del Sindaco, che dovrebbe essere il garante di tutta la Comunità, che di una Pro Loco che dovrrebbe agire a favore del luogo, dei suoi abitanti,dei suoi artigiani, e dei suoi artisti),.In parole povere, si tratta di un' immagine (copiata),con breve testo (simile, nel contenuto, sul tema specifico dell'elemento "acqua", anche se dialettale), senza la dovuta autorizzazione, o senza citare l'autore (e coautori) dell'opera. Si tratta chiaramente (nelle intenzioni) di un plagio. L'autore principale di detta immagine, (con G. Fezza, e gli altri soci dell'Ass. Giordano Bruno),aspetta le prossime mosse...per muoversi anche legalmente e con decisione.

TENTATIVO DI PLAGIO - Foto simbolo della CHIENA e SPETTACOLARIZZAZIONE SUL TEMA DELL'ACQUA 

A inizio estate 2020, con circa 40 anni di ritardo (dopo che per oltre 20 anni, abbiamo lasciato realizzare alla Pro Loco Città di Campagna, la sola secchiata e passeggiata del progetto, con tolleranza, e per amor patrio), avviene un chiaro tentativo di plagio (nell'immagine ufficiale di un Festival, nella memoria, tra ACQUA e FUOCO), da parte della Pro Loco (in concertazione con il Comune di Campagna) della prima immagine simbolo  della "Chiena" del fiume Tenza, trasformata, nell'idea progettuale dell'artista e scenografo Angelo Riviello (in base alle finalità dell'Associazione "Giordano Bruno-Amici del Museo"), ampiamente realizzata nella 1a ediz. del 1985,, da Nettezza Urbana  in Opera d'Arte e Spettacolo, dal titolo "'A CHIENA A CAMPAGNA - KERMESSE NAZIONALE D'ARTE CONTEMPORANEA", testi AA.VV., come da Libro/Catalogo, Edizioni Civico Museo Campagna- Arti Grafiche Boccia, 1987, Salerno, e nelle prime cartoline artistiche, curate graficamente, e nella didascalia (sempre da Angelo Riviello, grafico ufficiale, con il maestro Gelsomino D'Ambrosio di Segno Assoicati) e per la prima volta con la dicitura, in sintesi: Campagna Città Invisibile, Città dell'Acqua e del Fuoco , Città dell'Arte

n.b. Pagina su facebook, creata nel 2017, intesa come Rassegna virtuale, denominata  "'A CHIENA-Art Festival-RASSEGNA  DELL'ACQUA (e della Luce)", con oltre 1.145 iscritti

Il plagio consiste nel copiare pari passo e intenzionalmente frasi o immagini senza fare alcun riferimento all’autore originale. Con il web e la crescita di materiale rintracciabile online, il plagio nella realtà è diventato veramente semplice. Pertanto insegnanti, artisti, creativi, webmaster o editori devono stare continuamente in guardia.

Nel link che segiue si può leggere in 5 minuti, uno degli articoli usciti, dal titolo "Campagnadieci eventi aspettando 'A  Chiena 2020" (di anonimo, su Anteprima24.it ), che testimoniano il tentativo di plagio, e forse addirittura il plagio senza fare nessun riferimento all'idea progettuale della Nuova Chiena (o all'autore Angelo Riviello), ampiamente realizzata nella sua trasformazione in Opera d'Arte e spettacolo, con la "Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea - 'A Chiena a Campagna", prima edizione del 198 (a cura di Angelo Riviello, Enzo Di Grazia e Rino Mele), una rassegna-festival interdisciplinare e multimedialedove si realizzarono spettacoli nell'acqua, fuori dall'acqua, e ai confini dell'acqua, tra il convento di San Bartolomeo, i ruderi della Concezione, le corti di alcuni palazzi nobiliari, ex botteghe artigiane, la Piazza Teatro, e luoghi pubblici nel centro storico (tra performances, azioni, happenings, musica, teatro, danza, cinema, video arte e laboratori con residenze d'artista, con relative mostre, della durata di un mese), e alle successive edizioni, con la dicitura "Rassegna Internazionale dell'Acqua - La Chiena", tra gli anni 90 (1994) e duemila (dal 2006 al 2015, interamete autofinanziate, senza contributi pubblici), con azioni blitz nell'acqua, video arte, e con l'introduzione anche della Mail Art (Arte Postale), con artisti di tutto il mondo.

L'articolo debutta in questo modo: "Campagna (Sa) – La memoria, l’acqua ed il fuoco sono gli elementi su cui poggia il festival che quest’anno nella città di Campagna mette insieme la musica, le tradizioni di un popolo, il teatro, il canto corale e la cinematografia. Linguaggi diversi ed al tempo stesso complementari scelti per raccontare “’a Chiena Campagna creattiva fra memoria, acqua e fuoco”. Non è solo un festival ma un progetto a più voci, realizzato dal Comune di Campagna con il contributo della Regione Campania (evento cofinanziato dal POC Campania 2014-2020 – Linea Strategica 2.4 “Rigenerazione Urbana, Politiche per il Turismo e Cultura”). La direzione artistica è di Antonello Mercurio...". 
Per il sottoscritto, che nel gruppo dei promotori, è il detentore e l'ideatore della trasformazione e nella condivisione con gli altri dell'evento fluviale (Progetto Chiena) in Opera d'Arte, e  spettacolarizzata sotto forma di rassegna/festival, di cui ne fu il Coordinatore Artistico e  uno dei Curatori, con il teatro, musica, cinema, video arte, e tutte le altre forme artistiche contemporanee, compreso i laboratori in sito, con mostre sul tema dell'ACQUA, manca qualcosa...e cioè il riconoscimento morale e professionale di appartenenza, di tale idea progettuale, che tra quegli anni 80 e 90, ha basato il proprio linguaggio creativo, sulla sinresi dei due elementi portanti della città: l'Acqua e il Fuoco, e la Storia del Luogo. Idea progettuale che solo un artista (che lavorava sulla memoria), e scenografo, poteva partorire, e non un ragioniere, o un tecnico (architetto, ingegnere), o impiegato qualsiasi, come da documentazione e testimonianze, sia locali, tra la popolazione (gente umile, storici, e intellettuali vari) che nel mondo artistico e culturale provinciale, regionale e nazionale, tra artisti, critici, storici dell'arte, docenti universitari e giornalisti..
Non si chiede nulla al Comune di Campagna, e alla Pro Loco, se non il riconoscimento della paternità  di un'idea progettuale, e dell'intero contesto, di quel dopo simsa del 1980 (con il supporto diretto  di alcuni cittadini conterranei volontari e la collaborazione di artisti, venuti da ogni parte d'Italia, ed anche stranieri, nella condivisione di un progetto profondamente innovativo nel rispetto della tradizione) in cui si mettevano in cantiere tali iniziative, per tracciare una strada futura della Città di Campagna, da legare a un richiamo turistico-culturaler,, ripartendo dalla "Nuova Chiena" (1982-1985) e dai "Nuovi Fucanoli" (1987).In parole povere, un Comune può citare le propria storia, ma al tempo stesso, ha il dovere di citare (anche) il contesto storico, e l'anno di grazia, con tanto di nomi e cognomi.

P.S. Un'ultima cosa (se ne avremo l'opportunità legale, nella richiesta di un riconoscimento morale, e non VENALE), sarà quella di chiedere al Comune di Campagna, e alla Pro Loco, di ricordare (per iscritto, negli atti ufficiali, e in un'apposita occasione istituzionale, che si organizza sulla MEMORIA) i nomi di quei cittadini campagnaesi che fecero umilmente da supporto (con tutti i loro limiti, difetti e pregi, da esseri umani, che amavano, e amano, la propria città), e tutti i nomi di quegli artisti, generalmente, di caratura nazionale e internazionale (dei quali alcuni non ci sono più) che diedero un loro contributo, che fu determinante, per la realizzazione del "Progetto Chiena", partorito in una città terremotata, nella sua prima fase, innovativa e rivoluzionaria, non solo in loco, ma a livello nazionale. Basta sfogliare il Libro/Catalogo " 'A  Chiena a Campagna - Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea",  Ediz. Civico Museo Campagna - Stampa  Arti Grafiche Boccia, Salerno, 1987.
n.b. Aggiornamento sull'articolo di Anteprima.24.it, in data 23 dicembre 2020 (in attesa di potersi recare in uno studio legale civilista, sito nella città di Salerno o Napoli, che le restrizioni per il Covid, non rendono ancora adeguatamente possibili.


Un altro degli articoli, su SALERNOTODAY del 17 Luglio, 2020, dal titolo::"Il jazz in provincia: "Dìnto e fòra" ospita Daniele Scannapieco in concerto"

 Il jazz a Campagna 18 luglio 2020, dove si parla esplicitamente di "Festival “’a Chiena Campagna creattiva fra memoria, acqua e fuoco”, realizzato dal Comune di Campagna con il contributo della Regione Campania (evento cofinanziato dal POC Campania 2014-2020 – Linea Strategica 2.4 “Rigenerazione Urbana, Politiche per il Turismo e Cultura”). 

Quindi, non solo l'immagine rubata, del secchio (di manifattura locale) colmo d'acqua, ma anche parte del titolo, che annuncia i contenuti, con eventi multidisciplinari, tra memoriaacqua e fuoco. che fanno parte, guarda un pò, della poetica dell'artista Angelo Riviello (diplomato in scenografia all'AA.BB.AA.), che lavora sulla MEMORIA fin dalla metà degli anni 70 con due mostre personali alla Galleria Taide di Salerno (1978 e 1981), con un work in progress, lungo gli anni 80, 9 e duemila, nel recupero dei due elementi portanti della sua città, nella sua creatività, "ACQUA"  e "FUOCO",  coinvolgendo in espansione, anche altri artisti,  italiani, e di ogni parte del mondo, su invito, ma anche a invito libero, come negli anni duemila, con la Mail Art e la Video Art.



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Morale della favola: Angelo Riviello, dopo i soggiorni di Roma e di Positano, e i primi soggiorni di Milano, per inseguire, fin dall'infanzia e dall'adolescena,  una sua passione per l'Arte Contemporanea (multidisciplinare e multimediale, in base ai suoi studi in Scenografia), ha vissuto, in quegli anni post terremoto,  una buona parte della sua giovane esperienza e maturità artistico-creativa, con pazienza e dedizione, per molti anni, nel Comune  di Campagna, la sua città di nascita, per proporre e abbinare, nella proposta all'Istituzione, l'elemento Acqua alla trasformazione della Chiena in Opera d'Arte e Spettacolo, come fu anche per l'elemento Fuoco, da abbinare ai Fucanoli

Bene. Dopo una decina d'anni, per una scelta strategica, rivelatosi folle, da parte di alcuni soci-promotori volontari, in assenza del Riviello (trovandosi a Milano, per motivi di lavoro), che consegnarono la Chiena alla Pro Loco, la stessa (Pro Loco) gli rubò all'istante uno spaccato, che rientrava nel Progetto Chiena: la "secchiata e la passeggiata". Angelo Riviello, li ha lasciati fare, per i motivi, già precedentemente detti. Tra il 2019 e il 2020, il Comune, in concertazione con la solita Pro Loco, che da un lato ha rubato l'idea della Nuova Chiena, nata nel 1982, e dall'altro non ha mai riconosciuto la paternità progettuale, tentano elegantemente, oggi, con circa 40 anni di ritardo, di rubare l'intero progetto "Chiena", messo a fuoco perfettamente  nel 1985, il cui sbocco fu un Libro/Catalogo, che oggi è STORIA, e che nessuno può negare. 

 Quali possono essere le possibili vie di uscita? Quella del dialogo con l'Istituzione. Non quello fine a se stesso, perché ormai, i margini si sono ridotti quasi a zero, dopo gli ultimi 8 anni. Un dialogo da rivedere e da riprendere con proposte concrete, nell'interesse comune. 

Innanzitutto con la necessità di organizzare un CONVEGNO sul tema della "CHIENA, PRIMA E DOPO IL TERREMOTO DEL 23/11/1980, TRA PASSATO E FUTURO", e in quest'ambito, proporre una sorta di compromesso, e cioè una base di eventi culturali, con la denominazione già data "Campagna Creattiva, dìnto e fòra" nella "memoria tra acqua e fuoco" (e noi aggiungiamo, storia del luogo), che possa coprire l'arco di un semestre (primavera - estate), ai fini di un richiamo turistico-culturale per la Città/Territorio, a partire dal mese di maggio con il "Teatro Scuola Educativo" fino al mese di settembre-inizio ottobre, con due eventi mensili. Tra luglio e agosto, avverrebbe " 'A Chiena Art Festival dell'Acqua ", della durata di un mese. In pieno inverno, abbiamo poi i Fucanoli, a cui abbinare, oltre alle musiche e danze popolari, altri eventi culturali. Tra l'autunno e l'inverno, in attesa della primavera, resterebbe da coprire  il periodo natalizio, con un progetto di  vere luci d'artista, nel centro storico, e in alcuni tratti strategici, dei nostri due fiumi, Tenza e Atri, se è vero come è vero, che nella sintesi, bisogna valorizzare l'elementi acqua, dei due fiumi, e l'elemento fuoco, dei fucanoli "Festa di Sant'Antonio Abate". 

 Oppure, sempre come base, con "Campagna Creattiva, dìnto e fòra" nella "memoria tra acqua e fuoco e storia del luogo, che possa con uno o due spettacoli mensili, tra teatro, danza e musica, coprire l'arco di un semestre (primavera – estate, dalla metà del mese di aprile, alla metà del mese di settembre) si potrebbe sperimentare " 'A Chiena Art Festival dell'Acqua e della Luce " (oppure " 'A Chiena Campagna Art Festival dell'Acqua e della Luce "), scaglionata in due tempi: un mese estivo, con la Chiena, da metà luglio a tutto agosto, e un mese invernale, con le Feste Natalizie e i Fucanoli, illuminando con le Luci d’artista, sia l’intero centro storico, che alcuni tratti dei due fiumi Tenza e Atri, dal 5 dicembre al 17 gennaio, e dal 17 febbraio al 15 marzo, ricordando così anche la morte sul rogo di Giordano Bruno.

Se tutto questo dialogo costruttivo e propositivo, per il bene comune dell'intera Città/Territorio, non porterebbe a nulla di buono, grazie a pochi irresponsabili, che in modo discutibile, e a volte in modo subdolo, gestiscono l'evento nella Pro Loco che dobvrebbe favorire il dialogo, non ci resta che la via legale, nel chiedere il rispetto della proprietà intellettuale e artistica, sulla paternità di un'idea progettuale di un'opera d'arte in progress, a più mani, scaturita nel 1982 e ampiamente realizzata, con altri artisti di caratura nazionale e internazionale, e genius loci, con il supporto del gruppo dei promotori, e documentata, nel 1985, unitamente ad altre documentazioni cartacee, attraverso alcuni video documentari, e on line, nel corso degli anni, fino al 2015, in cui si richiede esplicitamente, il riconoscimento morale del “Progetto Chiena”, in quel contesto storico-artistico, di respiro nazionale e internazionale, di quasi 40 anni fa.

In parole povere, questi signori irresponsabili, chiusi al dialogo, se non hanno nessuna intenzione di riconoscere il progetto acqua, scaturito dal recupero della Chiena, nell'idea progettuale di un artista, che dagli anni 70 lavora sulla "memoria e identità" (coadiuvato e supportato da un gruppo di conterranei accorti, tra i quali anche un caro amico d'infanzia, un grafico importante come Gelsomino D'Ambrosio di Segno Associati di Salerno), coinvolgendo altri artisti alla realizzazione a più mani, traformandola in Opera d'Arte e Spettacolo, devono solo limitarsi a chiedere il permesso al Comune di Campagna, per organizzzare solo ed esclusivamente la vera Chiena tradizionale di una volta, che serviva a pulire le strade del centro storico, senza fare nessuna propaganada all'esterno, perché quella chiena, non era uno spettacolo riconosciuto in quanto tale, secondo i canoni inerenti a tale forma di espressione, ma un onere da parte dell'Amministrazione Comunale, con tanto di Ordinanza amministrativa con Avviso alla Cittadinanza, a firma del Sindaco, che dalle ore tot a ore tot (generalmente nel pomeriggio presto, quando c'era poca gente in giro)  si faceva la chiena, aad opera dei netturbini, per pulire la strada da Piazza Guerriero a tutto il Corso Umberto, avvisando i cittadini che uscendo di casa, per servizi vari, potevano bagnarsi e di stare attenti) per pulire non solo il Corso ma anche le strade e stradine adiacenti, non solo da carte, polvere, cartacce varie, mozziconi di sigarette e residui vari, ma sul tratto principale, dalla merda di muli, asini, cavalli, che passavano ogni giorno, tranne la domenica, e cani randagi. Certo, oggi, nel corso, non passano più i muli e gli asini, ogni tanto solo i cavalli delle pompe funebri (quando capita), però ci sono i cani randagi, che scorazzano per la città, e i cani con i loro amici-padroni, che dovunque, lasciano i segni del loro passaggio, tra piscia e merda, a parte poi, un'infinità di residui, oggi, anche di plastica, tra cui barattoli e  bottiglie di birra. 

Per la Chiena artistica (secchiate, passeggiate, azioni, e spettacolo nell'acqua e fuori dall'acqua, e tutto ciò che concerne l’espressione e la ricerca artistica), va riconosciuta l'idea progettuale e quel contesto storico da cui scaturì.

Per la Chiena tradizionale, devono solo mettersi d'accordo con il Comune, quando iniziare a pulire seriamente quel tratto del centro storico, che va da Piazza Guerriero alla Chiesa di San Giovanni. E se volessero fare un recupero interessante e intelligente, da un punto di vista locale e antropologico, potrebbero riproporre in anteprima della Chiena,  il passaggio delle bestie da soma, che una volta erano strumenti di lavoro per un buon numero di cittadini campagnesi, soprattutto degli abitanti del quartiere di San Bartolomeo, e poi pulire, come in un rituale che si ripete ogni anno, alla stessa tregua delle Processioni religiose, e dei Fucanoli, come potrebbe...

Questa dovrebbe essere una Pro Loco, umile, dignitosa e protagonista, nel ricordare l'identità a favore di un luogo, nella memoria storica, anche della stessa associazione. Lasciassero l'Arte, con le sue modulazioni e rimodulazioni creative, alla competenza e alle conoscenze di un mondo artistico e culturale, che recuperando un passato, guardano al futuro. Oppure, se si candidano ad accogliere tale peculiarità artistica, devono solo limitarsi a gestirla in modo tecnico e burocratico, umile e costruttivo, con tanta elasticità mentale, perché il campo (non facile) dell'arte già per gli "addetti ai lavori",  non può competere un'ordinaria Pro Loco, composta da cittadini volontari generici! Un consiglio? Potrebbero tra le altre cose, recuperare i loro vecchi e gloriosi giochi, molto in auge negli anni 70, da riproporre, a livello locale, nella sfida tra i diversi quartieri, sia individualmente, che di gruppo, da riproporre oggi, nell’acqua della Chiena, come la “corsa nei sacchi”, con le carrozzelle (come nel 1987, con l’”Assalto alla Città Invisibile”, dove già fu sperimentata, con successo, una collaborazione, con gli “Amici del Museo, e noi del Museo, fummo invitati a un programma radio della Rai 3 – Cultura, intervistati dal giornalista Antonio Bottiglieri, a parlare di detta esperienza, e del significato di “Città Invisibile”), e infine con il Palo della Cuccagna, da trasformare in “Palo dell’Acqua” (o nell’Acqua), ma sempre con avvisi rivolti al territorio, con soggetti locali, cittadini di Campagna, ma anche esterni che si iscrivono a partecipare a questi giochi. L’Arte, però, la lasciassero agli addetti ai lavori, e a chi si è prodigato 40 anni fa, affinché ciò avvenisse, per farne della Città di Campagna, uno dei punti di riferimento a livello internazionale. dell’Arte Contemporanea, con il suo linguaggio universale, e con i suoi molteplici mezzi espressivi , che spaziano dal Teatro alla Musica, e il Cinema, dalla Pittura, Scultura e Fotografia, alla Letteratura, Danza, e Residenze con Laboratori site specific, di Arte Pubblica.

Questo vuol essere il nostro messaggio. Un messaggio di pace, distensivo e costruttivo, accompagnato da proposte su cui dibattere democraticamente, appellandoci  al buon senso, per evitare contenziosi legali, e alla legge sulla tutela legale e morale di un’idea progettuale e dei diritti di  immagine,  per un’azione comune, che possa solo fare bene al futuro della nostra città.




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Immagine simbolo di "Campagna  Creattiva- tra Memoria, Acqua e Fuoco - 
Dinto e Fòra", 15 agosto 2019/20 giugno, 2020 -
 Pro Loco Città di Campagna, 2018-2020


La prima foto storica (1982), utilizzata come simbolo, che ha dato origine, 
come immagine, alla Chiena-Rassegna -  'A Chiena a Campagna-
Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea - Una Piena d'Acqua - Una Piena d'Arte, 
Dentro e Fuori dall' Acqua, 25 luglio 25 agosto, 1985 (come da Catalogo Boccia, 1987) -
Foto di Angelo Riviello, con l'assistenza 
di Gelsomino Fezza, 1982





https://www.dandi.media/2018/06/plagio-di-immagini-e-contenuti-web-strumenti-di-tutela/



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