giovedì 23 giugno 2016

Rino Mele - Tra i finalisti del Premio Viareggio per la Poesia, 2016



Il nostro caro e vecchio amico Rino Mele, è tra i finalisti del Premio Viareggio per la Poesia, 2016, con "Un grano di morfina per Freud" (Ediz. Manni)...A lui va il nostro più caro abbraccio, un'infinita stima, e gli auguri per un grande successo e riconoscimento!

Solo a sentirlo parlare (tra amici o durante la presentazione di una mostra), è una poesia...
Mi piace citare Rino (memoria storica, e uno dei protagonisti, di tanta cultura salernitana, fin dagli anni 70, in quella Salerno di Filberto Menna, Alfonso Gatto, Sanguineti, Crispolti, Angelo Trimarco, Bonito Oliva, e tanti altri), alcuni stralci di un suo testo nel Libro/Catalogo della "Chiena-Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea, 1985 (Ediz. Boccia, 1987)", a testimonianza di ciò che fu realizzato in quell’inizio degli anni 80 (non solo in campania, ma sul territorio nazionale), sia come Casa Museo Laboratorio nascente e sia come esperienza di ri-destinazione d’uso dell'Evento “Chiena”, dopo averlo strappato alla ruspa selvaggia, trasformato in "Opera d'Arte", iniziando in questo modo (Angelo Riviello): 

"Tra luglio ed agosto Campagna si riempie d'acqua: il fiume Tenza viene deviato dal suo corso perché diventi linguaggio, perché continui il suo itinerario sotto il segno della finzione e della rappresentazione...". 
Poi continua nella citazione di alcuni nomi, protagonisti di quella situazione, da Pasquale Natella (con la sua "pozza d'acqua") a Gelsomino D'Ambrosio (con il suo uroboro, il serpente che si mangia la coda...e la sua umidità nella sua scheda "Campagna", tra odori di mosto e rosmarino), del quale disse, tra l'altro: " Fu D'Ambrosio a presentarmi, a Roma, nei pressi del teatro dell'Opera, un suo conterraneo (il sottoscritto), un altro taciturno impregnato d'umido umore, che sfida con tanta innocenza le leggi della burocrazia politica da sembrare uno di quei santi improbabili, San Bernardino, Sant'Ilario, San Mansueto, che fioriscono colombe d'acqua dalle mani, e che saprebbero uscire dai tormenti con la semplicità di un bambino o di un funambolo. Il campagnese incontrarto a Roma era un artista, fotografo, e, infine più tardi, dedito a difficili regie (il Civico Museo Archivio...la Chiena...)". 
In pieno testo, entra nei dettagli dell'arte e di alcuni artisti: "Quanti nomi giovani tra gli operatori, quante mani felici, come l'arte diventa speranza politica, profilo riconoscibile dei dolci e difficili abitanti di un paese senza uscite...A ripercorrere la danza degli artisti sull'acqua ci sono tanti impegni generosi da citare: Mariano Mastrolonardo e le sue carte colorate, Pina Guida, Enrico Viggiano, Maria Pia Roncoroni, Alba Savoi, Angelo Riviello e le sue fragili barche, piccoli velieri senza approdo; il sottomarino Nino Aiello (con la nera tuta da sub simile ad un ilare diavolo sfuggito ad un imprudente esorcista); Vito D'Ambrosio concettuale; Gisella Meo tra vele e gabbie aeree...Anna Malapelle e le sue scale che s'aprono nel cielo rompendo le finestre....Francesco Bonazzi , che dipinge l'acqua, che dipinge nell'acqua..., e ancora Epifani, De Marinis, Antonio Porcelli, Sergio Pavone...,  e Alfonso Filieri intento a scolpire difficili colonne (d'acqua). Così tra il convento dove i domenicani cercavano la cecità sui libri misteriosi e chiari delle preghiere notturne e la chiesa dell'Annunziata scavata dal terremoto la festa dell'acqua ha celebrato in tre anni la sua maternità su un paese sconvolto da una memoria troppo tenace e la progressiva perdita d'identità...". 
E così arriviamo al passaggio finale “premonitore” e “profetico” (sempre attuale): 
“Campagna è troppo piccola perché molti altri si accorgono dell’eventuale fallimento del suo spazio simbolico, ma è anche abbastanza grande perché questa piccola impercettibile catastrofe risuoni di eco in eco sommandosi alle valanghe di azioni mancate, peccati di omissione culturale cui è sempre troppo tardi rimediare...” (Rino Mele, 1987).





lunedì 22 febbraio 2016

Giordano Bruno...l'Arte, e gli artisti

Giordano Bruno...l'Arte, e gli artisti (il cui anniversario della sua morte è stato ricordato il 17 febbraio scorso), nella similitudine con il Caravaggio (Michelangelo Merisi), due grandi (che ci hanno sempre affascinato), di un passato che ha segnato un'epoca, fino ai giorni nostri, di cui la storia, prima li ha trattati da eretici, temporaneamente disdegnati, poi rivalutati, e infine trasformati in miti (alcuni dicono "eroi", niente di più sbagliato...erano solo due uomini assillati dal dubbio, come sete di conoscenza, coraggiosi e decisi alla ricerca costante della verità, un grande filosofo, e un grande artista, nati in forte anticipo sui tempi). Caravaggio e Giordano Bruno: dalla natura delle cose all’invisibile realtà:





Facciamo un salto in avanti, nel 1877, quando lo scultore Ettore Ferrari, terminò il modello del "Giordano Bruno" eretto due anni dopo in Campo dei Fiori a Roma, nello stesso luogo dove fu bruciato vivo sul rogo, il 17 febbraio del 1600. La sua fu un'opera del tutto gratuita, donata alla città di Roma (capitale d'Italia, dopo l'unità nazionale del 1861), tramite il Comitato Promotore del Libero Pensiero. Il modello in gesso fu esposto nello stesso anno all'Exposition Universelle di Parigi e salutato dalla critica come "opera classica molto pensata e fortemente sentita:



Nel 1987, Angelo Rivielo, realizza alcune opere sulla figura del grande filosofo di Nola, che aveva compiuto il noviziato e celebrato la prima messa nella sua città (proveniente da Napoli, da San Domenico Maggiore, a 75 km. di distanza), in un contesto di ri-scoperta, a cavallo tra gli anni 80 e 90 (post terremoto), delle radici storiche della Città di Campagna, e di alcuni personaggi di valore universale (tra i quali, il Bruno, Giulio Romano, il Capaccio e il Caramuel...). Si parlava di Casa Museo Laboratorio, di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea, unitamente al recupero della Chiena, evento di nettezza urbana andato in disuso, da trasformare, per Riviello, in un'Opera d'Arte a più mani:

Tutto ebbe inizio nel 1983, quando alla presenza delle Istituzioni, fu ubicata per la prima volta, una lapide a ricordo di Giordano Bruno, sulla facciata dell'ex Convento Domenicano, disegnata dallo stesso Riviello, e proposta all'Ente Locale, tramite gli "Amici del Museo e della Chiena". Tutto questo, dopo che casualmente, cinque anni prima, nel 1978,a Salerno (durante una sua prima mostra sulla "Memoria", dal titolo "Affetti 1", alla Galleria Taide Spazio Per), su una bancarella di libri usati, sotto al Tribunale, fu ritrovato dal Riviello, un libro bifronte delle edizioni Cee, di Eugenio Garin, che parlava, da un lato di Giordano Bruno, e dall'altro di Galileo Galilei.  
Angelo Riviello - Lapide a ricordo di Giordano Bruno-1983
1983 - Scoprimento della Lapide a ricordo di Giordano Bruno, promossa dagli "Amici del Museo", ubicata sulle mura esterne dell'ex Convento Dei Frati Domenicani, alla presenza del Vice Sindaco della Città di Campagna, Biagio Luongo, dell'Assessore alla Cultura D'Orazio Corinto, del Sindaco della Città di Nola e di altre presenze istituzionali- La Rai Tre di Napoli riprese l'intera operazione, "rimproverandoci di un ritardo di 300 anni, grazie alla Chiesa locale che teneva nascosta tale notizia.





Tre grandi opere segnarono questo suo periodo, delle quali la prima andata "dispersa" (per negligenza altrui, durante una sua assenza per motivi di lavoro), dal titolo "De' Segni De'Tempi", datata 1985 e pubblicata nel Libro/Catalogo bilingue della Chiena -Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea - stampa Boccia - Salerno, 1987 (un'installazione ubicata lungo le rampe in pietra, consumate dal tempo, dell'ex Convento dei Frati Domenicani di San Bartolomeo, sulle quali aleggiava ancora lo spirito del Nolano. Un anno e mezzo dopo seguì un'altra opera dal titolo "Eternamente Esca a gli voraci Fuochi", 1986/87: un'installazione scultorea (con tecnica mista), pubblicata anche su un'edizione di "Art Diary" (Editore Giancarlo Politi) degli inizi anni 90...Ne seguì un'altra ancora, nel 1987, tutta interamente in legno, dal titolo "All'Ombra delle Idee", esposta in una collettiva al "Trevi Flash Art Museum", nel 1996 (attualmente di proprietà dell'artista).



Da un'idea progettuale degli inizi anni 90,maturata da Angelo Riviello, dopo aver vissuto e lavorato per alcuni anni (1988-90/1992-94) nello stesso luogo dove Giordano Bruno compì il noviziato, arrivò a concepire il progetto '"Esprit de Geometrie Hérétique - Ri-disegnando Bruno" (ed esattamente, con un Work in Progress 1992-96-2003, tra la sua città e Milano dove si ri-trasferì per l'ultima volta, per poi rientrare a Campagna, alcuni anni dopo l'euro, per motivi contingenti, tra il 2003 e il 2004). Un lavoro inciso con il punteruolo, e ripassato con il gessetto, su cinque lastre di simil-ardesia pesantissima, di 100 x 100 cm. - spessore 2 cm. Dice l'autore: "perché inciso nell'ardesia e poi ri-passato con il gessetto? Per far si, che tutti potessero ri-disegnare il Bruno, nei suoi cerchi magici, finanche i bambini, o i più negati al disegno"













...


Con gli effetti speciali delle luci: "Cosmometrie" - un'ambientazione di Mario Airò che proietta Giordano Bruno, in una edizione dell'anno 2000, di Torino (la dodicesima) di "Luci d'Artista". E a Salerno? si scimmiotta! Purtroppo, per gli artisti, abbiamo le luci artigiane, spacciate per arte, grazie all'attuale governatore della Campania, ex sindaco della nostra stupenda Salerno, che come città, famosa (anche) per la sua Scuola di Critica d'Arte, meriterebbe molto di più)...








Giuseppe Zevola, (artista napoletano) che interpreta Giordano Bruno.
 Un altro degli artisti, che da anni, lavorano sulla figura di Giordano Bruno. Un artista che Angelo Riviello ha conosciuto per caso, a Padula nel 2006, nell'ambito della Rassegna "Fresco Bosco",alla Cerrosa di Padula, a cura di Achille Bonito Oliva, durante la pausa pranzo in una trattoria tipica della città "certosina", e invitato a Campagna, nello stesso anno, in occasione della "Rassegna dell'Acqua..La Chiena", a cura dell'Associazione Utopia, con una performance dal titolo "io Giordano Bruno"- tenuta sul sagrato della Chiesa di San Bartolomeo, luogo sacro, dove il nolano, nel 1572, celebrò la prima messa, dopo aver compiuto il noviziato.





 Maya Pacifico (critico d'arte e artista napoletana) ci presenta "il Palazzo Mentale", il suo prossimo progetto di mostra ispirato al trattato sull'arte della memoria (Ars Memoriae) di Giordano Bruno.
Un progetto, il suo, interessantissimo. Il lavoro, pare che si annunci molto complesso e articolato. Siamo sicuri che ci farà una bella sorpresa....A Maya Pacifico, auguriamo buon lavoro e un "In bocca al lupo"!!




domenica 21 febbraio 2016

BRURAL: Crossroads of Equality and Irregularity

BRURAL: Crossroads of Equality and Irregularity, the fifth and final exhibition in the BRURAL series, was founded by Irina Danilova and Project 59, Inc. to offer artists and curators from New York and the Urals (Russia) an opportunity to present their works, expand cultural dialogue, explore the two dynamic art worlds, and promote creative collaborations. This year BRURAL returns to the Temporary Storage Gallery in Bushwick. Ilya Shipilovskikh, Director of Art Gallery at the Boris Yeltsin Center in Yekaterinburg, is the guest curator.

Opening: 
February 19, 7 -10 pm

Where:
Temporary Storage Gallery
119 Ingraham St, in Bushwick (Brooklyn)
Behind Terra Firma Restaurant
Subway: L Train to Morgan Ave. Station

When:
February 19, 2016 - March 6, 2016,
Wednesday – Saturday, 1 - 7 pm
(or by appointment)

Closing
March 5, 7-10 pm

Artists: Anna Andrzhievskaya, Alberto Marcos Bursztyn, Calum Craik Irina Danilova & Hiram Levy,  Nicolás Dumit Estévez Raful and Meredith Holch, Alex Etewut, Nicholas Fraser, Michel Gerard, Ilya Gryshaev, Maria Gyarmati, Ed Herman, Leonid Imennykh, Daria Irincheeva, Alexandr Khubeev, Dmitry Mazurov and Mieczyslaw WaskowskiDanil Khutorianskii, Asya Marakulina, ODEKAL, Rachel Owens, Margaret Roleke, and Marina Temkina







venerdì 22 gennaio 2016

Arcangelo Moles - Mostra Antologica

L'Associazione "Archivio Arcangelo Moles", insieme alla rivista Sinieresi, ha organizzato l'antologica dedicata all'artista lucano Arcangelo Moles, recentemente scomparso.
La mostra si inaugurerà il 23/01/2016 alle 17.30 presso la Pinacoteca Provinciale di Potenza e si concluderà il 27/02/2016.
In allegato è presente l'invito all'inaugurazione.




Arcangelo Moles-Acqua della Chiena imbottigliata-numerata e firmata da 1 a 7-ediz.Rassegna 1992

giovedì 21 gennaio 2016

ANNI SETTANTA e ANNI OTTANTA a SALERNO (preludio ?)

Pinacoteca Provinciale di Salerno (Palazzo Pinto), 21 Gennaio / 14 Febbraio

Anni Settanta e Anni Ottanta a Salerno con un eco di risonanza, non solo nazionale, grazie soprattutto alla Scuola di Critica d'Arte, e alla qualità delle esperienze proposte in quegli anni fertili, ricchi di fermento...
Artisti citati: Mario Carotenuto, Silvio D'Antonio, Pietro Lista, Franco Longo, Ciro Pica, Carmine Piro, Virginio Quarta, Giuseppe Rescigno, Angelomichele Risi, Nicola Salvatore, Paolo Signorino e Sergio Vecchio. Ad alcune loro opere sarà dedicata la mostra “Pittori a Salerno degli anni Settanta” presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno, aperta al pubblico fino al 14 febbraio, la cui inaugurazione questa sera alle ore 17,30 coinciderà con la presentazione del “Calendario Gutenberg 2016” illustrato con i lavori dei 12 artisti.

n.b. Ovviamente la lista risulta incompleta, vogliamo credere che sia stata dettata, dal fatto che si tratta di un Calendario, e i mesi sono dodici, di conseguenza gli artisti dovevano essere per forza di cose dodici, infatti mancano all'appello, altri artisti che caratterizzarono non poco l'humus culturale di quegli anni 70 e 80. 

Altro elenco in nostro possesso, tra i primi nomi che ci vengono in mente: Ugo Marano; Peter Willburger, Antonio Petti, Carmine Limatola (Ableo), i giovani emergenti Nino Tommaso Durante, Angelo Casciello, Luigi Vollaro, Angelo Riviello (quest'ultimo, diviso tra Milano e Salerno), e altri..ma anche fotografi come Pino Musi, Pino Grimaldi, il giovanissimo Gaetano Mansi e altri, grafici come Gelsomino D'Ambrosio (che con Pino Grimaldi fondò lo Studio Segno), etc., etc. E altri ancora, come Giovanni Canton, Lorenzo Cleffi, Raffaele Falcone, Angelo Ermanno Senatore, Eva Rachele Grassi,etc.

Le Gallerie citate invece risultano solo tre: il Catalogo; la Bottegaccia; la Seggiola. Manca all'appello la Taide Spazio Per, che fu un'autentica fucina-laboratorio d'avanguardia, di ricerca e sperimentazione, che è andata ben oltre la tradizione e i confini di Salerno stessa. Determinante fu anche la 1a mostra di Arte Povera + Azioni Povere, agli Antichi Arsenali di Amalfi, nel 1968, a cura di Germano Celant. Voluta da Marcello e Lia Rumma.

L'Ateneo salernitano, contribuì con figure del calibro di Filiberto Menna, che in maniera anche critica accoglievano ospiti, pittori, poeti, scrittori, di caratura nazionale e internazionale. Oltre a Menna, c'era Achille Bonito Oliva (il teorico della Transavanguardia), Angelo Trimarco (Presidente della Fondazione Menna), Rino Mele, Enrico Crispolti, Antonio D'Avossa, Massimo Bignardi, Ada Patrizia Fiorillo, il giovane antropologo Paolo Apolito, e altri, con poeti del calibro di Alfonso Gatto e Edoardo Sanguineti, etc.

A quando un evento per ricordare un momento magico indelebile, vissuto in quegli Anni Settanta e inizio Anni Ottanta.? Iniziando con una grande mostra portante di arte visiva, per una rosa completa di tutti i protagonisti di quegli anni, compresi gli esponenti della critica d'arte, attraverso i loro testi (la famosa Scuola di Critica d'Arte di Salerno), del teatro e dello spettacolo, Letteratura, Filosofia, Antropologia Culturale, e perché no? anche esperienze musicali...Non crediamo, di affidare tale compito, ad un solo curatore (che potrebbe dare una visione parziale, addirittura monca, di un evento, definiamolo storico), ma ad un eventuale comitato scientifico, facendo capo, possibilmente alle competenze di una Fondazione Menna, e/o alla stessa Università di Salernoche mai è mancata agli appuntamenti di un certo rilievo, grazie ai suoi docenti sempre attivi e presenti sul territorio.

E' troppo quello che si chiede? Può darsi. Ma è l'unico modo per ricordare e omaggiare, con senso critico e propositivo, quegli anni intensi che la città di Salerno (e provincia) ha vissuto, che nulla ha avuto da invidiare a certe situazioni avute nelle grandi città italiane, come Roma, Milano, Torino o Napoli, prima, e a ridosso dei grandi movimenti, come la "Transavanguardia", la "Pittura Colta", i "Nuovi Nuovi", "Magico Primario", e altri, anche perché alcuni degli artisti sopracitati, le frequentavano, non solo con viaggi brevi, in occasioni di mostre o di contatto, ma anche con soggiorni più o meno prolungati...come Angelo Riviello, diviso tra una Milano, Roma e Salerno (per quasi 20 anni, dagli inizi anni 70 agli anni 2000, e a Campagna, la sua città, , in quegli anni 80 dopo sisma, impegnato nel recupero e nella spettacolarizzazione e trasformazione in Opera d'Arte a più mani della "Chiena", ex evento di nettezza urbana andato in disuso negli anni 70, rivoluzionando un territorio, rimasto ai margini, facendo ricorso alla Storia, alla Tradizione e all'Arte Contemporanea, ai suoi amici artisti, sparsi tra Roma, Napoli e Milano, alla sua esperienza e formazione, con un suo lavoro in progress, sull'identità & memoria), o addirittura, come Nicola Salvatore stabilitosi definitivamente a Milano, con l'insegnamento all'Accademia di Brera..

Edoardo Sanguineti, Filiberto Menna, Ugo Marano,Tomaso Binga-
Salerno-Vietri sul Mare anni 70
Angelo Riviello - Self-Portrait, 1977 - Fotogramma da
 film super 8 riversato in video 

sabato 28 novembre 2015

Lettera "Aperta" di Angelo Riviello, al sindaco del Comune di Campagna dott. arch. Roberto Monaco


L'ex Convento dei Frati Domenicani di San Bartolmeo-Da Museo Etno-
Antropologico e d'Arte Contemporanea (1985-1994), a Luogo della Memoria 
(incompleto) degli ebrei internati (dal 2007). p.s. si ricordano gli ospiti, ma non gli ospitanti, 
e altri ospiti (gli artisti), che consentirono il recupero dell'ex complesso conventuale


Anche se con ritardo, pubblichiamo volentieri questa lettera APERTA di Angelo Riviello, consegnata  al Sindaco del Comune di Campagna,  inerente ad una storia a dir poco incresciosa (uno spaccato che non tutti conoscono), iniziata nel mese di settembre del 1994, con strani furti, piccoli incendi, danneggiamenti continui, causando degrado e abbandono (con il primo degli oggetti distrutto: un vecchio banco da generi alimentari dei primi anni 50 - e il primo degli oggetti spariti: una tipica e bellissima specchiera anni 40, di artigianato locale, portata a San Bartolomeo, da Angelo Riviello). A seguito di tale lettera, si dovrebbe avere un incontro, coordinato dal Direttore del Luogo della Memoria, prima del Natale 2015, con il Sindaco di Campagna, l'Associazione Utopia, l'Associazione Giordano Bruno, e il Forum dei Giovani. Una riunione, per decidere le sorti di tutto il patrimonio oggettuale (di quello che è rimasto), raccolto (soprattutto) dal solito Angelo Riviello (in gran parte di proprietà della sua famiglia, ai fini di una donazione ufficiale, unitamente al numero restante di altri oggetti, donati da altri cittadini (consegnati allo stesso Riviello, incaricato responsabile "convenzionato" del Comune di Campagna, negli anni 88-89 e 89-90), che ancora aspettano di essere ricordati su apposite "etichette ufficiali". Patrimonio oggettuale (compreso le opere degli artisti realizzate durante i laboratori in sito) con incarico in due tempi, all'Associazione "Giordano Bruno", di custodirlo: primo incarico, dal 1988 al settembre 1994 (formato prevalentemente da soci fondatori): secondo incarico dalla fine del 1994 ad oggi (formato, inizialmente e prevalentemente, da soci non fondatori, dei quali molti (anche cittadini non campagnesi, mai visti prima, e assolutamente estranei alla situazione). In tale incontro, si dovrà decidere (aspetto importante e basilare), come ri-destinare una parte dell'ultimo piano del "Museo-Luogo della Memoria" (ala settecentesca, da un lato, e dall'altro con spazi ampi nel sottotetto ex novo e lucifere, già sede del Forum dei giovani). Siamo curiosi...

La pubblichiamo perché non riguarda solo Angelo Riviello (danneggiato moralmente nei suoi affetti, e nella sua professionalità, e materialmente negli oggetti di famiglia), ma riguarda l'intera comunità dei cittadini campagnesi (essi stessi, forse non volendo, danneggiati moralmente), come interessa anche un mondo culturale e artistico, iniziando dagli artisti "ospiti", invitati dallo stesso Riviello (artista, curatore, e coordinatore artistico, in quel contesto), in occasione della Rassegna dell'Acqua - La Chiena, dal 1985 al 1994, dei quali, le loro opere sul tema dell'Acqua e la nostra storia (addirittura due sue opere, di cui una in prestito, pubblicata anche su prestigiose pubblicazioni) realizzate in sito e donate alla comunità di Campagna (per cui furono spesi soldi pubblici), ancora oggi giacciono (sempre misteriosamente) nella polvere. E' questo è un dato di fatto ECLATANTE che nessuno può negare. Opere, ripetiamo che appartengono a tutta la Comunità Campagnese, e a un mondo accorto della Cultura.

LA LETTERA


Angelo Riviello
L.go Giulio Cesare Capaccio, 8
Campagna, 2 febbraio, 2015

Al sindaco del Comune di Campagna
dott. arch. Roberto Monaco
Largo Della Memoria
Campagna

Oggetto:
1) Richiesta di un  sopralluogo nei locali dell'ex Convento di San Bartolomeo per verificare lo stato attuale di conservazione della gran parte degli oggetti del mondo contadino, di proprietà della famiglia di Riviello Umberto e Moscato Vincenzina, genitori del sottoscritto Riviello Angelo, ai fini di una donazione ufficiale e di un'esposizione dignitosa degli stessi, anche provvisoria, in attesa di una sistemazione definitiva -

Il sottoscritto Angelo Riviello,  in base ad un documento del 2004, in cui fu effettuato un primo sopralluogo ufficiale nei locali dell'ex Convento dei Domenicani di San Bartolomeo, prima che diventasse "Luogo della Memoria", con l'Assessore alla Cultura (Amministrazione Luongo), il signor Paoletta Fioravante, alla presenza del difensore civico, Dott. Avv. Vittorio Granito,  del compianto comandante dei V.U. Gelsomino Bottiglieri (in rappresentanza del Comando dei Vigili Urbani di Campagna), della prof.ssa Adriana Maggio, presidente dell'Associazione "G. Bruno" (tuttora in carica, dal 1995),  del socio ordinario Gennaro De Luna (marito della signora Maggio), della signora Maria Calenda (a tuttoggi, impiegata del Comune di Campagna), incaricata a redigere il verbale di quanto discusso e visionato nei locali del Museo, unitamente ai suddetti signori, sulla proprietà della gran parte degli oggetti e materiale cartaceo "rimasti in deposito", che (se tale documento, non è andato disperso) dovrebbe essere tuttora custodito nell'archivio del difensore civico, 

 CHIEDE alla S.V.I. 
 un aggiornamento di un altro sopralluogo nei locali dell'ex Convento di San Bartolomeo per verificare lo stato attuale di conservazione della gran parte degli oggetti del mondo contadino, di proprietà della famiglia di Riviello Umberto e Moscato Vincenzina, genitori del sottoscritto Riviello Angelo, 
AI FINI
di una DONAZIONE UFFICIALE dopo gli ultimi 10 anni di attesa, da aggiungere agli altri di anni, dal 1994 al 2002, e dopo una catalogazione in N. 5 Tomi (di cui una copia originale a colori, dovrebbe essere in possesso del Comune di Campagna, anzi è conservata agli atti, come visionato dal sottoscritto, per mano del signor Antonio Corsaro, impiegato del comune, e l'altra in fotocopia in B/N è conservata dall'Associazione Utopia), avvenuta nell'anno 2002 (riportante la seguente dicitura: PROVINCIA DI SALERNO - Settore Tecnico BB.CC. Comune di Campagna-Denominazione raccolta: Museo Civico di Campagna - Bibliografia: Angelo Riviello e Autori vari-Libro/Catalogo " 'A Chiena a Campagna-Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea ) di cui fu incaricato l'arch. Ruggero Bignardi (un altro dei soci fondatori della G. Bruno), con la collaborazione dell'Ing. Tonino Del Giorno, con una spesa di 15 mila euro, di tutte le opere degli artisti realizzate con laboratorio in sito (a cura del sottoscritto), e di tutto il materiale raccolto e portato in gran parte dal sottoscritto, nei locali dell'ex Convento, negli anni del suo incarico biennale (1988-89 e 1989-90), come convenzionato del Comune di Campagna (tramite "vocatio operis", e in base al titolo di studio di Accademia di Belle Arti) e come volontario, dopo i lavori definitivi di restauro dell'ing. Enrico Petti (dal 1992 al 1994), dell'Associazione G.Bruno, di cui ne fu il promotore e uno dei soci fondatori. Associazione, nei cui confronti, fu fatta una vera e porpia forzatura, per far dimettere l'intero consiglio direttivo, che fino ad allora, aveva operato bene, nell'osservanza dello Statuto e delle finalità, in continuo divenire, del progetto "Museo" e "Chiena".

n.b. il sottoscritto tiene a precisare che nel primo sopralluogo, riconobbe anche una parte di oggetti portati da alcuni cittadini, durante l'espletamento del suo incarico ufficiale da parte del Comune di Campagna (1988-89/1989-90), ma anche dopo i restauri ultimati (1992-93/1994), tra cui la Famiglia Mastrangelo / Bar Europeo (una grande giara di terracotta, rotta in alcuni punti, di produzione locale della creteria ubicata in Via Madonna delle Grazie della famiglia D'Alessandro (sede dell'attuale Ristorante "La Giara"), un'intera collezione di forme lignee di scarpe per ciabattino, donate dal compianto Mario Apicella (ciabattino) abitante alla Strada Nuova (che ho visto malamente esposte, "in prestito" all'Associazione del Lupo, nell'ex Convento dei Cappuccini, l'estate scorsa, insieme ad altri oggetti, anche di proprietà della famiglia Riviello, del sottoscritto), durante un Concerto di Musica da Camera (dove anche la S.V. era presente), senza il nome dei donatori "in attesa"), una sedia da barbiere (nei locali di San Bartolomeo, ultimo piano) del signor Antonino Valente (ex parrucchiere e socio dell'Associazione G. Bruno), alcune mattonelle in ceramica, una Croce in ferro battuto, e piccoli oggetti  sacri, da parte del sacrestano della Chiesa di San Bartolomeo, il compianto Angelo Giordano (e famiglia), quadri tipici religiosi di forma ovale, della famiglia Onesti Ferdinando e Moscato Angelina (miei zii non più viventi abitanti a Zappino, i cui eredi, miei cugini, vivono alla Romandola), un'intera collezione di chiodi di antica manifattura del signor Vito D'Ambrosio (uno dei cittadini volontari del nascente Museo e socio fondatore dell'Ass. Giordano Bruno), e una buona parte degli oggetti (suppellettili, oggetti d'uso quotidiano, piccoli e medi elementi in pietra lavorata) che riuscii ancora a vedere, portati in quel luogo per la donazione, da alcuni ragazzi di San Bartolomeo e Costa Torre, oggi padri di famiglia, tra cui i fratelli Cosimo e Carlo Perna,  Massimo Scotese, Danilo Granito e altri, e da alcuni cittadini di quel quartiere (persone mature e padri di famiglia), come Antonio Ruggia, Marsiglia Ruggia e il marito Gelsomino Granito, i compianti Cosimo Granito e Filippo Caponigro, che offrirono contributi e solidarietà morale e materiale, nell'iniziativa, e ancora altri cittadini (anche soci volontari), come Gino Scannapieco (onnipresente), Caterina Vinciguerra, con il consorte Antonio De Lucia (abitanti a Zappino), i quali furono determinanti nell'allestimento della gran parte degli oggetti raccolti e depositati, come pure la collaborazione saltuaria, delle sorelle Ruggia (Rosaria e Liberata), volontarie alla guardiania, tra il 1989 e 1990, e la pittrice Angela Hart O'Brien, guida volontaria (e competente), soprattutto per le scolaresche della città/territorio, tra il 1993 e il 1994. Una cassetta in legno di munizioni, e alcune borracce militari, raccolta nel coordinamento di Angelo Riviello, appartenente alla famiglia del colonnello Barella (sempre in attesa di donazione ufficiale), esposti  nel Luogo della Memoria-Sez. Museo Ento-Antropologico, senza la dicitura del donatore, come pure le due cassette e la gran parte degli oggetti esposti (tra cui le valige di cartone da "emigrante", un battipanni, vassoi, bacile con struttura in ferro, quaderni di scuola, e altri oggetti) di proprietà della famiglia Riviello Umberto e Moscato Vincenzina e dei suoi figli eredi, tra cui il sottoscritto e i suoi fratelli, Giacomo, Bernardo e Antonio Riviello.

Da annotare, tra coloro che mi vengono in mente, la presenza (costante di alcuni, e saltuaria di altri) di cittadini (soci.fondatori) dell'Associazione G. Bruno, come Giovanbattista De Angelis, Angelo Gibboni, e Maria Rosaria Polisciano (che è stata la prima presidente della G. Bruno). Le visite saltuarie di altri cittadini e amici, come Mario Onesti, Gelsomino Fezza, Toni Izzo, Gerardo Marzullo, Daniele Gibboni, Tonino Busillo, Antonio Salito, Carmine Iuorio, Patrizia Rago. Gli artisti come Alfonso Mangone con suo padre (il compianto) Emidio Mangone (di Altavilla Silentina), Arcangelo Moles e Gaetano Nicola Cuccaro (di Potenza), con Rino Cardone (critico d'arte e giornalista della Rai Regione Basilicata), Donato Vitiello, Alessandro Mautone, Giovanna Stella La Nocita, Patrizia Marchi e Lucio Liguori (della Costiera Amalfitana), Giovanni Canton, Lorenzo Cleffi, Angelo Ermanno Senatore e Eva Rachele Grassi (di Salerno, trasferiti, gli ultimi due a Parigi verso la metà degli anni 90, e attualmente a Le Mans), Enrico Viggiano, Mariano Mastrolonardo, Aldo Elefante, Giulia Piscitelli, Lorenzo Scotto Di Luzio e Pasquale Cassandro (di Napoli), a portare un loro contributo artistico, morale e materiale, ma soprattutto consigli e incoraggiamenti. Non si possono dimenticare le visite, tra quegli anni 80 e 90, di due amici (esterni): Alan Frenkiel (scrittore d'arte di Positano, ed ex manager del gruppo musicale "Napoli Centrale") con sua moglie Franca Ponti (ritornato poi, nel 2006, con il prof. James Putnam, uno degli ex curatori del Britsh Mueum di Londra, per una visita alla nostra città), e Ferruccio Massimi (scrittore, poeta ed editore d'arte - Ediz. Eurasia - di Roma), con sua moglie Carla Savarese. Altra ricchezza. Altri consigli di valori aggiunti, per il bene comune della nostra Città/Territorio. 

Tutti oggetti raccolti, conservati, esposti e inventariati, in gran parte dal sottoscritto, ed esposti al pubblico, durante la sua convenzione biennale con il comune di Campagna (come suindicato), ed anche dopo, come volontario, fino al 1994, che registrò la visita di quasi tutte le scolaresche del territorio comunale, dalle scuole medie all'Istituto Magistrale e l'IPSIAM. Il 1994, l'anno in cui, dal mese di settembre/ottobre, iniziò con un lento e inesorabile declino, l'abbandono e il degrado, con furti, sparizioni e piccoli incendi  misteriosi, in concomitanza di presenze estranee alla situazione (cittadini campagnesi e non), mai viste prima a San Bartolomeo, introdotte come nuovi soci dell'Ass. Giordano Bruno (tra l'altro senza un test d'ingresso, anche formale, per verificarne le attitudini) nel mese di settembre di quell'anno. Tutte brave persone, qualcuno attivo in politica (tra i campagnesi): Attilio Busillo, Angela De Chiara, la dott.ssa Rosanna Gallucci, Gerardo Viglione, l'avv. Michele Trotta, Vittorio Magliano,  Giancarlo e Pierfrancesco D'Ambrosio, Carmine Granito (in quegli anni presidente della Pro Loco), e non per ultimo il signor Biagio Luongo. etc., dei quali alcuni cittadini non campagnesi (ebolitani, amici di amici, come l'avv. De Lisio), ricoprenti anche ruoli  (con incarichi precisi e importanti) a membri del Consiglio Direttivo, iniziando dalla Presidenza, e quindi responsabili, unitamente ad altri membri (cittadini campagnesi) della salvaguardia del patrimonio depositato (in attesa di donazione ufficiale), nei locali dell'ex Convento di San Bartolomeo. In parole povere, la gran parte di quei cittadini (non fondatori dell'Associazione Giordano Bruno), si trovarono a gestire un patrimonio, che non gli apparteneva, né tanto meno, raccolto da loro. 

N.B. di tutti gli oggetti inventariati, è mancata una catalogazione ufficiale, per mancanza di fondi, anche se furono prodotte foto documentarie ufficiose, sparse, parziali, panoramiche di alcuni allestimenti, ambientazioni e installazioni oggettuali, con una visione (anche) artistica dell'insieme.
Altri oggetti invece, il sottoscritto li trovava dal (compianto) rigattiere Salvatore Nuzzolo (una "specchiera", come nella foto, SCOMPARSA NEL NULLA) e una vecchia "macchina da cucire" e altri oggetti.

Tale richiesta, ripeto, da un lato è per ufficializzare la donazione e dall'altro per ricontrollare il numero degli oggetti depositati (piccoli, medi e grandi) e verificarne lo stato attuale di conservazione...

n.b. Non ho più visto invece, una splendida e antica trappola per topi, che mi ricordo, costruita in terracotta, legno e ferro, portata e consegnata al sottoscritto, dalla famiglia di Maria Rosaria Ruggia, abitante in loc. Cortiglia di Via San Bartolomeo, trasferita al nord, in provincia di Milano,  per motivi di lavoro.
N.B. Nel 1982, collettivamente, il gruppo dei promotori, "Amici" del Civico Museo, portarono nei locali di San Bartolomeo, la famosa macina della Maccarunera (ex pastificio-mulino), ubicata in Piazza Guerriero, unitamente ad altri pezzi in ghisa e in legno, dove poi è stata riportata, qualche anno fa, nel suo nuovo uso di recupero di detto edificio, grazie alla disponibilità del suo nuovo proprietario, ing. Cosimo Tartaglia, nonché progettista del restauro. Come anche per altri pochi  oggetti. Poi, negli anni, quasi più nulla. Il recupero della macina, fu l'unico grande momento iniziale di tale avventura. 

Tipologia degli oggetti (Oggetti che più facilmente ricordo):
1) Tutti gli oggetti riguardanti l'attività sociale di una BETTOLA e di un  GENERI ALIMENTARI, mestieri esercitati, prima dai miei nonni paterni (Riviello Giacomo e Gibboni Mariuccia), e poi dai miei genitori (Riviello Umberto e Moscato Vincenzina), tra cui, un banco da "generi alimentari", botte, barili e barilotti vari, una "ghiacciera", imbuti, giare di terracotto, di piccola e media dimensione, alcuni bastoni in legno di mio nonno Giacomo.

 2) Quasi tutti gli oggetti riguardanti l'attività artigianale del FALEGNAME, mestiere principale che ha esercitato mio padre, prima di fare il "bettoliere", dalle basilari seghe, serrotti e attrezzi vari, al tipico banco da falegname, mestieri che comunque alternava, con la sua passione per la musica, come musicante nella Banda Musicale della Città di Campagna;

3) Alcuni oggetti riguardante l'attività artigianale del CALZOLAIO (detto anche ciabattino), mestiere esercitato da mio nonno, unitamente a quello del bettoliere e musicante nella Banda musicale della Città di Campagna, come suo figlio Umberto, mio padre.

4)  Oggetti domestici, contadini d'uso quotidiano,  proveniente dalla casa paterna dei miei genitori, la stessa che fu dei nonni paterni, dal classico braciere con asciuga-panni in vimini e in ferro, un vecchio letto in ferro, ventagli in vimini, palette in ferro per girare la brace, una cristalliera da cucina, cassapanche, "cascettielli" di legno della "mia infanzia" (uno chiaro color legno, e uno scuro con i chiavistelli per il lucchetto), alcune cornici ovali in legno, di immagini religiose di vari santi, (in particolare una classica Madonna di Pompei (della Famiglia Onesti Ferdinando e Moscato Angelina, miei zii, in una cornice ovale nera), due rasoi elettrici "REMINGTON", appartenenti a mio padre, acquistati in Germania a Munchen (Monaco di Baviera) durante il suo soggiorno, dove si recò, tra gli anni 50 e 60, da emigrante per lavorare in un fabbrica, due ferri da stiro, uno a carbome e l'altro più antico, a piastra, un orologio in ceramica (non funzionante) da comò-con specchio, camera da letto, e tanti altri oggetti;

5) Piccoli e medi elementi in pietra lavorata, frammenti di ceramica vietrese e oggetti in ferro battuto.

6) Quasi tutto il materiale cartaceo, con timbro del proprietario (riportante il nome e cognome del sottoscritto), che già di per se formava un Archivio/Biblioteca, messo su con la collaborazione del giovane Maurizio Ulino (il nostro storico-guida della città), tra cui,  una "Storia Popolare d'Italia" compilata da Oscar Pio nel 1870 e stampata a Milano in n.7-8 tomi, nel 1874...una serie di riviste, di cui alcune ancora impacchettate con legacci, della sezione "Militaria" dal titolo "Rivista Militare" ( appartenenti ad un mio zio maresciallo scelto dell'esercito regio, Nicola Riviello, il papà di Maria Riviello, vedova del compianto Renato De Rosa), e tanti piccoli e medi libri di saggistica, romanzi, riviste (come la Domenica del Corriere, con illustraziuoni di Walter Molino) e quotidiani d'epoca, libricini religiosi, depliant, volantini, e cataloghi d'arte contemporanea, etc. che il sottoscritto durante le visite alle mostre, portava con se sempre due copie, una ad uso privato e l'altra per la Biblioteca del Museo. Una parte di libri furono acquistati dal sottoscritto appositamente per la Biblioteca, come la collana edita da Fabbri Editore, anno 1992, "Capire la Pittura", formata da n.7 cofanetti, contenenti n. 12 biografie ricche di illustrazioni dei maestri storici, una collana che partiva dal GOTICO - RINASCIMENTO - il 600 e il 700 - L'OTTOCENTO (1) - L'OTTOCENTO (2) - per finire al 900 (1) - e al 900 (2) . A questi volumi, il sottoscritto scrisse ad alcuni maestri dell'arte moderna e contemporanea ancora viventi in quegli anni, come Arnaldo e Giò Pomodoro, parlando di Campagna, come una delle città colpite dal terremoto del 23-11-1980, i quali inviarono due grossi volumi della loro opera, accompagnati da una lettera, e così altri libri arrivati per il nascente Museo con Archivio/Biblioteca, che al momento mi sfuggono. Da parte dei cittadini campagnesi, furono donati alcuni libri di "Storia della Città di Campagna", dai fratelli Alessandro, Gaetano e Raffaele D'Ambrosio.

Il sottoscritto dichiara sotto la sua personale responsabilità, che gli oggetti tuttora giacenti a San Bartolomeo unitamente alla gran parte del materiale cartaceo (che a sentire alcune voci,  versano in totale abbandono), ad eccezione di quelli donati, e/o acquistati, appartengono nella gran parte dei casi, alla famiglia Riviello Umberto e Moscato Vincenzina (genitori del sottoscritto), e degli altri figli eredi, tra cui i suoi fratelli, Giacomo, Bernardo e Antonio Riviello (e rispettive famiglie). Furono trasferiti in blocco, nell'ex Convento, sito in Via San Bartolomeo, anche per gli imminenti lavori di ristrutturazione (legge 219 - ing. Domenico Balestrieri e Biagio Rocco) della casa paterna di Zappino, per consentire l'inizio dei lavori, innanzitutto per depositarli, e poi, mediante un'accurata cernita fare atto di donazione. Quindi non per tutti gli oggetti depositati in quel luogo, c'era l'intenzione, da parte della mia famiglia (e del sottoscritto, che propose tale soluzione), di fare donazione. Della maggior parte si, ma di alcuni, riportarli nella casa di mio nonno e dei miei genitori.

Inoltre, il sottoscritto, dichiara, in qualità di artista, che in detto LUOGO, si trovano da molti anni in deposito due sue opere di INSTALLAZIONE, come da fotografie allegate. La prima realizzata in un laboratorio in sito nel 1985 (unitamente ad altri artisti che parteciparono alla Prima edizione della Rassegna dell'Acqua - La Chiena), e donata al Museo nascente, dal titolo "Bruniano": "De' Segni De' Tempi" con frammenti di tela dipinta ad olio dell'ex Chiesa della Concezione, su reperto in legno verniciato (antico poggiamano della casa paterna), nelle dimensioni di 240x109x65x4 cm. e l'altra Installazione (scultorea-tecnica mista) in prestito, in un chiaro omaggio al grande filosofo di Nola Giordano Bruno, dal titolo "Eternamente esca agli voraci fuochi", nelle dimensioni: 454x23x35x137x137x37x2 cm.

Premesso che tali oggetti depositati, che di fatto dovevano essere custoditi e salvaguardati dall'Associazione G. Bruno, di cui, ai tempi, fu incaricata dal Comune di Campagna, tramite convenzione (compito che fu eseguito egregiamente, fino alla nuova situazione di degrado, dell'anno 1994-95, per cause ancora oggi misteriose), senza rivendicarne la proprietà, in assenza di una donazione ufficiale mai avvenuta,

Il fine ultimo di tale RICHIESTA è:
1) ri-controllare con la S.V. (data anche la sua specificità professionale di architetto, addetto ai lavori), lo stato di conservazione degli oggetti depositati, da donare alla Città di Campagna, affinché diventino a tutti gli effetti, un bene collettivo, di cui il Comune di Campagna si faccia garante: 

2) ri-selezionare gli oggetti, facendo una cernita di quelli più significativi (da un punto di vista documentario), da donare effettivamete, ed eventualmente intervenire per un minimo di restauro (a tal proposito, il sottoscritto si propone come volontario);

3) produrre un atto ufficiale di DONAZIONE (non solo della famiglia del sottoscritto, ma anche di altri cittadini campagnesi e rispettive famiglie, di cui sopra menzionate, nel ricordo di tali atti, nella condivisione di un bene comune);

4) esporre in modo dignitoso gli oggetti, o in uno dei locali (un'ala dell'ultimo piano?) del Luogo della Memoria-Museo Civico, nella continuazione del "Luogo della Memoria", o in un altro luogo storico adeguato di pubblico accesso, da definirsi, inteso come contesto di un'identità storica e culturale, di un popolo di giusti, che in quegli anni tragici della seconda guerra mondiale, disubbidendo alle leggi razziali, ha ospitato gli ebrei rifugiati, strappandoli da sicura morte, con la deportazione nei lager tedeschi.

N.B. INFINE, è nell'intenzione del sottoscritto, di donare un'intera camera da letto in legno matrimoniale dei suoi genitori (che gli fu donata da sua madre Vincenzina), di alta ebanisteria locale (periodo anni 30), con particolari decorativi intagliati di pregiata manifattura, composta da: letto a due piazze; un armadio a tre ante con specchi; due grossi comò, con specchio e cassettoni; un solo comodino (purtroppo l'altro è andato disperso). Attualmente, la camera da letto (con la gran parte degli oggetti), è ancora giacente presso la famiglia Aiello (eredi, miei nipoti, residenti a Lissone: Gustavo, Parigino e Armando) figli, dei compianti  Raffaele e Fifina Aiello (miei cugini). 

In attesa di un riscontro
costruttivo
formulo i miei più cordiali saluti
Angelo Riviello


Oggetti della famiglia Riviello Umberto e Moscato Vincenzina -
Lo stato attuale - anno 2013-2014 (si intravede un banco da falegname,
 un attaccapanni, due tavoli da cantina, e un mobile da cucina - 'a scanzea -)
Oggetti, in buona parte della famiglia Riviello Umberto e Moscato Vincenzina -
Lo stato attuale - anno 2013-2014
Oggetti, in buona parte della famiglia Riviello Umberto e Moscato Vincenzina -
Lo stato attuale - anno 2013-2014
Oggetti, in buona parte della famiglia Riviello Umberto e Moscato Vincenzina -
Lo stato attuale - anno 2013-2014. In primo piano un'opera di Giovanbattista
De Angelis, del 1987 - sullo sfondo una "ghiacciera" della Cantina "Marano" a Zappino -
Lo stato attuale (anno 2013-2014)
Oggetti, in buona parte della famiglia Riviello Umberto e Moscato Vincenzina -
esposti nel "Luogo della Memoria", e altri portati dai ragazzi di San Bartolomeo,
 oggi padri di famiglia (Cosimo e Carlo Perna, Massimo Scotese, 
Danilo Granito, e altri)

Alcuni oggetti esposti di proprietà della famiglia Riviello - 
esposti nel "Luogo della Memoria"

Oggetti, in buona parte della famiglia Riviello Umberto e Moscato Vincenzina -
esposti nel "Luogo della Memoria", e altri portati dai ragazzi di San Bartolomeo,
 oggi padri di famiglia (Cosimo e Carlo Perna, Massimo Scotese, 
Danilo Granito, e altri)

Alcuni oggetti esposti portati dai ragazzi di San Bartolomeo,
 oggi padri di famiglia (Cosimo e Carlo Perna, Massimo Scotese, 
Danilo Granito, e altri) (tra gli anni 88 - 89 e 90)- Luogo della Memoria



Cassa di munizioni, donata dalla famiglia del colonnello Barrella -
esposta nel Luogo della Memoria
Allestimento al Museo dal 1988 al 1994, con oggetti portati dai ragazzi di San Bartolomeo,
 oggi padri di famiglia (Cosimo e Carlo Perna, Massimo Scotese, 
Danilo Granito, e altri)
Una pagina del catalogo - Le Porte dell'Arte, 1997
Incontri Internazionali d'Arte Contemporanea - 
Promossa dal Comune di Campagna - 
Stampa Grafica Ebolitana
Allestimento-Esposizione al Museo, dal 1988 al 1994,
in gran parte con oggetti della famiglia Riviello Umberto e 
Moscato Vincenzina (e di altri cittadini ancora senza nome)
Allestimento-Esposizione al Museo, dal 1988 al 1994,
in gran parte con oggetti della famiglia Riviello Umberto e
Moscato Vincenzina
Allestimento-Esposizione al Museo, dal 1988 al 1994,in gran parte 
con oggetti della famiglia Rivielo Umberto e Moscato Vincenzina
(e di altri cittadini ancora senza nome)

Foto di Marianne Piffareti del comitato Wohlen di Zurigo,
in visita al Museo nascente, 1989-90 -
il sottoscritto con Miki il suo amico "trovatello"
Foto di Marianne Piffareti del comitato Wohlen di Zurigo
in visita al Museo nascente, 1989-90 -
Foto di Marianne Piffareti del comitato Wohlen di Zurigo 
in visita al Museo nascente, 1989-90 -
Uno dei due rasoi elettrici "Remington", anni 50 e 60 (scomparsi), di Riviello Umberto
 acquistati a Monaco di Baviera, durante il suo soggiorno da "emigrante"
Uno dei due rasoi elettrici "Remington", anni 50 e 60 (scomparsii) di Riviello Umberto
 acquistati a Monaco di Baviera, durante il suo soggiorno da "emigrante"
Angelo Riviello - Installazione 1) - "De' Segni De' Tempi", 1985 
dal Catalogo 'A Chiena, 1985-87 con poggiamano in  legno (casa paterna), 
e con reperti di tela ad olio della Concezione - (in donazione al Museo)

Penombra, 1992-93 - Angelo Riviello - Installazione 3 - con  elementi lapidei
e terracotta, grazie alla collaborazione dei ragazzi di San Bartolomeo, oggi 
padri di famiglia (Cosimo e Carlo Perna, Massimo Scotese, Danilo Granito, e altri) 
Angelo Riviello - Installazione 2 - scultorea -
"Eternamente esca a gli voraci fuochi", 1986-87 (in prestito al Museo) 
Angelo Riviello - Installazione 2- scultorea -
"Eternamente esca a gli voraci fuochi", 1986-87 (in prestito al Museo) 
"Eternamente esca a gli voraci fuochi", 1986-87 - 
Foto scattata da Marianne Piffareti del comitato Wohlen di Zurigo, 
in visita al Museo nascente, 1989-90 (opera in prestito al Museo)

Il comitato Wohlen in visita al Museo,  accolti dal responsabile artistico 
Angelo Riviello (facendo loro da guida), 1989-90 


N.B. A seguito di questa lettera, inviata al Sindaco del Comune di Campagna, si dovrebbe avere un incontro, coordinato dal Direttore del Luogo della Memoria, prima del Natale  2015, tra il Sindaco, l'Associazione Utopia, l'Associazione Giordano Bruno, e il Forum dei Giovani. Una riunione, per decidere le sorti di tutto il patrimonio oggettuale raccolto (soprattutto) da Angelo Riviello (in gran parte di proprietà della sua famiglia, ai fini di una donazione ufficiale (mai avvenuta), unitamente al numero restante di altri oggetti, donati dai cittadini (consegnati allo stesso Riviello, incaricato responsabile del Comune di Campagna, tra gli anni 88-89 e 89-90). In tale incontro, si dovrà decidere (aspetto importante e basilare), come ri-destinare una parte dell'ultimo piano del "Museo-Luogo della Memoria" (ala settecentesca, da un lato, e dall'altro spazi ampi con sottotetto ex novo e lucifere, già sede del Forum dei giovani). Siamo curiosi...

LA NOSTRA STORIA  - LA CULTURA CONTADINA - LA PRESENZA DI GIORDANO BRUNO

La proposta dell'Associazione Utopia, parte dal fatto che l'ex Convento di San Bartolomeo, vada riconfermato come "Luogo della Memoria", non solo degli ebrei internati (salvati dai Palatucci), ma come luogo religioso dei Frati Domenicani, che vide il noviziato di Giordano Bruno (1572), un asilo nido negli anni 60 (come documentato da una lapide donata dagli ebrei di Long Island City - U.S.A.), e dal 1985 al 1994, come Casa Museo Laboratorio, con la presenza di artisti di valore internazionale, venuti da ogni parte d'Italia, per dare un contributo alla trasformazione della "Chiena" in Opera d'Arte. Dopo il necessario re-inventario, verificandone lo stato di conservazione attuale, con la Catalogazione stilata dall'Arch. Bignardi (sotto l'Amministrazione Granito), uno dei soci fondatori della G. Bruno,  si dovrà passare alla donazione ufficiale di tutti gli oggetti raccolti, dando ad ognuno il nome dei cittadini-donatori, e una degna esposizione.

Infine, ri-proporremo con forza, la nostra memoria, attraverso una cultura contadina che non c'è più, ripartendo dal "Luogo". In sintesi, che sia effettivamente un "Luogo della Memoria", non solo per ricordare gli "ospiti" (gli ebrei strappati alla persecuzione delle leggi razziali), ma anche gli "ospitanti" (i cittadini campagnesi, definiti giusti e uomini di pace, che furono i nostri nonni, i nostri genitori, zii e fratelli maggiori), attraverso i loro mestieri, documentazione fotografica, e altro materiale oggettuale e cartaceo. Un Luogo, da cui ripartire, anche per una sorta di un (Nuovo) "Museo Diffuso - di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea", tra pubblico e privato, in altri luoghi (tra cui alberghi, hotel, agriturismo, e B&B del territorio) di comprovata qualità e sensibilità, nei confronti di una storia dell'arte, del luogo e della cultura (da rilasciare in prestito mediante una convenzione).

p.s. lPer ulteriori info, consultare e nostre pagine su facebook -
L'Ex Convento del Frati Domenicani di San Bartolomeo - Luogo della Memoria, con 369 membri:
https://www.facebook.com/groups/113479478675663/?fref=ts

Museo di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea - Museo Diffuso, con 725 "mi piace" (pagina molto frequentata) :
https://www.facebook.com/Museo-Di-Etnoantropologia-E-Darte-Contemporanea-museo-Diffuso-519709844789770/?fref=ts

Altra pagina similare di Museo Diffuso, con 400 membri:
https://www.facebook.com/groups/614707108547641/?fref=ts

La nostra pagina che parla di Arte Contemporanea - Utopia Contemporary Art, con 2.112 membri:
https://www.facebook.com/groups/51742504904/?fref=ts

Infine la pagina della nostra Rassegna dell'Acqua  'A Chiena (Chiena Art Festival), con 750 membri:
https://www.facebook.com/groups/51742504904/?fref=ts.
























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