venerdì 17 febbraio 2017

Giordano Bruno a Campagna

Il 17 febbario del 1600 moriva Giordano Buno...
p.s. lapide a ricordo progettata da Angelo Riviello e proposta nel 1983 (anni di fermento post sisma) all'Istituzione locale dagli "Amici del Museo" (gli stessi che poi fondarono l'associazione G. Bruno, nel 1988), ubicata nello stesso luogo dove il Bruno compì il noviziato e celebrò la prima messa, dopo 383 anni (di attesa, come ci ricordò un giornalista presente all'evento), alla presenza del Vice Sindaco e l'Assessore alla P.I. di Campagna, del Sindaco di Nola, dei due Comandanti dei VV.UU. e della Rai 3 di Napoli e liberi cittadini. Fu un inizio per ricordare il Bruno...Grazie alla lettura di un libro di Eugenio Garin, a tutt'oggi conservato (un bifronte-Galileo/Bruno-ediz. CEI Milano, 1966) trovato dallo stesso Angelo Riviello, su una bancarella di Salerno (di libri usati), di Corso Vittorio, sotto al Tribunale, tracersa di Via Angelo Papio, sede della Galleria Taide, dove il Riviello tenne la sua prima personale, nel 1978, due anni prima del terremoto.




 Dibattito su facebook, da un input dato da Ennio Riviello, in data 17 febbraio 2017


Ennio Riviello ha condiviso un link.

Si parla di un "presunto" legame fra Giordano Bruno e Campagna. Si dice che qui abbia concluso il noviziato e celebrato la sua prima messa. C'è un'associazione che porta il suo nome, c'è un comitato che porta il suo nome. Bastassero questi per testimoniare il legame, presunto o reale, con il filosofo nolano! Perché non cerchiamo, invece, di rispolverare la storia della nostra comunità ripartendo proprio da lui, Giordano Bruno? Riscoprire le nostre radici e la nostra storia sarà un'utile esercizio di senso civico oltre che laboratorio di idee e di rilancio.



Si discute tra gli altri, su un'apposita pagina locale molto seguita, che si chiama: HACCAMPAGNA facciamo cose e le pubblichiamo 

Angelo Riviello risponde prima ad una cittadina, poi pubblica alcuni suoi commenti, e infine un suo post con foto documemtarie

Angela Valente E anke vero ke nn si studia a scuola,quando stavo al nord una prof di italiano mi kiese da dove venivo e io gli dissi campagna provincia di salerno e lei mi rispose lo conosco li ha studiato giordano bruno e ha predicato san berardino

Angelo Riviello Per noi di Campagna, fa fede il solito proverbio "nemo profeta in patria"...cara Valente...Ad eccezione, però della città di nascita di Giordano Bruno: NOLA, dove se lo tengono ben stretto...E quì (nel nolano) il proverbio viene smentito  p.s. non solo a Nola, ma anche e soprattutto all'estero

Commento 1:
Angelo Riviello A tutt'oggi non si è ancora organizzato un convegno sulla figura del più grande filosofo italiano di fama universale, come nemmeno sul Caramuel. Cosa volete? A Campagna è stato fatto ciò che era possibile, nel rimboccarsi le maniche da liberi cittadini, con il volotariato. Prima come "Amici del Museo" e poi come Associazione Giordano Bruno...una storia iniziata nel 1983, a parte alcuni artisti che individualmente (come è giusto che sia) hanno anticipato tale presenza, affrontando una tematica non proprio semplice, nel ritrarre una così alta figura.Tutto iniziò con una lapide a ricordo del Bruno, nel 1983 ...già pubblicata in detta pagina...con una piccola cronistoria...in quegli anni di fermento post sisma, in cui si parlava di recupero della Chiena, di Museo e della presenza di Giordano Bruno a Campagna...p.s. piccolissima nota di uno spaccato storico della nostra città.

Commento 2:
Angelo Riviello Comunque se nel nostro paese ci fosse stata una maggiore informazione, da parte degli organi preposti (Istituzioni locale e Associazioni varie)...Caro Ennio, avresti saputo che il nostro grande Giordano Bruno, era già presente a San Bartolomeo, fin dal 1983, prima con la lapide (già pubblicata in rete e su qualche blog), e poi con dei manoscritti (anche in fotocopia, per fortuna), e infine con alcune opere scultoree, dal 1988 al 1990 (anni del mio incarico dal Comune di Campagna, per convenzione, per la raccolta di materiale oggettuale e cartaceo, e allestimento delle sale del convento), e poi dopo che fu finito l'ultimo lotto dei lavori di restauro (1991, in cui fu recuperata l'intera ala settecentesca dell'ultimo piano), la presenza di Giordano Bruno, è tornata, dal 1992 al 1994 (con il sottoscritto in qualità di coordinatore artistico), a cura dell'Associazione che porta il suo nome (primo Consiglio Direttivo- Presidenza Maria Rosaria Polisciano, e secondo Consiglio Direttivo-Presidenza Angela Hart O' Brien) dagli anni che seguirono (1994-Presidenza Michele Trotta, e dal 1995-96, Presidenza Adriana Maggio, fino a prima che il Convento si destinasse a "Luogo della Memoria", anni tra il 2006-2007-08, ed è giusto OGGI (dopo tanti anni di ritardo accumulato) che si parli di riallestimento in una sala, nei locali di San Bartolomeo...P.S. Ti ringrazio per il post, se tu non l'avessi pubblicato, facendo scaturire una sorta di dibattito e scambi di opinione, non avrei saputo di detta iniziativa...  Speriamo bene.

Angelo Riviello A testimonianza di quanto detto, sono rimasti gli avanzi di una installazione sculturea dedicata a Giordano Bruno, danneggiata in più parti...dal supporto in truciolato dipinto (di cui non si hanno notizie), al palo ben visibile per terra, con una lunga citazione del Bruno (molto pertinente alla sua morte sul rogo), incisa a fuoco nella falegnameria di D'Elia Antonino ('O Moccio):.ETERNAMENTE ESCA A GLI VORACI FUOCHI...dal quale palo, è scomparsa finanche la colomba in terracotta, realizzata e cotta ad Eboli nella creteria di un certo Antonio, ceramista). Ovviamente, una volta riportata alla luce (detta opera, nel suo complesso) come minmo, dovrebbe essere restaurata...ed esposta al pubblico.

Finalmente il post di Angelo Riviello (accompagnato da alcune immagini ormai storiche)


Angelo Riviello

Visto l'input dato dal post di Ennio Riviello nella giornata del 17 febbraio, che a quanto pare ha suscitato un certo interesse agli iscritti di detta pagina, mi sento quasi in dovere di fornirvi un pò di materiale documentario relativo alla figura e alla presenza del Bruno a Campagna (sempre grazie a Eugenio Garin, lo storico più accreditato del filosofo di Nola da un suo libro ediz. CEI, Milano, 1966, a tutt'oggi conservato, trovato su una bancarella di libri usati a Salerno, qualche anno prima del terremoto): le prime due foto riguardano lo scoprimento della lapide a ricordo, a San Bartolomeo, in data 17 febbraio 1983: la terza raffigura la lapide con la sua dicitura, ubicata sulle mura esterne del convento-museo: la 4, la 5, la 6, la 7 e la 8, sono opere di artisti di svariati anni, anche con performance (di cui non faccio nomi per non fare pubblicità...qualcuno però realizzò un'installazione sul Bruno alla Certosa di Padula, su invito di Bonito Oliva, nel 2005). Le ultime due nvece (la 9 e la 10), rappresentano una lapide a ricordo (scritta in italiano) e una scultura di un artista contemporaneo, che con grande sorpresa ho trovato a Berlno, a Potsdamer Platz, all'uscita del metro, durante un mio vaggo nel 2009 -
 p.s. La nostra cttà, dopo quel 1983 (anni di fermento dal 1982, si parlava di recupero della Chiena, di Museo, dei Fucanoli, di Giordano Bruno nel progettare un futuro possibile per la nostra Campagna) malgrado i tanti artsti che l'hanno conosciuta, fino ai recenti anni duemila, e che, oltre al tema dell'Acqua della Chiena, guardando alla storia del luogo, hanno dedicato un omaggio al Bruno, ancora non ha avuto un piccolo omaggio, degno del suo nome, simile a Berlino...















giovedì 16 febbraio 2017

Jannis Kounellis

da "Artribune

È morto Jannis Kounellis, campione dell’Arte Povera



Nato il 23 marzo del 1936, l’artista greco avrebbe compiuto 81 anni il mese prossimo.

È morto Jannis Kounellis. Era nato 81 anni fa al Pireo, ma era romano d’adozione ormai da decenni. La sua storia d’artista resta profondamente legata all’esperienza dell’Arte Povera, di cui è stato uno dei più grandi rappresentanti.
Qui potete leggere una delle ultime interviste che ha rilasciato: l’abbiamo realizzata durante la sua importante mostra alla Monnaie de Paris pochi mesi fa.

LA MATERIA DELL’ARTE

Sostenitore di un approccio materico all’arte, Kounellis fece il suo debutto sulla scena artistica italiana usando il mezzo pittorico come immediato canale di espressione di un linguaggio improntato all’immediatezza, reso più sfaccettato, negli anni, dal ricorso a un pratica installativo-performativa di grande impatto visivo e concettuale. Dalla mostra di debutto alla Galleria La Tartaruga di Roma alle esposizioni più recenti (risale appena ad ottobre la personale nella sede capitolina di Gavin Brown’s Enterprise), la poetica di Kounellis si è arricchita di uno sguardo più attento, e certamente più disincantato, nei confronti della materia, organica per lo più, vera protagonista dei suoi interventi. Il legame con l’aspetto terragno, tangibile, dei materiali utilizzati ha reso Kounellis uno degli esponenti di punta del movimento poverista, etichetta che lo ha accompagnato fino al termine della sua esistenza. L’uso della iuta, delle pietre, del legno, del carbone, ma anche il ricorso agli animali vivi – celebri i cavalli in mostra da Sargentini a Roma nel 1969, tema e soggetto ripreso in tempi recenti al Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro – hanno contribuito a veicolare una riflessione via via più composita sul legame tra mondo naturale e sovrastrutture culturali e sulla necessità di attivazione dell’opera da parte del pubblico.

POVERISMO E DINTORNI

Durante gli anni caldi del poverismo, Kounellis fu protagonista di numerose mostre al di là e al di qua dell’oceano, ospite delle sedi “nevralgiche” di allora – dalla Galleria L’Attico di Roma a Christian Stein a Torino fino alla Sonnabend di New York. Degne di nota anche le sue incursioni nel teatro, al confine tra scenografia e pittura, con un occhio sempre rivolto all’atto performativo. Basti pensare al lavoro realizzato per il Deutsches Theater di Berlino all’inizio degli Anni Novanta, in occasione della messa in scena orchestrata da Heiner Müller.

LA COMPONENTE PUBBLICA

L’interazione con il pubblico, spettatore o, ancora meglio, attante, resta la cifra essenziale della poetica di Kounellis, recentemente autore dell’installazione nella metropolitana di Napoli (Stazione Dante): le immancabili scarpe e gli altrettanto iconici accessori di abbigliamento intrappolati sotto una fila di rotaie, a simboleggiare il transito perenne dei viaggiatori, ancorati, però, alla peculiarità del mezzo di trasporto. Sempre a Napoli, ma sul finire degli Anni Novanta, Kounellis installò un “mulino a vento” su un traliccio dell’elettricità, in via Ponte di Tappia, nei Quartieri Spagnoli, innescando una sottile e amara ironia visiva fra contesto e opera.

UN’ARTE CORAGGIOSA

L’allusione alla presenza umana, spesso amaramente svuotata della sua essenza, è un elemento ricorrente negli interventi di Kounellis, come dimostrato dalla teoria di cappotti, disposti in file geometricamente studiate e in ordine definitivamente caotico sul pavimento dell’ex fabbrica di cioccolato Red October a Mosca nel 2011 e nella collezione del Castello di Rivoli. “Sono un vecchio Ulisse senza Itaca innamorato della pesantezza dell’arte”, affermava Kounellis in un’intervista pubblicata da La Repubblica lo scorso luglio e, a fronte della sua scomparsa, l’imminente Biennale diretta da Christine Macel dovrebbe mettere in cantiere un omaggio a un artista che è stato capace di affrontare la “pesantezza” con uno sguardo lucido e con un coraggio invidiabile.
– Arianna Testino
Jannis Kounellis (1936-2017)

http://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/02/morto-jannis-kounellis-arte-povera-biografia-artista/

I Cavalli di Kounellis all'Attico di Fabio Sargentini, Uno spaccato di una Galleria d'Arte militante ubicata in un garage (influenzando non poche gallerie americane newyorkesi di punta, trasferitesi a Soho) che ha proposto una delle ultime avanguaride italiane: l'Arte Povera e Comportamentale...Dopo Pascali, Kounellis e De Dominicis, Mario Merz, Eliseo Mattiacci e altri...Fine anni 60 e inizio anni 70
http://www.fabiosargentini.it/l_attico_fabio_sargentini_storia 
http://www.fabiosargentini.it/mostre_performance_teatro/jannis_kounellis__dodici_cavalli_vivi 
Un omaggio di Angelo Riviello a Jannis Kounellis -"Questo non è un asino"- teatro-peformance-1991 - "Rassegna dell'Acqua/Teatro Ragazzi" - Piazza Teatro (attuale Piazza Palatucci) della Città di Campagna (SA) -la Città della Chiena.






lunedì 13 febbraio 2017

Giacomo Riviello

Siamo vicini ad Angelo Riviello, per la perdita del caro fratello Giacomo, in data 1 febbraio 2017. Riportiamo quanto scritto sulla sua pagina di facebook il 2 febbraio scorso, per ricordarlo, in modo semplice, da artista che ha lavorato (e lavora) sulla memoria e identità (Giacomo Riviello nato il 19-10-1936):

Immagine di copertina su fb.
Dalla serie Remake - Work in progress "Affetti 1" (1975-76-77) - "Ritratti, autoritratto - Da Riviello a Riviello" - 2010 - Fotografia digitale - 180x70 cm
© Angelo Riviello
Opera pubblicata nel libro di Giorgio Bonomi, "Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea", vol. I e vol. II (Vol. 2 - Capitolo 3 Le narrazioni del corpo), Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (Cz), 2016
Questa "poesia" di Cohen, la dedico ad una persona cara, anche se la sua musica è stata di un'altra generazione, e spesso, anche se nati dallo stesso ceppo, una volta cresciuti, stavamo su sponde opposte. Ma grazie a lui, che mi trasmise in piena adolescenza la passione per la lettura, il disegno, l'arte...incuriosendo un mio carattere (già di per se aperto e un pò ribelle), mi diede l'input di avvicinarmi ad altri mondi...di un'altra cultura, che gradualmente, e naturalmente, diventava anche la nostra, e di tantissimi altri sparsi per il mondo, per un certo modo di pensare e di comportarsi....Ciao fratellone...Grazie... 



Il mio fratellone...Giacomo, in alcune foto "ricordo" di famiglia, da solo, come allievo della classe prima elementare, con il fratello Michelino e gli amici della prima comunione (secondo e terzo da sinistra), e una volta grande, dopo un salvataggio di un amico (Gennaro R. chiamato "Gennarino"), che (pare) fosse in grosse difficoltà nelle acque del mare, in località "Lido Lago" tra Eboli e Battipaglia, presso Paestum...E infine durante una cerimonia di "premiazione-promozione", da carabiniere, in servizio a Iglesias. 

La sua passione, a parte quella musicale, la letteratura, e il disegno, era di raccontare una storia della sua città natia (della quale aveva sempre mantenuto ben salde le radici), attraverso la scrittura, con poesie e racconti, sconfinando con naturalezza nelle leggende popolari di un mondo contadino che non c'è più...dove tutti noi, di quella cultura, eravamo figli. Oggi orfani.

L'ho salutato questa mattina a Roma, a Prima Porta...Non lo vedevo da alcuni anni... <3 span=""> ...No...non c'era la banda musicale della sua città, dove anche lui suonò (il clarinetto, come il nonno) per un certo periodo, prima di arruolarsi nell'arma dei Carabinieri.



p.s. Foto prese dall'archivio documentario del sottoscritto, conservato con cura (per fortuna, grazie al lavoro sulla memoria) alcuni anni prima della tragica scossa di terremoto del 23 novembre 1980. Foto non solo "affettive", ma "documentarie", che non rappresentano solo l'intimismo di una famiglia, ma testimoniano momenti di vita sociale di una piccola comunità, che avvenivano in pieno svolgimento della seconda guerra mondiale, e poi subito dopo, prima e durante il boom economico...di un'Italia che gradualmente si riprendeva, uscendo dalle macerie, per rinascere, e sognare un futuro più dignitoso...e dove ognuno "prendeva una sua strada"...


Giacomo, in una foto ricordo del primo giorno di scuola (1941-42)

Giacomo con il fratello Michelino (il secondo e il terzo da sinistra, in prima fila),
durante la prima comunione-Campagna 1942

Foto ricordo dopo il salvataggio di Gennaro Rizzo al Lido Lago di Battipaglia-1955

Giacono durante una premiazione - Festa degli Alamari -
Arma dei Carabinieri - Iglesias 22 febbraio 1958


Una sua poesia, dal Libro "Echi nella Valle" (1992)
"La notte dei Morti", un racconto che tratta le leggende campagnesi, in particolare "La processione della Notte dei Morti" e la "Leggenda di Maria Longa". Sempre nello stesso testo, "In morte di Monsignor Palatucci" (vescovo di Campagna).
"Eccellenza
la nera Parca
sulla breccia ti falciò.
Era Venerdì Santo
e Tu col Signor sei morto.
Non vedesti il vespro
non la sera.
Il tuo peregrinare
in cielo ti portò
innanzi l'ora
e noi lasciasti
tuoi figli
orfani e piangenti
orbati della tua luce
senza la tua parola.
Chi ai poveri penserà
e chi gli afflitti consolerà?
Ora la tua Campagna
con Te a volte ingrata
è un regno di dolore.
Suonano i bronzi
e piangono
scorrono i fiumi
e piangono
sibila il vento
e piange
pregano le madri
e piangono...
I Cipressi
Ermi e verdi cipressi
del regno della pace
e del silenzio
sudditi eterni
figli del pianto
e della morte
ai vostri pie'
candide arche
e derelitte croci
all'uomo
ognor rammentano
il triste fato.
Custodi fedeli
di umani resti
che l'ombra vostra
protegge
il cuor m'empite
di malinconia
quando a voi guardo
o penso
perchè di umano in voi
v'è qualcosa
ch'è vita della nostra vita!
E col lento ondeggiare
delle svettanti cime
sembrate di lontano
pietose donne
intente a più pietoso dire.
O cipressi!
Il dolor v'è prodigo
di lacrime
che bagnano la terra
che vi nutre!

-Giacomo Riviello (Campagna 1936 - Roma 2017)

Sempre sulla bacheca di Angelo Riviello



Largo Giulio Cesare Capaccio, in occasione di una visita degli "zii d'America"-1956, in una delle prime immagini di "foto a colori" (made in USA). Da sinistra Giacomo  junior (mio fratello, appassionato di musica, storia e letteratura), Giacomo senior (mio nonno, suonatore di clarinetto), il Direttore Artistico della Banda Musicale Città di Campagna SA (il maestro Ferrara di Buonabitacolo SA), Umberto (mio padre, suonatore di basso tuba)

Part. Dalla serie "Affetti 1" (work in progress dal 1975-76) - "Gli zii d'America 1", 1975-76
© Angelo Riviello

Altre immagini di Giacomo, in famiglia e con gli amici

Giacomo tenuto in braccio da zio Mariano Mirra (marito di zia Antonetta 
sorella di suo padre), davanti al suo Salone
di fronte alla Cattedrale-1938-39
Nella foto, suo padre Umberto, il compare Giannino Agricola, suo zio Ruggiero Riviello
(comandante dei Vigili Urbani, marito di zia Concettella, la prima sorella di suo padre)

e un'altra persona non pervenuta

Giacomo con il padre Umberto (appena rientrato dalla seconda guerra mondiale)
insieme a suo fratello Bernardo - Campagna 1945

Giacomo con suo padre Umberto e i fratelli Bernardo e Angelo-
Campagna, 12 agosto 1951

Giacomo, il quarto in piedi da sinistra, alla festa di compleanno
 del nonno paterno Giacomino (1955)

Giacomo con il suo amico più caro, Pupetto Pirpan, 1951/1952

Dalla serie "Affetti 1" (work in progress dal 1975-76) -
  "Gli zii d'America 1", 1975-76 - © Angelo Riviello




Ricordo di matrimonio dei miei genitori-part. "Figli"


Una delle tante cartoline che Giacomo inviava a casa, da carabiniere
La presente di stazza a Firenze) indirizzata a suo fratello Angelo, del 14 febbraio 1960

sabato 11 febbraio 2017

'A Chiena - "Chiena" Project - Progetto “Chiena” - Storicizzazione

La storia...Le storie...Fare memoria...Tra la “Transavanguardia”, i “Nuovi Nuovi” , “Magico Primario” , la “Pittura Colta” e "Astrazione Povera", tra “Anacronismo”, “Ipermanierismo”, “Nuova Maniera Italiana” e "La Linea analitica dell'Arte Moderna", e tra grandi mostre post sisma 80 (in Irpinia), come “Terrae Motus” (luogo: Ercolano-Napoli)... Una piccola pagina da scrivere, su una situazione del 1985, post sisma (Irpinia), che si ribellava alla "ricostruzione selvaggia", e alla facile speculazione edilizia nella cancellazione dei segni, pronosticando un futuro, con il "Progetto Chiena" (luogo: Campagna-Salerno)...

ProgettoChiena-Acqua

Introduzione
Non siamo "storici", ma quì si sta raccontando una storia di 30 anni fa e passa (messa sempre più a fuoco in modo oggettivo, dopo le prime bozze) con artisti protagonisti e alcune personalità del mondo dell'arte e della cultura, come documentata da un voluminoso libro/catalogo (in lingua italiana e inglese, stampato dalla Tipografia Boccia di Salerno nel 1987), e dai tanti articoli pubblicati sui quotidiani accreditati, periodici e riviste culturali. Una storia, un progetto (a cui hanno aderito centinaia di artisti da ogni parte del mondo, dopo il primo nucleo storico del 1985, fino ai giorni nostri), che ancora vive nell'oblio e nelle omissioni di certe associazioni locali a statuto nazionale (in primis la Pro Loco, la nostra associazione no profit, dal 1995/96 ad oggi, che in assenza dell'ideatore, ri-trasferitosi momentaneamente a Milano, per motivi di lavoro, e approfittando di una "crisi" interna all'Associazione Giordano Bruno, si trovano a gestire da oltre 20 anni la Chiena, un'idea progettuale che non gli appartiene), le quali invece di portare avanti una politica culturale, al di sopra delle parti, nella concertazione, a favore del territorio, informare i media, e soprattutto i cittadini tutti, di una nazione che si chiama Italia, e poi il resto del mondo, che si connettono al loro sito, arrecando non pochi danni morali e materiali alle persone e alla comunità tutta, scopiazzano i nostri testi (vecchi di 30 anni, dal libro storico, e recenti dal blog di Utopia), senza mai citare la fonte. Citano tanti nomi, che nulla hanno a che fare con tale storia, tranne i reali fautori di detto progetto. Almeno uno solo. Niente di tutto questo. In attesa (sempre fiduciosi) di un ritorno alla ragione, soprattutto da parte di detta associazione, e (dal 2003) di una decisione istituzionale, con una scelta politica seria e autorevole, da parte dell'Ente locale. Solo gli artisti, altri addetti ai lavori, e la gente accorta, libera da ogni pregiudizio, e/o interesse particolare (di tipo politico-partitocratico), l’hanno riconosciuta, e la riconoscono nel presente, una volta venuti a conoscenza. Attendiamo riscontri esterni, da altri competenti di arte contemporanea, come i "sei personaggi pirandelliani in  cerca d'autore"...Nel nostro caso, ne basta uno: un Direttore/Editore d'arte. Al tempo stesso, una volta riportate alla luce tutte le opere realizzate, soprattutto in quell'anno, proporre una grande esposizione (unitamente al materiale documentario, cartaceo e in video) a un Museo d'Arte Contemporanea (pensando, tra gli altri, al PAN di Napoli, quello a noi più vicino).
Progetto "Chiena":
'A Chiena, trasformata in opera d'arte-Storicizzazione fase 1
(A.R.M.

Manifesto degli "Amici del Museo" (confluiti poi nell'Associazione
"Giordano Bruno"-1988) - sez. coord. artistico
 
La prima foto utilizzata come simbolo, che ha dato l'immagine
 alla Chiena-Rassegna - Foto di Angelo Riviello e Gelsomino Fezza, 1983
La Fontana della Chiena di Angelo Riviello, 1982/1994

La Fontana della Chiena di Angelo Riviello, 1982/1994
durante la "Chiena", con la deviazione delle acque del fiume Tenza

Bozzetto per una locandina-tesseramento al Civico Museo Campagna

La prima foto storica della "secchiata", di Pompeo Ganelli, 1985
utilizzata poi, come immagine, in un manifesto successivo

L'Arca di Noè - Azione nell'acqua di Giovanni e Renata Strada, 2006

La sposa-Performance di Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro e Lorenzo Scotto, 1992

Installazione al Museo, di Anna Malapelle, 1985

Laboratorio al Museo - Antonio Porcelli, 1985

La Colonna d'acqua - Azione nell'acqua di Alfonso Filieri, 1985

Colonna d'acqua - Installazione di Alfonso Filieri, 1985

Le 500 barchette meno una del 1978 - 
Azione nell'acqua di Angelo Riviello, 1985

Le 500 barchette meno una del 1978 - 
Azione nell'acqua di Angelo Riviello, 1985

Laboratorio-Azione nell'acqua di Enrico Viggiano, 1985

Azione nell'acqua, di Sergio Pavone, Antonio Porcelli e 
Beppe Schiavetta (gruppo dei genovesi), 1985

Azione-Installazione nell'acqua, di Arcangelo Moles, 1992

Installazione sull'acqua, di Gisella Meo, 1985

Labotaorio-Azione nell'acqua, di Vito Sersale, 1985

Labotaorio-Azione, di Vincenzo Epifani, 1985

Performance di Fulgor C. Silvi, 1993

Teatro il Candeliere, 1985

Performance, di Giovanni e Renata Strada, 1992

Azione nell'acqua, Gerardo Cosenza, 1994

Azione nell'acqua, di Gerardo Cosenza, 1994

Foto Souvenir di alcuni artisti, 1985

Copertina del Catalogo, 1987

Pagina interna del Catalogo, 1987


Il testo a pag 3 (scritto da A. Riviello) del Libro/Catalogo
 'A Chiena-Kermesse Naz d'Arte Contemporanea, 
che la Pro Loco scrive quasi ogni anno, senza mai citare la fonte...

Azione nell'acqua, di Francesco Bonazzi, 1985

Locandina fronte//retro - La Storia siamo noi-2010

Locandina fronte//retro - La storia siamo noi, 2010

Progetto “Acqua-Chiena
Progetto "Chiena"-‘A Chiena, recuperata e restituita alla comunità, nel 1982 e nel 1985 trasformata in opera d'arte-Storicizzazione fase 1
La Chiena degli anni 80, dopo varie fasi sperimentali, tra il 1982 (nella sezione musicale a cura di Gelsomino Fezza e Vito D'Ambrosio), 1983 (con la collaborazione di Antonio Caponigro e Vincenzo Altieri, nella sezione teatro di strada), e il 1984 (arte visiva), sfociata nella grande Rassegna dell’Acqua, dal 31 luglio al 31 agosto del 1985, è stato il più grande atto estetico-poetico-rivoluzionario e spettacolare che l'Arte di quegli anni 80 (in pieno post modernismo), abbia potuto partorire in Italia, nel sociale di una città colpita dal terremoto in Irpinia, del 23/11/1980, nell’invenzione di altri luoghi, lontani dalle metropoli, dopo aver visto la nascita di grandi movimenti come la “Transavanguardia” di Achille Bonito Oliva, i “Nuovi Nuovi” di Renato Barilli, “Magico Primario” di Flavio Caroli, la “Pittura Colta” di Italo Mussa (definiti anche con termini di “Anacronismo” di Maurizio Calvesi, “Ipermanierismo” di Italo Tomassoni, e “Nuova Maniera Italiana” di Giuseppe Gatt), l'"Astrazione Povera" di Filiberto Menna (che si differenziava da tutti gli altri movimenti del Post-moderno, contrapponendosi in manera netta, con una linea minimale, al decorativismo) e a mostre post sisma 80 (sempre in Irpinia), come “Terrae Motus” di Lucio Amelio, i quali puntavano ad incidere su un mercato fermo, stagnante, che fino ad allora, registrava una sorta di crisi, per un’arte performativa e concettuale, ripetitiva, lungo tutto l’arco degli anni 70, che andava superata dall’interno, attraverso gli stessi canali ufficiali, tra mercanti d’arte che investivano grosse cifre, grandi gallerie private, grandi riviste, grandi mostre e grandi Musei dei luoghi deputati dell’arte.  

Grazie all’idea progettuale di Angelo Riviello (un artista natio di Campagna, diplomato in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma, che ai tempi viveva e lavorava tra la città di Milano, Roma, Positano e la sua cittadina, dopo vari soggiorni tra Zurigo, Copenaghen e altre città europee, che dall'interno viveva certi umori legati all'arte del momento, riservata ad un'elite, prima che si conoscesse pubblicamente) coadiuvato da Gelsomino D’Ambrosio (graphic-designer di valore nazionale ed europeo, art director di Segno Associati di Salerno, che abbinava il termine "Acqua" alla "Chiena", diplomato in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli) da Vito Maggio (laureato in lingue, scrittore imprevedibile, natio anche lui di Campagna, che si muoveva tra la sua città, con soggiorni a Parigi e Tunisi), da musicisti come Vito D’Ambrosio e Gelsomino Fezza (Conservatorio di Salerno), coadiuvati da Bruno D'Agostino (appassionato di musica), e con la consulenza critica e teorica, di personalità del mondo dell’arte e della cultura in generale , come Rino Mele, Enzo Di Grazia, Alan Frenkiel, ebbe origine il “Progetto Chiena”, dove ognuno (videomaker, sound-performer, pittori, scultori, fotografi, antropologi, teorici dell’arte, scrittori e curatori hanno interagito tra loro, in un ambiente ricco di storia, di tradizioni e di vegetazione, dove l’acqua è l’elemento principe, fin dall’anno mille, anno dell’ultimo insediamento della Civitas)

Ecco, ora una riflessione a più voci, nella collettività, operava con una propria poetica e una libera ricerca individuale, in una situazione a metà strada tra un’autogestione e un movimento artistico spontaneo, nato dal basso (che per certi aspetti, nella filosofia, ricordava vagamente la Land Art e l’Arte Povera degli anni 70, ma soprattutto rientrava nelle esperienze di un’Arte Pubblica, che si ribellava da un lato alla "ricostruzione selvaggia" e alla facile "speculazione edilizia", e dall'altro alla "mercificazione" dell'arte in quel preciso momento storico, pronosticando un futuro, ai fini di un progetto collettivo (tra il “costruito e il “non-costruito”) nel tessuto sociale e culturale, architettonico e urbanistico della città, per un’opera d’arte a più mani, ad uso e consumo di tutti i cittadini di ogni età, per coinvolgerli direttamente e gioiosamente nell’operazione, che attraverso il recupero, la salvaguardia, e un progetto innovativo di continuità, senza tradire la tradizione, di una Cultura Colta e popolare, come work in progress per una “Rassegna Internazionale dell’Acqua-Chiena Art Festival” (interdisciplinare e multimediale), ha ridato speranza a tutta una comunità duramente colpita dal tragico terremoto del 23 novembre 1980. Si trattò di una risposta ai grandi movimenti in auge di quegli anni 80? Tra una sovrabbondanza di segni, di colori, di materia, di espressioni, impostata sul "pieno", e di un'astrazione, le cui forme acquisivano un valore per se stesse, impostata sul "vuoto"? E' probabile. Fatto sta, che molti "addetti ai lavori", andavano incontro al mercato, mentre tanti altri (coraggiosamente o con incoscienza?) rifuggivano dalla "mercificazione", preferendo dialogare in un contesto di una realtà sociale sconvolta dal sisma, facendo "resuscitare" con l'arte un'antica tradizione.
Una similitudine in quegli anni, la si può ritrovare nel gruppo di artisti "milanesi", che per ostacolare la ruspa selvaggia, da parte del Comune di Milano, occuparono l'ex fabbrica abbandonata della "Brown Boveri" (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via Gaetano De Castillia), del 1984, dei quali alcuni di quegli artisti (un giovane Stefano Arienti, e altri), ce li siamo ritrovati poi nel gruppo "Isola Art Center" post "Progetto Oreste" anni 90 (coordinati dall'artista belga Bert Theis, scomparso di recente, nel settemnbre del 2016), per difendere dallo sciacallaggio edilizio l'intero quartiere e la "Stecca Artigiani" (già luogo di cultura alternativa, prima che lui parlasse di un centro per l’arte e per un quartiere nel concetto, e nel programma propositivo), e riproporre l'uomo nel rapporto con il suo ambiente, sempre nelle stesse vie dello stesso quartiere di Milano, tra il 2003 e 2007, fino all'abbattimento di detto immobile (come lo fu anche per l'ex Boveri), per realizzare, a discapito dell'Arte, "la Città della moda" (l'unica vera industria di Milano).
Storia
La Chiena, un evento di antica origine imprecisata, detta in dialetto campagnese ‘A Chiena (La Piena) con la deviazione di una parte delle acque del fiume Tenza, nel periodo estivo, serviva a pulire la Piazza principale della Città di Campagna (P.zza Melchiorre Guerriero), il Corso Umberto I° e tutte le strade e stradine adiacenti di quella consistente parte del centro storico (ridisegnata da Giulio Romano, in pieno Rinascimento), oltre che consentire ai negozianti, agli artigiani, e agli abitanti di quei luoghi bagnati dall’acqua, di pulire gli ingressi dei loro negozi, botteghe artigiane, e delle loro abitazioni. Era un onere da parte del Comune, mediante un’ordinanza con “Avviso alla Cittadinanza”, utilizzare questo antico e geniale sistema di pulizia, come “nettezza urbana” (incaricando, a volte anche un banditore, per informare i cittadini di tutti i rioni, invitandoli a non uscire di casa, perché potevano bagnarsi), e , anche perché su tale tratto di strada veniva attraversato dagli animali da soma (muli e asini, ma anche da cavalli). Anticamente, il canale della Chiena, nel periodo estivo, oltre che portare acqua per lavare le strade, per tutto l’anno, portava acqua anche e soprattutto ai mulini, ai pastifici e alle concerie ubicate sulle sponde del fiume, e fino agli anni 60/inizio 70, alla centrale idro-elettrica, ubicata sul luogo dove si incontrano le acque del Tenza e dell’altro fiume che si chiama Atri, riversandosi poi, come affluenti nel fiume Sele, che sfocia direttamente nel mare di Paestum (l’antica Pesto della Magna Grecia).
Una volta scomparsi i mulini, i pastifici e altre attività produttive, come le concerie, e quindi venendo meno un’economia importante di Campagna, a seguito dell’Unità d’Italia, e di un prestigio della città che veniva sempre meno, la Chiena è servita solo per rinfrescare le strade, tra il mese di luglio e agosto, e pulirle dallo sterco degli animali da soma, dopo il loro consueto passaggio di andata e ritorno nella campagna. Ma tutto questo è durato fino agli anni 60, con gli ultimi sussulti di una cultura contadina e artigiana, ancora in auge, anche se gradualmente, iniziava a dare i segni di una sua imminente scomparsa. Infatti dopo il boom economico, furono molti i nuclei familiari che emigrarono al Nord Italia e all’estero, accelerando così, con uno spopolamento quasi traumatico, tale fine, compreso una gran parte degli antichi mestieri artigiani. Tali conseguenze si ebbero anche sulla Chiena, che si fece fino alla fine degli anni 60/ inizi anni 70, dopo di che, andò in disuso. Archiviata. Dimenticata. Anzi, da una buona parte della Comunità campagnese, era considerato addirittura un ricordo da rimuovere, una sorta di “vergogna”, perché a molti cittadini, ricordava una insopportabile povertà vissuta, anche se con grande dignità, prima e dopo la seconda guerra mondiale, lungo tutto l’arco degli anni 50 e 60.
 Operazione
Dal momento in cui non c’erano più mulini, pastifici e concerie. Non passavano più muli, asini e cavalli, le strade erano più pulite, la Chiena poteva anche scomparire. E così fu. Per oltre un decennio, e per quasi tutto l’arco degli anni 70, la Chiena passò letteralmente nel dimenticatoio.
Fu il tragico terremoto del 23/11/1980, a farla ricordare ad un artista (Angelo Riviello), natio del luogo, che lavorava sulla “Memoria & Identità”, soggiornando tra la città di Milano, Roma e Campagna, con varie mostre all’attivo, nelle istituzioni pubbliche e private, in quegli anni, tra la città lombarda (1976/1977), Salerno (1978/1981) e Roma (1979-1981/82) . Il rischio di veder scomparire il canale della Chiena era grande, data la tendenza perversa, nella cosiddetta “ricostruzione” (con la ruspa selvaggia e cemento armato) a coprire tratti dei fiumi Tenza e Atri, che attraversavano il centro storico, come già in altri punti della città era avvenuto. All’alba del 1982, dopo un andirivieni da “cittadino terremotato”, tra l’Italia, Milano e la Svizzera (ospite di amici e parenti), ne parlò con alcuni cittadini "intellettuali" del luogo e della vicina Salerno, e così partì in sordina il “Progetto Chiena” (unitamente al progetto di una Fontana, ridisegnando all’insegna dell’acqua del Tenza,quel luogo deputato che dopo gli abbattimenti degli anni 60, giaceva nell’abbandono) iniziando prima con il recupero nella memoria, dell’evento, per poi vincolarlo nella salvaguardia, con l’aiuto di Italia Nostra di Salerno, e infine con l’adesione e la partecipazione degli artisti, trasformarlo in un’opera d’arte a più mani, si perché, la Ricostruzione post sisma, per tale idea progettuale, andava fatta, certo, ma attraverso la salvaguardia ambientale, la Cultura e l’Arte del Presente, nel far rinascere un antico evento "dimenticato", per rivalorizzarlo, renderlo universale, e restituirlo alla Comunità, destinandolo ad un uso diverso, per una grande festa spettacolarizzata, nel coinvolgimento del pubblico. Tutto l’opposto di ciò che avveniva fino agli anni 60, quando, immediatamente dopo l’ora di pranzo (generalmente con poche persone in strada) si invitavano per qualche ora, tutti i cittadini a restare a casa, per evitare che si verificassero incidenti con bagni d’acqua imprevisti, perché si “dovevano pulire e lavare” le strade nel pomeriggio, prima della consueta passeggiata serale.
Situazione
A tale Progetto (dove era contemplato anche il recupero e la salvaguardia dell’ex Convento dei Frati Domenicani, di Giordano Bruno, per destinarlo a Civico Museo di Etno-Antropologia e d’Arte Contemporanea, e restituire anche tale fabbrica conventuale alla Comunità), nel supporto di una situazione di base fissa (Bruno D'Agostino, Vito D’Agostino e Mario Velella, a tutt'oggi impegnati come supporto permanente, e poi Antonio Corsaro, Vito D’Ambrosio e Gelsomino Fezzadetti anche "Amici del Museo", e di altri cittadini volontari, come Berardino Stabile, Pompeo Ganelli, Angelo Gibboni, Maurizio Ulino, Maria Rosaria Polisciano, Antonino Valente), gli abitanti del quartiere di San Bartolomeo (sempre vicini, come Angelo Giordano e la moglie (il sacrestano della Chiesa del SS. Nome di Dio), Cosimo e Gelsomino Granito, Antonio Ruggia, Gelsomino Busillo, Maria Rosaria Ruggia, Marsiglia Ruggia, Filippo Caponigro, con le loro famiglie, e i ragazzi Cosimo e Carlo Perna, Manilo Granito, Massimo Scotese, le ragazze Anna Caponigro e Rosaria Di Novi, etc. anche dal vicino quartiere di Zappino, come Gino Scannapieco, Donato Rocco (con il suo Ape tre-ruote "volontario", sempre disponibile nel trasportare oggetti a San Bartolomeo), Caterina Vinciguerra e il marito Antonio De Lucia, ma anche da Casale Nuovo, come Rosaria e Liberata Ruggia, e amici artisti e intellettuali del luogo, e della vicina Salerno, teorici dell’Arte come Angelo Trimarco dell'Università di Salerno (presidente della Fondazione Filiberto Menna), Paolo Apolito, antropologo, critici d’arte come Massimo Bignardi e Antonio D’Avossa, architetti come Ruggiero Bignardi, dei Beni Culturali, come Alfonso Tafuri di Italia Nostra, Studio Segno di Visual Design (Segno Associati di Gelsomino D’Ambrosio e Pino Grimaldi), aderirono artisti e gruppi teatrali, invitati da ogni parte d’Italia, che occuparono letteralmente l’intero Convento dei Domenicani (senza porte e senza infissi alle finestre), abbandonato da anni e ne faranno, per un mese intero, luogo di ricerca e sperimentazione artistica, con un Laboratorio site specific, nell’uso dei diversi mezzi tecnico-espressivi, dalla pittura e scultura, alle installazioni, performances e video arte, alla musica, danza e teatro contemporaneo, sia nella sede del convento per destinarlo a futuro museo, che durante le deviazioni delle acque del fiume Tenza. Fu un’autentica rivoluzione estetico-poetica e comportamentale, di artisti che si divertirono come bambini. Fu una Festa, unitamente al pubblico, in cui fu data la possibilità di esprimersi, agli artisti del territorio, a vecchi e genuini maestri locali (come Antonio Luongo, Armando Aiello, Angelo Giordano, Arturo Busillo e Giuseppe Busillo), e a chi, giovane e "ingenuo", voleva avvicinarsi al mondo dell'arte.
A conclusione fu realizzato un Libro/Catalogo bilingue (italiano/inglese), ad alta definizione, nelle edizioni del Civico Museo/Comune di Campagna, con testi (in ordine di pubblicazione) di Angelo Riviello, Rino Mele, Enzo Di Grazia, Alan Frenkiel e Vito Maggio, stampato dalla Tipografia Boccia di Salerno, una delle eccellenze campane della carta stampata, presentato in Provincia, nel Salone dei Marmi, nell'anno 1987, con la partecipazione dei seguenti relatori: Pasquale Mirra (sindaco di Campagna);Corinto D'Orazio (assessore alla P.I. del Comune di Campagna); Giuseppe Acone (Università di Salerno); Marcello Caleo (docente di Filosofia); Antonio Bottiglieri (assessore alla Cultura della Provincia di Salerno e giornalista RAI 3 di Napoli); Andrea De Simone (consigliere provinciale del PC.I.). 
P.S. Di tale presentazione, si conserva una cassetta di registrazione. 

Il nucleo storico degli Artisti che parteciparono al “Progetto Chiena- Rassegna dell’Acqua” del 1985

Artisti del territorio
Armando Aiello, Gino Aiello, Nino Aiello, Pasquale Anzalone, Arturo Busillo, Giuseppe Busillo, Liberato Capaccio, Felice Capaccio, Guido Carpentiere, Antonio Corsaro, Emilio D’Amato, Gelsomino D’Ambrosio, Vito D’Ambrosio, Giovanbattista De Angelis, Gelsomino Fezza, Giorgio Gallotta, Lucio Ganelli, Pompeo Ganelli, Daniele Gibboni, Angelo Giordano, Lino Juorio, Antonio Luongo, Vito Maggio, Olga Mirra, Pasquale Perruso, Angelo Riviello, Vittorio Scarpa, Maurizio Ulino.   

Artisti ospiti
Salvatore Anelli, Antonio Baglivo, Riccardo Bergamini, Elsa Boero, Francesco Bonazzi, Ilaria Bona, Lucia Buono, Giovanni Canton, Camillo Capolongo, Lorenzo Cleffi, Gaetano Nicola Cuccaro, Fausto De Marinis, Vincenzo Epifani, Maria Pia Fanna Roncoroni, Alfonso Filieri, Pina Fiori, Franco Flaccavento, Nicola Frangione, Giancarlo Gelsomino, Riziero Giunti, Rosa Greco, Pino Grimaldi, Pina Guida, Elisabetta Gut, Angela Hart O’Brien, Giovannastella Lanocita, Ruggero Maggi, Anna Malapelle, Patrizia Marchi, Mariano Mastrolonardo, Alessandro Mautone, Gisella Meo, Cristiana Moldi Ravenna, Emilio Morandi, Gutte Norrild, Giuseppe Onesti, Gerardo Palmieri, Sergio Pavone, Gloria Giovannetti Persiani, Vincenzo Pezzella, Antonella Pierno, Lisa Pintucci, Giuseppe Pipoli, Antonio Porcelli, Alba Savoi, Beppe Schiavetta, Vito Sersale, Rosario Vairo, Rosanna Veronesi, Enrico Viggiano, Donato Vitiello, Anna Zeppieri, Teatro Sperimentale “il Candeliere”, Cooperativa Teatro/Lavoro.

Comitato scientifico
Enzo Di Grazia (critico d'arte-Caserta-Pordenone), Rino Mele (cattedra dello Spettacolo-Università di Salerno), Alan Frenkiel (scrittore d'arte-Positano-Londra-New York)
Consulenza scientifica
Angelo Trimarco (Storia della Critica d’Arte-Università di Salerno, attuale Presidente della Fondazione Menna), Paolo Apolito (Antropologia Culturale-Salerno), Alfonso Tafuri (Beni Storici, Artistici , Architettonici e Ambientali-Italia Nostra di Salerno)
Coordinamento artistico
Angelo Riviello (artista-corso di Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma)
Sezione Fotografia
Gino Aiello, Antonio Corsaro, Dante De Chiara, Vito D’Ambrosio, Gelsomino Fezza, Pompeo Ganelli, Angelo Riviello


Tra i tanti Artisti che parteciparono negli anni 1987-88-89 / 1992-93 e 94, presenti anche fisicamente, si segnalano i seguenti:
Angelo Casciello, Annibale Oste, Elpidio Tramontano, Antonio Pierro, Ermanno Senatore, Eva Rachele Grassi, Marco Fioramanti, Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro, Lorenzo Scotto Di Luzio, Giovanni & Renata Strada, Peter & Barbla Fraefel, Sebastiano Fini, Massimo Liberti, Birgit Shola Starp, Arcangelo Moles, Gerardo Cosenza, Fulgor C. Silvi, Vera De Veroli, Mirella Monaco, Arturo Casanova, Alfonso Mangone, Emidio Mangone, Ferruccio Massimi, Argilla Teatri di Ivan Cozzi e Isabella Moroni.
Scrittori, critici d'arte e curatori che parteciparono negli anni 1987-1992/93 e 94: Massimo Bignardi nel 1987 (curatore della mostra nel centro storico “Ambiente come Scultura), Erminia Pellecchia, con l'ufficio stampa, Maurizio Vitiello e Mario Carrese, con un video documentario (sempre nell'anno 1987) di detta mostra-laboratorio), Aldo Elefante nel 1992 (artista e curatore di una mostra fotografica al museo di San Bartolomeo, di giovani artisti emergenti napoletani), Giuseppe Siano, e Vittoria Biasi (critici d'arte e curatori), Angela Noya (art promoter), Grazia Chiesa della rivista D'Ars di Milano, Franca Savarese delle Edizioni EurAsia di Roma.

In visita in quegli anni, al Museo di San Bartolomeo di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea: Antonio A. Trotta (artista scultore), Simona Barucco/e Enzo Battarra (critici d'arte e curatori).

Altri artisti che parteciparono alla ripresa del Progetto nel 1997 (Porte dell’Arte – Porte dell’Acqua), di cui fu stampato un secondo catalogo:

Artisti del territorio
Vito Acone, Mario Aversano, Arturo Busillo, Giuseppe Busillo, Gelsomino D’Ambrosio, Giovanbattista De Angelis, Gerardo Feniello, Marano & Riviello, Liberato Mastrangelo, Natale Perruso, Pasquale Perruso, Don Antonio Pisani, Angelo Riviello, Giuseppe Russo, Vito Sersale, Carmine Vivone

Artisti ospiti
Milena Barberis, Paolo Barlusconi, José Bravo, Anna Bertoldo, Brigata Es, Alessandra Carli (Alexis), Carlo Catuogno, Salvatore Damiano, Nizzo De Curtis, Salvatore De Nicola, Fernanda Fedi, Barbla Fraefel-Zah, Peter Fraefel, Luigi Franzese, Monica Galuppo, Gino Gini, Renato Intignano, Mario Lanzione, Angela Magrini Hart O’Brien, Arthur Mac Caig, Alfonso F. Mangone, Emidio Mangone, Miguel Miglionico Meliande, Antonio Pesce, Felix Policastro, Gisela Robert, Aitor Romano, Tasos Samargis, Michela Rocca Uccellini, Enzo Rosamilia, Nando Rosamilia, Peppe Rosamilia, Ernesto Terlizzi, Maria Wojcik, Antonella Zingarini, Artisti della collezione del MIMI (Museo Internazionale della Micro Incisione di Roma).

Curatori/Comitato Scientifico
Cristina Tafuri (docente di Storia dell’Arte- Salerno), Ferruccio Massimi (scrittore d’arte, editore , curatore e direttore del MIMI - Roma), Pino Simonetti (giornalista Rai 3 di Napoli).

Coordinamento artistico
Angelo Riviello, Vito Sersale

Tra gli artisti che aderirono alla ripresa del Progetto organizzato dall’Associazione Utopia Contemporary Art (2006/2012-2015) sempre più di risonanza internazionale, di cui alcuni con opere significative, e altri presenti anche fisicamente, si segnalano i seguenti:
Giovanni and Renata Strada, Dario Carmentano, Peter e Barbla Fraefel, Irina Danilova & Hiram Levy, Lulu Lolo, Iris Selke, Roberto Scala,  Silvio De Gracia, Lello Lopez, Hervé Constant, Cherie Sampson, Raffaella Losapio, Vincenzo Ceccato, Santini Del Prete, Franco Tripodi, Gruppo Sinestetico, Giannetto Bravi, Salvatore Vargas, Rebecca Conroy, Andrew Eyman, Giovanni Iannitto, Laura Bottaro, Angela Sepe Novara, Cristiano Petrucci, Flavio Sciolè, Valentina Migliaccio, Luc Fierens, Antonio Picardi, Vito Pace, Peppe Esposito, Ivana Rezek, Vito Falcone, Sinasi Gunes, Pauline Abbadie, Jéròme Le Goff & Delphine Ralin, Derek Michael Besant, Pina Della Rossa, Anna Colmayer, Hearth Media/Osprey Orielle Lake & Linda Powers, Domenico (Mimmo) Di Caterino, Alfonso Caccavale, Calogero Barba, Giovanni Rubino, Maria Rebecca Ballestra, Maria Amalia Cangiano, Anna Finetti, Eric Legrain, Rino Telaro, Michael Beauvent, Caterina Davinio, Alain Domagala, Roberto Comini, Flavia Fernandes, Vincenzo Montella, Setyo Mardiyantoro, Beatriz Albuquerque, e tanti altri, che per ragioni di spazio non riportiamo in detto sito. Il gruppo "Manifesto Brut" (con Rino Telaro e Giorgio Scotti, in rappresentanza di tutti i componenti, tra i quali Rocco Sciaudone, Elena Dell'Andrea, Maya Pacifico, Pina Della Rossa, Pino Lauria, etc.), nel 2015, hanno chiuso l'ultimo ciclo (per ragioni economiche).
Nel 2010, fu tenuto un Laboratorio Site Specific sul tema dell’Acqua- Chiena e Storia del Luogo, a cura di Cataldo Colella, a cui parteciparono: Dario Carmentano, Teresa Cetani, Bruno Di Lecce, Carmen Laurino, Massimo Lovisco, Marcello Mantegazza, Gianfranco Presta, Angelo Riviello.
Esposizioni

Dopo la “Rassegna dell’Acqua - ‘A Chiena” 1985, si tenne una mostra di tutte le opere realizzate in sito nel nascente Museo Campagna, di Etno-Antropologia e d’Arte Contemporanea, una sorta di Casa/Museo/Laboratorio, con residences permanenti, ubicato dal 1982 nell’ex Convento dei Frati Domenicani, dove compì il noviziato e celebrò la prima messa nella Chiesa di San Bartolomeo, il filosofo di Nola, Giordano Bruno, e dove furono ospitati gli ebrei internati (1940/1943), costituendo così il primo nucleo storico di opere raccolte sul tema dell’Acqua e della Storia del Luogo.
Note
Il rapporto tra il “Progetto Chiena” di Campagna (Kermesse Nazionale, Post Terremoto Irpinia del 1980, con mostra laboratorio al Museo Etno-Antropologico, con Happenings e Performances nei luoghi pubblici dell’acqua), con “Terrae Motus” di Lucio Amelio, del 1984 (mostra internazionale, Post Terremoto Irpinia, tenuta nella Villa Campolieto di Ercolano-NA):
 http://reggiaofcaserta.altervista.org/it/reggia/terrae-motus/

Progetto “Brown Boveri”, di Milano (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via Gaetano De Castillia), del 1984 (battagla persa):
 - http://www.ecoledumagasin.com/session17/spip.php?article112

 Isola Art Center, la continuità (in un'altra battaglia persa) agli inizi degli anni 2000 (nel coordinamento di Bert Theis contro la speculazione edilizia (Quartiere Isola-Via Confalonieri/Via De Castillia)-Milano (l'errore? una battaglia riservata a pochi artisti chiusi a riccio, invece di coinvolgere alla partecipazione, con un invito aperto, non solo un numero ristretto di artisti (amici), italiani e stranieri, residenti a Milano, ma guardando anche negli altri paesi europei, che lavorando in tal senso, sarebbero stati loro stessi ad auto-selezionarsi:
http://www.globalist.it/culture/articolo/68713/storia-dell-039-isola-il-quartiere-storico-che-vogliono-cancellare.html

Il “Progetto Oreste” di Montescaglioso-Matera, del 1997 (da un'idea progettuale di Ferdinando Mazzitelli) - Oreste alla Biennale
Durante la XLVIII Biennale di Venezia del 1999, in occasione dell’invito a “dAPERTutto”, di Harald Szeemann ha dato vita a una serie di incontri, performance, discussioni, conferenze, pranzi e incontri informali. Sono stati organizzati circa un centinaio di eventi e più di 500 persone di tutto il mondo hanno attivamente partecipato al progetto.
https://www.facebook.com/progetto.oreste/?fref=ts
http://www.roots-routes.org/?p=8323 
Il recente Progetto “Rupextre”(1) di Matera (da un'idea progettuale di Dario Carmentano) , del 2010 (i sensi del vuoto)-http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=104925&otype=1012&id=541766&value=AGR
Bibliografia

·      Antonella Chieffo, “A Campagna Arte Contemporanea e…Piena d’Acqua” : Paese Sera - Martedì 30 luglio, 1985
·    Gino Liguori “Il fiume rinfresca il paese. Domani il Tenza invaderà le strade di Campagna”, Il Mattino,- Anno XCIV – Mercoledì 31 luglio 1985.
·     Michele Trotta “Campagna nell’antico convento, happening e laboratorio fra tanta danza”, Il Mattino- Anno XCIV -  Domenica 11 agosto,1985.
·   Claudia Della Corte, “Qui di giovedì e domenica, piove sempre”, Reporter - Lunedì 25 agosto 1985.
·   Carla Errico “Campagna rivisitata con amore”, Il Mattino – Anno XCIV – Domenica 18 agosto 1985.
·      Roberto Nunzi, “Che bello sguazzare nel paese allagato”, Cronaca Vera, 28 agosto, 1985.
·    Angelo Magliano, “La Chiena e la prima Kermesse Nazionale d’Arte Contemporanea”, Il Setaccio – Anno VII – N. 9-10 – Settembre/Ottobre, 1985.
·    Antonio Castaldi, “ Campagna raggelata”, Campo 22/23/24  (rivista trimestrale di Cultura del Mezzogiorno), Edizioni 10/17 - Aprile/Dicembre, 1985.
·  Luigi Giordano, “Chiena”, AS – Quadrimestrale ANNO I° (Ordine degli architetti della provincia di Salerno), Settembre/Dicembre, 1985.
·   Angelo Riviello, “La Critica come auto critica”, L’Umanità (Speciale Arte) - Venerdì 30 settembre, 1983
·    AA. VV. 'A Chiena a Campagna - Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea - 1985 - Edizioni Museo Campagna - Stampa Boccia,  Salerno, 1987
·     AA.VV. “Campagna (SA) Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea”, Perimetro, Anno 3-Inverno 1987, Potenza
·      Enrico Crispolti "Disegno Campania 88" - Nuove Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano, 1988
·  AA. VV. "Le Porte dell'Arte (Le Porte dell'Acqua) - Incontri Internazionali d'Arte Contemporanea"- Edizioni Comune di Campagna - Stampa Grafica Ebolitana, Eboli (SA) 1997.
·     AA.VV. Art Diary Italia "Arte e artisti in Campania / Salerno / Altri" - Giancarlo Politi Editore per la Flash Art Books, Stampa INTERGRAF & LITO - Rodano (MI), 1996
·      AA. VV. "Primo Premio Trevi Flash Art Museum "- Giancarlo Politi Editore, Milano, 1996
·     Massimo Bignardi "Cronache - Attraverso l'arte contemporanea nel Mezzogiorno", Edizioni Asir - La Buona Stampa s.p.a. Ercolano (NA), 1987
·   Mario  Carrese e Maurizio Vitiello, "Ambiente come Scultura", Video-Centro Studi 70, Napoli, 1987
·   Carmine Granito, “Campagna prepara la Chiena”, il Mezzogiorno – Anno 1°, n.126 – martedì 3 agosto, 1994
·   Pino Simonetti, “Se la storia ritrova le sue tradizioni”, il Giornale di Napoli, sabato 13 agosto, 1994
·    Gelsomino D'Ambrosio Scheda "Campagna", Edizioni 10/17, Arti Grafiche Sud (ristampa), Salerno, 1996
·   Carmine Granito "La Città della Chiena e dei Fucanoli" - Scheda "Campagna", Edizioni 10/17, Arti Grafiche Sud, Salerno, 1996
·    Mario Onesti "La Fontana della Piazza a Campagna" - Il Segno, Anno IV n.10 - Editore Studio Europa, Caggiano (SA) – Ottobre 1994
·  AA. VV. "La Fontana della Chiena - Progetto" a cura del Museo Civico - Il Setaccio, luglio/agosto 1982 - stampa in proprio - Campagna (SA)
·    AA. VV. "Quasi la Patria di Giordano Bruno" - Gazzetta di Salerno, 3 marzo, 1983
·  Rino Mele, "Il Convento di Giordano Bruno" , dal Libro/Catalogo ‘A Chiena-Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea (anno 1985) - Edizioni Museo Campagna - Campagna-Stampa Boccia, Salerno,1987
·    Alan Frenkiel, Among the Gorges of Campagna, dal Libro/Catalogo "A Chiena -Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea", Ediz. Museo Campagna - Stampa Boccia, Salerno,1987
·   Enzo Di Grazia "Premessa", dal Libro/Catalogo" - 'A Chiena-Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea - Edizioni Museo Campagna - Stampa Boccia, Salerno, 1987
·    Angelo Riviello, "Accidenti a Colombo!" , dal Libro/Catalogo ‘A Chiena-Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea (anno 1985) - Edizioni Museo Campagna - Campagna-Stampa Boccia, Salerno,1987
·    Pompeo Onesti, La Chiena, Torino 1993.
·  Oreste Mottola "Campagna: parla "l'inventore della Chiena e del recupero di Giordano Bruno" - Il Settimanale Unico, 22 settembre 2006
·   Vito D'Agostino "Intervista ad Angelo Riviello" - Notiziario Speciale Arte - Associazione Progetto per Campagna, gennaio 2006
·  AA. VV. "Acqua Trentennale della Chiena (1985/2015)"- 30º anniversario" - Il Saggio (Libri,Poesia, Arte) - Edizioni il Saggio, Eboli, ottobre 2015, Stampa Dgitalpress, Santa Maria di Castellabate (SA)
·    AA. VV. "Chiena delle 24, 17 agosto 2016" - La Città di Salerno (Quotidiano) - Stampa Arti Grafiche Boccia, Salerno 2016
·     Patrizia Ferri, "La metropoli possibile - Spazi urbani. Una riflessione sull'Arte Pubblica e le sue declinazioni possibili, escludendo le sculture ornamentali disseminate all'aperto e puntando invece su un progetto collettivo che coinvolga la comunità e i suoi desideri" - il Manifesto - Roma, Edizione del 2 ottobre, 2016
·    Domenico "Mimmo" Di Caterino, "Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista Angelo Riviello" - Napoli Art Magazine, Napoli, Edizione del 18 settembre, 2014

Collegamenti esterni

d=205
http://www.hotelhappy.eu/eventi_la-chiena-di-campagna-sa-luglio-e-agosto_it.html

A cura della Direzione Artistica di Utopia Contemporary Art
(A.R.M.)11 febbraio 2017

Nota in margine
Da Wikipedia (tale pagina, di autore/autori ignoti, a parte alcune note aggiunte successivamente, sarebbe da modificare, in modo più approfondito, specifico e professionale, in base alla storia di trent’anni, a partire dal 1982/1985), che solo i protagonisti conoscono..Ma diciamo che al momento è un pò il ritratto di questi ultimi 15/16 anni:

'A Chiena (in italiano la piena) è una tradizione popolare di Campagna, in provincia di Salerno.

Origine e trasformazione

Si tratta della parziale deviazione del fiume Tenza attraverso un canale artificiale, che capta le acque in località Chiatrone e le immette in piazza Melchiorre Guerriero facendole scorrere lungo le vie del centro storico durante il periodo estivo. La tradizione nacque in epoca imprecisata come sistema di pulizia delle strade. Nel 1889 venne risistemata la pavimentazione del corso Umberto I, per facilitare il deflusso delle acque fluviali in modo da non allagare le abitazioni, e venne restaurato l'antico canale artificiale. Da allora, ogni anno i sindaci emanano una ordinanza per avvisare dell'allagamento, utilizzando finanche un banditore, che gira per tutti i quartieri della città, invitando la gente a non uscire di casa, per non bagnarsi. Nel 1982, a distanza di due anni dal terremoto, e dopo un disuso durato lungo tutto l'arco degli anni 70, da un'idea progettuale di Angelo Riviello (per far si, che ri-nascesse come Rassegna/Festival dell'Acqua-'A Chiena, ai fini di una sua istituzione ufficiale, in edizione annuale), sotto la sua direzione artistica, fu per la prima volta, spettacolarizzata la Chiena, con musica classica, a cura di Vito D'Ambrosio e Gelsomino Fezza (consulenti della sezione Musica "Amici del Museo"). Dal 1985 (invitando, questa volta, con più decisione, la gente ad uscire di casa per bagnarsi), 'a chiena si è trasformata in una kermesse artistico-culturale coinvolgente, curata questa volta direttamente dal Riviello, che di pertinenza, dal 1975, rientrava nel suo lavoro artistico sulla "Memoria e Identità" (artista, pittore, scultore, film-maker e scenografo con numerose mostre in Italia e all'estero, natio di Campagna, con studi e soggiorni per motivi di lavoro tra Roma e Milano), dopo averla proposta nel 1982, nei "container" di Largo Sant'Antonio, sede ai tempi, del terremotato Comune di Campagna, tra le perplessità del prof. D'Orazio Corinto, Assessore alla P.I. a seguito di un invito per organizzare l'Estate Campagnese di quell'anno, e autore inoltre della fontana (Fontana della Chiena), progettata in quello stesso anno, dalla quale sgorga l'acqua del fiume, in cui, durante i giorni dell'allagamento, vengono svolte rappresentazioni artistiche, teatrali, musicali, passeggiate, secchiate, e attività ludiche[1][2]. Dal 1995 è gestita dalla Pro Loco "Città di Campagna" nell'aspetto esclusivamente ludico delle passeggiate e delle secchiate, priva di progettualità, facendo prevalere solo l'aspetto folclorico, e mettendo da parte l'arte, come nel detto "impara l'arte e mettila da parte". Dopo tanti anni di assenza, si spera in un ritorno alla ragione, per un benessere collettivo, nel riproporre tale Rassegna (unica nel suo genere), con personalità di alto profilo, legate al mondo dell'arte e della cultura nazionale e internazionale, che ben sapranno coniugare la qualità della manifestazione con la tradizione popolare (pulizia, secchiate e passeggiate), sia nella Direzione artistica che nella selezione degli artisti da invitare ogni anno, per un progetto di maggior richiamo turistico-culturale per la città/territorio di Campagna, non solo in modo effimero, per le "secchiate" fini a se stesse, ma per visitare i monumenti e il suo centro storico, nato con l'ultimo insediamento avvenuto nell'anno mille, con la costruzione del Castello aragonese "Gerione".


Attività che si svolgono durante 'a chiena:
  • 'A secchiata. È la solo usanza rimasta unitamente alla "passeggiata", dal 1985, con il Progetto "Chiena" scaturito nella prima edizione della Rassegna dell'Acqua - La Chiena, nel coinvolgimento del pubblico, unitamente alle passeggiate e alle performance spettacolari degli artisti, che ha dato maggiore notorietà alla manifestazione. Ogni domenica pomeriggio si svolge nelle strade una sorta di sfida lanciandosi reciproche secchiate d'acqua;[3]
  • Passeggiata. L'altra usanza rimasta (alternandola alla "secchiata", si continua a passeggiare, però la domenica mattina, da 15 anni, con i piedi in acqua, lungo il corso principale della città;[3]
  • Chiena di Mezzanotte. Il 16 e 17 agosto, a mezzanotte in punto, viene allagata la città, mentre, nell'insolito scenario notturno, si svolgono spettacoli spontanei, musicali, teatrali e di danza;[3]
  • Chiena Folk Festival. Danze e balli popolari nell'acqua, con musica etnica e folkloristica, in concomitanza con l'allagamento delle strade del centro storico.[3]



Daily Calendar

Visualizzazioni totali

Lettori fissi

Archivio blog

Informazioni personali