martedì 12 febbraio 2013

Giulia Piscitelli - Sim Sala Bim


Galleria Fonti
via chiaia n 229
cap 80132
napoli, italia

tel / fax +39 081 411409

email:
info@galleriafonti.it

dal lunedì al venerdì
o su appuntamento
ore: 11-14/16-20


Giulia Piscitelli, "Untitled ’95", 1995, DVD, 8’ 19”

Giulia Piscitelli , "Sim Sala Bim"

Dal 15 febbraioore 19.30, al 19 aprile ore 20.00
(english text below)

La Galleria Fonti è lieta di presentare Sim Sala Bim la terza mostra personale in galleria di Giulia Piscitelli.
Entrando in galleria il visitatore è investito dall’incessante rumore di una bandiera agitata con forza dal vento. Si tratta dell’audio del video BRICST proiettato nella prima stanza della galleria in cui una bandiera rossa, di quelle
utilizzate sulle spiagge per indicare mare grosso o pericolo, sventola su di uno sfondo nero.
La bandiera diventa simbolo di una situazione generale di pericolo ricordandoci che nulla sarà più come prima per l’affermarsi, negli ultimi decenni, di inedite relazioni internazionali, di nuovi assetti territoriali, di una nuova
geografia economica in cui i BRICST (acronimo utilizzato per riferirsi ai paesi che condividono una situazione
economica in via di sviluppo: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Turchia) riescono ad incarnare e sviluppare le potenzialità della globalizzazione a scapito dei cosiddetti paesi già sviluppati.
Si determina così una crisi che, prima ancora di essere economica, è dei valori ma è anche di appartenenza, parola anacronistica poichè la partecipazione alla comunità è residuo di un passato lontano in cui i rapporti erano stabili e definiti. E’ a tutto ciò che si riferisce ART. 12, (chiaro è il riferimento all’articolo 12 della Costituzione) opera composta da una bandiera italiana da cui pende, scucita, la banda colorata di rosso a dimostrazione che qualcosa di questo storico simbolo di appartenenza è andato perduto.
Si vive in un campo minato, dove ciò che appare attraente diventa pericolo mortale, come è raccontato dall’artista con Campo Paradiso, una serie di mine antiuomo realizzate a foglia d’argento su masonite quasi fossero giocattoli o addirittura torte.
In una situazione così drammaticamente delineata, quindi, l’unica cosa in cui poter sperare è una magia: Sim Sala Bim.
Scegliendo questa nota formula magica come titolo per la mostra, Giulia Piscitelli sdrammatizza il diretto
riferimento alla difficile situazione sociale in cui viviamo, immaginando che improvvisamente tutto venga
trasformato e migliorato come per incantesimo.
L’incantesimo si concretizza nella scultura, che ha lo stesso titolo della mostra, realizzata utilizzando una tecnica tradizional-popolare con cui l’artista ha irrigidito una vecchia coperta di lana tessuta a mano impregnandola con
acqua e zucchero e facendola così ergere su se stessa nella forma di un parallelepipedo.
L’artista, dunque, non si è servita di un trucco per ottenere questo effetto “magico”, ma del proprio impegno nel tempo e di una tecnica manipolatoria complessa, proprio come se fosse un prestidigitatore.
Questa azione performativa, durata alcuni mesi, sottolinea il ruolo del fare e dell’agire come unica possibilità per attuare un qualsiasi cambiamento, come avvenuto nell’opera Guerra/e Pace quando l’artista, con un unico gesto, taglia un’edizione di Guerra e Pace di Lev Tolstoj e si accorge che, tuttavia, la pace può essere di gran lunga più “grande”della guerra.


Galleria Fonti is pleased to present Sim Sala Bim, third solo exhibition in the gallery by Giulia Piscitelli.
Entering the gallery, the visitor is hit by an incessant noise of a flag strongly wind-blown. Is the sound of
the video BRICST projected in the first room of the gallery wherein a red flag, one of those used on
beaches to indicate heavy sea or danger, waves on a black background.
The flag becomes symbol of a generic dangerous situation, reminding us that things will not be the same
because of the establishing, in the last decades, of new international relationships, of new territorial
assets, of a new economic geography in which the BRICST (acronym used to refer to countries that share
an underdeveloped economic situation: Brazil, Russia, India, China, South Africa, Turkey) are able to incarnate
and develop the potentialities of globalization at the expense of the supposed already developed countries.
That creates a crisis that is not just economic but of values and of belonging to a community where relationships
were fixed and clear.
To all that is referred ART. 12, (clear is the reference to the article 12 of the Italian Constitution) work composed by an Italian flag from which the red stripe hangs unsewn, to show that something of that historical symbol of
belonging has been lost.
We live in a minefield where what appears attractive becomes danger of death, as described by the artist in Campo Paradiso, a series of anti-personnel mines realized by using silver leaf on masonite almost they were like toys or even cakes.
In a situation so dramatically defined, the only thing is hope for in a magic spell: Sim Sala Bim.
Choosing this known magic words as title for her exhibition, Giulia Piscitelli downplays the direct reference to the
hard social situation in which we live imagining that suddenly everything is transformed and improved, as by
magic.
The magic spell materializes itself in the sculpture, titled like the show, realized using a traditional technique by
which the artist has stiffened an old handmade woolen blanket absorb it with water and sugar and let it erect on
itself in the shape of a parallelepiped.
The artist, therefore, did not use a trick to get a “magic” effect, but used her own commitment in time and a
complex manipulative technique, like she was a real prestidigitator.
That action, last some months, underlines the role of making and acting as the only possibility to realize any
changing, as happened in the work Guerra/e Pace when the artist, with just one gesture, cut an edition of Guerra e Pace by Lev Tolstoj and realizes that, after all, peace can be much “bigger“ than war.



sabato 19 gennaio 2013

Operazione Recupero di una Memoria dimenticata


Associazione Culturale Utopia Contemporary Art
Via Arcivescovo Carmine Cesarano, 17 - 84022 – Campagna (SA)
spazioutopia@alice.it - spazioutopia@gmail.com 


LETTERA APERTA
Al Sindaco del Comune di Campagna
Largo della Memoria – Campagna (SA)
Convento di S. Bartolomeo - CAMPAGNA (SA) Italy
Il Museo Etno-Antropologico e di Arte Contemporanea
PROPOSTA PER UN MUSEO diffuso

Nell’ex Convento dei Frati Domenicani ha compiuto il noviziato e celebrato la prima messa nella Chiesa di San Bartolomeo, Giordano Bruno, il più importante filosofo italiano di fama universale. Inoltre vi sono conservate le opere degli artisti, che diedero un notevole contributo nel recupero della “Chiena”, in attesa di sistemazione ed esposizione al pubblico, realizzate durante i laboratori della Rassegna dell'Acqua-La Chiena, dal 1985 al 1994, e dell’edizione 1997, facente parte della sezione Museo Etno-Antropologico (cultura contadina) e di arte contemporanea, con un notevole numero di oggetti raccolti (dal 1982 al 1994), catalogati tra il 2002 e il 2003, unitamente ad un inizio di biblioteca museale sugli argomenti specifici.
Il Museo Etno-Antropologico e stato costituito a partire dalle donazioni e dalla collaborazione gratuita della cittadinanza ed ha assunto nel tempo la chiara conformazione di luogo della memoria collettiva, per una comunità che intende gli spazi del museo come cosa autenticamente pubblica, cui contribuire con generosità e senso di civiltà. Il museo raccoglie la documentazione materiale della storia del paese e dei suoi uomini, con i loro manufatti e gli strumenti delle attività quotidiane: dalle botteghe artigiane di mestieri ormai scomparsi agli oggetti di consumo della tecnologia di varie epoche.
Attualmente l'edificio è sede, ad esclusione dell’ultimo piano, dell’Itinerario della Memoria e della Pace, un percorso culturale con pannelli fotografici-didattici riportanti documenti e foto attinenti al campo di internamento fascista, alla permanenza degli ebrei durante il secondo conflitto mondiale, e alle figure di Giovanni e Giuseppe Maria Palatucci. Il percorso presenta la ricostruzione di una stanza degli internati e della sinagoga.
Per quanto sopra esposto, risulta evidente che il museo etno-antropologico e di arte contemporanea è stato di fatto dismesso e le opere d’arte e i reperti costituenti il museo sono depositati all’ultimo piano dell’ex convento.
Visto che l’Associazione Utopia è disponibile a collaborare con il Comune per il ri-allestimento del “MUSEO CIVICO ETNO-ANTROPOLOGICO E DI ARTE CONTEMPORANEA DIFFUSO” su tutto il territorio di Campagna, per dare alla pubblica visione tutte le opere d’arte e tutti i reperti attualmente depositati nell’ultimo piano del convento e in altri luoghi pubblici.
Per attuare ciò è necessario: predisporre un sopralluogo, nell’ex Convento di S. Bartolomeo, nella sede del Comune ed eventualmente in altri luoghi, per prendere visione del materiale disponibile e dello stato di conservazione; lanciare una pubblica manifestazione d’interesse rivolta principalmente ai privati disponibili ad adottare e ad ospitare le opere e gli oggetti costituenti il museo diffuso. 
Pertanto, chiediamo un incontro in tempi brevi, da Lei predisposto, per discutere in merito.
Campagna, 16/01/2013
Cordialmente
Santino Campagna
(Presidente dell’ Associazione Culturale Utopia Contemporary Art)


sabato 15 dicembre 2012

Loghi d'autore per "Mattinarte"

Loghi d'autore per "Mattinarte"PAN Palazzo delle arti
via dei mille 60, Napoli
 fino al 30 dicembre 2012.


di Francesca Panico

martedì 11 dicembre 2012

MUTAZIONI HUMANE E PENSIERO


MUTAZIONI HUMANE E PENSIERO a Roma dal 22/12/2012 al 28/12/2012

International body Performance Art Festival Mutazioni Humane e Pensiero



22 DICEMBRE PRESSO LA GALLERIA MONDRIAN SUITE via dei Piceni 39, 00185 Roma
IL 28 DICEMBRE PRESSO LA FONDERIA 900 Via Assisi, 33 00181 Roma
Con il Patrocinio dell'Ambasciata del Cile

Il progetto "Mutazioni Humane e Pensiero" è un festival di Performance Art con ospiti di rilievo della scena performativa contemporanea internazionale dal Cile, la Germania e l'Italia che hanno svolto un ruolo importante nella diffusione di questo linguaggio nel loro paese di origine. 

La Performance art ha origine negli Stati Uniti D’America negli anni ’60. E' una particolare forma artistica dove l'azione di un individuo o di un gruppo, in un luogo particolare e in un momento particolare costituiscono l'opera. Performance Art significa che è dal vivo e che è arte, non teatro. Gli anni ’70 hanno anche visto l’apogeo della "Body Art" dove la carne dell’artista è la tela, usando e modificando il proprio corpo come se fosse una forma di scultura, di scultura sul vivente.

Il progetto "Mutazioni Humane e Pensiero" è un festival di Performance Art con ospiti di rilievo della scena performativa contemporanea internazionale dal Cile, la Germania e l'Italia che hanno svolto un ruolo importante nella diffusione di questo linguaggio nel loro paese di origine.
Il governo cileno, sostiene i propri artisti e consente loro di partecipare a questo festival totalmente indipendente.
Tra gli artisti Gonzalo Rabanal dal Cile, performer e curatore della Biennale Deformes, con le sue azioni in memoria della dittatura subita durante il periodo di Pinochet è un importante punto di riferimento artistico in Cile, simbolo di libertà e lotta agli orrori della dittatura in generale.
Dal Cile anche Pamela Navarro e Alperoa, coppia nell'arte e nella vita, come lo sono anche Verena Stenke e Andrea Pagnes (Germania-Italia) curatori del Performance Art Week di Venezia e autori di un progetto tra performance e cinematografia, promettono di coinvolgere il pubblico in una performance sul fallimento e l'amore estremamente poetica e struggente.Tra gli italiani Angelo Pretolani, il Collettivo Cercle, Marco Fioramanti e Monica Melani. Curatrici dell'evento le artiste italiane Kyrahm e Julius Kaiser, che nel loro percorso artistico sono state portavoce di un messaggio politico contro la discriminazione e la violenza di genere.

L'arte non ha regole, a un pittore non puoi rimproverare di aver violato i canoni. Lo scienziato deve invece rispettare le regole sottese ai fenomeni naturali. Personalmente amo considerare la matematica, la meccanica dei quanti, le strutture molecolari e altre costruzioni scientifiche come espressioni assolute di arte astratta. C'è una bellezza intrinseca nelle leggi della natura che non è facile cogliere, così come non è facile apprezzare all'istante un quadro di Picasso". (John D. Barrow).

Attualmente l'arte contemporanea ricorre sempre più spesso alla tecnologia, divenendo tecno-cultura, spesso manipolazione della natura e straordinario controllo di forze naturali. Nascono le tendenze degli artisti attuali ad usare e modificare il proprio corpo come se fosse una forma di scultura, di scultura sul vivente anche in maniera ESTREMA.

Se negli anni 80 e 90 l'attenzione all'intelligenza artificiale, al cyborg e alla biomeccanica era tale da indurci a parlare di postumano, in questo affacciarsi al secondo decennio del 2000 non possiamo più non prendere in considerazione l'invisibile, la sostanza delle emozioni, la fisica del pensiero.

Per questo gli artisti saranno invitati ad elaborare delle performance che riflettano la necessità di una estensione ulteriore tra arte, carnalità, scienza e filosofia.
Kyrahm e Julius Kaiser




L'EVENTO SI SVOLGERà il 22 DICEMBRE PRESSO LA GALLERIA MONDRIAN SUITE via dei Piceni 39, 00185 Roma

IL 28 DICEMBRE PRESSO LA FONDERIA 900 Via Assisi, 33 00181 Roma

è consigliata la prenotazione via mail al seguente indirizzo:
humaninstallations[at]gmail.com

programma e informazioni:

http://www.mutazionihumane.blogspot.com/

http://www.mutazionihumane.it/

giovedì 6 dicembre 2012

Coexist. Eight different kind of fantastic art

Coexist.
Eight different kind of fantastic art
a cura di Ivan Quaroni

E-lite studiogallery
Corte San Blasio 1c | Lecce
8 dicembre 2012 – 26 gennaio 2013
Opening: sabato 8 dicembre ore 18:30

La mostra presenta con oltre venti opere una ricognizione nell’immaginario surreale di otto pittori 
italiani contemporanei:

Nicola Caredda
Anna Caruso
El Gato Chimney
Carlo Cofano
Jara Marzulli
Massimo Quarta
Tiziano Soro
Vania Elettra Tam


Comunicato stampa

per restituire uno spaccato rappresentativo dell’arte fantastica in Italia.

E-lite studiogallery continua il suo percorso espositivo in un costante dialogo con il sistema dell’arte sia internazionale sia italiano e dopo la personale dedicata all’astrazione della pittrice newyorkese Mary Obering, presenta dal prossimo 8 dicembre al 26 gennaio 2013 la mostra collettiva Coexist. Eight different kind of fantastic art, a cura di Ivan Quaroni: una ricognizione nell’immaginario surreale di otto pittori italiani contemporanei, ciascuno dei quali affronta con originalità il tema della rappresentazione non ordinaria della realtà.
Una mostra che punta lo sguardo sulla figurazione italiana per proseguire l’attenta opera di esplorazione dei più promettenti talenti artistici della scena contemporanea portata avanti dalla galleria leccese e che vede nella curatela di Ivan Quaroni, critico milanese attivo nella ricerca e nella promozione delle più recenti tendenze dell’arte contemporanea, una conferma della mission della galleria di porsi come crocevia per l’arte, creando scambi e gemellaggi con altre realtà nazionali e internazionali.
Con oltre venti opere inedite, Nicola Caredda, Anna Caruso, El Gato Chimney, Carlo Cofano, Jara Marzulli, Massimo Quarta, Tiziano Soro e Vania Elettra Tam, questi gli otto artisti selezionati da Ivan Quaroni, accompagnano lo spettatore in un viaggio al centro di quella che può definirsi un’attitudine, un’inclinazione comune: la facoltà dell’immaginazione attiva.
La mostra è realizzata da E-lite studiogallery in partnership con Vestas Hotels & Resort, promossa dal Comune di Lecce – settore Cultura e con la partecipazione di Maison de Créatif. Sponsor d’eccezione Nicolì Costruzioni, GeoArk Architettura d’interni e maison d’estia b&b.

Accompagna la mostra un catalogo con testo critico di Ivan Quaroni edito da Editrice Salentina.

info: elitestudiogallery.com


lunedì 26 novembre 2012

VERTIGO ARTE in picciol vaso


           

VERTIGO ARTE
centro internazionale di ricerca per la cultura e le arti visive contemporanee
Via Rivocati, 63 Cosenza

 "In picciol vaso...piccoli quadri per una condivisione"
a cura di Franco Giordano
2 / 12 dicembre 2012



artisti

Salvatore Anelli,,Sergio Angeli, Caterina Arcuri, Gianpaolo Atzeni, Barbara Ardau, Antonio Baglivo, Calogero Barba, Angela Barbera, Geppo Barbieri, Renata Boero, Anna Boschi, Carmine Calvanese, Vito Capone, Gianni Celano Giannici, Silvia Cibaldi, Letterio Consiglio, El Gato Chimney, Giuliano Cotellessa, Ferruccio D'Angelo, Teo De Palma, Mimmo Di Caterino, Luce Delhove, Marcello Diotallevi, Giulio De Mitri, Danilo De Mitri, Maria Elena Diaco, Matilde Domestico, Salvatore Dominelli, Franco Flaccavento, Alessandro Fonte, Alberto Gallingani, Ombretta Gazzola, Francesco Guerrieri, Lillo Giuliana, Ernesto Jannini, Raffaele Jannone, Anna Lambardi, Giovanni Leto, Fulvio Longo, Mimmo LongobardiSalvatore Lo VaglioGhislan Mayaud, Ruggero Maggi, Francesca Maranetto Gay, Franco Marrocco, Viviana MaurielloDiego Minuti, Leila Mirzakhari, Elena Modorati, Albano Morandi, Antonio Noia, Vincenzo Paonessa, Arturo Pagano, Mario Parentela, Salvatore Pepe, Andrea Petrone, Shawnette Poe, Teresa Pollidori, Tarcisio Pingitore, Neda Shafiee, Loredana Raciti, Mauro Rea, Margherita Levo Rosemberg, Giuseppina Riggi, Angelo Riviello, Fiorella Rizzo, Leonardo Santoli, Antonio Saladino, Anna Santinello,  Antonio Sassu, Gianfranco Sergio, Franco Spena, Fausta Squatriti, Stefano Soddu, Giulio Telarico, Ernesto Terlizzi, Delfo Tinnirello, Antonio Pujia Veneziano, Armanda Verdirame, Fiorenzo Zaffina, Rolando Zucchini.



comunicato stampa
In picciol vaso prezioso unguento, recita la vulgata, o meglio recitava, perché da decenni una società enfatica e bulimica, smaniosa di possedere sempre più e sempre più in grande, ha mortificato quel pensiero, relegandolo nei bassifondi della memoria, per tendere verso una visione ciclopica di ogni manifestazione della nostra quotidianità. Così, in virtù di grandi numeri che un’economia gonfiata e una finanza a vocazione esasperatamente speculativa, hanno perseguito, si sono creati, ballando a cuor leggero nei saloni lussuosi d’un immaginario Titanic, disastri questi sì immani. Ma forse saranno proprio essi a riportarci lentamente alla realtà e a una sua dimensione più equilibrata, a farci cogliere, tra tanto altro, il senso più profondo di quel detto, che naturalmente non è assoluto o peggio ancora riferito soltanto a una corporeità, ma un monito alla comprensione di un’esistenza più complessa e ramificata, diversificata, dove il senso della proporzione, della ricerca più minuziosa, dell’armonia, dell’equilibrio, dei comportamenti meno sbandierati, delle concezioni di vita meno roboanti, dell’attenzione alle piccole cose, torni ad avere un giusto valore, una nuova considerazione, quasi direi un’evangelica comprensione della sua preziosità: Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. 

Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo, Marco (14, 3-9) (ma anche negli altri evangelisti), episodio che potrebbe essere all’origine della nostra vulgata. In codesta direzione intende muoversi “in picciol vaso...” come riscoperta e riproposizione d’una dimensione diversa e ancora stimolante, del resto nell’alveo d’una tradizione eccelsa che da Cimabue (alcune attribuzioni), o, se vogliamo, meglio ancora dalle icone bizantine, arriva ai nostri tempi, penso ad esempio, tra gli altri, ai piccoli deliziosi dipinti di Chagall, non quadri di un’esposizione, ma (piccoli) quadri per una condivisione tra artisti, associazione e amanti dell’arte e insieme per un gesto di solidarietà reciproca, un dono di bellezza, un’emozione per le imminenti festività offerta a chi vorrà coglierla per il proprio piacere, ma anche come tangibile segno di attenzione e affezione verso questo spazio espositivo. 
Franco Gordano

martedì 20 novembre 2012

Le immagini più belle del 14 novembre 2012

Le immagini più belle e significative della manifestazione-rivoluzione in tutta Europa del 14 novembre 2012 
 (In fase di selezione)










Dal blog: http://www.lettera43.it/politica/europa-l-unione-e-a-pezzi_4367572583.htm

LO SCENARIO
Europa, l'Unione è a pezzi
Il Sud si allea contro l'austerity. Il Nord è coeso contro nuove spese. E la guerra sul bilancio rischia di far saltare tutto.
di Barbara Ciolli e Giovanna Faggionato


Lo sciopero europeo contro l'austerity degenerato in scontri di piazza, i politici di Bruxelles spaccati sui fondi per il budget comunitario, l'ex supercommissario dell'Unione europea Mario Monti in difficoltà nel suo ruolo di ponte tra i governi per superare la crisi.
All'indomani delle manifestazioni del 14 novembre indette dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces), il bilancio è di una progressiva frammentazione, anziché di una coesione, economica e sociale.

L'UE A DUE VELOCITÀ. Sul piano della mobilitazione, complici i diversi strumenti di lotta sindacale messi in campo nei Paesi dell'Ue, si è riproposta la separazione tra gli Stati del Nord, con l'economia nazionale ancora stabile e le piazze semivuote, e l'Europa del Sud, scossa da tensioni sociali che sfociano ormai regolarmente in episodi di guerriglia urbana.
L'Europa a due velocità si ripropone anche sul fronte politico, con Consiglio, Commissione e parlamento europei impegnati in un braccio di ferro su chi chiede risorse aggiuntive e chi vuole i tagli alla spesa, da decidere nei budget per i prossimi anni.

UNIONE SOCIALE A RISCHIO. Inevitabilmente, la crisi peserà sulle politiche sociali comuni per gli ormai quasi 500 milioni di cittadini dell'Ue. Che si interrogano se il processo di accentramento e la cessione di sovranità in corso porteranno davvero ai futuri Stati Uniti d'Europa. Oppure, invece, a un'Europa ancora più divisa e povera.

Sindacati frammentati in Europa e incapaci di un'azione davvero comune
Nel giorno dell'austerity il quadro è stato sconfortante, nonostante la chiamata dei sindacati raccolti nella lotta contro la tecnocrazia europea in diversi Paesi.
La Ces sulla carta rappresenta 84 sindacati nazionali. Ma formalmente hanno aderito alle proteste 40 organizzazioni sindacali in 23 Paesi, cioè meno della metà dei sindacati rappresentati a Bruxelles. E con formule molto diverse.

GUERRIGLIA NELL'EUROPA DEL SUD. In Spagna e in Grecia, dove la disoccupazione giovanile è in drammatico aumento con punte del 50%, ma anche in Portogallo e in Italia, migliaia di persone sono scese in strada e sono andati in scena soprattutto gli scontri tra polizia e manifestanti, con feriti, cariche e manganellate.
Al Nord, invece, dall'Olanda ai Paesi scandinavi, i sindacati hanno organizzato azioni dimostrative e picchetti di solidarietà per i lavoratori degli Stati in crisi: in Germania, dove formalmente non c'è stata alcuna adesione, i dimostranti sono stati poche centinaia.
In Belgio, a Bruxelles, gli indignados si sono riuniti davanti alle ambasciate di Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda e Cipro, per spostarsi poi a lanciare uova davanti a quella della tedesca.

La ricerca di un nuovo modello di lotta comunitaria
La questione è in parte di forma: il modello scandinavo con tre grandi sindacati slegati dalla politica e divisi per settore produttivo, difficilmente si sposa con le organizzazioni politicizzate dell'Europa del Sud.
In parte, invece, il problema è di sostanza: i lavoratori tedeschi non scendono in piazza per gli spagnoli disoccupati. E il coordinamento comunitario non ha il potere per superare gli egoismi. All'Europa, insomma, non manca solo un governo, ma anche tutti i corpi intermedi in cui la società civile si organizza.

RIDEFINIRE LE POLITICHE SINDACALI. Il nodo del welfare a rischio e delle lotte comuni per i diritti sul lavoro non è certo di facile risoluzione in tempi di recessione e globalizzazione e in un'Europa ancora in fase di costruzione.
Ma «in un momento in cui si impone la ridefinizione dei modelli, che il dibattito resti acceso grazie all'attivismo delle organizzazioni e delle nuove reti di protesta degli Stati del Sud» è comunque significativo, commenta a Lettera43.it Mirella Baglioni, docente di Sociologia del lavoro all'Università di Parma ed esperta di politiche sociali ed economiche europee.

L'APPROCCIO È MIOPE. È in atto un complesso processo di ridefinizione degli strumenti e dei modelli, di pari passo con un'evoluzione della società, che, con la progressiva riduzione del lavoro dipendente, non può più essere «rappresentata solo in termini di lotta di classe».
Di conseguenza, «un certo approccio miope dei sindacati, che spesso hanno guardato a difendere le loro categorie di lavoratori, pur senza ostacolare le altre, dovrà essere necessariamente rivisto e allargato», spiega Baglioni.

La guerra sul budget rivela i particolarismi europei
Il miglior termometro delle spinte centrifughe che animano l'Europa è d'altronde la guerra in corso sul budget dell'Ue.
Come prevedibile, alla fine del settennato di programmazione finanziaria 2007-13, le spese della Commissione sono aumentate perché i progetti finanziati sono in dirittura d'arrivo. Tanto che il bilancio del 2012 ha un buco di 8,9 miliardi di euro: se non ripianato si traduce in tagli al programma Erasmus, ma anche ai fondi strutturali che arrivano alle Regioni e ai programmi del fondo sociale.

BILANCIO 2013 BLOCCATO. Ma i Paesi del Nord Europa si sono rifiutati di aprire i cordoni della borsa. E il parlamento europeo per tutta risposta si è rifiutato di iniziare la discussione sul bilancio del 2013.
Contemporaneamente si è aperta la battaglia (campale) per il budget dei prossimi sette anni (2014 - 2020). E, non a caso, i due fronti contrapposti sono gli stessi: i Paesi del Nord, capeggiati dalla Gran Bretagna di David Cameron stanno cercando di tagliare la quota di contributi dovuti al governo comunitario e di trattenere i fondi in casa. I poveri del Sud cercano invece di drenare risorse.
La posizione degli oltranzisti settentrionali è maggioritaria all'interno del Consiglio dell'Ue, tanto che il presidente Herman Van Rompuy ha presentato un contro piano di bilancio con tagli da 80 miliardi, di cui 25 miliardi alla politica agricola comunitaria.

IN GIOCO IL FUTURO DELL'UNIONE. La posta dello scontro, insomma, è altissima.
«La partita si gioca a livello macroeconomico - su quanti punti di Pil devono essere destinati a Bruxelles - ma alla fine è uno scontro politico», spiega Francesca Balzani, europarlamentare membro della commissione Bilancio.
Ma attenzione: «In gioco c'è il futuro dell'Unione: va da sé che se tagli il bilancio di un'istituzione è un segnale molto chiaro».
Giovedì, 15 Novembre 2012                     

martedì 13 novembre 2012

Altro sistema dell'arte

Titolo: Altro sistema dell'arte
Autore: Domenico (Mimmo) Di Caterino
Prezzo: euro 13,40




  • Formato libro : A5
  • Pagine : 110
  • ISBN : 9788867424368
  • Anno di pubblicazione : 2012







  • Comunicazione
    “Con questo lavoro non si vuole diffamare nessuno, sondiamo strade nuove, stanchi di un sistema che è per la libera ricerca artistica limitante.
    I veri “addetti ai lavori” del sistema sono gli artisti.
    Vi è stato un tempo dove la discussione intorno al senso dell’arte era degli artisti, poi è arrivato il mercato privato globale con lui i critici, curatori, galleristi e il circo bipolare mediatico politico che in nome dell’omologazione hanno convinto che per farsi comprendere dal pubblico e dalla comunità servissero filtri.
    Ma questo è vero? In nome di un’idea di autodeterminazione d’artista ho collezionato insulti e diffide legali che mi hanno collocato alla periferia estrema di tutti i dibattiti ufficiali sul senso dell’arte; ho deciso di rispondere con questo testo caotico nella scansione filologica e temporale, dove tento di rinegoziare gli equilibri che relegano l’artista nella condizione (unica) di libero professionista impossibilitato a partecipare a dibattiti e convegni che riguardino il suo lavoro, un tentativo di aprire un cantiere che porti ad un altro sistema con gli artisti liberi di dibattere il senso del loro lavoro senza filtro di casta e nepotismi di sorta” (l'autore)


    Opinione
    Penso che sia interessante leggere questo libro di Domenico (Mimmo) Di Caterino, anche perché non credo che "le vie dell'arte" siano solo quelle indicate e "imposte" dal sistema mercantile, che hanno limitato, se non mortificato e "ammazzato" moralmente, soprattutto dalle soglie degli anni 80 fino ad oggi, la creatività nella libera ricerca artistica, di tante giovani promesse...penalizzando non pochi artisti, anche meno giovani, dei quali tanti validissimi, facendo della ricerca, una situazione sterile, e dell'Italia (nel nostro caso) una nazione non-competitiva, in quanto a nuove proposte di arte contemporanea, nei confronti di altri paesi...Se ci sei "esisti". Se non ci sei "non esisti", nel circuito abilmente e intelligentemente costruito in concertazione: mercanti; sponsor privati; collezionisti; riviste specializzate; musei; critici; curatori;...per ultimo...gli artisti.


    Un sistema che, oggi, nel vuoto evidente di valori che ne è scaturito (grazie anche a tutto un insieme di motivazioni consequenzialmente legate anche e soprattutto alla politica e all'economia, che hanno condizionato non poco, quest'ultimo trentennio, invece di metabolizzare, dopo i vari(e recenti) Festival dell'Arte tenuti a Faenza, in cui ci si auto-interrogava (evidentemente, senza porsi mai una risposta pertinente), cosa fa? si auto-celebra!

    L'altro sistema dell'arte? Buona lettura! Stiamo vivendo un momento di profondi cambiamenti (sperando in meglio), per una nuova avventura? si parla di "rivoluzioni". Approfittiamone...

    N.B. Leggendo questo libro di Domenico (Mimmo) Di caterino, non si firma nessun contratto, anzi ci si informa arricchendosi di un nuovo dibattitto, senza fare personalismi o essere "contro qualcuno". Un dibattito che tanto nuovo non è, soprattutto per Mimmo, che da anni sta battagliando sia nella realtà che in rete, in modo discutibile, sicuramente, ma serio, coerente e riflessivo, a volte in modo frontale e a volte in modo ironico e irriverente, suscitando non poche perplessità, nel provocare la suscettibilità di alcuni dei personaggi che fanno parte del sistema (di cui qualcuno, anche mio amico). Si vuole semplicemente dibattere, senza diffamare nessuno. L'importante è saper rispondere, non certamente ricorrendo alle querele. Questo non è un modo di porsi, in questo caso, di "contrapporsi", a un dissenso propositivo, senza ascoltare (Angelo Riviello)...


    Citazione
    Difficile stabilire la verità in questa epoca di menzogne: "Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai." (Bertrand Russell)

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