sabato 11 febbraio 2017

'A Chiena - "Chiena" Project - Progetto “Chiena” - Storicizzazione


Bozzetto plastico "Fontana della Chiena",1982
La storia...Le storie...Fare memoria...Tra la “Transavanguardia”, i “Nuovi Nuovi” , “Magico Primario” , la “Pittura Colta” e "Astrazione Povera", tra “Anacronismo”, “Ipermanierismo”, “Nuova Maniera Italiana” e "La Linea analitica dell'Arte Moderna", e tra grandi mostre post sisma 80 (in Irpinia), come “Terrae Motus” (luogo: Ercolano-Napoli)... Una piccola pagina da scrivere, su una situazione del 1985, post sisma (Irpinia), che si ribellava alla "ricostruzione selvaggia", e alla facile speculazione edilizia nella cancellazione dei segni, pronosticando un futuro, con il "Progetto Chiena" (luogo: Campagna-Salerno)...
ProgettoChiena-Acqua

Introduzione
Non siamo "storici", ma quì si sta raccontando una storia di 30 anni fa e passa (messa sempre più a fuoco in modo oggettivo, dopo le prime bozze) con artisti protagonisti e alcune personalità del mondo dell'arte e della cultura, come documentata da un voluminoso libro/catalogo (in lingua italiana e inglese, stampato dalla Tipografia Boccia di Salerno nel 1987), e dai tanti articoli pubblicati sui quotidiani accreditati, periodici e riviste culturali. Una storia, un progetto (a cui hanno aderito centinaia di artisti da ogni parte del mondo, dopo il primo nucleo storico del 1985, fino ai giorni nostri), che ancora vive nell'oblio e nelle omissioni di certe associazioni locali a statuto nazionale (in primis la Pro Loco, la nostra associazione no profit, dal 1995/96 ad oggi, che in assenza dell'ideatore, ri-trasferitosi momentaneamente a Milano, per motivi di lavoro, e approfittando di una "crisi" interna all'Associazione Giordano Bruno, si trovano a gestire da oltre 20 anni la Chiena, un'idea progettuale che non gli appartiene), le quali invece di portare avanti una politica culturale, al di sopra delle parti, nella concertazione, a favore del territorio, informare i media, e soprattutto i cittadini tutti, di una nazione che si chiama Italia, e poi il resto del mondo, che si connettono al loro sito, arrecando non pochi danni morali e materiali alle persone e alla comunità tutta, scopiazzano i nostri testi (vecchi di 30 anni, dal libro storico, e recenti dal blog di Utopia), senza mai citare la fonte. Citano tanti nomi, che nulla hanno a che fare con tale storia, tranne i reali fautori di detto progetto. Almeno uno solo. Niente di tutto questo. In attesa (sempre fiduciosi) di un ritorno alla ragione, soprattutto da parte di detta associazione, e (dal 2003) di una decisione istituzionale, con una scelta politica seria e autorevole, da parte dell'Ente locale. Solo gli artisti, altri addetti ai lavori, e la gente accorta, libera da ogni pregiudizio, e/o interesse particolare (di tipo politico-partitocratico), l’hanno riconosciuta, e la riconoscono nel presente, una volta venuti a conoscenza. Attendiamo riscontri esterni, da altri competenti di arte contemporanea, come i "sei personaggi pirandelliani in  cerca d'autore"...Nel nostro caso, ne basta uno: un Direttore/Editore d'arte. Al tempo stesso, una volta riportate alla luce tutte le opere realizzate, soprattutto in quell'anno, proporre una grande esposizione (unitamente al materiale documentario, cartaceo e in video) a un Museo d'Arte Contemporanea (pensando, tra gli altri, al PAN di Napoli, quello a noi più vicino).

n.b. Questa storia, dall'evento originale denominato "Chiena" (andato in disuso negli anni 70, con il rischio di una sua scomparsa dopo il terremoto del 23-11-80), alla situazione artistica di quegli anni post sisma, che con il recupero e la salvaguardia, con un'idea progettuale ben precisa, ai fini di un uso diverso, lo trasformò, da nettezza urbana a opera d'arte (la chiave di lettura), avrebbe tutti i presupposti per essere riconosciuto come "Bene Culturale Immateriale" e rientrare a far parte del Patrimonio dell'Unesco". Una proposta che partendo dal basso, come Associazione Giordano Bruno (l'associazione storica, dal 1988 al 1994, di detta situazione, dove confluì il gruppo dei promotori "Amici del Museo"), coadiuvata dall'Associazione Utopia, possa coinvolgere nella concertazione di una proposta, il Comune di Campagna, la Provincia di Salerno, e la Regione Campania, Italia Nostra e l'Università di Salerno (Cattedra dello Spettacolo - Lettere e Filosofia a indirizzo Storico-Artistico-Antropologia Culturale). 
Progetto "Chiena":
'A Chiena, trasformata in opera d'arte-Storicizzazione fase 1
(A.R.M.


Manifesto degli "Amici del Museo" (confluiti poi nell'Associazione 

"Giordano Bruno"-1988) - sez. coord. artistico 
La prima foto storica, utilizzata come simbolo, che ha dato come immagine, 
origine alla Chiena-Rassegna - Foto di Angelo Riviello e Gelsomino Fezza, 1982

La Fontana della Chiena di Angelo Riviello, 1982/1994

La Fontana della Chiena di Angelo Riviello, 1982/1994
durante la "Chiena", con la deviazione delle acque del fiume Tenza

Bozzetto per una locandina-tesseramento al Civico Museo Campagna

La prima foto storica della "secchiata", di Pompeo Ganelli, 1985
utilizzata poi, come immagine, in un manifesto successivo

L'Arca di Noè - Azione nell'acqua di Giovanni e Renata Strada, 2006
con Peter Fraefel, e alcuni bambini figli di Dante De Chiara, del gruppo
ex "Amici del Museo"

La sposa-Performance di Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro e Lorenzo Scotto, 1992

Installazione al Museo, di Anna Malapelle, 1985

Laboratorio al Museo - Antonio Porcelli, 1985

La Colonna d'acqua - Azione nell'acqua di Alfonso Filieri, 1985
con Vito D'Agostino ("Amici del Museo")

Colonna d'acqua - Installazione di Alfonso Filieri, 1985

Le 500 barchette meno una del 1978 - 
Azione nell'acqua di Angelo Riviello, 1985

Le 500 barchette meno una del 1978 - 
Azione nell'acqua di Angelo Riviello, 1985.
Grazie ai ragazzi e ragazze di San Bartolomeo e di Zappino,
coinvolti nella realizzazione delle barchette e dell'azione nell'acqua

Laboratorio-Azione nell'acqua di Enrico Viggiano, 1985

Azione nell'acqua, di Sergio Pavone, Antonio Porcelli e 
Beppe Schiavetta (gruppo dei genovesi), 1985, con Vito 
D'Ambrosio e Bruno D'Agostino (due dei componenti il gruppo 
"Amici del Museo",

Azione-Installazione nell'acqua, di Arcangelo Moles, 1992

Installazione sull'acqua, di Gisella Meo, 1985

Labotaorio-Azione nell'acqua, di Vito Sersale, 1985

Labotaorio-Azione, di Vincenzo Epifani, 1985

Performance di Fulgor C. Silvi, 1993

Teatro il Candeliere, 1985

Performance, di Giovanni e Renata Strada, 1992

Azione nell'acqua, Gerardo Cosenza, 1994

Azione nell'acqua, di Gerardo Cosenza, 1994

Foto Souvenir di alcuni artisti, 1985

Copertina del Catalogo, 1987, da una foto di A. Riviello
e G. Fezza, rielaborata graficamente da G.D'Ambrosio, con 
il logo del Civico Museo disegnato da A.Riviello (nel ridisegno
minimale, di un elemento decorativo a bassorilievo, preso dal campanile
della cattedrale, scomparso dopo l'ultimo restauro)

Pagina interna del Catalogo, 1987


Il testo a pag 3 (scritto da A. Riviello) del Libro/Catalogo
 'A Chiena-Kermesse Naz d'Arte Contemporanea, 
che la Pro Loco scrive quasi ogni anno, senza mai citare la fonte...

Azione nell'acqua, di Francesco Bonazzi, 1985
Laboratorio-Installazione, di Alba Savoi, 1985

Locandina fronte//retro - La Storia siamo noi-2010

Locandina fronte//retro - La storia siamo noi, 2010

Progetto “Acqua-Chiena
Progetto "Chiena"-‘A Chiena, recuperata e restituita alla comunità, nel 1982 e nel 1985 trasformata in opera d'arte-Storicizzazione fase 1
La Chiena degli anni 80, dopo varie fasi sperimentali, tra il 1982 (nella sezione musicale a cura di Gelsomino Fezza e Vito D'Ambrosio), 1983 (con la collaborazione di Antonio Caponigro e Vincenzo Altieri, nella sezione teatro di strada), e il 1984 (arte visiva), sfociata nella grande Rassegna dell’Acqua, dal 31 luglio al 31 agosto del 1985, è stato il più grande atto estetico-poetico-rivoluzionario e spettacolare che l'Arte di quegli anni 80 (in pieno post modernismo), abbia potuto partorire in Italia, nel sociale di una città colpita dal terremoto in Irpinia, del 23/11/1980, nell’invenzione di altri luoghi, lontani dalle metropoli, dopo aver visto la nascita di grandi movimenti come la “Transavanguardia” di Achille Bonito Oliva, i “Nuovi Nuovi” di Renato Barilli, “Magico Primario” di Flavio Caroli, la “Pittura Colta” di Italo Mussa (definiti anche con termini di “Anacronismo” di Maurizio Calvesi, “Ipermanierismo” di Italo Tomassoni, e “Nuova Maniera Italiana” di Giuseppe Gatt), l'"Astrazione Povera" di Filiberto Menna (che si differenziava da tutti gli altri movimenti del Post-moderno, contrapponendosi in manera netta, con una linea minimale, al decorativismo) e a mostre post sisma 80 (sempre in Irpinia), come “Terrae Motus” di Lucio Amelio, i quali puntavano ad incidere su un mercato fermo, stagnante, che fino ad allora, registrava una sorta di crisi, per un’arte performativa e concettuale, ripetitiva, lungo tutto l’arco degli anni 70, che andava superata dall’interno, attraverso gli stessi canali ufficiali, tra mercanti d’arte che investivano grosse cifre, grandi gallerie private, grandi riviste, grandi mostre e grandi Musei dei luoghi deputati dell’arte.  

Grazie all’idea progettuale di Angelo Riviello (un artista natio di Campagna, diplomato in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma, che ai tempi viveva e lavorava tra la città di Milano, Roma, Positano e la sua cittadina, dopo vari soggiorni tra Zurigo, Copenaghen e altre città europee, che dall'interno viveva certi umori legati all'arte del momento, riservata ad un'elite, prima che si conoscesse pubblicamente) coadiuvato da Gelsomino D’Ambrosio (graphic-designer di valore nazionale ed europeo, art director di Segno Associati di Salerno, che abbinava il termine "Acqua" alla "Chiena", diplomato in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli) da Vito Maggio (laureato in lingue, scrittore imprevedibile, natio anche lui di Campagna, che si muoveva tra la sua città, con soggiorni a Parigi e Tunisi), da musicisti come Vito D’Ambrosio e Gelsomino Fezza (Conservatorio di Salerno), coadiuvati da Bruno D'Agostino (appassionato di musica), e con la consulenza critica e teorica, di personalità del mondo dell’arte e della cultura in generale , come Rino Mele, Enzo Di Grazia, Alan Frenkiel, ebbe origine il “Progetto Chiena”, dove ognuno (videomaker, sound-performer, pittori, scultori, fotografi, antropologi, teorici dell’arte, scrittori e curatori hanno interagito tra loro, in un ambiente ricco di storia, di tradizioni e di vegetazione, dove l’acqua è l’elemento principe, fin dall’anno mille, anno dell’ultimo insediamento della Civitas)

Ecco, ora una riflessione a più voci, nella collettività, operava con una propria poetica e una libera ricerca individuale, in una situazione a metà strada tra un’autogestione e un movimento artistico spontaneo, nato dal basso (che per certi aspetti, nella filosofia, ricordava vagamente la Land Art e l’Arte Povera degli anni 70, ma soprattutto rientrava nelle esperienze di un’Arte Pubblica, che si ribellava da un lato alla "ricostruzione selvaggia" e alla facile "speculazione edilizia", e dall'altro alla "mercificazione" dell'arte in quel preciso momento storico, pronosticando un futuro, ai fini di un progetto collettivo (tra il “costruito e il “non-costruito”) nel tessuto sociale e culturale, architettonico e urbanistico della città, per un’opera d’arte a più mani, ad uso e consumo di tutti i cittadini di ogni età, per coinvolgerli direttamente e gioiosamente nell’operazione, che attraverso il recupero, la salvaguardia, e un progetto innovativo di continuità, senza tradire la tradizione, di una Cultura Colta e popolare, come work in progress per una “Rassegna Internazionale dell’Acqua-Chiena Art Festival” (interdisciplinare e multimediale), ha ridato speranza a tutta una comunità duramente colpita dal tragico terremoto del 23 novembre 1980. Si trattò di una risposta ai grandi movimenti in auge di quegli anni 80? Tra una sovrabbondanza di segni, di colori, di materia, di espressioni, impostata sul "pieno", e di un'astrazione, le cui forme acquisivano un valore per se stesse, impostata sul "vuoto"? E' probabile. Fatto sta, che molti "addetti ai lavori", andavano incontro al mercato, mentre tanti altri (coraggiosamente o con incoscienza?) rifuggivano dalla "mercificazione", preferendo dialogare in un contesto di una realtà sociale sconvolta dal sisma, facendo "resuscitare" con l'arte un'antica tradizione.
Una similitudine in quegli anni, la si può ritrovare nel gruppo di artisti "milanesi", che per ostacolare la ruspa selvaggia, da parte del Comune di Milano, occuparono l'ex fabbrica abbandonata della "Brown Boveri" (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via Gaetano De Castillia), del 1984, dei quali alcuni di quegli artisti (un giovane Stefano Arienti, e altri), ce li siamo ritrovati poi nel gruppo "Isola Art Center" post "Progetto Oreste" anni 90 (coordinati dall'artista belga Bert Theis, scomparso di recente, nel settemnbre del 2016), per difendere dallo sciacallaggio edilizio l'intero quartiere e la "Stecca Artigiani" (già luogo di cultura alternativa, prima che lui parlasse di un centro per l’arte e per un quartiere nel concetto, e nel programma propositivo), e riproporre l'uomo nel rapporto con il suo ambiente, sempre nelle stesse vie dello stesso quartiere di Milano, tra il 2003 e 2007, fino all'abbattimento di detto immobile (come lo fu anche per l'ex Boveri), per realizzare, a discapito dell'Arte, "la Città della moda" (l'unica vera industria di Milano).
Storia
La Chiena, un evento di antica origine imprecisata, detta in dialetto campagnese ‘A Chiena (La Piena) con la deviazione di una parte delle acque del fiume Tenza, nel periodo estivo, serviva a pulire la Piazza principale della Città di Campagna (P.zza Melchiorre Guerriero), il Corso Umberto I° e tutte le strade e stradine adiacenti di quella consistente parte del centro storico (ridisegnata da Giulio Romano, in pieno Rinascimento), oltre che consentire ai negozianti, agli artigiani, e agli abitanti di quei luoghi bagnati dall’acqua, di pulire gli ingressi dei loro negozi, botteghe artigiane, e delle loro abitazioni. Era un onere da parte del Comune, mediante un’ordinanza con “Avviso alla Cittadinanza”, utilizzare questo antico e geniale sistema di pulizia, come “nettezza urbana” (incaricando, a volte anche un banditore, per informare i cittadini di tutti i rioni, invitandoli a non uscire di casa, perché potevano bagnarsi), e , anche perché su tale tratto di strada veniva attraversato dagli animali da soma (muli e asini, ma anche da cavalli). Una delibera comunale, del 1898 (secondo recenti ricerche storiche locali), attesta per la prima volta ufficialmente, tale uso, dopo aver restaurato il canale dell'acqua e la pavimentazione in pietra del Corso Umberto, senza per questo negare l'uso in precedenza nei secoli scorsi, di origine imprecisata. Anticamente, il canale della Chiena, nel periodo estivo, oltre che portare acqua per lavare le strade, per tutto l’anno, portava acqua anche e soprattutto ai mulini, ai pastifici e alle concerie ubicate sulle sponde del fiume, e fino agli anni 60/inizio 70, alla centrale idro-elettrica, ubicata sul luogo dove si incontrano le acque del Tenza e dell’altro fiume che si chiama Atri, riversandosi poi, come affluenti nel fiume Sele, che sfocia direttamente nel mare di Paestum (l’antica Pesto della Magna Grecia).
Una volta scomparsi i mulini, i pastifici e altre attività produttive, come le concerie, e quindi venendo meno un’economia importante di Campagna, a seguito dell’Unità d’Italia, e di un prestigio della città che veniva sempre meno, la Chiena è servita solo per rinfrescare le strade, tra il mese di luglio e agosto, e pulirle dallo sterco degli animali da soma, dopo il loro consueto passaggio di andata e ritorno nella campagna. Ma tutto questo è durato fino agli anni 60, con gli ultimi sussulti di una cultura contadina e artigiana, ancora in auge, anche se gradualmente, iniziava a dare i segni di una sua imminente scomparsa. Infatti dopo il boom economico, furono molti i nuclei familiari che emigrarono al Nord Italia e all’estero, accelerando così, con uno spopolamento quasi traumatico, tale fine, compreso una gran parte degli antichi mestieri artigiani. Tali conseguenze si ebbero anche sulla Chiena, che si fece fino alla fine degli anni 60/ inizi anni 70, dopo di che, andò in disuso. Archiviata. Dimenticata. Anzi, da una buona parte della Comunità campagnese, era considerato addirittura un ricordo da rimuovere, una sorta di “vergogna”, perché a molti cittadini, ricordava una insopportabile povertà vissuta, anche se con grande dignità, prima e dopo la seconda guerra mondiale, lungo tutto l’arco degli anni 50 e 60.
 Operazione
Dal momento in cui non c’erano più mulini, pastifici e concerie. Non passavano più muli, asini e cavalli, le strade erano più pulite, la Chiena poteva anche scomparire. E così fu. Per oltre un decennio, e per quasi tutto l’arco degli anni 70, la Chiena passò letteralmente nel dimenticatoio.
Fu il tragico terremoto del 23/11/1980, a farla ricordare ad un artista (Angelo Riviello), natio del luogo, che lavorava sulla “Memoria & Identità”, soggiornando tra la città di Milano, Roma e Campagna, con varie mostre all’attivo, nelle istituzioni pubbliche e private, in quegli anni, tra la città lombarda (1976/1977), Salerno (1978/1981) e Roma (1979-1981/82) . Il rischio di veder scomparire il canale della Chiena era grande, data la tendenza perversa, nella cosiddetta “ricostruzione” (con la ruspa selvaggia e cemento armato, per nuove e possibili viabilità e collegamenti) a coprire o a far scomparire, tratti dei fiumi Tenza e Atri, che attraversavano il centro storico, come già in altri punti della città era avvenuto, come in Via Molinari con il corso d'acqua, ponticello e lavatoio pubblico, e in Via Trinità, dove addirittura c'era un altro lavatoio con tettoia a coppi (come uno tra i pochi conservati in Italia, a Milano sui Navigli), dove le donne del quartiere erano solite andare a fare il bucato. Eliminati inesorabilmente, malgrado il terremoto non li avesse nemmeno sfiorati.
All’alba del 1982, dopo un andirivieni da “cittadino terremotato”, tra l’Italia, Milano e la Svizzera (ospite di amici e parenti), ne parlò con alcuni cittadini "intellettuali" del luogo e della vicina Salerno, e così partì in sordina il “Progetto Chiena” (unitamente al progetto di una Fontana, ridisegnando all’insegna dell’acqua del Tenza, quel luogo deputato che dopo gli abbattimenti degli anni 60, giaceva nell’abbandono) iniziando prima con il recupero nella memoria, dell’evento, per poi vincolarlo nella salvaguardia, con l’aiuto di Italia Nostra di Salerno, e infine con l’adesione e la partecipazione degli artisti, trasformarlo in un’opera d’arte a più mani, si perché, la Ricostruzione post sisma, per tale idea progettuale, andava fatta, certo, ma attraverso la salvaguardia ambientale, la Cultura e l’Arte del Presente, nel far rinascere un antico evento "dimenticato", per rivalorizzarlo, renderlo universale, e restituirlo alla Comunità, destinandolo ad un uso diverso, per una grande festa spettacolarizzata, nel coinvolgimento del pubblico. Tutto l’opposto di ciò che avveniva fino agli anni 60, quando, immediatamente dopo l’ora di pranzo (generalmente con poche persone in strada) si invitavano per qualche ora, tutti i cittadini a restare a casa (soprattutto anziani), per evitare che si verificassero incidenti con bagni d’acqua imprevisti, perché si “dovevano pulire e lavare” le strade nel pomeriggio, prima della consueta passeggiata serale. Alcuni restavano a casa, altri però trasgredivano, perché forte era la curiosità, e la voglia  divertirsi e di rinfrescarsi per sconfiggere il caldo estivo, e altri ancora capitavano casualmente, nel rientro a casa dalla campagna, o dalle località vicine. Quindi l'ordinanza amministrativa, del sindaco, non era uno spettacolo da propagandare all'esterno, ma un servizio di pulizia dovuto alla cittadinanza, e come dice il detto "nel lavare i panni sporchi in famiglia".
Situazione
A tale Progetto (dove era contemplato anche il recupero e la salvaguardia dell’ex Convento dei Frati Domenicani, di Giordano Bruno, per destinarlo a Civico Museo di Etno-Antropologia e d’Arte Contemporanea, e restituire anche tale fabbrica conventuale alla Comunità), nel supporto di una situazione di base fissa (Bruno D'Agostino, Vito D’Agostino e Mario Velella, a tutt'oggi impegnati come supporto permanente, e poi Antonio Corsaro, Vito D’Ambrosio e Gelsomino Fezzadetti anche "Amici del Museo", e di altri cittadini volontari, come Berardino Stabile, Pompeo Ganelli, Angelo Gibboni, Maurizio Ulino, Maria Rosaria Polisciano, Antonino Valente, Gennaro Falcone e sua moglie Gina, gli abitanti del quartiere di San Bartolomeo (sempre vicini, come Angelo Giordano e la moglie (il sacrestano della Chiesa del SS. Nome di Dio), Cosimo e Gelsomino Granito, Antonio Ruggia, Gelsomino Busillo, Maria Rosaria Ruggia, Marsiglia Ruggia, Filippo Caponigro, con le loro famiglie, e i ragazzi Cosimo e Carlo Perna, Manilo Granito, Massimo Scotese, le ragazze Anna Caponigro e Rosaria Di Novi, etc. anche dal vicino quartiere di Zappino, come Gino Scannapieco, Donato Rocco (con il suo Ape tre-ruote "volontario", sempre disponibile nel trasportare oggetti a San Bartolomeo), Caterina Vinciguerra e il marito Antonio De Lucia, ma anche da Casale Nuovo, come Rosaria e Liberata Ruggia, e amici artisti e intellettuali del luogo, e della vicina Salerno, teorici dell’Arte come Angelo Trimarco dell'Università di Salerno (presidente della Fondazione Filiberto Menna), Paolo Apolito, antropologo, critici d’arte come Massimo Bignardi e Antonio D’Avossa, architetti come Ruggiero Bignardi, dei Beni Culturali, come Alfonso Tafuri di Italia Nostra, Studio Segno di Visual Design (Segno Associati di Gelsomino D’Ambrosio e Pino Grimaldi), aderirono artisti e gruppi teatrali, invitati da ogni parte d’Italia, che occuparono letteralmente l’intero Convento dei Domenicani (senza porte e senza infissi alle finestre), abbandonato da anni e ne faranno, per un mese intero, luogo di ricerca e sperimentazione artistica, con un Laboratorio site specific, nell’uso dei diversi mezzi tecnico-espressivi, dalla pittura e scultura, alle installazioni, performances e video arte, alla musica, danza e teatro contemporaneo, sia nella sede del convento per destinarlo a futuro museo, che durante le deviazioni delle acque del fiume Tenza. Fu un’autentica rivoluzione estetico-poetica e comportamentale, di artisti che si divertirono come bambini. Fu una Festa, unitamente al pubblico, in cui fu data la possibilità di esprimersi, agli artisti del territorio, a vecchi e genuini maestri locali (come Antonio Luongo, Armando Aiello, Angelo Giordano, Arturo Busillo e Giuseppe Busillo), e a chi, giovane e "ingenuo", voleva avvicinarsi al mondo dell'arte.
A conclusione fu realizzato un Libro/Catalogo bilingue (italiano/inglese), ad alta definizione, nelle edizioni del Civico Museo/Comune di Campagna, con testi (in ordine di pubblicazione) di Angelo Riviello, Rino Mele, Enzo Di Grazia, Alan Frenkiel e Vito Maggio, stampato dalla Tipografia Boccia di Salerno, una delle eccellenze campane della carta stampata, presentato in Provincia, nel Salone dei Marmi, nell'anno 1987, con la partecipazione dei seguenti relatori: Pasquale Mirra (sindaco di Campagna);Corinto D'Orazio (assessore alla P.I. del Comune di Campagna); Giuseppe Acone (Università di Salerno); Marcello Caleo (docente di Filosofia); Antonio Bottiglieri (assessore alla Cultura della Provincia di Salerno e giornalista RAI 3 di Napoli); Andrea De Simone (consigliere provinciale del PC.I.). 
P.S. Di tale presentazione, si conserva una cassetta di registrazione. 

Il nucleo storico degli Artisti che parteciparono al “Progetto Chiena- Rassegna dell’Acqua” del 1985

Artisti del territorio
Armando Aiello, Gino Aiello, Nino Aiello, Pasquale Anzalone, Arturo Busillo, Giuseppe Busillo, Liberato Capaccio, Felice Capaccio, Guido Carpentiere, Antonio Corsaro, Emilio D’Amato, Gelsomino D’Ambrosio, Vito D’Ambrosio, Giovanbattista De Angelis, Gelsomino Fezza, Giorgio Gallotta, Lucio Ganelli, Pompeo Ganelli, Daniele Gibboni, Angelo Giordano, Lino Juorio, Antonio Luongo, Vito Maggio, Olga Mirra, Pasquale Perruso, Angelo Riviello, Vittorio Scarpa, Maurizio Ulino.   

Artisti ospiti
Salvatore Anelli, Antonio Baglivo, Riccardo Bergamini, Elsa Boero, Francesco Bonazzi, Ilaria Bona, Lucia Buono, Giovanni Canton, Camillo Capolongo, Lorenzo Cleffi, Gaetano Nicola Cuccaro, Fausto De Marinis, Vincenzo Epifani, Maria Pia Fanna Roncoroni, Alfonso Filieri, Pina Fiori, Franco Flaccavento, Nicola Frangione, Giancarlo Gelsomino, Riziero Giunti, Rosa Greco, Pino Grimaldi, Pina Guida, Elisabetta Gut, Angela Hart O’Brien, Giovannastella Lanocita, Ruggero Maggi, Anna Malapelle, Patrizia Marchi, Mariano Mastrolonardo, Alessandro Mautone, Gisella Meo, Cristiana Moldi Ravenna, Emilio Morandi, Gutte Norrild, Giuseppe Onesti, Gerardo Palmieri, Sergio Pavone, Gloria Giovannetti Persiani, Vincenzo Pezzella, Antonella Pierno, Lisa Pintucci, Giuseppe Pipoli, Antonio Porcelli, Alba Savoi, Beppe Schiavetta, Vito Sersale, Rosario Vairo, Rosanna Veronesi, Enrico Viggiano, Donato Vitiello, Anna Zeppieri, Teatro Sperimentale “il Candeliere”, Cooperativa Teatro/Lavoro.

Comitato scientifico
Enzo Di Grazia (critico d'arte-Caserta-Pordenone), Rino Mele (cattedra dello Spettacolo-Università di Salerno), Alan Frenkiel (scrittore d'arte-Positano-Londra-New York)
Consulenza scientifica
Angelo Trimarco (Storia della Critica d’Arte-Università di Salerno, attuale Presidente della Fondazione Menna), Paolo Apolito (Antropologia Culturale-Salerno), Alfonso Tafuri (Beni Storici, Artistici , Architettonici e Ambientali-Italia Nostra di Salerno)
Coordinamento artistico
Angelo Riviello (artista-corso di Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma)
Sezione Fotografia
Gino Aiello, Antonio Corsaro, Dante De Chiara, Vito D’Ambrosio, Gelsomino Fezza, Pompeo Ganelli, Angelo Riviello


Tra i tanti Artisti che parteciparono negli anni 1987-88-89 / 1992-93 e 94, presenti anche fisicamente, si segnalano i seguenti:
Angelo Casciello, Annibale Oste, Elpidio Tramontano, Antonio Pierro, Ermanno Senatore, Eva Rachele Grassi, Marco Fioramanti, Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro, Lorenzo Scotto Di Luzio, Giovanni & Renata Strada, Peter & Barbla Fraefel, Sebastiano Fini, Massimo Liberti, Birgit Shola Starp, Arcangelo Moles, Gerardo Cosenza, Fulgor C. Silvi, Vera De Veroli, Mirella Monaco, Arturo Casanova, Alfonso Mangone, Emidio Mangone, Ferruccio Massimi, Argilla Teatri di Ivan Cozzi e Isabella Moroni.

Scrittori, critici d'arte e curatori che parteciparono negli anni 1987-1992/93 e 94
Massimo Bignardi nel 1987 (curatore della mostra nel centro storico “Ambiente come Scultura), Erminia Pellecchia, con l'ufficio stampa, Maurizio Vitiello e Mario Carrese, con un video documentario (sempre nell'anno 1987) di detta mostra-laboratorio), Aldo Elefante nel 1992 (artista e curatore di una mostra fotografica al museo di San Bartolomeo, di giovani artisti emergenti napoletani), Giuseppe Siano, e Vittoria Biasi (critici d'arte e curatori), Angela Noya (art promoter), Grazia Chiesa della rivista D'Ars di Milano, Franca Savarese delle Edizioni EurAsia di Roma.

In visita in quegli anni, al Museo di San Bartolomeo di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea: Antonio A. Trotta (artista scultore), Simona Barucco e Enzo Battarra (critici d'arte e curatori).

Altri artisti che parteciparono alla ripresa del Progetto nel 1997 (Porte dell’Arte – Porte dell’Acqua), di cui fu stampato un secondo catalogo:

Artisti del territorio
Vito Acone, Mario Aversano, Arturo Busillo, Giuseppe Busillo, Gelsomino D’Ambrosio, Giovanbattista De Angelis, Gerardo Feniello, Marano & Riviello, Liberato Mastrangelo, Natale Perruso, Pasquale Perruso, Don Antonio Pisani, Angelo Riviello, Giuseppe Russo, Vito Sersale, Carmine Vivone

Artisti ospiti
Milena Barberis, Paolo Barlusconi, José Bravo, Anna Bertoldo, Brigata Es, Alessandra Carli (Alexis), Carlo Catuogno, Salvatore Damiano, Nizzo De Curtis, Salvatore De Nicola, Fernanda Fedi, Barbla Fraefel-Zah, Peter Fraefel, Luigi Franzese, Monica Galuppo, Gino Gini, Renato Intignano, Mario Lanzione, Angela Magrini Hart O’Brien, Arthur Mac Caig, Alfonso F. Mangone, Emidio Mangone, Miguel Miglionico Meliande, Antonio Pesce, Felix Policastro, Gisela Robert, Aitor Romano, Tasos Samargis, Michela Rocca Uccellini, Enzo Rosamilia, Nando Rosamilia, Peppe Rosamilia, Ernesto Terlizzi, Maria Wojcik, Antonella Zingarini, Artisti della collezione del MIMI (Museo Internazionale della Micro Incisione di Roma).

Curatori/Comitato Scientifico
Cristina Tafuri (docente di Storia dell’Arte- Salerno), Ferruccio Massimi (scrittore d’arte, editore , curatore e direttore del MIMI - Roma), Pino Simonetti (giornalista Rai 3 di Napoli).

Coordinamento artistico
Angelo Riviello, Vito Sersale

Tra gli artisti che aderirono alla ripresa del Progetto organizzato dall’Associazione Utopia Contemporary Art (2006/2012-2015) sempre più di risonanza internazionale, di cui alcuni con opere significative, e altri presenti anche fisicamente, si segnalano i seguenti:
Giovanni and Renata Strada, Dario Carmentano, Peter e Barbla Fraefel, Irina Danilova & Hiram Levy, Lulu Lolo, Iris Selke, Roberto Scala,  Silvio De Gracia, Lello Lopez, Hervé Constant, Cherie Sampson, Raffaella Losapio, Vincenzo Ceccato, Santini Del Prete, Franco Tripodi, Gruppo Sinestetico, Giannetto Bravi, Salvatore Vargas, Rebecca Conroy, Andrew Eyman, Giovanni Iannitto, Laura Bottaro, Angela Sepe Novara, Cristiano Petrucci, Flavio Sciolè, Valentina Migliaccio, Luc Fierens, Antonio Picardi, Vito Pace, Peppe Esposito, Ivana Rezek, Vito Falcone, Sinasi Gunes, Pauline Abbadie, Jéròme Le Goff & Delphine Ralin, Derek Michael Besant, Pina Della Rossa, Anna Colmayer, Hearth Media/Osprey Orielle Lake & Linda Powers, Domenico (Mimmo) Di Caterino, Alfonso Caccavale, Calogero Barba, Giovanni Rubino, Maria Rebecca Ballestra, Maria Amalia Cangiano, Anna Finetti, Eric Legrain, Rino Telaro, Michael Beauvent, Caterina Davinio, Alain Domagala, Roberto Comini, Flavia Fernandes, Vincenzo Montella, Setyo Mardiyantoro, Beatriz Albuquerque, e tanti altri, che per ragioni di spazio non riportiamo in detto sito. Il gruppo "Manifesto Brut" (con Rino Telaro e Giorgio Scotti, in rappresentanza di tutti i componenti, tra i quali Rocco Sciaudone, Elena Dell'Andrea, Maya Pacifico, Pina Della Rossa, Pino Lauria, etc.), nel 2015, hanno chiuso l'ultimo ciclo (per ragioni economiche).
Nel 2010, fu tenuto un Laboratorio Site Specific sul tema dell’Acqua- Chiena e Storia del Luogo, a cura di Cataldo Colella, a cui parteciparono: Dario Carmentano, Teresa Cetani, Bruno Di Lecce, Carmen Laurino, Massimo Lovisco, Marcello Mantegazza, Gianfranco Presta, Angelo Riviello.
Esposizioni

Dopo la “Rassegna dell’Acqua - ‘A Chiena” 1985, si tenne una mostra di tutte le opere realizzate in sito nel nascente Museo Campagna, di Etno-Antropologia e d’Arte Contemporanea, una sorta di Casa/Museo/Laboratorio, con residences permanenti, ubicato dal 1982 nell’ex Convento dei Frati Domenicani, dove compì il noviziato e celebrò la prima messa nella Chiesa di San Bartolomeo, il filosofo di Nola, Giordano Bruno, e dove furono ospitati gli ebrei internati (1940/1943), costituendo così il primo nucleo storico di opere raccolte sul tema dell’Acqua e della Storia del Luogo.
Note
Il rapporto tra il “Progetto Chiena” di Campagna (Kermesse Nazionale, Post Terremoto Irpinia del 1980, con mostra laboratorio al Museo Etno-Antropologico, con Happenings e Performances nei luoghi pubblici dell’acqua), con “Terrae Motus” di Lucio Amelio, del 1984 (mostra internazionale, Post Terremoto Irpinia, tenuta nella Villa Campolieto di Ercolano-NA):
 http://reggiaofcaserta.altervista.org/it/reggia/terrae-motus/

Progetto “Brown Boveri”, di Milano (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via Gaetano De Castillia), del 1984 (battagla persa):
 - http://www.ecoledumagasin.com/session17/spip.php?article112

 Isola Art Center, la continuità (in un'altra battaglia persa) agli inizi degli anni 2000 (nel coordinamento di Bert Theis contro la speculazione edilizia (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via De Castillia)-Milano (l'errore? una battaglia riservata a pochi artisti chiusi a riccio, invece di coinvolgere alla partecipazione, con un invito aperto, non solo un numero ristretto di artisti (amici), italiani e stranieri, residenti a Milano, ma guardando anche negli altri paesi europei, che lavorando in tal senso, sarebbero stati loro stessi ad auto-selezionarsi:
http://www.globalist.it/culture/articolo/68713/storia-dell-039-isola-il-quartiere-storico-che-vogliono-cancellare.html

Il “Progetto Oreste” di Montescaglioso-Matera, del 1997 (da un'idea progettuale di Ferdinando Mazzitelli) - Oreste alla Biennale
Durante la XLVIII Biennale di Venezia del 1999, in occasione dell’invito a “dAPERTutto”, di Harald Szeemann ha dato vita a una serie di incontri, performance, discussioni, conferenze, pranzi e incontri informali. Sono stati organizzati circa un centinaio di eventi e più di 500 persone di tutto il mondo hanno attivamente partecipato al progetto.
https://www.facebook.com/progetto.oreste/?fref=ts
http://www.roots-routes.org/?p=8323 
Il recente Progetto “Rupextre”(1) di Matera (da un'idea progettuale di Dario Carmentano) , del 2010 (i sensi del vuoto)-http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=104925&otype=1012&id=541766&value=AGR
Bibliografia

·      Antonella Chieffo, “A Campagna Arte Contemporanea e…Piena d’Acqua” : Paese Sera - Martedì 30 luglio, 1985
·    Gino Liguori “Il fiume rinfresca il paese. Domani il Tenza invaderà le strade di Campagna”, Il Mattino,- Anno XCIV – Mercoledì 31 luglio 1985.
·     Michele Trotta “Campagna nell’antico convento, happening e laboratorio fra tanta danza”, Il Mattino- Anno XCIV -  Domenica 11 agosto,1985.
·   Claudia Della Corte, “Qui di giovedì e domenica, piove sempre”, Reporter - Lunedì 25 agosto 1985.
·   Carla Errico “Campagna rivisitata con amore”, Il Mattino – Anno XCIV – Domenica 18 agosto 1985.
·      Roberto Nunzi, “Che bello sguazzare nel paese allagato”, Cronaca Vera, 28 agosto, 1985.
·    Angelo Magliano, “La Chiena e la prima Kermesse Nazionale d’Arte Contemporanea”, Il Setaccio – Anno VII – N. 9-10 – Settembre/Ottobre, 1985.
·    Antonio Castaldi, “ Campagna raggelata”, Campo 22/23/24  (rivista trimestrale di Cultura del Mezzogiorno), Edizioni 10/17 - Aprile/Dicembre, 1985.
·  Luigi Giordano, “Chiena”, AS – Quadrimestrale ANNO I° (Ordine degli architetti della provincia di Salerno), Settembre/Dicembre, 1985.
·   Angelo Riviello, “La Critica come auto critica”, L’Umanità (Speciale Arte) - Venerdì 30 settembre, 1983
·    AA. VV. 'A Chiena a Campagna - Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea - 1985 - Edizioni Museo Campagna - Stampa Boccia,  Salerno, 1987
·     AA.VV. “Campagna (SA) Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea”, Perimetro, Anno 3-Inverno 1987, Potenza
·      Enrico Crispolti "Disegno Campania 88" - Nuove Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 1988
·  AA. VV. "Le Porte dell'Arte (Le Porte dell'Acqua) - Incontri Internazionali d'Arte Contemporanea"- Edizioni Comune di Campagna - Stampa Grafica Ebolitana, Eboli (SA) 1997.
·     AA.VV. Art Diary Italia "Arte e artisti in Campania / Salerno / Altri" - Giancarlo Politi Editore per la Flash Art Books, Stampa INTERGRAF & LITO - Rodano (MI), 1996
·      AA. VV. "Primo Premio Trevi Flash Art Museum "- Giancarlo Politi Editore, Milano, 1996
·     Massimo Bignardi "Cronache - Attraverso l'arte contemporanea nel Mezzogiorno", Edizioni Asir - La Buona Stampa s.p.a. Ercolano (NA), 1987
·   Mario  Carrese e Maurizio Vitiello, "Ambiente come Scultura", Video-Centro Studi 70, Napoli, 1987
·   Carmine Granito, “Campagna prepara la Chiena”, il Mezzogiorno – Anno 1°, n.126 – martedì 3 agosto, 1994
·   Pino Simonetti, “Se la storia ritrova le sue tradizioni”, il Giornale di Napoli, sabato 13 agosto, 1994
·    Gelsomino D'Ambrosio Scheda "Campagna", Edizioni 10/17, Arti Grafiche Sud (ristampa), Salerno, 1996
·   Carmine Granito "La Città della Chiena e dei Fucanoli" - Scheda "Campagna", Edizioni 10/17, Arti Grafiche Sud, Salerno, 1996
·    Mario Onesti "La Fontana della Piazza a Campagna" - Il Segno, Anno IV n.10 - Editore Studio Europa, Caggiano (SA) – Ottobre 1994
·  AA. VV. "La Fontana della Chiena - Progetto" a cura del Museo Civico - Il Setaccio, luglio/agosto 1982 - stampa in proprio - Campagna (SA)
·    AA. VV. "Quasi la Patria di Giordano Bruno" - Gazzetta di Salerno, 3 marzo, 1983
·  Rino Mele, "Il Convento di Giordano Bruno" , dal Libro/Catalogo ‘A Chiena-Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea (anno 1985) - Edizioni Museo Campagna - Campagna-Stampa Boccia, Salerno,1987
·    Alan Frenkiel, Among the Gorges of Campagna, dal Libro/Catalogo "A Chiena -Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea", Ediz. Museo Campagna - Stampa Boccia, Salerno,1987
·   Enzo Di Grazia "Premessa", dal Libro/Catalogo" - 'A Chiena-Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea - Edizioni Museo Campagna - Stampa Boccia, Salerno, 1987
·    Angelo Riviello, "Accidenti a Colombo!" , dal Libro/Catalogo ‘A Chiena-Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea (anno 1985) - Edizioni Museo Campagna - Campagna-Stampa Boccia, Salerno,1987
·    Pompeo Onesti, La Chiena, Torino 1993.
·  Oreste Mottola "Campagna: parla "l'inventore della Chiena e del recupero di Giordano Bruno" - Il Settimanale Unico, 22 settembre 2006
·   Vito D'Agostino "Intervista ad Angelo Riviello" - Notiziario Speciale Arte - Associazione Progetto per Campagna, gennaio 2006
·  AA. VV. "Acqua Trentennale della Chiena (1985/2015)"- 30º anniversario" - Il Saggio (Libri,Poesia, Arte) - Edizioni il Saggio, Eboli, ottobre 2015, Stampa Dgitalpress, Santa Maria di Castellabate (SA)
·    AA. VV. "Chiena delle 24, 17 agosto 2016" - La Città di Salerno (Quotidiano) - Stampa Arti Grafiche Boccia, Salerno 2016
·     Patrizia Ferri, "La metropoli possibile - Spazi urbani. Una riflessione sull'Arte Pubblica e le sue declinazioni possibili, escludendo le sculture ornamentali disseminate all'aperto e puntando invece su un progetto collettivo che coinvolga la comunità e i suoi desideri" - il Manifesto - Roma, Edizione del 2 ottobre, 2016
·    Domenico "Mimmo" Di Caterino, "Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista Angelo Riviello" - Napoli Art Magazine, Napoli, Edizione del 18 settembre, 2014

Collegamenti esterni (con aggiornamento)

d=205
(A.R.M.)11 febbraio 2017

* Nota in margine
Da Wikipedia (tale pagina, di autore/autori ignoti, a parte alcune note aggiunte successivamente, sarebbe da modificare, in modo più approfondito, specifico e professionale, in base alla storia di trent’anni, a partire dal 1982/1985), che solo i protagonisti conoscono..Ma diciamo che al momento è un pò il ritratto di questi ultimi 15/16 anni:

'A Chiena (in italiano la piena) è una tradizione popolare di Campagna, in provincia di Salerno.

Origine e trasformazione

Si tratta della parziale deviazione del fiume Tenza attraverso un canale artificiale, che capta le acque in località Chiatrone e le immette in piazza Melchiorre Guerriero facendole scorrere lungo le vie del centro storico durante il periodo estivo. La tradizione nacque in epoca imprecisata come sistema di pulizia delle strade. Nel 1889 venne risistemata la pavimentazione del corso Umberto I, per facilitare il deflusso delle acque fluviali in modo da non allagare le abitazioni, e venne restaurato l'antico canale artificiale. Da allora, ogni anno i sindaci emanano una ordinanza per avvisare dell'allagamento, utilizzando finanche un banditore, che gira per tutti i quartieri della città, invitando la gente a non uscire di casa, per non bagnarsi. Nel 1982, a distanza di due anni dal terremoto, e dopo un disuso durato lungo tutto l'arco degli anni 70, da un'idea progettuale di Angelo Riviello (per far si, che ri-nascesse come Rassegna/Festival dell'Acqua-'A Chiena, ai fini di una sua istituzione ufficiale, in edizione annuale), sotto la sua direzione artistica, fu per la prima volta, spettacolarizzata la Chiena, con musica classica, a cura di Vito D'Ambrosio e Gelsomino Fezza (consulenti della sezione Musica "Amici del Museo"). Dal 1985 (invitando, questa volta, con più decisione, la gente ad uscire di casa per bagnarsi), 'a chiena si è trasformata in una kermesse artistico-culturale coinvolgente, curata questa volta direttamente dal Riviello, che di pertinenza, dal 1975, rientrava nel suo lavoro artistico sulla "Memoria e Identità" (artista, pittore, scultore, film-maker e scenografo con numerose mostre in Italia e all'estero, natio di Campagna, con studi e soggiorni per motivi di lavoro tra Roma e Milano), dopo averla proposta nel 1982, nei "container" di Largo Sant'Antonio, sede ai tempi, del terremotato Comune di Campagna, tra le perplessità del prof. D'Orazio Corinto, Assessore alla P.I. a seguito di un invito per organizzare l'Estate Campagnese di quell'anno, e autore inoltre della fontana (Fontana della Chiena), progettata in quello stesso anno, dalla quale sgorga l'acqua del fiume, in cui, durante i giorni dell'allagamento, vengono svolte rappresentazioni artistiche, teatrali, musicali, passeggiate, secchiate, e attività ludiche[1][2]. Dal 1995 è gestita dalla Pro Loco "Città di Campagna" nell'aspetto esclusivamente ludico delle passeggiate e delle secchiate, priva di progettualità, facendo prevalere solo l'aspetto folclorico, e mettendo da parte l'arte, come nel detto "impara l'arte e mettila da parte". Dopo tanti anni di assenza, si spera in un ritorno alla ragione, per un benessere collettivo, nel riproporre tale Rassegna (unica nel suo genere), con personalità di alto profilo, legate al mondo dell'arte e della cultura nazionale e internazionale, che ben sapranno coniugare la qualità della manifestazione con la tradizione popolare (pulizia, secchiate e passeggiate), sia nella Direzione artistica che nella selezione degli artisti da invitare ogni anno, per un progetto di maggior richiamo turistico-culturale per la città/territorio di Campagna, non solo in modo effimero, per le "secchiate" fini a se stesse, ma per visitare i monumenti e il suo centro storico, nato con l'ultimo insediamento avvenuto nell'anno mille, con la costruzione del Castello aragonese "Gerione".


Attività che si svolgono durante 'a chiena:
  • 'A secchiata. È la solo usanza rimasta unitamente alla "passeggiata", dal 1985, con il Progetto "Chiena" scaturito nella prima edizione della Rassegna dell'Acqua - La Chiena, nel coinvolgimento del pubblico, unitamente alle passeggiate e alle performance spettacolari degli artisti, che ha dato maggiore notorietà alla manifestazione. Ogni domenica pomeriggio si svolge nelle strade una sorta di sfida lanciandosi reciproche secchiate d'acqua;[3]
  • Passeggiata. L'altra usanza rimasta (alternandola alla "secchiata", si continua a passeggiare, però la domenica mattina, da 15 anni, con i piedi in acqua, lungo il corso principale della città;[3]
  • Chiena di Mezzanotte. Il 16 e 17 agosto, a mezzanotte in punto, viene allagata la città, mentre, nell'insolito scenario notturno, si svolgono spettacoli spontanei, musicali, teatrali e di danza;[3]
  • Chiena Folk Festival. Danze e balli popolari nell'acqua, con musica etnica e folkloristica, in concomitanza con l'allagamento delle strade del centro storico.[3]



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