martedì 27 settembre 2016

Flutuante 2 / Arte e Ambiente - 10/15 ottobre-Dodicesima Giornata del Contemporaneo


"Flutuante 2 / Arte e Ambiente" - 10/15 ottobre - Dodicesima Giornata del Contemporaneo
 Spazio Utopia sul fiume
Opening: 10/10/2016 - Finissage: 15/10/2016
Orario: 19,00 - 22

Una mostra che si apre al pubblico la sera del giorno 10 ottobre, e si conclude la sera del 15 ottobre, data della GDC - 12a Giornata del Contemporaneo, organizzata da AMACI


.

Malgrado le perplessità passate della GDC (con riflessioni, critiche e proposte costruttive, da parte di alcuni artisti, e operatori culturali, scaturite nell'ottava edizione del 2012 ), l'associazione Utopia, nel ribadire una presenza sul territorio, ha pensato di proporre una mostra di piccole opere in permanenza (dal collage alla fotografia digitale, alla pittura), prevalentemente sul tema "ACQUA" della "Chiena" della Città di Campagna (nell'ambito della Rassegna dell'Acqua, ferma al 2012, per mancanza di fondi), che alternandosi nell'esposizione, si insinuano in modo pertinente, nell'arredo minimale della Casa/Spazio Utopia, ubicata sul fiume Tenza della Chiena stessa, situata su due livelli. Primo livello con ingresso principale, camera-salottino, zona di passaggio, anti-bagno, bagno. Secondo livello, con una porticina "romantica", che si affaccia sulla sponda destra del fiume, con zona bar, cantinella-zona pranzo (con acqua sorgiva che arriva direttamente dalla roccia, rituffandosi nel Tenza), cucina.

Artisti:
Pauline Abbadie, Laura Bottaro, Gerardina Busillo, Alfonso Caccavale, Ludovico Calchi Novati, Dario Carmentano, Marina Cavaniglia, Pina Della Rossa, Adolfina De Stefani, Caterina DavinioElleplusElle, Peppe Esposito, Barbla & Peter Fraefel, Eva Rachele Grassi, Pino Lauria, Lulu Lolo, Marilena Mercogliano, Alfonso Mangone, Antonio Picardi, Ivana Rezek, Sonia Riccio, Angelo RivielloSantini Del Prete, Roberto Scala, Angela Sepe Novara, Celina Spelta, Giovanni & Renata Strada, Michela Uccellini.











































lunedì 26 settembre 2016

Donato Vitiello (1949 - 2015)

Donato Vitiello (1949 - 2015) , pittore mistico-concettuale post figurativo, teorico, stratega, uno dei leader e protagonisti fondamentali,  in quella situazione del 1985 (trasformazione in Opera d'Arte della "Chiena" del fiume Tenza, e la nascita di un Museo di Etno-Antropologia e d'Arte Contemporanea), facendo da stimolo agli altri componenti più giovani del gruppo, con laboratorio in sito, alloggiando nell'ex convento dei Frati Domenicani di San Bartolomeo della Città di Campagna, che fu anche di Giordano Bruno di Nola, dove compì il noviziato e celebrò la prima messa.

Donato davanti ad una chiesetta abbandonata,
 nel territorio di Dolcedo (Imperia)
Foto di Stefano Pizzo

Nel suo studio di Casa degli Angeli a Vettica  di Praiano (SA) -
Costiera Amalfitana - Anni 80



A distanza di un anno dalla sua scomparsa.
Da ImperiaPost.it leggiamo:

Mostra a Dolcedo, maggio 2015
Dolcedo. Anastasia Vitello apre le porte della propria casa, in via De Amicis 42 con un allestimento di pezzi del padre Donato Vitiello fino al 22 maggio:“Con inmenso piacere vi invito ad un evento molto speciale, dove apriro le porte della casa/studio di mio padre l´artista Donato Vitiello. 
Sará un occasione unica per entrare nell´universo magico che Donato ha creato nel suo appartamento del fine 700.
Saranno esposte diverse installazioni, quadri, sculture, disegni, aquarelli e foto.
Sará anche proiettata un opera di Marco Belfiore e la presento con le sue parole;
“Un’intervista che Donato mi concesse di fargli nel 2012, proprio lì dove oggi sono rimaste le sue tracce; in quel video Donato si racconta e ci mostra la sua casa che negli anni è diventata una vera e propria opera d’arte”.
Come parte del evento ci sará la possibilitá di fare un passeggiata fino allo studio di Donato, dove si puó ancora vedere la facciata lavorata a pietra a secco.
Sulla terrazza vi offriró una bevanda accompagnata ad un pó di musica.”











La lettera aperta di Angelo Riviello, tratta dalla sua pagina di facebook, in data 23 novembre 2015, in occasione del trentennale della "Chiena", come da immagini preliminari:

Donato, in una di quelle serate indimenticabili, di quell'anno 1985, in cui si discuteva,
comodamente seduti.  in un angolo del chiostro, dell'ex convento dei Domenicani

Anche Donato Vitiello, in questo Libro/Catalogo,
bilingue (italiano/inglese, ha segnato una storia di valore universale, nell'anno 1985,
come una delle situazioni più significative, se non la più rivoluzionaria,

 di quegli anni 80, in Italia (e non solo, in quel contesto degli anni 80, dove a furoreggiare, erano, da un lato "Terrae Motus" di Lucio Amelio, e dall'altro la "Transavanguardia" di Achille Bonito Oliva, con occupazioni di ex fabbriche, da parte degli artisti, tra Roma, Napoli e Milano)

Angelo Riviello a Donato Vitiello
"Caro Donato.
Ti scrivo solo adesso...dopo che l'amico D'Avossa, da Milano, mi inviò un sms, nel darmi la notizia, a distanza di un mese (parlandoci poi al telefono)...In piena attività della solita confusione estiva, tra sospesi, recuperi e rivendicazioni...Non potevo e non volevo crederci... Siamo tutti appesi ad un filo.

Pensando a te in questi giorni, mi piace ricordarti così, come ritratto in questa foto (della Chiena 30°), scattata in un angolo del convento di San Bartolomeo a Campagna (la "Civitas"), che fu di Giordano Bruno (un luogo che tu hai amato quanto me, e forse più di me), in una sera d'estate, e in piena attività umana e artistica, mentre discutevi serenamente con altri amici. Sei stato tra quelli che hanno sempre stimolato un dibattito (unitamente a Sandro, Patrizia, Gutte, Giovannastella, Nicola...di cui sei stato, per me, una guida di riferimento, in quel mese di fermenti...e poi portasti anche Alan e Franca, due altri cari amici, in quella situazione a cui parteciparono, su invito, tanti bravi artisti, provenienti da ogni parte d'Italia, in quel "residence-laboratorio", atipico, in gran parte autogestito, "occupando l'ex convento", che ha lasciato il segno, sul territorio, e nelle coscienze dei cittadini accorti)...
Dopo la nostra conoscenza, in modo disteso, in una Positano fantastica degli anni 70, ci siamo rivisti con gioia nel 1985, nella città "invisibile" (Campagna), dopo la tragica scossa del sisma del 1980 (con l'anniversario che ricorre oggi, 23 novembre alle ore 19,45), uniti nel condividere un progetto a cui ti invitai, che è stata la salvaguardia e il recupero della Chiena del fiume Tenza, trasformata in Opera d'Arte a più mani. Una situazione, che inserita in quel contesto nazionale degli anni 80, dove vigeva l'humus di un mercato dell'arte, con il suo "ritorno all'ordine", è stata un'azione forte e coraggiosa, contro-tendenza, che ancora aspetta di essere riconosciuta, in quei siti, dove si decide cos'è e cosa non è "arte"...Come anche dall'istituzione locale (e me ne vergogno)...
Mentre a Napoli, dopo il sisma del 1980, ci furono i "mostri sacri" con "Terrae Motus", seguimmo noi giovani e giovanissimi (a soli 80 km di distanza), con modestia, e con pochi mezzi a disposizione, a dare conferma, in modo convinto e determinato, dicendo che in Arte, non può esistere "Avanguardia senza Tradizione"...nel coniugare, attraverso l'arte e la cultura del presente, la parola "ACQUA"...e soprattutto nella ricostruzione, ai tempi già iniziata.
Altri amici ci hanno salutato, in questi anni, da Genova, Antonio Porcelli, da Milano, Vito Sersale, dalla stessa mia città, Pompeo Ganelli, Angelo Giordano, Lino Iuorio, Nino Aiello, Giuseppe e Arturo Busillo, e per ultimo da Potenza, il caro amico Arcangelo Moles, un altro grande, tra quegli artisti che hanno dato un contributo determinante al nostro progetto "acqua"...E intanto ho perso anche mia madre, che era l'unica in famiglia che si preoccupava e mi sopportava, in quegli impegni estivi senza tregua, che richiedevano sempre uno sforzo fuori dall'ordinario, per mantenere vivo quel progetto, legato anche alla nascita del Museo-Laboratorio nell'ex Convento, a cui tu ci tenevi tanto, quanto me e tutti gli altri. Un Museo, che oggi si chiama "Luogo della Memoria"...Un luogo dalla memoria incompleta, perché manca ancora la "nostra presenza" (con le nostre idee).

Caro Donato, tu (promotore di tante iniziative), resterai, come altri, uno dei pilastri-protagonisti, che ha lasciato come amico e come uomo, e soprattutto come artista, un segno, nella nostra umile e dignitosa storia, legata alla deviazione delle acque del fiume Tenza: 'A CHIENA, recentemente riconosciuta, nel 2014, dal MiBac, come un evento di straordinaria bellezza (a distanza di 29 anni, da quella sera...al convento, in cui si dibatteva)...Ma a questo appuntamento del Mibac, manca ancora l'arte, malgrado l'esistenza del Libro/Catalogo che documenta tutta quell'operazione...Per questo che l'estate scorsa, abbiamo ricordato ai più, il trentennale del recupero e della trasformazione dell'evento fluviale (andato in disuso negli anni 70, con la scomparsa della cultura contadina), da nettezza urbana ad opera d'arte, grazie anche a te...Non ci fermeremo..andremo avanti, nel limite delle nostre forze e possibilità...per togliere dalla polvere, e riportare alla luce tutte quelle opere meravigliose, realizzate in sito in quegli anni, che ancora giacciono, in attesa, nell'ombra... (De Umbris Idearum)...
Dopo l'ultima volta, che ci siamo rivisti, a Dolcedo, unitamente all'amico D'Avossa (quando ho soggiornato per l'ultima vola a Milano), il desiderio di rivederti è stato sempre forte...Ma, per i soliti motivi contigenti, non è stato possibile...
Un caro abbraccio...PER SEMPRE!!!"
Angelo Riviello

mercoledì 31 agosto 2016

Artisti salernitani tra gli anni 70 e 80 in mostra al Frac di Baronissi

Da Ottopagine.it - SALERNO

Artisti salernitani tra gli anni 70 e 80 in mostra (tra presenze e assenze significative)


Trenta opere a testimoniare il fermento artistico e la vivacità del dibattito di quegli anni






Baronissi.  Venerdì 5 agosto, ore 19:00, apre al pubblico la mostra#SA.70/80, artisti salernitani fra gli anni Settanta e Ottanta” che propone una selezione di opere della collezione permanente delMuseo-Frac di Baronissi.

La mostra è curata da Massimo Bignardi e Pasquale Ruocco e si fregia di trenta opere di appartenenti alla collezione del Frac, acquisite o date in comodato nel corso delle numerose mostre personali o antologiche promosse ed allestite dalla struttura museale d’arte contemporanea di Baronissi nell’arco di circa quattordici anni. Nei locali della Galleria dei Frati saranno esposte le opere di: Mario Carotenuto, Angelo Casciello,Carlo Catuogno, Franco Cipriano, Silvio D’Antonio, Antonio Davide, Mario Lanzione, Salvatore Liguori, Pietro Lista, Franco Longo, Ugo Marano, Luigi Pagano, Antonio Pesce, Antonio Petti, Ciro Pica, Carmine Piro, Virginio QuartaGiuseppe Rescigno, Angelo Michele Risi, Matteo Sabino, Nicola Salvatore, Paolo Signorino, Ernesto TerlizziGerardo Vangone, Sergio Vecchio, Luigi Vollaro.

Trenta opere, fra dipinti, disegni, incisioni, installazioni e sculture che testimoniano il fermento artistico e la vivacità del dibattito nell’area salernitana tra il decennio Settanta ed Ottanta, con personalità di primo piano che hanno segnato la traccia di quella svolta culturale che in pochi anni ha fatto della città un punto di riferimento, grazie anche alle sollecitazioni innescate dall’attività del neonato Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Salerno, in modo specifico da Filiberto Menna e da Enrico Crispolti al tempo docenti presso l’Ateneo salernitano. Un decennio, quello Settanta, segnato dal confronto dialettico fra varie posizioni; dall’assunzione di una nuovafigurazione declinata ora quale rivisitazione della storia dell’arte, ora come contrappunto ad insorgenze pop, ora quale campo di sperimentazione della fotografia, al neoconcretismo, alle incursioni in ambito concettuale, alle esperienze di riappropriazione urbana, alle azioni performative di partecipazione sociale. Esperienze queste ultime che registreranno la loro affermazione in occasione della X Quadriennale di Roma del 1975.

Momenti, dunque, di ricerca e di riflessione che segneranno una decisa rottura con la cultura cittadina in parte ancora incline, sul finire degli anni Sessanta, agli esiti della pittura novecentesca, a volte con dichiarate impronte popolari.

Redazione Salerno

Nota:

Si diceva nel titolo iniziale "tra presenze e assenze significative". Si presume, quindi, anzi è una certezza, che in tale "mostra storica" siano presenti solo opere (selezionate) di artisti, acquisite dal FRAC di Baronissi, nell'arco di alcuni anni. E gli altri artisti, le cui opere non sono state acquisite, per svariati motivi, che fine hanno fatto?  E' così che si organizza una mostra sugli anni 70/80? In base ad opere di una sola collezione? Ma tale Museo, è pubblico o privato? Vive anche di finanziamenti pubblici? o esclusivamente privati? Le collezioni, a parer nostro, possono essere di tre tipi: pubblica (come proprietà da parte di un museo, che vive di finanziamenti pubblici); privata (come proprietà da parte di un collezionista, o di una Galleria d'Arte, una Fondazione, un'Associazione, etc., etc.); privata (come proprietà dell'artista stesso, o della famiglia dell'artista se è scomparso). 

Domanda: si può organizzare una mostra di tale portata, facendo capo solo ad una tipologia di collezione? 

Dove sono certi nomi, che hanno segnato un voltar pagina, tra gli anni 70 e 80? da Nino Tommaso Durante, a Carmine Limatola (Ableo), Angelo Riviello, Donato Vitiello, Alessandro Mautone, Giovanni Canton, Lorenzo Cleffi, Angelo Ermanno Senatore, Eva Rachele Grassi, e altri...E allora, se un Museo che ha intenzione di organizzare una grande mostra nel contesto di quegli anni, e si basa solo sulle (sue) opere acquisite, vuol contattare questi artisti (intanto esclusi), per chiederle (almeno una) in prestito? Altrimenti come mostra storica (o presunta tale) è MONCA! Non rispecchia "oggettivamente" in toto, l'humus che si respirava a Salerno in quegli anni 70 e 80...A parte il fatto che un contesto così complesso, avrebbe bisogno di altre componenti (non solo di arte visiva), come la critica d'arte (Salerno, come "Scuola di Critica d'Arte": con Filiberto Menna, Angelo Trimarco (tra l'altro, prima docente e poi Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia a indirizzo Storico-Artistico dell'Università di Salerno), Enrico Crispolti, Achille Bonito Oliva, Antonio d'Avossa, (docente all'Accademia di Belle Arti di Brera), lo stesso Massimo Bignardi, e altri come Rino Mele (Cattedra dello Spettacolo dell'Università di SalernoPaolo Apolito (antropologo), etc. la letteratura, la poesia, la fotografia, il teatro, la danza, e perché no, il cinema in super 8 e 8 mm., e i primi tentativi di video-arte...
E poi basti pensare alla Chiena degli anni 80, per caratterizzare ancora di più la storia di un decennio salernitano:
"La Chiena degli anni 80? è stato il più grande atto estetico-rivoluzionario e spettacolare che l'Arte di questi ultimi 30 anni, abbia potuto fare, ad uso e consumo di tutti...che attraverso il recupero, la salvaguardia, e un progetto innovativo di continuità, senza tradire la tradizione, come work in progress, di un'opera d'arte a più mani, ha saputo guardare al futuro,ridando speranza a tutta una comunità duramente colpita dal terremoto!!! 
Quando si dice Campagna, si dice "CHIENA", e quando si dice Chiena, si dice "CAMPAGNA"...(la Civitas Campaniae)..

p.s. sono famose le definizioni poetiche, di Rino Mele, uno dei più grandi teorici, studiosi e poeti.italiani contemporanei"...
(Dal blog di Utopia Contemporary Art, in data 18 agosto 2016)

Per terminare, la nota: una mostra/evento di tale portata, nel ricordare una storia, non possono essere una o due persone a metterla su (ma con la "C" maiuscola) una Commissione (con una sua eventuale direzione artistica, di uno dei componenti, nominato per l'occasione). 


La Direzione Artistica 
(Utopia Contemporary Art)

n.b. Ci sorge spontanea una domanda: ma queste mostre, si fanno per fini commerciali, nel "corteggiare" un "fantomatico mercato dell'arte", o per fini culturali? A leggere la prefazione, e l'articolo, pare che sia quest'ultima tesi (la cultura in un preciso momento storico) a prevalere. Ma dal taglio dato (doppio-taglio), non pare proprio...

http://www.ottopagine.it/sa/cultura/87361/artisti-salernitani-tra-gli-anni-70-e-80-in-mostra.shtml

La pagina di Utopia, in data 21 gennaio 2016:






lunedì 29 agosto 2016

IRINA DANILOVA / QUADRIENNIAL SHAVING 2016

IRINA DANILOVA / QUADRIENNIAL SHAVING 2016




The Summer ends with a Lecture/presentation "Through the Numerical Lenses" at University of Newcastle on Wed 31st Aug 2016 as Part of their "Conversations in Art Series". Organized by Prof. Sean Lowry.
and The Quadrennial Hair Harvesting Performance at The Lock-up Contemporary Art Center in Newcastle, NSW, AU, Wednesday, August 31 at 5:30PM. The Lock-Up is a Contemporary Art Center in the historical Police building of Newcastle. Curators Jessi England and Courtney Novak.

Coincidentally the next Manifesto Brut group show in Italy has the same flavor - "Unaware Prisoners".  Curator Rino Talaro. Opening September 10 in Palace Novelli of Carinola, Caserta, Italy. This show is about undergoing people's dependency from a perverse socio-economic system. 

September 30 - October 1:  Presentation at the Open Fields Conference, at the annual RIXC Art Science festival in Riga, Latvia. 

October: Group Show Enacting the Text: Performing with Words at The Center for Book Arts
Curated by Nicolás Dumit Estévez. The opening: October 7 at 6pm.

In November Hiram and I will be performing "Mix and Match 59" at AiOP 2016: PLAY Orlando (November 11-13).

Several projects included in the upcoming Visions of a Nunnery 2016 in London, England. October - December 2016. Our live projects are on December 17th. Curators Cinzia Cremona and Tessa Garland.



giovedì 18 agosto 2016


A Campagna biglietto a 1 euro per la chiena di mezzanotte. Dal quotidiano (La Città di Salerno)

A Campagna biglietto a 1 euro per la chiena di mezzanotte. Dal quotidiano  ("La Città di Salerno") del 17 Agosto 2016

L'evento conclude la manifestazione di quest'anno. Per la prima volta l'ingresso nella cittadina sarà a pagamento  

Una giornata della Chiena

CAMPAGNA. Mezzanotte in punto: la città si allaga. Il corso del Tenza viene deviato e l’acqua inizia a scorrere dall’alto. Scendendo, lungo le strade diventa un torrente alto quasi mezzo metro e accende gli animi di quanti ogni anno si radunano in attesa della Chiena notturna. C’è attesa per l’evento che stanotte 17 agosto (dopo l’antipasto di ieri sera) pone fine alla Chiena di Campagna, paese che da sempre è scenario di antichi rituali reiterati e rimodellati dagli autoctoni che hanno saputo fare del folklore locale un’attrattiva. E così, oltre ai campagnesi che da anni partecipano a questa catarsi acquatica, adagiandosi in strada come se essa stessa fosse un fiume, migliaia di turisti quest’anno sono arrivati da tutt’Italia per vedere l’ultima chiena dell’anno.

Da quest’anno, però, la tradizione è a pagamento. Niente spettacolo per coloro che non doneranno un euro. Obolo obbligatorio all’ingresso del paese. Pareri discordanti e tante polemiche riguardo questa decisione, che secondo molti abitanti andrebbe contro la storia dell’usanza stessa. Quella che chiude l’estate tra gavettoni, goliardia e signore che in ogni angolo di strada riempiono l’aria dell’odore di frittelle che, ancora bollenti, vendono per pochi centesimi. Il centro storico anche stanotte è una sagra a cielo aperto e ancora stellato, e costellato di pietanze immancabili del menù campagnese come: matasse e fagioli, lagane e ceci, gliummarelle e soffritti vari. Tentazioni a cui può resistere solo chi non è dotato di olfatto. Nato per ripulire le strade e le botteghe, questa manifestazione, del tutto spontanea, è di origine antica ed imprecisata: un evento folkloristico, unico al mondo, che si ripete ogni anno a partire da luglio.
Originariamente questo eccezionale avvenimento era necessario per l’igiene delle strade e delle botteghe, chi dice per ripulire la città dalla peste del ’600, chi semplicemente per ripulire il corso principale dagli escrementi degli animali da soma durante il periodo estivo, quando le piogge scarseggiano. Oggi, migliaia di turisti, ogni anno, scoprono ’a Chiena tra il mito e il fantastico, la leggenda e l’attualità. Nel 1889 venne risistemata la pavimentazione del corso Umberto I, per facilitare il deflusso delle acque fluviali in modo da non allagare le abitazioni, e venne restaurato il canale artificiale. Da allora, ogni anno i sindaci emanano una ordinanza per avvisare dell’allagamento. Dal 1985, ’a chiena si è trasformata in una kermesse artistico-culturale (da un’idea
di Angelo Riviello, artista e scenografo originario di Campagna) in cui, durante i giorni dell’allagamento, vengono svolte rappresentazioni artistiche, teatrali, musicali. Anche quest’anno il cartellone di eventi è stato intenso e ha visto la partecipazione di molti nomi importanti.


NOTA dell'Assocoazione Utopia Contemporary Art:
Un primo timido passo, verso un'informazione corretta, sulla Chiena e una sua storia che si perde nei secoli, ci viene dal quotidiano "La Città di Salerno", con notizie inerenti alla peste del 600, e nel 1889, quando venne risistemata la pavimentazione del corso Umberto I, per facilitare il deflusso delle acque fluviali in modo da non allagare le abitazioni, quando il Comune, con "avviso alla cittadinanza", deviava il fiume per la pulizia delle strade...Occorrerebbe un servizio specializzato, per una sua ricostruzione storica, quanto più fedele possibile. Su quella recente, invece, nel momento in cui correva un serio rischio di scomparire definitivamente, con la ruspa selvaggia, dopo il tragico terremoto del 1980 (data la tendenza perversa di coprire tutti i canali e i corsi d'acqua a vista del centro storico, con colate di cemento e catrame), con un decennio alle spalle di totale dimenticanza, sono tanti i nomi degli artisti da ricordare (dal 1985 in poi) che hanno contribuito a far grande la Chiena, recuperandola, facendo avanguardia e salvaguardia insieme (grazie al supporto di Italia Nostra di Salerno), trasformandola in Opera d'Arte a più mani, e facendola conoscere a livello nazionale e internazionale, compiendo, forse inconsciamente, il più grande atto estetico-rivoluzionario e spettacolare dell'arte italiana di questi ultimi 30 anni...

p.s. si cita Angelo Riviello (artista e scenografo) originario di Campagna (con un suo lavoro sulla "Identità & Memoria", svolto tra Salerno, Milano e Campagna), ma avrebbe fatto ben poco, con tale progetto, senza la partecipazione attiva di tutti gli altri artisti che fecero parte del primo nucleo, di cui alcuni, non ci sono più, e vanno ricordati...Aiutateci, come associazione Utopia, a storicizzare la Chiena...Grazie!
n.b. il biglietto d'ingresso a 1 euro, è solo un'offerta libera, non un'imposizione, con servizio navetta per evitare il caos...in una città poi, dove il parcheggio non si paga (la Direzione Artistica)

Su Wikipedia, già si riportano da qualche anno, le prime notizie, per una storicizzazione corretta e completa, ai fini di rendere l'Evento sempre più accattivante e incisivo, da un puntio di vista innovativo, artistico e culturale, come lo è stato all'inizio di tale avventura, negli anni 80 e inizio anni 90, guardando ad un futuro possibile, senza mai tradire la Tradizione:
https://it.wikipedia.org/wiki/%27A_Chiena




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