giovedì 4 giugno 2020

John Paul Getty III: in ricordo di un amico che non c'è più, scomparso 9 anni fa






Nella serata del 16 maggio, in prima serata Rai, in rete, ho visto il film sul sequestro di Paul..Paul Getty III: "Tutti i soldi del mondo" di Ridley Scott. Mi ha emozionato e rattristato moltissimo. Un bel film, girato molto bene. e a tratti agghiacciante, soprattutto quando la 'n drangheta, gli tagliò l'orecchio, per spedirlo come prova al nonno, uno degli uomini più ricchi del mondo (se non il più ricco, ai tempi), che pensava a un sequestro fasullo, architettato dallo stesso Paul con i suoi amici che eravamo noi tutti: "sporchi comunisti", capelloni, barbuti, baffuti, e morti di fame, per spillargli i soldi. 
Paul,era un caro amico e fratello, ai tempi di Roma e di Positano degli anni 70. Quante notti passate insieme nella discoteca "Quick Silver" del buon Luigi, del ristorante "La Kambusa", di Via dei Mulini, in quelle serate estive infuocate di Positano, dove entravamo gratis e ne uscivamo alle 5 cel mattino, per attirare altra gente e turisti in vacanza, mentre il caro amico Pepito, il re della moda positanese, ogni tanto ci regalava una sua camicia o un jeans firmati, facendosi così anche pubblicità, e il caro e vecchio amico Tom, ogni tanto ci offriva una granita di limone. Quante volte mangiavamo "con il pagherò", alla trattoria "da Gennaro", fratello di Mimì Collina del Bar Internazionale, alla Chiesa Nuova. Ci volevano bene tutti a Positano. Dal sarto Salvatore D'Urso, al marchese Don Giovanni (non ricordo il nome, perché tutti lo chiamavano "marchese), al Play Boy Pasquale di Sorrento. Sempre senza soldi, come del resto tutti noi, e ci si aiutava a vicenda. A Roma, a Piazza Navona, addirittura, una volta, mi chiese in prestito 600 lire, a me, studente fuori sede, che a stento riuscivo a vivere, come altri che provenivano dalla Calabria, Puglia, Basilicata. Il rapporto era quello. senza dirmi a cosa gli servivano. Da sottolineare, che a quei tempi, a Piazza Navona, si mangiava con quella cifra. Non un ricco pranzo, ma l'essenziale. Ecco perché il nonno pensava a male. Vi sembrerà strano, ma è così, viveva con poco, aiutato solo dalla madre, quando poteva, che viveva a Roma, divorziata dal padre, con il suocero, nonno di Paul, che, per questo motivo (forse) non voleva vederli. 
Amava la vita, l'arte, la bellezza sotto qualsiasi forma. Era innamorato pazzo di Positano e della Costiera Amalfitana, come tutti noi, e sognava una società più giusta, senza violenze, senza odio razziale, senza guerre. Era un ragazzo semplice, simpatico, affettuoso, un bel ragazzo, molto sensibile e sincero, sempre disponible, e amava dipingere, oltre che ad ascoltare la "nostra" musica, che ci faceva sognare una rivoluzione pacifica per un mondo nuovo con i grandi del rock...Mi si strinse il cuore quando 8 anni fa seppi della sua morte dai giornali. Mi trovavo a scuola...Avevo voglia di rientrare a casa, ma non potevo. Avevo lezione. Ho solo lasciata libera da impegni la classe per tutte le due ore che avevo.

P.S. Ho dimenticato Tony...il grande Tony Walmsley, chitarrista nel primo album di Napoli Centrale, di James Senese e Franco Del Prete...sempre sorridente, e con la battuta pronta, ogni volta che ci vedavamo, mi salutava da lontano urlando come noi campani. Un vero amico, e un grande chitarrista...Tra i musicisti preferiti,amava ascoltare, tra gli altri, Miles Davis...

Angelo Riviello, 16 maggio, 2020 (ai tempi del Covid-19)



Paul con sua moglie

Paul con sua madre

Fu Alan Frenkiel​, a dirmi, che Paul aveva avuto un inctus,
 e che giaceva su una sedia a rotelle, "seduto come un peso morto"...
e che quella storia del sequestro lo aveva segnato per tutta la vita...


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