domenica 5 luglio 2020

Giancarlo Varotto - Artista-Pittore

Giancarlo Varotto 18/11/1954 - 1/07/2020.


Un altro grande amico, pare che abbia deciso di lasciarci. Un artista. Un pittore di quelli rari, sensibilissimi e raffinatissimi, amante di musica lirica, e stranamente, molto riservato, che per un artista è un lusso...
Ciao Giancarlo! Ho letto il post pieno d'amore di tua figlia Viviana, arrivato così, all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, dalla tua pagina fb. Ho gli occhi umidi...Non posso crederci che tu te ne sia andato così, senza un ultimo saluto...Non hai mai accennato a nulla in quelle poche volte che ti leggevo, o che inviavi un commento a un mio post. Non era facile, lo so, avendo tu un carattere molto riservato...per come ti avevo conosciuto quella volta a Trevi in Umbria, in occasione di una rassegna d'arte contemporanea al "Trevi Flash Art Museum" (portata poi a Milano, con altre opere, alla Galleria di Bianca Pilat), a cui esponemmo entrambi, in compagnia di altri amici e artisti emergenti.
Ho sempre avuto un ricordo bellissimo di te. Una persona umile, aperta, vera, sincera. Fu subito amicizia, nella stima reciproca, prima attraverso le nostre opere, e poi di persona, con l'impegno di rivedersi ancora, in quel di Milano, e in altre occasioni, avendo alcuni amici in comune dello stesso ambiente...Ma da quel 1996, gli anni sono passati velocemente, assorbiti da una vita sempre più frenetica, difficile e condizionante, il sottoscritto tra Milano, Roma, Napoli, Matera, e la sua città natia in provincia di Salerno, e tutto un territorio da esplorare, e tu (come leggo) tra Venezia, Milano, Ravenna, i tuoi luoghi natii, Padova, e chissà dove...

Ci siamo cercati e rivisti con gioia, su fb. alcuni anni fa, ci siamo letti e scambiato idee e consigli ...e ogni tanto ti affacciavi per farti risentire...Mi mancheranno le tue opinioni, sempre pertinenti, originali, argute, pacate, a volte viste da angolazioni diverse, ma sempre sincere e piene di stima. Una stima sempre ricambiata, per un grande pittore e artista come te, con il quale avrei tanto voluto esporre in una mostra a due, per un progetto consono alla nostra visione e pensiero sull’arte.



Un artista, un amico, che non sentirò più, anche se resterai sempre vivo in me...Chissà, forse questa mostra la faremo in un'altra dimensione, a cura del nostro carissimo Luciano, che da Milano, ci lasciò oltre dieci anni fa...Un caro abbraccio a te e a lui quando lo incontrerai, come al solito, sempre sorridente con quegli occhiali da sembrare due binocoli,...E mi raccomando,pensatemi, perché, sono gli amici come voi che hanno segnato la mia vita, e difficilmente passeranno nell’oblio. Vi penserò sempre. 

Giancarlo, spirito ribelle e rivoluzionario, che la terra ti sia lieve...

Angelo Riviello

3 Luglio, 2020

Uno stralcio dalla mostra "Il Corpo della Pittura"
a cura di Donatella Melini
Dal 13.12.1998 al 20.01.1999
C/O CareOff di Via Farini, Milano

Documentazione video con Elizabeth Aro, Domenico Bulfaro, Marta Dell’Angelo, Antonia Fontana, Alina Gavrielatos, Elena Mutinelli, Zita Noè, Giancarlo Varotto

"Quello che desidero avere nel privatissimo della mia stanza non è certo l’acido ritratto di qualche parente. Io voglio un poster di Marcus (il modello svedese per intenderci) con il petto nudo, magari le braghe un po’ calate, giusto un poco. La “carne” non è più provocazione ma qualcosa di leggero, divertente, soprattutto bello. Come l’operazione di Giancarlo Varotto che rimane saldamente ancorato alla buona pittura di tradizione classica. E’ infatti straordinaria la sua perizia tecnica. Ma tanta abilità è strumento per una ricerca integrata nelle tematiche del contemporaneo. La leggerezza ad esempio. Il nudo nei quadri di Varotto è ostentazione di bellezza, tanta bellezza. Ma innocente e fredda come può esserlo in una rivista, non certo intellettualizzata, appesantita..."
Donatella Melini










MAESTRO MAREGOEA 
E LA BERNINA7 ART GALLERY - UNICUIQUE SUUM

Bernina7 , galleria d’arte nata nel 25 Febbraio 2019, a seguito di un intuizione, un fatto, che ha acceso in me una fiamma....E da qui tutto è iniziato...
Perchè questo nome?
Bernina7 nasce come attività di quartiere , si chiama poi Art Gallery perché, pur essendo un fatto locale senza pretese, ha un respiro internazionalista.
Infine si chiama Unicuique suum per il significato : a ciascuno il suo (senza pregiudizi) .
La galleria apre con un capitale da 1 centesimo trovato per strada lo stesso giorno dell’apertura, appunto il 25 Febbraio 2019.

Questo perché CREDO che quando le idee sono chiare si deve passare all’AZIONE, IN QUALSIASI CONDIZIONE.
NON AVERE I SOLDI NON E’ UN PROBLEMA. I SOLDI VANNO DIETRO ALLE IDEE E NON VICEVERSA
(l’eccezione conferma la regola...)






"La principessa azzurra", acrilico su tela 80x100 cm 
















Ritratto di Viviana da piccola






Al Teatro Verdi di Padova - Musica Lirica, la sua
passione



https://youtu.be/MwxCyfgwU0g

https://www.facebook.com/MaregoeaArtediStrada/videos/509592719580100/

https://www.careof.org/progetti/1998/il-corpo-della-pittura


La lettera struggente di sua figlia Viviana:


Mi dicevi che non volevi cure , perché eri fedele alla grande madre , la Natura, per altri Dio, che si prende cura di te , che si prende cura di ogni individuo , che ha il senso materno e che crea come distrugge, ma anche guarisce . Eri tanto fedele, hai risposto nella grande madre tutta la tua luminosa fede e tutta la tua volontà , convinto e ferreo nelle tue convinzioni tanto da litigare con tutti e con me ...a maledirci reciprocamente a volte , perché io invece ti volevo affidare alla scienza , e più volte magari , ti ho mancato di rispetto . E tu avevi una filosofia che nessuno poteva scalfire né piegare , io rimanevo ogni volta senza parole , era disarmante e mi toglieva ogni volontà . Provavo solo tanta rabbia nella mia impotenza perché mi dicevo “ non posso fare nulla, vince lui ogni volta , ha ragione lui “. Mi sono sentita anche euforica delle volte convincendomi della tua consapevolezza , perché nella malattia ci entravi dentro con tutta la tua anima, parlavi a lei come un bambino si rivolge alla madre quando piange disperato , per avere la sua protezione. Ma le parlavi anche come un padre che cerca di comprenderla a fondo e perdonarla e capirla. E le portavi sempre tanto rispetto perché se era arrivata c’era un perché , mi dicevi. E che la grande madre ti avrebbe aiutato. E invece hai lottato sempre con le tue forze . La Natura, unico essere spirituale a cui credevi . E ogni volta che si aggiungeva un dolore dicevi “ non è ancora finita, stiamo arrivando al culmine e poi le cose inizieranno ad andare meglio “. 

Abbiamo atteso insieme quel culmine, io nella mia disperazione e folle speranza, e ti davo la mia energia ... tu nella fede estrema e indistruttibile , che nemmeno negli ultimi giorni andava spegnendosi , anche quando sei arrivato a dire “ ho perso la battaglia “. 

Ma non lo hai detto a me , perché non volevi che mi arrendessi forse . O non volevi farti vedere perdente , orgoglioso e testardo com’eri...Perché lo sapevi fin dall’inizio che potevi anche perdere, e me lo ripetevi sempre quando io ti urlavo contro perché non volevo accettare il fatto, come quando non si accetta un caro che parte per la guerra . Ma tu non hai perso perché la Natura , la grande madre ti ha fatto passare tutte le prove , e tu sei stato un guerriero fortissimo, sei rimasto saldo e lucido nel tuo ideale fino all’ultimo e nemmeno sotto tutte quelle torture ti sei fatto corrompere. E la Madre non te le ha risparmiate, sembrava non bastasse mai e me lo ricorderò in eterno . Ma non ti sei fatto mai corrompere e canticchiavi anche le tue opere liriche . E mi raccontavi le trame , appassionato di poemi cavallereschi e di tragedie . La tua vita , la nostra vita è proprio stata un’opera lirica sai , tipo il Rigoletto di Verdi , che non so nemmeno quante volte abbiamo ascoltato . Ti rispecchiavi tanto con me in quell’opera, come quel padre viveva la figlia. Com’era il nostro rapporto .


Domani con te porterai via una parte anche di tua figlia , che ti ho seguito in questa lotta , che mi sono affidata come te alla volontà della madre . Ma la madre è stata egoista e non mi sento di ringraziarla . Tu di sicuro la ringrazierai perché ora non soffri e ti sei liberato , ma a me hanno strappato un pezzo di anima e un pezzo di cuore e un pezzo di ogni mio organo. Poteva anche essere un po’ più generosa , questa mamma, che genera tali bellezze nel mondo ma in un attimo te le porte via , come un alito di vento, una piuma che vola all’improvviso , così come te ne sei andato tu. Come una piuma...



giovedì 4 giugno 2020

Alan Frenkiel: in ricordo di un caro amico artista, scrittore, curatore e critico d'arte,che ci ha lasciato il 2 giugno


Alan (l'ultimo a destra), in una foto d'archivio storico, del 
"Magico, Mitico Maggio" Francese del 68,  a  Parigi



Alan è il terzo a destra, nella foto, molto simile all'immagine 
di Banksy (anni 90? ) - Si sarà ispirato a lui,  con il braccio sinistro alzato, 
equilibrandosi con il destro, mentre sta per "lanciare una pietra 
alle nuvole...le nuvole del Paradiso", che in questo murales, si
trafsormano in un mazo di fiori?

Alan Frenkiel, scrittore, curatore e critico d'arte. Ha collaborato 
con testi in catalogo, tra gli altri, con Achille Bonito Oliva e James Putnam 
(ex curatore del British Museum di Londra)...



Angelo Riviello



Un lanciatore di pietra può andare in Paradiso?

Ciao Alan...Alan Frenkiel, per me sei sempre stato come un fratello maggiore con cui condividere umilmente progetti e sogni rivoluzionari. Un guerriero fuori dal coro, abitante del mondo, di quel maggio magico parigino del 68 francese, dalle armi sottili, ma taglienti, come l'ironia che faceva parte della tua personalità creativa, come uomo ricco di cultura, di umanità, e sete di giustizia, e come vero intellettuale, figlio di quella Beat Generation americana, che ha segnato un'epoca, artista e scrittore, curatore e critico d'arte, manager (anche) di "Napoli Centrale", di quel nuovo sound napoletano degli anni 70 che porta anche la tua firma. 

Sempre sincero, disponibile, sorridente, nel gioco della vita, tra le infinite partite a scacchi, con Giulio Gargiulo e altri amici, al Bar Internazionale di Positano, del caro amico Mimì Collina, quando ci siamo conosciuti, come pretesto per chiacchierare, conoscerci, fare battute, giocando, in quelle lunghe (ma corte) serate invernali, tra musica, arte, letteratura, e politica...Come non dimenticherò mai quella volta a Napoli, nel 2005, in occasione di una mostra (di Betty Bee), in via Chiatamone, quando ci siamo visti con il carissmo Franco Del Prete. 

Ci siamo sentiti, per telefono, prima del lockdown...per salutarci, per sentirci. Non mi hai detto nulla. Perché? Non dimenticherò mai, il tuo contributo nel Libro/Catalogo bilingue (con un bellissimo testo-racconto, e la tua traduzione dall'italiano in inglese) che trasformò l'antico evento della Chiena, in Opera d'Arte e Spettacolo, per le strade della città e al Museo nascente, rendendolo universale. Una Storia, un progetto innovativo, nel rispetto di un passato, in cui sei stato tra i protagonisti, insieme a tante altre bellissime personalità, dell'arte e della cultura, incoraggiandomi sempre, e apprezzando moltissimo il mio lavoro, da artista visivo... Che tristezza. Mi mancherà la tua voce al telefono, quando mi rispondevi felice di sentirmi, o quando andavi di fretta e dicevi che mi richiamavi. 

Mi mancherai tantissimo!!! Una tristezza infinita. Abbracciami Donato Vitiello, Luciano Cilio, Franco Del Prete, Paul Getty Junior, e altri cari amici tuoi e miei...
Alan...See you later!!!   


Can a stone thrower go to paradise?
Alan Frenkiel (Marseille 1941 - Montenero Valcocchiara 2020), last right in the picture, Paris 1968.
Un lanciatore di pietra può andare in paradiso? Alan Frenkiel (Marseille 1941 - Montenero Valcocchiara 2020), last right in the picture, Paris 1968

Con Franco Del Prete, Napoli, 2005, in via Chiatamone,
alla personale di Betty Bee alla Galleria Changing Role







Un suo testo in inglese

Da "Positano News" nella data di oggi 04 Giugno
Direttore Michele Cinque
Si è spento a Montenero Valcocchiara all’età di 79 anni Alan Frenkiel, un’artista che era molto legato a Positano. Il direttore di Positanonews Michele Cinque l’ha definito “una delle persone più belle che abbia mai conosciuto: profondo, intelligente, ironico. Ha fatto cose straordinarie”. Frenkiel, di origini statunitensi, era infatti un uomo di cultura, che ha partecipato anche ai movimenti studenteschi del Sessantotto francese.
Quegli anni sono stati infatti ricordati anche da Giuseppe Mascoli, imprenditore positanese trapiantato a Londra, che sui social ha pubblicato questo scatto (sopra, Frenkiel, l’ultimo a destra), che ha voluto salutare con questa frase il critico d’arte “Can a stone thrower go to paradise?” (Può una pietra attraversare il paradiso?). 
Anche l’artista e critico d’arte originario di Campagna, Angelo Riviello, gli ha dedicato un commovente messaggio (a caldo) per la dipartita, ricordando i trascorsi nel paese verticale:
 “Ciao Alan… Alan Frenkiel. per me sei sempre stato come un fratello maggiore con cui condividire umilmente progetti e sogni rivoluzionari. Un guerriero americano fuori dal coro, abitante del mondo, del 68 francese, dalle armi sottili, ma taglienti, come l’ironia che faceva parte della tua personalità creativa, come uomo e come scrittore. Sempre sincero, disponibile, nel gioco della vita, tra le infinite partite a scacchi, con Giulio Gargiulo e altri amici, al Bar Internazionale di Positano, del caro amico Mimì, quando ci siamo conosciuti, come pretesto per chiacchierare giocando, in quelle lunghe (ma corte) serate invernali, tra musica e arte…
Come non dimenticherò mai quella volta a Napoli, in occasione di una mostra (di Betty Bee), in via Chiatamone, quando ci siamo visti con il carissmo Franco Del Prete. Ci siamo sentiti, per telefono, prima del lockdown…per salutarci. Non mi hai detto nulla. Perché? Non dimenticherò mai, il tuo contributo nel Libro/Catalogo bilingue (con un bellissimo testo-racconto, e la tua traduzione dall’italiano in inglese) che trasformò l’antico evento della Chiena, in Opera d’Arte e Spettacolo, per le strade della città e al Museo nascente, universalizzandolo. Una Storia, un progetto innovativo, in cui sei stato tra i protagonisti, insieme a tante altre bellissime personalità, dell’arte e della cultura di caratura nazionale ed europea… Alan…See you later!!!”.
Alan Frenkiel era un intellettuale a 360°: scrittore, manager artistico e musicale. Negli anni ’70 ha vissuto tra Praiano e Positano: nel 1970 dimorava nella Casa degli Angeli, a Praiano, presa in affitto dall’attore William Berger, dove erano soliti fare festa e vestire in maniera allegra e stravagante. Alan era inoltre un appassionato di scacchi, ed era nel Bar Internazionale di Mimì Collina dove avvenivano interminabili tornei. Positano era popolata di intellettuali che si dividevano tra il ritrovo dei Collina, la Trattoria del fratello Gennaro Collina, e il ristorante Mediterraneo a Fornillo.
Come ricorda Angelo Rivello, si ritrovavano con il Frenkiel, Fabrizio Elefante, Franca Ponti, Giulio Gargiulo, Raffaele Cascone, il giovane Paul Getty Junior, musicisti come Shawn Phillips (che abitava a Positano alla Chiesa Nuova, in una casa di Federico Apuzzo, ebanista e pittore locale), il napoletano Luciano Cilio, pittori tra i quali il romano Angelo Moricone, Giuseppe Di Lieto, Ibrahim Kodra, Vera De Veroli, Cesare Peverelli, Donato Vitiello, e il giovane milanese Guido Daniele. Tra il 1972 e il 1973, il critico americano organizzò una mostra collettiva alla Galleria d’Arte Gargiulo all’Azienda di Soggiorno e Turismo, con un suo testo in catalogo, intitolata “Gli Artisti di Positano”.
Frenkiel conosceva anche l’artista Dado Predieri, di cui offrì una descrizione retrospettiva di una sua opera, il Cavolfiore, parlando così dell’anziano pittore: “E posso ancora vedere – o perlomeno mi sembra di vedere – Dado nel suo studio-caverna, come quei misteriosi artisti che, nelle grotte di Lascaux e Altamura, si impegnarono a trasformare la superficie sopra di loro in una vibrante immagine di ciò che sarà in eterno: la melodia nascosta di una visione poetica”.
Lo statunitense non era sono un cultore dell’arte visiva, ma addirittura diede un fattivo contributo in campo musicale: c’è anche la sua mente dietro la nascita del gruppo “Napoli Centrale”, sorto con la spinta del conduttore radiofonico Raffaele Cascone e l’apporto di Shawn Phillips, individuando il nome, la formula musicale, artistica e contenutistica. Negli ultimi anni Frenkiel è vissuto tra Londra e l’Appenino Molisano, vivendo poi stabilmente in Italia, dilettandosi come poteva nell’arte dei muretti a secco (guarda caso, divenuti  patrimonio universale dell'UNESCO).
Nel video,  in una delle sue tante mostre curate, parla della personale di Mariannita Luzzati - London Exhibition - Gallery 32 - 2008




La famiglia di Mimì Collina, ha dedicato un tavolo, ad Alan e alla sua dolce compagna Franca Ponti , il motivo per cui, innamorato, si fermò in Italia definitivamente, dopo una vacanza che doveva durare solo 15 giorni (come spesso ricordava agli amici, sorridendo felice) 

Positano (Salerno), 04 Giugno, 2020. Al bar Internazionale il suo tavolo dedicato ad Alan Frenkiel e Franca Ponti. Siamo qui al bar internazionale con Paola  e Luigi Collina “Alan è venuto qui a Positano e con papà Mimì trascorreva ore a parlare di tante iniziative di cultura, arte, con discussioni interminabili. Lui e Franca stavano sempre su quel tavolino, glielo dedicheremo.. Ci mancherà molto”.  

Questo bar che era un vero e proprio salotto culturale multiculturale con personaggi di grandissimo spessore. Alan ha fatto di tutto, prese anche il Margherita con  Valentino Parlato del Manifesto e amava ospitare grandi personaggi e giornalisti alternativi e coraggiosi. Un immenso vuoto non solo nella cittadina della Costiera amalfitana, ma nello scenario culturale nazionale ed europeo, uomo di una sensibilità estrema. Nel video una intervista di Raffaele Cascone a Franca Ponti che ha preceduto di pochi mesi Alan nel loro paradiso.





Nel ricordo di Luciano Bonaminio


Ciao caro amico mio, maestro e intellettuale! Porterò sempre nel cuore la tua immensa cultura e quel dono magico che avevi di saperla elargire agli altri in modo semplice, elegante, raffinato, aulico, canzonatorio, rispettoso, attraverso il tuo attentissimo, ironico, sagace spirito critico, con il tuo divertente accento e piccante humor tipicamente anglosassone, con il tuo eterno, purissimo, intelligente ed ingenuo sorriso. Ciao Alan, umile, bucolico, sereno scrittore di vita, di musica, di storia, arte e saggezza! Ora, come un vero nativo ritornato alla terra, appartieni davvero a questa montagna, al silenzio di questo cielo e a queste verdi praterie che hai amato così tanto,.. che ti sono state così care!! Ti voglio bene ❤️


Nel ricordo di Jennà Romano su facebook , accompagnato da un video

ALAN FRENKIEL. Da oggi non avrò più il mio amico Alan Frenkiel da sentire a telefono e stare li a parlare con la consapevolezza che quella telefonata mi renderà felice. Non posso più mettermi in macchina come facevamo spesso io e Franco Del Prete per andare a trovare Alan per parlare di tutto e per ascoltare con lui le nostre nuove canzoni. CIAO ALAN mi manchi già .



John Paul Getty III: in ricordo di un amico che non c'è più, scomparso 9 anni fa






Nella serata del 16 maggio, in prima serata Rai, in rete, ho visto il film sul sequestro di Paul..Paul Getty III: "Tutti i soldi del mondo" di Ridley Scott. Mi ha emozionato e rattristato moltissimo. Un bel film, girato molto bene. e a tratti agghiacciante, soprattutto quando la 'n drangheta, gli tagliò l'orecchio, per spedirlo come prova al nonno, uno degli uomini più ricchi del mondo (se non il più ricco, ai tempi), che pensava a un sequestro fasullo, architettato dallo stesso Paul con i suoi amici che eravamo noi tutti: "sporchi comunisti", capelloni, barbuti, baffuti, e morti di fame, per spillargli i soldi. 
Paul,era un caro amico e fratello, ai tempi di Roma e di Positano degli anni 70. Quante notti passate insieme nella discoteca "Quick Silver" del buon Luigi, del ristorante "La Kambusa", di Via dei Mulini, in quelle serate estive infuocate di Positano, dove entravamo gratis e ne uscivamo alle 5 cel mattino, per attirare altra gente e turisti in vacanza, mentre il caro amico Pepito, il re della moda positanese, ogni tanto ci regalava una sua camicia o un jeans firmati, facendosi così anche pubblicità, e il caro e vecchio amico Tom, ogni tanto ci offriva una granita di limone. Quante volte mangiavamo "con il pagherò", alla trattoria "da Gennaro", fratello di Mimì Collina del Bar Internazionale, alla Chiesa Nuova. Ci volevano bene tutti a Positano. Dal sarto Salvatore D'Urso, al marchese Don Giovanni (non ricordo il nome, perché tutti lo chiamavano "marchese), al Play Boy Pasquale di Sorrento. Sempre senza soldi, come del resto tutti noi, e ci si aiutava a vicenda. A Roma, a Piazza Navona, addirittura, una volta, mi chiese in prestito 600 lire, a me, studente fuori sede, che a stento riuscivo a vivere, come altri che provenivano dalla Calabria, Puglia, Basilicata. Il rapporto era quello. senza dirmi a cosa gli servivano. Da sottolineare, che a quei tempi, a Piazza Navona, si mangiava con quella cifra. Non un ricco pranzo, ma l'essenziale. Ecco perché il nonno pensava a male. Vi sembrerà strano, ma è così, viveva con poco, aiutato solo dalla madre, quando poteva, che viveva a Roma, divorziata dal padre, con il suocero, nonno di Paul, che, per questo motivo (forse) non voleva vederli. 
Amava la vita, l'arte, la bellezza sotto qualsiasi forma. Era innamorato pazzo di Positano e della Costiera Amalfitana, come tutti noi, e sognava una società più giusta, senza violenze, senza odio razziale, senza guerre. Era un ragazzo semplice, simpatico, affettuoso, un bel ragazzo, molto sensibile e sincero, sempre disponible, e amava dipingere, oltre che ad ascoltare la "nostra" musica, che ci faceva sognare una rivoluzione pacifica per un mondo nuovo con i grandi del rock...Mi si strinse il cuore quando 8 anni fa seppi della sua morte dai giornali. Mi trovavo a scuola...Avevo voglia di rientrare a casa, ma non potevo. Avevo lezione. Ho solo lasciata libera da impegni la classe per tutte le due ore che avevo.

P.S. Ho dimenticato Tony...il grande Tony Walmsley, chitarrista nel primo album di Napoli Centrale, di James Senese e Franco Del Prete...sempre sorridente, e con la battuta pronta, ogni volta che ci vedavamo, mi salutava da lontano urlando come noi campani. Un vero amico, e un grande chitarrista...Tra i musicisti preferiti,amava ascoltare, tra gli altri, Miles Davis...

Angelo Riviello, 16 maggio, 2020 (ai tempi del Covid-19)



Paul con sua moglie

Paul con sua madre

Fu Alan Frenkiel​, a dirmi, che Paul aveva avuto un inctus,
 e che giaceva su una sedia a rotelle, "seduto come un peso morto"...
e che quella storia del sequestro lo aveva segnato per tutta la vita...


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