sabato 3 luglio 2010

Progetto 'A Chiena-La "Chiena" recuperata e restituita alla comunità, nel 1982 e nel 1985 trasformata in opera d'arte

di Angelo Riviello Moscato

n.b. Se con un'ordinanza amministrativa di "Avviso alla Cittadinanza", da parte del Comune di Campagna, la "Chiena", con una deviazione di una parte delle acque del fiume Tenza, serviva a pulire le strade del centro storico, invitando la popolazione locale (anche con un banditore, fino alla fine degli anni 60 e inizio degli anni 70), a non uscire da casa per evitare di bagnarsi, dal 1982 in poi, con la grafica dignitosa, del primo manifesto storico, si iniziò a dire ai cittadini tutti di ogni età (e non solo ai campagnesi), il contrario, e cioè di uscire da casa per bagnarsi,e giocare nell'acqua e con l'acqua, coinvolti nella partecipazione dagli artisti che parteciparono all'evento, mediante performances, teatro di strada. musica, danza, laboratori in sito, e video-arte. Tutto questo, pensando ad un futuro possibile, rientrando in un progetto turistico-culturale, di trasformazione dell'evento tradizionale (andato in disuso negli anni 70), in uno spettacolo contemporaneo (Rassegna dell'Acqua - Chiena Art Festival), con l'aiuto dell'arte e della cultura del presente. Un Progetto che prevedeva finanche un Museo di Ento-Antropologia e d'Arte Contemporanea, come contenitore: l'attuale "Luogo della Memoria",  Un Museo già visitabile (e visitato ai tempi dall'intera scolaresca del Comune di Campagna), con una Biblioteca consultabile, sparito nel nulla.
In parole povere, da evento d'uso locale, fu trasformato in un evento universale, soprattutto nella prima edizione riuscita, del 1985 (dopo le due precedenti sperimentali), che portò la voce di Campagna a livello nazionale. Grazie all'Arte! Una situazione di base, che ad una politica dei "palazzinari" nella discutibilissima ricostruzione post sisma (con incarichi agli amici, e agli amici degli amici), contrappose una politica culturale, incentrata su un possibile richiamo turistico, strappando l'evento "Chiena", alla ruspa selvaggia,  destinato a scomparire, data la sua inutilità, come in passato, ad essere utilizzato per la pulizia del centro storico, soprattutto, come accennato in precedenza, dopo il passaggio degli animali da soma (asini e muli), del nostro mondo contadino. 

Prefazione interna al libro/catalogo nella 1a edizione ufficiale della Rassegna del 1985:

LA CHIENA
Nella settima fatica, Ercole deviò il corso del fiume Alféo per pulire le stalle del re Augia.
A Roma, fino a qualche secolo fa, avveniva l’allagamento di Piazza Navona col fiume Tevere, creando uno scenario fantastico di incomparabile bellezza.
A Torino, nel 1700, un leggero flusso d’acqua del fiume Po, veniva incanalato, per la pulizia, nelle strade più importanti della città.
Nella Città di Campagna, a tutt’oggi vengono deviate le acque del fiume Tenza lungo le strade del centro storico, dando luogo a un evento eccezionale di antica origine, forse unico al mondo, tra la mitologia, la storia e la realtà.
Una “Piena d’Acqua” e una “Piena d’Arte”
Happenings, performances, teatro, mimo, danza, musica, cinema, pittura, scultura, fotografia, installazioni, laboratori, giochi e sfoghi nell’acqua e ai confini, tra malumori e divertimenti, gioie e perplessità.

Angelo Riviello, 1985

Dal Libro/Catalogo “ ‘A Chiena a Campagna-Kermesse Nazionale d’Arte Contemporanea” - Edizioni Museo Campagna, 1985 - Stampa Boccia, Salerno, 1987

La “Chiena” (per ritornare nel nostro specifico), che ha sempre organizzato il Comune di Campagna, nel periodo estivo, fino a pochi anni prima del sisma del 1980, era un mezzo economico, naturale ed ecologico per pulire il corso principale della città: il salotto dei campagnesi. Si affiggeva un’ordinanza amministrativa, in cui il sindaco ordinava e avvisava la cittadinanza della pulizia del corso. La delibera storica che ufficializzava la Chiena (di antica origine imprecisata), è del 1889 (come rilevato da una ricerca di Mario Onesti, da un libro di Storia locale di Raffaele D’Ambrosio). Al tempo stesso, il sindaco dava incarico al banditore di avvisare ulteriormente tutto il resto della popolazione sita nei numerosi quartieri alti e bassi, del centro storico e antico della città. In quel 1889, fu restaurato il canale che captava le acque del fiume Tenza e finanche la pavimentazione del corso Umberto, per meglio far scivolare l’acqua. 

La Chiena dopo il sisma del 1980, rischiava di scomparire, a parte l’emergenza nel caos della ricostruzione, ma anche perché ci si vergognava, nell’arretratezza, di pulire il corso principale della città, con la Chiena, nei confronti dei paesi viciniori, adeguatisi alle conquiste del “progresso civile”, come Eboli e Battipaglia, che per lavare le strade usavano i camion “gettiacqua”…mentre una volta, senza fiumi, per loro era duro, e guardavano con invidia Campagna, che con disinvoltura, si permetteva il lusso di lavare le proprie strade con un fiume…

La Chiena trasformata in Opera d'Arte del 1985, che si fece conoscere a livello nazionale, non fu solo il particolare di un recupero, iniziato nel 1982, con la donazione di una Fontana ridimensionata e rimasta incompiuta (la “Fontana della Chiena”, 1982-94), che doveva rientrare in una Mostra, nel 1984, di idee progettuali per una Rassegna Laboratorio di Scultura e da ubicare in Piazza Guerriero (donazione accettata dal Comune di Campagna, solo nel 1994, senza promuovere la Rassegna legata alla Chiena), ma rientrava in un progetto molto più ampio, insieme alla proposta di un Museo d’Arte Contemporanea (Ex Convento dei Frati Domenicani), alla proposta di un Ostello per studiosi e studenti (Ex Complesso Conventuale degli Osservanti-Chiesa della Concezione) e alla salvaguardia dell’assetto Storico-Urbanistico-Architettonico della Città di Campagna.

 Nel 1985, da un'idea progettuale di Angelo Riviello, che di pertinenza dal 1975, rientrava nel suo lavoro artistico sulla "Memoria & Identità" (artista, pittore, scultore, film-maker e scenografo con numerose mostre in Italia e all'estero, natio di Campagna, con studi e soggiorni per motivi di lavoro tra Roma e Milano) dopo i primi esperimenti (1982-83-84), a seguito del dissesto stradale di un’insula interamente abbattuta, partì la prima edizione della “Nuova Chiena” che ebbe un eco di risonanza nazionale (il quotidiano “Reporter” riportò l’evento in prima pagina). Si realizzò un grosso Happening, creativo (e ri-creativo) dell’Acqua, a più mani. Una Piena d’Acqua: il fiume Tenza deviato lungo le strade della Città di Campagna. Una Piena d’Arte: un evento pensato innanzitutto come Opera d’Arte in movimento, sul territorio, che diede ampio sfogo alla libertà creativa ed espressiva. Artisti provenienti da ogni parte d’Italia, anche stranieri, che occuparono l’ex Convento dei Domenicani, per farlo diventare un Museo d’Arte Contemporanea, una sorta di "Casa Museo-Laboratorio" (con residence permanente tutto l'anno, dopo la parentesi dei tre mesi estivi, da ottobre, al mese di giugno).

Dal 1985 la Chiena si è trasformata in una kermesse artistica-culturale in cui, durante i giorni dell'allagamento, vengono svolte rappresentazioni artistiche, teatrali, musicali, passeggiate, secchiate, e attività ludiche. Dal 1995 è gestita dalla Pro Loco "Città di Campagna" nell'aspetto ludico, passeggiate e secchiate, in attesa che ritorni l''Arte che l'ha trasformata, da evento locale in un evento universale, dal 1982 - 1985 al 1994.
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Alcuni degli interventi, azioni, laboratori e performances nell'acqua e con l'acqua, in quel lontano 1985, da parte di un'intera generazione di artisti dissidenti ("eroi" dell'acqua) convogliati nel centro storico della città di Campagna, da ogni parte d'Italia, in pieno boom della Transavanguadia e del ritorno al decorativismo pittorico e dei "mostrismi" di pittura tout court, dettata dal sistema mercantile dell'arte...Ancora oggi, a oltre 30 anni di distanza, aspettano un dignitoso e decoroso riconoscimento, anche ai fini di un'economia turistica locale, ormai in coma, grazie all'assenza dell'Ente locale e delle altre Istituzioni territoriali, provinciali, regionali e nazionali (Ministero della cultura), che ne hanno fatto una sagra e un terreno fertile per tentativi di plagio e omissioni continue.

Fontana di Via Giudeca, 1982 - Foto di Angelo Riviello (la prima foto storica che ha pubblicizzato la "Chiena" recuperata nel 1982,  da un progetto dello stesso Riviello, per trasformarla in opera d'arte, e spettacolarizzata a livello nazionale nel 1985 con l'a collaborazione degli "Amici del Museo" e soprattutto da un folto gruppo di  artisti contemporanei, che furono determinanti)

Impianto grafico del libro/catalogo bilingue, con foto di copertina di Angelo Riviello - Copertina (nella variante) di Gelsomino D'Ambrosio, utilizzando il logo del Civico Museo come elemento grafico-decorativo, disegnato da Angelo Riviello, 1985/87. Testi in catalogo di Angelo Riviello, Enzo Di Grazia, Rino Mele, Alan Frenkiel. Traduzione in lingua inglese di Alan Frenkiel e di Giovannastella Lanocita.

Impaginazione grafica di Angelo Riviello, 1985



La “Chiena”, recuperata nel 1982, e trasformata definitivamente in "Opera d’Arte" nel 1985, da un’idea progettuale di Angelo Riviello (con il suo work in progress, su "Identità e Memoria",a partire dalla metà degli anni 70) grazie ad una situazione interna di base, ma soprattutto, per la creatività riscontrata e alla qualità delle operazioni di intervento nell’acqua, nella collaborazione di numerosi artisti, coinvolti con un invito aperto, provenienti da ogni parte d’Italia, senza i quali era impossibile che tutto ciò avvenisse. impegnati come eravamo su tre fronti: 1) la SALVAGUARDIA del patrimonio preesistente della nostra città, attraverso i suoi segni portanti, e in tale specifico, il canale dell'acqua della Chiena (compresa la "Maccarunera", ex Mulino e Pastificio locale) era uno di questi obiettivi fondamentali, per ridare speranza ad una comunità colpita dal sisma, nel progettare un turismo sostenibile; 2) il RECUPERO, come conseguenza nei fatti, nell'estate del 1982, con la prima Spettacolarizzazione storica della Chiena, nella durata di trenta minuti, mediante alcuni capolavori di musica classica, a cura di Vito D'Ambrosio e Gelsomino Fezza, continuando fino al 1984, con un'esperienza di Teatro di Strada, a cura del mimo ebolitano Vincenzo Altieri, incaricato dagli "Amici del Museo", che si rivelò non idoneo all'idea progettuale originale; 3) la NUOVA DESTINAZIONE D'USO, attraverso l'arte e la cultura del presente multidisciplinare e multimediale di ogni forma e tecnica artistica espressiva (dal 1985 al 1994...), con una ripresa dal 2005 al 20011-2012. 

Artisti che aderendo all’idea progettuale (individualmente o in gruppo) e recandosi nella Città di Campagna nel 1985, fecero parte attiva di tale situazione, con laboratori, interventi e azioni nell’acqua, con performances, teatro di strada, musica, proiezioni video, installazioni e ambientazioni. Un libro-catalogo (realizzato graficamente nel 1985, fu stampato nel mese di gennaio del 1987 dalla Tipografia Boccia di Salerno, per conto del Comune di Campagna), documenta l’intera operazione, con testi di Angelo RivelloEnzo Di Grazia, Rino Mele e un breve racconto (molto atipico) di Alan Frenkiel. In calce, un altro brevissimo racconto, dell'esordiente Vito Maggio.

Gli Artisti della Situazione/Ediz. 1985:
Salvatore Anelli (Cosenza), Pasquale Anzalone (Eboli-SA), Antonio Baglivo (Salerno), Elsa Boero(Genova), Francesco Bonazzi (Verona), Ilaria Bona (Bari), Lucia Buono (Bari), Giovanni Canton (Salerno), Camillo Capolongo (Cicciano – NA), Lorenzo Cleffi (Salerno), Gaetano Nicola Cuccaro (Picerno – PZ), Gelsomino D’Ambrosio (Salerno), Fausto De Marinis (San Martino Buon Albergo – VR), Vincenzo Epifani (Roma), Maria Pia Fanna Roncoroni (Treviso-Milano), Alfonso Filieri (Roma), Pina Fiori (Macerata), Franco Flaccavento (Cosenza), Nicola Frangione (Monza), Giorgio Gallotta (Eboli-SA), Giancarlo Gelsomino (Genova), Riziero Giunti (Venezia), Rosa Greco (Salerno), Pino Grimaldi (Salerno), Pina Guida (Capaccio Scalo – SA), Elisabetta Gut (Roma), Angela Hart O’Brien (Prato),
Giovannastella Lanocita (Praiano-SA), Ruggero Maggi (Milano), Anna Malapelle (Verona), Patrizia Marchi (Praiano-SA), Mariano Mastrolonardo (Napoli), Alessandro Mautone (Praiano-SA), Gisella Meo (Roma), Cristiana Moldi Ravenna (Venezia), Emilio Morandi (Pontenossa – BG), Gutte Norrild (Praiano-SA), Giuseppe Onesti (Spilimbergo-PD), Gerardo Palmieri (San Cipriano Picentino- SA), Sergio Pavone (Genova), Gloria Giovanetti Persiani (Roma), Vincenzo Pezzella (Milano), Antonella Pierno (Bari), Lisa Pintucci (Bari), Giuseppe Pipoli (Bari), Antonio Porcelli (Genova), Angelo Riviello (Campagna-Milano), Alba Savoi (Roma), Vittorio Scarpa (Eboli-SA), Beppe Schiavetta (Savona), Vito Sersale (Milano), Rosario Vairo (Capaccio Scalo-SA), Rosanna Veronesi (Milano), Enrico Viggiano (Napoli), Donato Vitiello (Praiano-SA), Anna Zeppieri & Riccardo Bergamini (Roma).
Gruppi:
Cooperativa “Teatro – Lavoro” (Venezia), Teatro Sperimentale “Il Candeliere” (Salerno).


Situazione interna:
Armando Aiello (pittore), Gino Aiello (fotografo), Nino Aiello (pittore), Arturo Busillo (pittore), Giuseppe Busillo (scultore), Liberato Capaccio (fotografo), Felice Capaccio (fotografo), AntonioCaponigro (Amici del Teatro), Guido Carpentiere (pianista), Antonio Corsaro (fotografo), Emilio D’Amato (fotografo), Vito D’Ambrosio (fotografo-musicista compositore), GiovanbattistaDe Angelis (pittore), Gelsomino Fezza (fotografo-musicista), Lucio Ganelli (disegnatore), Pompeo Ganelli (fotografo), Daniele Gibboni (violinista), Angelo Giordano (scultore), LinoIuorio (fotografo), Vito Maggio (scrittore-traduttore), Olga Mirra (pittrice), Pasquale Perruso(pittore), Maurizio Ulino (disegnatore-storico).

Gruppo interno promotore “Amici del Museo”:
Liberata Cerrone, Antonio Corsaro, Vito D’Ambrosio, Bruno D’Agostino, Vito D’Agostino, DanteDe Chiara, Gelsomino Fezza, Vito Maggio, Sandra Mirra, Maria Rosaria Polisciano, AngeloRivielloBerardino Stabile, Mario Velella.

Consulenze e riferimenti "esterni": 

Alfonso Tafuri (Italia Nostra di Salerno); GelsominoD'Ambrosio & Pino Grimaldi (Studio Segno, poi Segno Associati); Angelo Trimarco (Università di Salerno - Storia della Critica d'arte); Rino Mele (Università di Salerno - Cattedra dello Spettacolo.


Foto "souvenir" di alcuni degli artisti e artiste, presenti che aderirono alla Rassegna del 1985,
dopo la deviazione del fiume Tenza
Teatro sperimentale il Candeliere-Salerno in azione nell'acqua, 1985
Giseella Meo, 1985
Pina Guida, 1985
Barbla Fraefel e Aitor Romano, 1994
Angelo Riviello, La Fontana della Chiena, 1982-1994
Pompeo Ganelli, 1985
Vito Sersale, 1985
La Chiena e la Fontana, durante le secchiate spontanee
Angelo Riviello, la "Fontana della 'Chiena' ", 1982-1994 - Piazza Melchiorre Guerriero. Una fontana progettata in concomitanza del recupero dell'evento fluviale nel 1982 (i cui esecutivi, furono eseguiti nello studio di Architettura dei Fratelli Gerardo e Isidoro Marzullo), per valorizzare l'idea progettuale nascente, realizzata non solo per essere guardata, come elemento decorativo e scenografico di arredo urbano, ma durante l'estate, anche per essere utilizzata, da parte dei cittadini di tutte le età, soprattutto giovani e bambini, con gli appositi gradini praticabili, che ti invitano ad entrare e ad uscire, per rinfrescarsi, bagnandosi, per combattere la caluria estiva.

Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro e Lorenzo Scotto Di Luzio, 1992
Vincenzo Epifani, 1985
Alfonso Filieri, 1985
Giovanni & Renata StraDA DA Ravenna, 1992
Giovanni & Renata Strada e Peter Fraefel, 2005
Francesco Bonazzi, 1985
Francesco Bonazzi, 1985
Antonio Porcelli, Sergio Pavone e Beppe Schiavetta, "La Torta-Merda a poi", 1985
Enrico Viggiano, "Il Ferryboat", 1985
Arcangelo Moles, 1992
Antonio Porcelli, 1985
Anna Malapelle-Verso la libertà-Installazione nell'ex Convento Domenicano occupato- 


Museo-Rassegna dell'Acqua-ediz. 1985
Alfonso Filieri, 1985
Angelo Riviello, 1985
Angelo Riviello, "le 500 barchette, meno una del 1978", 1985
Fulgor C. Silvi, 1993
Fulgor C. Silvi, 1993
Gerardo Cosenza, 1993
Gerardo Cosenza, 1993
Rassegna Internazionale dell’Acqua-La “Chiena”: Le Porte dell’Arte, Le Porte dell’Acqua (una situazione per uscire dall’isolamento artistico-culturale, tra occupazione, riflessione, provocazione, trasgressione, recupero, anticipazioni, ricerca e continuità)
Angelo Riviello Moscato, aprile 2004 (testo pubblicato anche sul sito del Comune di Campagna),  
rivisto nel mese di maggio 2006

Mi viene da dire, come dichiarò una volta, Achille Bonito Oliva, debuttando in un convegno sul tema “Arte Contemporanea nel bacino del Mediterraneo” (mi pare), al Museo d’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato, del 1988: “...io sono il fautore e il teorico della Transavanguardia...”. Chiaramente, se non avesse avuto gli sponsor, riferimenti precisi e stima profonda nel mondo dell’arte in qualità di “critico militare”, come amava definirsi, e come alleati, soprattutto gli artisti, suoi collaboratori, bravi ad esprimere e a rendere visibile, soprattutto attraverso il recupero di una manualità come la pittura, la sua teoria, il suo pensiero, la sua idea stilistica e progettuale (alcuni dicono la sua scommessa), sarebbe stata per lui, solo una teoria...un desiderio represso…da realizzare...un’utopia...una scommessa né persa e né vinta: una scommessa mancata! Anche lui non sarebbe passato alla Storia, ma alla Geografia (tanto per citare una sua provocatoria, ironica e felice dichiarazione, rivolta a quei critici d’arte, che non allineandosi con lui, forse vittime di una gelosia nei suoi confronti, fino a renderli “impotenti”, non sapevano fare altro che “criticarlo”, in modo patetico, senza la forza e l’”inventiva” di creare un progetto alternativo). Grazie alla sua genialità, intelligenza, intraprendenza e convinzione, però, che gli sponsor, i riferimenti precisi nel mondo del sistema dell’arte e gli artisti, che collaborarono, vinsero la scommessa, con un  ritorno di immagine all’insegna di un successo globale clamoroso, conquistando finanche gli Stati Uniti d’America (trasformandosi da Transavanguardia Nazionale a Internazionale), che fino ad allora, dagli anni 50 in poi, con l’Action Painting, e poi negli anni 70 con la Minimal Art, la Land Art (o Arte Ecologica), l’ Arte Concettuale, ma sopratutto con la Pop Art negli anni 60 (grazie al ricco collezionismo privato statunitense nei confronti di una ricerca artistica di punta, nata dalle radici delle avanguardie storiche europee, rappresentate da artisti che per sfuggire alla 1^ guerra mondiale e alla persecuzione nazista, prima della 2^ guerra mondiale, si rifugiarono negli U.S.A, tanto da trasferire la denominazione di capitale dell’arte contemporanea, dalla mitica Parigi a New York), esercitavano anche nel mondo dell’arte, una politica di “imperialismo culturale”, e l’Europa, riusciva solo ad esprimere singole personalità, come Lucio Fontana, Alberto Burri, Jean Fautrier, Antoni Tapies, Jean Dubuffet, Francis Bacon, Yves Klein, Piero Manzoni, Joseph Beuys, etc., e alcuni movimenti come l’Arte Cinetica, il Nuovo Realismo di Pierre Restany e la Pop Art Romana detta anche la “Pop Art del Vicolo” negli anni 60 e L’Arte Povera negli anni 70 di Germano Celant.
La “Chiena”...il recupero. Un recupero etnico-ecologico e affettivo. Il recupero di una memoria individuale e collettiva in loco, da far conoscere fuori dalle “quattro mura di casa”, da far riconoscere come Bene universale, come patrimonio dell’umanità. Il recupero di una identità antropologica, storica ed ecologica, subito dopo il tragico sisma del 23 novembre 1980, in cui si pensava a tutto, tranne che salvaguardare noi stessi, il nostro passato, per un nostro futuro attraverso i nostri beni, per produrre positività...per produrre ricchezza, scardinando i luoghi comuni e le inconsapevoli rassegnazioni, fuori dalla consuetudine, fuori dal non usuale...provocando, a volte anche con durezza, il potere vigente. La Creatività contemporanea, al servizio di un evento di antica origine da spettacolarizzare con l’Arte, in una città del Sud Italia...in un territorio, quello dell'entroterra salernitano, ricco di Storia e di Segni, dimenticato da troppi lunghi anni, che chiedeva aiuto...che aveva bisogno di rinascere a nuova vita.
Un argomento questo che rientrava di pertinenza, nella  poetica di un artista, che come me  lavorava ("strafottendosene", a quei tempi, del mercato dell’arte e del “segno” personale e soggettivo che rincorrevano i luoghi deputati dell’arte di mezzo mondo) utilizzando ogni mezzo artistico, in modo interdisciplinare, dalla fotografia al cinema, dalla pittura all’installazione scultorea e sculto-architettura, all’ambientazione e all’arte comportamentale, come conseguenza di un’idea e di un contenuto, fin dal 1975 sulla Memoria...sulle Radici…e sulla Realtà.  Poetica testimoniata da due collettive, una tenuta nel 1976 al Palazzo della Permanente di Milano (dal titolo "500 artisti per le fabbriche in lotta"), con un lavoro peculiare, dove esposi la pagella scolastica con foto ricordo di classe (1975-76), dal titolo “Operazione Mnemonica Passiva”, l'altra alla Galleria del Milione di Via Bligny (dal titolo "Arte per i Diritti Civili"), dove esposi una mia lettera di adolescente, inviata ad uno dei miei fratelli (il più grande) carabiniere a Firenze e con due mostre personali tenute a Salerno, alla Galleria Taide, la prima nel 1978 (dal titolo “Affetti”) e la seconda nel 1981 (dal titolo “godardiano”,“Due o Tre Angoli di Casa” )Nei film, grazie anche alla conoscenza del regista, teorico e poeta Raffaele Perrotta e del film-maker (operatore poi di Vittorio De Seta) Federico Bruno (collocandosi nella ricerca tra un Cinema Indipendente-ex Underground e un Cinema d’Artista), fra gli altri (girati tra il 1975 e il 1976, con montaggio diretto in macchina e con pochi spiccioli, ricavati dalla vendita “in bicicletta” dei libri Einaudi a rate, a Milano), nel 1977, d’estate, a Campagna, girai un film Super 8 sui bagni al fiume Atri “Il Sciumare”, e d’inverno“ Il Maiale” sull’uccisione di detti animali. Un anno dopo, nel 1978, un regista di Cinecittà, Ermanno Olmi gira il film “L’Albero degli Zoccoli”, ambientato nel mondo contadino della bassa bergamasca, dove l’uccisione di un maiale avveniva in modo molto simile, a quello dell’entroterra salernitano (strana coincidenza). Il recupero di una propria radice: autobiografica, intimistica, storica, antropologica e culturale, mediante i ricordi personali e attraverso i luoghi, monumenti, usi e costumi, pre e post sisma...iniziando dall’infanzia post bellica, negli anni 50.
Nel 1991, sul palcoscenico del teatrino di Piazza Teatro, della Città di Campagna, nell’ambito della  7^ Rassegna dell’Acqua (9° anno di recupero della Chiena), abbinata quell’anno, in via sperimentale (per un’ennesima assenza di fondi) al 7^ Festival Teatro Ragazzi, presentai una Performance dal titolo  “magrittiano”, “Intervallo: Questo non è un Asino”. Un Omaggio a quattro Asini veri, tra la gioia dei bambini, di quel mondo antropologico contadino scomparso, che interpretavano loro stessi, con voci di attori fuori campo, che ponevano degli interrogativi al pubblico, coinvolgendoli nel coro delle voci a recitare, alla stessa tregua di un rosario, la loro definizione di “Asini”, presa dal vocabolario Palazzi, della lingua italiana. Qualcuno...della classe dirigente dominante, e presente (come partito) in ogni Ente pubblico, provinciale, regionale e nazionale, tentò di fare una querela nei miei confronti. Ma ahimé! Mancavano gli estremi: si parlava solo di "Asini"...di semplici, umili e onesti asini, in via di estinzione nell'uso di animali da soma, nel mondo contadino, ormai oggi, quasi definitivamente scomparso.
Mantenendo intatti i contenuti, in modo intuitivo e creativo, con convinzione e decisione, operai un trasferimento e uno sconfinamento al di fuori delle dimensioni limitate dell’opera canonica (sia essa pittura, fotografia o film), per invadere lo spazio fisico-sociale della città, tanto da ricordare, per alcuni versi quell’Arte Ecologica degli anni 70, di Walter De Maria, Christo, Richard Long, etc.detta anche Land Art o Earth Art (di cui sopra), che consci della lezione di Fontana (con il suo Spazialismo) di un decennio prima, dallo spazio fisico circostante della tela, sconfinarono, estendendosi nello spazio del territorio. Fu, anche per me, un gesto naturale operare al di fuori dei luoghi deputati dell’arte. Tutto l’opposto di ciò che succedeva allora nel mondo dell’arte, che si chiudeva in se stesso, nei luoghi chiusi: luoghi del sistema. Operare nella realtà, con l’invenzione di altri luoghi: luoghi aperti, con l’esigenza e nel tentativo di coinvolgere e di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea, di renderlo partecipe di un’esperienza, di “...far riflettere sul rapporto tra uomo e natura...”, per dirla con Gillo Dorfles, pensando in questo caso, al recupero della Chiena, come ad un Happening degli Happenings, e non solo, ma anche (tra la Chiena e il Museo), come luogo di ricerca, di riflessione, di discussione, di incontri, di laboratori, di sperimentazioni e di “invenzioni”. Scaturì un Progetto.Soddisfacente moralmente per l’uomo artista, ma un Progetto “monco”, “incompiuto”, nei suoi investimenti per uno sviluppo economico, per l’uomo cittadino, per la Comunità, per ignoranza altrui, sopratutto degli Enti Pubblici non adeguati ai tempi, invasi solo, all’epoca, dai “politichini” della partitocrazia, che rappresentavano la negazione assoluta di qualsiasi sviluppo umano e civile, artistico e culturale, sociale ed economico. Incapaci di cogliere le novità, legate al patrimonio preesistente, e di incentivarle per garantire una continuità. Ero molto lontano, in quegli anni, come documentato anche da un mio articolo pubblicato sulla pagina nazionale de "L'Umanità - Speciale Arte", del 30 settembre 1983, dagli obiettivi “integralisti” della Transavanguardia, come erano lontani gli artisti (nei vari linguaggi multipli e interdisciplinari, fra arte visiva, performances, happenings, fotografia, installazioni, laboratorio, teatro, danza, musica, poesia...), che di lì a poco, avrebbero aderito, nella sua espansione, all’idea progettuale, invadendo letteralmente la Città di Campagna, dal 1985 al 1994: Francesco Bonazzi, Anna Malapelle e Fausto De Marinis da Verona; Salvatore Anelli e Franco Flaccavento da Cosenza; Sergio Pavone, Antonio Porcelli, Beppe Schiavetta e altri, da Genova; Gaetano Nicola Cuccaro e Arcangelo Moles, da Potenza; Emilio Morandi, da Bergamo; Raffaella Formenti , da Brescia; Nicola Frangione, da Monza; Rosanna Veronesi, Vincenzo Pezzella, Milena BarberisPaolo Barlusconi e altri, da Milano; Alessandro Mautone, Donato Vitiello, Patrizia Marchi, Giovanna Stella La Nocita, da Praiano; Angela Magrini Hart O’Brien (irlandese), da Firenze; Birgitt M.Shola Starp e Gutte Norrild di Copenaghen; Gisela Robert, di Monaco di Baviera; Barbla e Peter Fraefel da Biel Svizzera; Godwin Ekard, di Vienna; Aitor Romano e Josè Bravo di Caracas; Francisco Còrdoba (Costa Rica); Maria Wojcik di Wroclaw (Polonia);  Giovanni e Renata Strada, da Ravenna; Alfonso Filieri, Elisabetta Gut, Gisella Meo,Gloria Persiani, Riccardo Bergamini & Anna Zeppieri, Emilio Leofreddi, Massimo Liberti, Marco Fioramanti, Vincenzo Cozzi, Isabella Moroni e altri, da Roma; Lucia Buono, Ilaria Bona, Antonella Pierno, Lisa Pintucci, Giuseppe Pipoli  da Bari; Fulgor C. Silvi, da Pesaro; Camillo Capolongo, Enrico Viggiano, Mariano Mastrolonardo, Annibale Oste, Salvatore D’Imperio, Nizzo De Curtis, Giuseppe Desiato, Giulia Piscitelli, Lorenzo Scotto Di Luzio, Pasquale Cassandro e altri, da Napoli; Arturo Casanova e altri, da Caserta; Pina Fiori, da Macerata; Riziero Giunti, Cristiana Moldi Ravenna e altri, da Venezia; Angelo Casciello da Scafati,Giovanni Canton, Antonio Baglivo, Gerardo Palmieri, Mirella Monaco, e altri, da Salerno; Vito D’Ambrosio, Gelsomino Fezza, Antonio Corsaro, Pompeo Ganelli, Antonio Luongo (detto Antoniuccio), Nino Aiello, Daniele Gibboni e altri, da Campagna; Giorgio Gallotta, Vittorio Scarpa, Pasquale Anzalone, Antonio Pierro, da Eboli; Eva Rachele Grassi e Angelo Ermanno Senatore (nomadi), da Roma, Parigi e da Salerno; Alfonso F. Mangone (nomade), da Cosenza, Firenze, Amsterdam, Berlino e da Altavilla; Angelo Riviello (il sottoscritto, nomade), da Roma, Zurigo, Positano, Copenaghen, Milano, Berlino, Barcellona e da Campagna, etc. Due generazioni di artisti, nati tra il 1935 e il 1950 e tra il 1951 e il 1970. Non avevo e non avevamo speranza altrove, dove imperava solo un Mostrismo di Pittura tout court, per tutto l'arco degli anni 80, di un esercito di gregari (fra cui artisti anche bravi, miei amici, che furono "bruciati" dal cinismo del sistema mercantile dell'arte), con l’alta sovrintendenza e supervisione, dove a prevalere più forte era un’unica idea (e giustamente, per alcuni versi), di Achille Bonito Oliva (che stimo e rispetto e che reputo come uno dei più grandi critici d'arte al mondo) e dei suoi “alleati”. Depresso e “incazzato”, registrando con dignità questo humus di dissidenza, mi sentii in dovere di rilassarmi, di divertirmi e di continuare la mia ricerca, tra pubblico e privato e di mettermi a disposizione della mia Città...la Città che ha registrato la mia nascita, dove mi "rifugiai", per non sentirmi “inutile” e “disoccupato” e per giunta senza un sussidio, per continuare una ricerca (il contrario di ciò che avveniva e avviene nel resto dell'Europa civile, di nazioni presenti, che conosciamo molto bene, nei confronti dei loro figli, per i quali creano opportunità, e vengono aiutati nelle loro ricerche), in un’Italia (dei poteri forti), che  incapace di guardare, di ascoltare e di recepire, nella sua tanto decantata “democrazia”, “civiltà” e “libertà”, nell’abbraccio ipocrita dell’inno di Mameli, altre voci...di figli traditi...diverse dal coro, che non venivano ricambiati nel loro affetto (anche se "irrequieti" per smuovere i luoghi comuni) anche nell’interesse e nei confronti della "madre patria", capace, quando (se e quando) si ricorda, di rendere omaggio, a questo o a quel dato artista, solo dopo la morte. Un altro luogo comune di cui, pare si vada fieri, nel nostro “bel paese”. E oggi le cose pare che vadano peggio...con la cultura del vuoto e il “berlusconismo” che avanza.
La “Chiena” (per ritornare nel nostro specifico), che nei secoli, con le acque del fiume Tenza, serviva ad una realtà economica e produttiva locale (la sua ricchezza), a portare acqua alle cartiere, alle concerie, ai pastifici, ai mulini (che non ci sono più), alle creterie (l’ultima abbattuta dopo il terremoto, della famiglia D’Alessandro), all’ex Centrale elettrica (anch’essa abbattuta, in un rudere che resisteva alle intemperie del tempo), gli era rimasto solo un suo ultimo e dignitoso uso, e cioè quello delle pulizia delle strade, che ha sempre organizzato il Comune di Campagna, almeno dal 1889 (come vedremo tra poco), nel periodo estivo, fino a pochi anni prima del sisma del 1980, era un mezzo economico, naturale ed ecologico per pulire il corso principale della città: il salotto dei campagnesi. Si affiggeva un’ordinanza amministrativa, in cui il sindaco ordinava e avvisava la cittadinanza della pulizia del corso. La delibera storica che ufficializzava la Chiena (di antica origine imprecisata), è del 1889 (come rilevato da una ricerca di Mario Onesti, da un libro di Storia locale di Raffaele D’Ambrosio). Al tempo stesso, il sindaco dava incarico al banditore di avvisare ulteriormente tutto il resto della popolazione sita nei numerosi quartieri alti e bassi, del centro storico e antico della città. In quel 1889, fu restaurato il canale che captava le acque del fiume Tenza e finanche la pavimentazione del corso Umberto, per meglio far scivolare l’acqua, su progetto dell’ingegnere Antonino Pastore. Si spera in una ripresa da parte del Comune, o di un delegato come la Pro Loco, di riutilizzare la “Chiena”, nel modo tradizionale, e cioè, per pulire le strade del centro storico, anche per differenziarla, dal suo nuovo uso, che scaturì dopo il terremoto con un progetto ben preciso, dal  1982 al 1985, elevata, dal sottoscritto, ad “Opera d’Arte”, come intervento sul territorio, partendo dalle proprie radici, da una propria formazione artistico-culturale e dal proprio "essere" artista, nella realtà del presente, guardando al passato e progettando un possibile futuro, in modo propositivo e spesso "provocatorio" per smuovere le coscienze e quel falso moralismo e ipocrisia che nega qualsiasi forma di emancipazione e di progresso civile, culturale e artistico, regalando così alla propria comunità, la gioia di riappropriarsi di un evento, finito negli anni 70 nel dimenticatoio, fino a pochi anni prima del terremoto del 23-11-1980. Tutto questo, con la collaborazione di numerosi artisti, provenienti da ogni parte d’Italia. senza i quali era impossibile, nel concreto, effettuare, sia il recupero e sia la trasformazione dell’evento in una nuova entità culturale, artistica e spettacolare.

La Chiena, infatti, dopo il sisma del 1980, rischiava di scomparire definitivamente, a parte l’emergenza  nel caos della ricostruzione e della "speculazione in atto", ma anche perché ci si vergognava, nell’arretratezza, di pulire il corso principale della città, con la Chiena, nei confronti dei paesi viciniori, adeguatisi alle conquiste del  “progresso civile”, come Eboli e Battipaglia, che per lavare le strade usavano i camion “gettiacqua” con la spazzola…mentre una volta, senza fiumi, per loro era duro, e guardavano con invidia Campagna, che con disinvoltura, si permetteva il lusso di lavare le proprie strade con un fiume...
La Chiena elevata e trasformata in Opera d'Arte del 1985, che si fece conoscere a livello nazionale, non fu solo il particolare di un recupero, per nobilitarla, ridandole dignità, iniziato nel 1982, con la donazione di una Fontana (ridimensionata a causa della infelice costruzione ex novo degli Uffici Postali avvenuta tra il 1992 e il 93, considerato un vero e proprio schiaffo all’ambiente) rimasta incompiuta (la “Fontana della Chiena”, 1982-94 da ubicare nella Piazza Guerriero, degradata e ferita a morte già dagli anni 60, con l’abbattimento del Sedile di San Bernardino da Siena ), che doveva rientrare in una Mostra, nel 1984, di idee progettuali per una Rassegna Laboratorio di Scultura (un Cantiere a cura di Angelo Trimarco, di quella Scuola di Critica d'Arte di Salerno...la stessa Scuola di Filiberto Menna, Achille Bonito Oliva, Antonio d'Avossa e altri ), la cui donazione fu accettata dal Comune di Campagna, solo nel 1994, "forzando" l'autore a compiere tale gesto, senza promuovere la Rassegna Laboratorio legata alla Chiena, le cui opere restavano in donazione, dislocate nella loro ubicazione in vari punti della città), che rientrando in un progetto molto più ampio, rappresentava un tassello importante, insieme alla proposta di un  Museo d’Arte Contemporanea (Ex Convento dei Frati Domenicani), alla proposta di un Ostello per studiosi e studenti (Ex Complesso Conventuale degli Osservanti-Chiesa della Concezione) e alla salvaguardia dell’assetto Storico-Urbanistico-Architettonico della Città di Campagna, ma fu anche una situazione artistica. Una situazione “povera ma bella”, molto significativa, il frammento di una piccola realtà italiana, che per certi versi ha anticipato di circa vent’anni ciò che si dibatte oggi nelle esperienze artistiche, tra il nord e il sud del Paese, sia nella "spettacolarizzazione" dell'arte, nei vari aspetti comportamentali, che con i laboratori in sito, dove le “Periferie diventano il Centro”, come nel caso della Certosa di Padula (al sud), o nel caso dell’Ex Ospedale Soave di Codogno (al nord), nella pratica di una domanda, da parte di Enti pubblici e privati, nella normale prassi quotidiana dei circuiti dell’arte.
In parole povere, gli artisti e alcuni gruppi avveduti di intellettuali, già in quegli anni, avevano compreso il fallimento della politica nazionale, nei tentativi industriali sul territorio meridionale, agendo con il loro intuito e iniziando in forte anticipo sui tempi, in una fase, già per loro, post-industriale. La politica, poi, come al solito, arrivando in ritardo su quest’aspetto fallimentare, senza fare nessun “mea culpa” (accerchiata com’era dai giudici di “mani pulite”), è solo negli anni 90, che timidamente inizia a parlare di “Fabbrica del Turismo” per il Mezzogiorno. Grande merito, spetta all’attuale Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, che in questa tematica, da Sindaco della capitale partenopea, per primo, ha saputo ridare a Napoli il volto della cultura e dell’arte, facendo tornare il turismo (di qualità, a mio avviso) dopo trent’anni di assenza, gettando le basi per tante realtà del sud e dell’intero meridione d’Italia...L'unico neo: ha "dialogato" troppo, in tale situazione, con il sistema mercantile dell'arte, senza proporre (da un punto di vista politico), un'indagine conoscitiva delle nuove emergenze, sul territorio, senza saper ascoltare (delegando la critica d'arte) le nuove istanze che arrivavano da situazioni indipendenti, di ricerca artstica, sia in Campania che in tutto il meridione d'Italia...
Nel 1985, dopo i primi esperimenti (1982-83-84), a seguito del dissesto stradale di un’insula interamente abbattuta, partì la prima edizione della “Nuova Chiena” che ebbe un eco di risonanza nazionale (il quotidiano “Reporter” riportò l’evento in prima pagina): la scommessa di un “sognatore” accompagnato dalla collaborazione di altri “sognatori” (Antonio Corsaro, Vito D’Ambrosio, Gelsomino Fezza, Maria Rosaria Polisciano, Liberata Cerrone, Vito e Bruno D’Agostino, Vito Maggio, Mario Velella, e altri), sembrava vinta! Si realizzò un grosso Happening, creativo (e ri-creativo) dell’Acqua, a più mani. Una Piena d’Acqua: il fiume Tenza deviato lungo le strade della Città di Campagna. Una Piena d’Arte: un evento pensato innanzitutto come Opera d’Arte in movimento, sul territorio, con interventi nell'intervento, in cui avveniva di tutto, in piena libertà creativa, con ogni sorta di medium, anche il più povero e improvvisato, dati gli scarsi finanziamenti. Fu un’autentica rivoluzione estetico-poetica e comportamentale, di artisti che si divertirono come bambini. Fu una Festa, in cui fu data la possibilità di esprimersi, anche a vecchi e genuini artisti locali e a chi, giovane e ingenuo, voleva avvicinarsi al mondo dell'arte. Se si fosse realizzata a New York, gli americani l'avrebbero battezzata, molto probabilmente e ironicamente, come "Water Art". Ci fu una situazione di “resistenza”, che differenziandosi dalle esperienze estetiche della cultura dominante in auge in quel momento, non solo in Italia, diede ampio sfogo alla  libertà creativa ed espressiva. Artisti provenienti da ogni parte d’Italia, anche stranieri (alcuni in vacanza a Paestum, compreso una coppia di giornalisti danesi) che occuparono l’ex Convento dei Domenicani, per farlo diventare un Museo d’Arte Contemporanea, dentro e fuori le mura (con la complicità scettica dell’Amministrazione Comunale). Artisti che in gran parte, non si riconoscevano nel movimento coatto (di tutto rispetto e che fu una grossa novità nella "non novità") della Transavanguardia, e/o in altre correnti similari più deboli, del Post Modern, la cui “novità” era la “non novità”, nel suo eclettismo e disimpegno politico, con un ritorno alla manualità, alla decorazione, all’uso del colore, con riferimenti all’arte e ad artisti del passato, nella ricerca di punta, elegantemente “imposta” dal sistema dell’arte. Artisti “disubbidienti” e viaggiatori, quelli che approdarono a Campagna, che scelsero la città come “rifugio”, e che hanno lasciato le loro opere al Convento di Giordano Bruno di San Bartolomeo, un Libro/Catalogo (curato e coordinato graficamente, finanche nelle didascalie, dal sottoscritto, ad eccezione del simbolo del Museo, disegnato sempre dal sottoscritto, ma usato come elemento decorativo da Gelsomino D’Ambrosio nella copertina di Angelo Riviello) e un segno nella coscienza e nella memoria, individuale e collettiva, dell’intera Comunità Campagnese. Artisti (dei quali, alcuni deceduti) che aspettano ancora una lettera di ringraziamenti dal Comune di Campagna e una mostra omaggio (l’occasione del ventennale, del 2005, penso che sia il momento giusto per farlo) e da tutte le Associazioni culturali, in primis dall’Associazione Giordano Bruno che ha gestito il Museo per tanti anni e, soprattutto dalla Pro Loco, che dal 1996, ha ereditato e gestito le acque della Chiena, campando di rendita, nel vuoto di una progettualità, senza riconoscere, per limiti umani, la fonte dei contenuti nel Progetto originario, di chi è stato ed è sempre all’avanguardia nella ricerca artistica e culturale del presente (è la sua vocazione naturale) che in una parentesi particolare della propria vita, si è messo a disposizione della comunità campagnese.
Nel 1984, intanto a Milano, un gruppo di artisti, fra i quali Stefano Arienti, anch’essi dissidenti nei confronti della Transavanguardia e della Pittura Colta, e di altre correnti similari come Magico Primario, i Nuovi Nuovi, etc., occupavano (senza la complicità dell’Amministrazione Comunale) l’Ex Fabbrica della Brown Boveri, nel Quartiere Isola, a Via De Castillia (ultimo mio domicilio di Milano, con abitazione e studio al n.20 - 3° piano 1^ porta a destra), per farne un Museo d’Arte Contemporanea (Casa Museo Laboratorio). Due anni prima stavano per farlo due artisti campani: il sottoscritto e Vincenzo Pezzella, che già abitavano in una casa occupata del Comune di Milano, in Corso Garibaldi 89, nel condominio con l'ex Fabbrica di Gelati occupata da Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa, e agli inizi, da Antonio Trotta, Pino Spagnulo e altri, e dove venivano spesso a renderci visita Antonio M.Faggiano e due giovani artisti di Benevento, appena sbarcati a Milano, Arcangelo (Esposito) e Pompeo Bocchini, conterranei (ed ex allievi) di Mimmo Paladino. L’intento non riuscì. Gli artisti furono sfrattati e l’ex Fabbrica fu abbattuta (ci stanno riprovando oggi, con la Stecca Artigiani, nella stessa città e nella stessa strada, anch’essa destinata all’abbattimento, per un progetto-telenovela, lungo di vent’anni, e non manca Stefano Arienti, insieme ad altri, come Gabriele Di Matteo, Grazia Toderi, Mario Airò, Loris Cecchini, Bert Theis, etc.). A differenza degli artisti che raggiunsero Campagna, il cui intento riuscì. Decollò la Nuova Chiena, e l’Ex Convento dei Domenicani di Giordano Bruno (Casa Museo Laboratorio) fu recuperato, salvandolo così dall’abbandono e dall’incuria del tempo (anche se più tardi, malgrado il vincolo della Soprintendenza ai B.A.A.A.S., fu abbattuto l’Ex Complesso Conventuale degli Osservanti-Chiesa della Concezione: grave atto!). Altri fermenti, con altre occupazioni, di ex fabbriche e pastifici, ci furono a Roma, mi pare, al Quartiere San Lorenzo...ma queste furono solo occupazioni, per rivendicare allo Stato, il diritto ad avere almeno uno Studio…un Atelier, un luogo “gratuito”, per fare ricerca e lavorare da parte degli artisti, e in gran parte, anche se con approccio diverso, si allinearono quasi tutti alla  filosofia vincente della Transavanguadia.
Ironia della sorte: l’impresa “non riuscita”degli artisti di Milano, fu riportata da molte riviste specializzate, e soprattutto da un’autorevole rivista d’arte contemporanea (Flash Art), che nel giro di pochi mesi, fece il giro del mondo…scrivendo così una “piccola pagina significativa” nella Cronaca dell’Arte. L’impresa “riuscita” degli artisti “rifugiati” a Campagna, fu riportata nella stampa normale di molti quotidiani (fu in prima pagina nazionale nel nuovo quotidiano "Report"), di riviste culturali generiche e di periodici, che nel giro di pochi giorni, fece il giro d’Italia… non fu registrata “stranamente” (nelle storie di ordinaria routine italica pre-sgarbiana) nella Cronaca dell’Arte. Mancarono all’appuntamento le riviste autorevoli specializzate, da parte di critici che si dicevano e si dicono attenti alle novità, o più semplicemente, alle diversità, ad eccezione (nei diversi ruoli di approccio e di visione dell'arte, spesso anche opposta) di Rino Mele, Antonio Castaldi, Antonio Bottiglieri, Alfonso Tafuri, Massimo Bignardi, Erminia Pellecchia, Carla Errico, Maurizio Vitiello, Angelo Trimarco, Sabino Manganelli, Simona Barucco, Aldo Elefante, Pino Simonetti, Cristina Tafuri, Antonio d’Avossa , degli scrittori d’arte come Alan Frenkiel, Ferruccio Massimi, di grafici (e non solo) come Gelsomino D'Ambrosio (famosa la sua Scheda "Campagna" del 1985 con riedizione nel 1996) e altri…e non per ultimo la presenza di James Putnam (ex curatore del British Museum di Londra), nel mese di maggio 2006, portato da Alan Frenkiel (scrittore d'arte), suo collaboratore, su richiesta del sottoscritto. Per disinformazione? Non credo...un intellettuale, e in questo caso un critico d’arte intraprendente, attento e curioso, legge i giornali, altrimenti è un semplice cronista...basta dichiararlo! Per debolezza dialettica nei confronti di un vincente e sempre più emergente, incontrastato e carismatico Bonito Oliva? E’ probabile. O per essere più “cattivi”, per omissione culturale? O per pigrizia? Anche questo è probabile! Oppure, per l’isolamento in cui versava (e versa) la città di Campagna...”sconosciuto” paese...o meglio “invisibile” paese (finanche nel nome…confondendo Campagna con la campagna…perciò che insisto con i miei conterranei, con il nome, storicamente più corretto: Città di Campagna, da Civitas Campaniae dell’entroterra salernitano (come suggerito e fatto ossevare in latino, dal giovane storico locale, Maurizio Ulino), dove era impossibile che succedesse qualcosa? O per carenze nell’organizzazione, dovute soprattutto all’insufficienza di fondi? O perché mal rappresentata politicamente? E’ probabile che sia stato anche un pò di tutto questo. Una cosa è certa: dove non ci sono investimenti, non ci può essere sviluppo! Dove non c'è competenza e convinzione, non si può convincere il resto del mondo! Eppure i soldi, in quegli anni, non sono mancati alla città di Campagna, e certamente non mancavano alla Provincia di Salerno e alla Regione Campania e al Ministero del Turismo e Spettacolo (attuale Ministero della Cultura):...è mancata la sensibilità, la lungimiranza e l'umiltà ad ascoltare. I soldi, all'epoca, pare che prendessero altre vie...
Eppure, nel 1987, ci fu anche una presentazione del Libro/Catalogo della "Nuova Chiena" (bilingue, molto eloquente e ricco di immagini, dell'intervento artistico del fiume e degli altri interventi, tra la Città e il Museo) al Palazzo Sant'Agostino della Provincia di Salerno, di cui il sottoscritto registrò una cassetta audio a "ricordo" (un documento tuttora ben conservato, a distanza di 18 anni), erano presenti, fra le  varie presenze e assenze istituzionali, sopratutto della Regione: il Presidente della Provincia, che porta i saluti; il compianto Pasquale Mirra ( sindaco di Campagna), che apre l'incontro; Giuseppe Acone (docente universitario); Marcello Caleo (docente universitario); Andrea De Simone (consigliere provinciale); Antonio Bottiglieri (assessore provinciale alla cultura e conduttore di un programma culturale di rai 3 di Napoli)  e il compianto D'Orazio Corinto (assessore alla cultura del Comune di Campagna), che chiude il dibattito. Fu un incontro inutile? Non credo! E' un piccolo pezzo positivo, di un mosaico, che dando un suo particolare contributo documentario, rinforza la storia di un passato recente, tuttora attuale.
Una situazione artistica, il frammento di una piccola realtà italiana, che chiede attenzione, per una rilettura e un’analisi più attenta di quegli anni 80, che aspetta ancora di essere riconosciuta, almeno, dal mondo  dell’arte italiana, a ripartire dalla città di Salerno, passando per Napoli e Roma...per finire a Milano e nelle altre città e capitali europee e internazionali, per un’altra “piccola pagina” da scrivere. Ma per far si che ciò avvenga, c’è bisogno di una scelta politica, fuori dall’usuale, di convinzione e di finanziamenti continui, sempre più cospicui, da parte degli Enti pubblici e privati. Difendere, risanare, incentivare il patrimonio "sopravvissuto" alla ruspa selvaggia, scommettere e investire sulla rinascita del Museo, dei Fucanoli, con l’integrazione di una Rassegna d’Arte invernale, della durata di un mese, e una tre giorni di un Festival di Musica dell’Anima (Etnica, Jazz, Blues, Pop, Rock, e perché no...Contemporanea) e soprattutto della “Chiena” - Rassegna dell’Acqua, affidandone però la cura, a mani competenti, e non a “hobbisti” da “dopolavoro”, i quali dovrebbero solo amministrare e presenziare (e bene anche!), se si vuole uscire fuori dall’isolamento culturale e produrre ricchezza, se si vuol essere ascoltati, con autorevolezza, per prima cosa dall'Ente pubblico Provinciale (basta guardare lo splendido volume fortemente voluto dal Presidente Andria, a conclusione del suo mandato, a cui va il nostro plauso, promosso e pubblicato dall'Ente, nelle Edizioni l'Orbicolare 2004, dal titolo "SALERNO fascino di una provincia mediterranea", per rendersi conto di come è stata trattata la Storia di Campagna, condividendo tra l'altro la sede Arcivescovile con Salerno e una propria cattedrale):...sempre più "città invisibile" e in "castigo dietro la lavagna"). Gli stessi finanziamenti, che in quegli anni 80 non furono stanziati, per far decollare, sia la città/territorio, nel suo aspetto storico-artistico-urbanistico e monumentale, afflitta dalle gravi conseguenze del sisma (che aveva bisogno di crearsi un futuro), che il nascente Museo, la Nuova Chiena, i Nuovi Fucanoli, e quella situazione storica di artisti che rappresentarono la punta di un iceberg, per un disgelo lento, fino agli anni 90. Un’eccezione che come quella di Milano, nell’arte, confermò, e conferma, la regola! 
Mi piace finire, citando un passaggio finale “premonitore” e “profetico” (sempre attuale) di Rino Mele (docente di Cattedra dello Spettacolo dell’Università di Salerno), di uno scritto a testimonianza di ciò che fu realizzato in quell’inizio degli anni 80, sia come Casa Museo Laboratorio nascente e sia come esperienza di ri-destinazione d’uso della “Chiena”: “...Campagna è troppo piccola perché molti altri si accorgono dell’eventuale fallimento del suo spazio simbolico, ma è anche abbastanza grande perché questa piccola impercettibile catastrofe risuoni di eco in eco sommandosi alle valanghe di azioni mancate, peccati di omissione culturale cui è sempre troppo tardi rimediare...”.

Note Bibliografiche:
Rino Mele - “Il Convento di Giordano Bruno” - dal Libro/Catalogo “ ‘A Chiena-Kermesse Nazionale d’Arte Contemporanea” - Edizioni Museo Campagna - Campagna 1985 - Stampa Boccia, Salerno 1987
Angelo Riviello Moscato - "Intervallo (Interstallo)" - dal Catalogo "Le Porte dell'Arte - Incontri Internazionali d'Arte Contemporanea"- Stampa Grafica Ebolitana, Eboli (SA) - Edizioni Comune della Città di Campagna 1997
Gillo Dorfles - “ Storia delle Arti Visuali” - Edizioni Atlas, Bergamo 2000

Alessandra Piolselli“Public Art Italia” - Undo Net, Milano 2004




Referenze fotografiche: Gino Aiello; Antonio Corsaro; Vito D'Ambrosio; Dante De Chiara; Pompeo Ganelli; Angelo Riviello -


Locandina della 27a Rassegna dell'Acqua-La Chiena (fronte)

La Storia siamo noi-Locandina della 27a Rassegna dell'Acqua-La Chiena (retro)

















Un video in omaggio ai due svizzeri Peter e a Barbla Fraefel (a cura di Vito Maggio e Rino Mele), due degli artisti invitati da Angelo Riviello, per la Rassegna -Laboratorio, edizione 1992, dopo averli conosciuti a Napoli, durante una loro esposizione nella sede dell'Associazione Murat, a cura di Aldo Elefante. I due si innamorarono talmente della Città di Campagna e della "Chiena", che scelsero, in un secondo momento di acquistare casa nella cittadina salernitana,, alternando così i loro soggiorni in Italia, con Biel-Bienne, cittadina svizzera, ai confini, tra il cantone di lingua tedesca e francese.

http://ilmanifesto.info/la-metropoli-flessibile/

https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_pubblica

http://www.comune.campagna.sa.it/VecchioSito/index.php?
option=com_content&task=view&id=316&Itemid=205

http://www.paestumhotels.it/news/77--a-chiena-estate-2010-campagna

https://it.wikipedia.org/wiki/%27A_Chiena

https://it.wikipedia.org/wiki/Fontana_della_Chiena

http://achienadicampagna.blogspot.it/p/storia-della-chiena.html

http://www.napoliartmagazine.it/il-vesuvio-visto-da-unisola-mimmo-di-caterino-intervista-angelo-riviello/

Rapporti con altri progetti di quegli anni 80
"Brown Boveri", Milano, 1984 - "Terrae Motus", Napoli, 1984

http://www.ecoledumagasin.com/session17/spip.php?article112

http://reggiaofcaserta.altervista.org/it/reggia/terrae-motus/

sabato 12 giugno 2010

Rassegna Internazionale dell’Acqua . La “Chiena” – XXVIIIa edizione Le Porte dell’Arte – Le Porte dell’Acqua













OPEN CALL FOR MAIL ART AND VIDEO SUBMISSION
BY JULY 10 and 14, 2010

INVITO APERTO PER MAIL ART E VIDEO -
ENTRO IL 10 e il 14 LUGLIO 2010

Invito aperto agli artisti per le sezioni di Mail Art e Video Art
Open call to artists for sections of Mail Art and Video Art
Convocatoria abierta a artistas de las secciones de Arte Correo y Video Arte
Appel ouvert à des artistes pour les sections du Mail Art et Art Vidéo
Convite aos artistas para as secções de Mail Art e Art Vídeo
Offene Aufforderung an Künstler für die Abschnitte der Mail Art und Videokunst
Открытый призыв к художникам для участков Mail искусства и видеоискусства
请打开邮件的艺术家为艺术与录像艺术节
دعوة مفتوحة للفنانين لأقسام الفن والفن بريد فيديو

Rassegna Internazionale dell’Acqua . La “Chiena” – XXVIIIa edizione

Le Porte dell’Arte – Le Porte dell’Acqua

15 luglio / 16 agosto 2010

Intergenerazionale, Interdisciplinare e Multimediale

Direzione Artistica: Cataldo Colella

Coordinamento: Angelo Riviello

Organizzazione: Utopia Contemporary Art e Visioni Future.

Patrocinio MBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comune di Campagna

Facendo “Acqua da tutte le parti”, come negli altri anni, nell’edizione di quest’anno, sul tema dell’Acqua, da affrontare in piena libertà creativa a 360°, si prevedono Installazioni urbane nella città, Performances nell’acqua e con l’acqua della Chiena del fiume Tenza, una Mostra-Laboratorio site specific e le due sezioni: Mail Art (Arte Postale) e Video Arte..

Per la prima volta si prevede una mostra dedicata ad una disciplina della cosiddetta “arte minore”: la ceramica…”quando l’acqua entra nei forni…”

Il Progetto “Acqua” 2010, prevede:

1) Installazioni urbane nella città – Performances – Mostra / Laboratorio (site specific) - su invito

2) Mail Art (Arte Postale) tecnica mista (collage, pittura, fotografia, elaborazioni digitali al computer) - aperta a tutti – Dimensioni minime canoniche 10x15 cm. / massime 24x30 cm.

3) Video Arte - aperta a tutti – durata massima 5 minuti


Data scadenza per l’invio dei lavori: Mail Art 10
luglio - Video Arte 14 luglio 2010

Luoghi espositivi: Spazio Utopia Contemporary Art e altri Spazi pubblici e/o privati della città di Campagna – Salerno - Italy

Le Installazioni dureranno dal 15 luglio fino a tutto settembre

Le Performances, saranno legate all’ Acqua, sia del fiume Tenza che della Chiena durante le deviazioni programmate del fiume (ogni sabato e domenica - dalle ore 15 alle 16,30)



Invio dei lavori al seguente indirizzo:

Spazio Utopia

Via Arc. Carmine Cesarano, 17

84022 Campagna (SA) ITALY

N.B. Come avete avuto modo di leggere, la Rassegna, per motivi logistici, come già preannunciato il 23 aprile, nella XII settimana della Cultura, non andrà in programma dal 22 luglio al 29 agosto 2010 ma dal 15 luglio al 16 agosto 2010, salvo imprevisti per cause di forza maggiore.

Lo scopo principale della rassegna, è di contribuire a rendere visibile il mondo della creatività contemporanea, interpretando l'elemento acqua, già di per sé universale, anche con i più impensabili linguaggi espressivi. Nel corso dell'anno, seguiranno altre mostre, legate anche a momenti particolari, nel rapporto con le istituzioni pubbliche e private, come la Settimana della Cultura Italiana e altre iniziative, in Italia e all'estero.

A tal proposito, dopo una prima visibilità a tutti gli artisti che partecipano, nell'ambito della rassegna, un'apposita commissione selezionerà le opere più significative da esporre durante tali occasioni, con possibili altre opportunità che eventualmente seguiranno, sia per la Mail Art (arte postale), che per la Video Arte.

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International Review of Water. The "Chiena" – XXVIII Edition
The Doors Art - The Water Gate
July 15 / August 16, 2010
Intergenerational, interdisciplinary and multimedia

Art Direction: Cataldo Colella
Art Coordination: Angelo Riviello
Organization: Utopia Contemporary Art and Future Visions.

Patronage MBAC - Ministry of Cultural Heritage, City of Campagna

As in other years, in this year, the theme of Water, to be addressed in full creative freedom to 360 °, providing urban
Installations in the city, and Performances in the water with the water of the river Tenza Chiena , an exhibition-workshop site specific and the two sections: Mail Art (Mail Art); Video Art ..
For the first time you plan an exhibition dedicated to a discipline of so-called "minor art" ceramics ... "when the water enters the furnace ..."

The project "Water" 2010, provides:

1) urban Installations in the city - Performances - Show / Laboratory (site specific) - by invitation
2) Mail Art (Mail Art) mixed media (Collage, painting, photography, digital processing computer) - open to all - size minimum 10x15 cm. / maximum 24x30 cm.
3) Video Art - open to all - duration maximum 5 minutes

Due date for submission of work: Mail Art
July 10 - Video Art July 142010

Exhibition spaces: The Utopia Contemporary Art and other public spaces and / or private City Campaign - Salerno - Italy
The equipment will last from July 7 until the end of September
The performances will be linked to 'Water, is that the river Tenza Chiena during the planned river diversions (every Saturday and Sunday - from 15 to 16.30)


Submitting work to the following address:

Spazio
Utopia
(Street) Via
Arc. Carmine Cesarano, 17
84022 Campagna (SA) ITALY

NB As you have read the review, for logistical reasons, as already announced on April
23, in the twelfth week of culture, will not be scheduled from July 22 to August 29, 2010 but by July 15 to August 16, 2010, except for unforeseen acts of God.

The main purpose of the review is to help make visible the contemporary world of creativity, interpretation of the water element itself universal, even with the most unimaginable forms of expression. During the year, followed by other shows, also related to a specific stage in the relationship with the public and private institutions, such as the Italian Culture Week and other initiatives.
In this regard, after an initial exposure to all the artists who participate in the review, a committee will select the most significant works to be exhibited during these occasions, with other possible opportunities that may follow,
both for the Mail Art that for the Video Art.

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La Revista Internacional del Agua. El "Chiena" – XXVIII Edition

La Puerta de las Artes - La puerta de las Aguas
15 de julio / 16 de agosto 2010
Intergeneracional e interdisciplinario y multimedia

Dirección de Arte: Colella Cataldo
Coordinación artística: Angelo Riviello
Organización: Arte Contemporáneo Utopía y Visiones Futuras.

Ministerio Patronato MBAC - del Patrimonio Cultural de la Ciudad de Campo

Por "agua por todas partes", al igual que en otros años, en este año, el tema del Agua, que se examinará en la libertad creativa completa a 360 °, facilitación de instalaciones urbanas en la ciudad, y el desempeño en el agua con el agua del río Tenza Chiena , un lugar de la exposición-taller específico y las dos secciones: Arte Correo (Mail Art) Arte y Video ..
Por primera vez usted planea una exposición dedicada a una disciplina de la llamada "arte menor" cerámica ... "cuando el agua entra en el horno ..."

El proyecto "Agua" de 2010, establece:

1) Instalaciones urbanas de la ciudad - Prestaciones - Mostrar / Laboratorio (sitio específico) - con invitación
2) Arte Correo (Mail Art) técnica mixta (collage, pintura, fotografía, transformación ordenador digital) - abierto a todos - tamaño mínimo de 10x15 cm. / 24x30 cm máximo.
3) Video Arte - abierto a todos - duración máximo 5 minutos

Fecha de vencimiento para la presentación de los trabajos: Mail Art 10
de julio - Video Arte 14 de julio, 2010

Espacios expositivos: La utopía de Arte Contemporáneo y otros espacios públicos y / o privados de la campaña de la ciudad - Salerno - Italia
El equipo tendrá una duración de 15 de julio hasta finales de septiembre
Las actuaciones estarán vinculados a "El agua, es que el río Tenza Chiena durante el desvío de ríos previsto (todos los sábados y domingos -
15 a 16.30)


Envío de trabajos a la siguiente dirección:

Spazio Utopia
Via Arc.. Carmine Cesarano, 17
84022 Campagna (SA) ITALIA

NB Como usted ha leído la revista, por razones logísticas, como ya se anunció el 23 de abril, en la duodécima semana de la cultura, no se programará a partir de julio
22 a agosto 29, 2010, pero por 15 julio a 16 agosto, 2010, accidentes de restricción por razones de fuerza mayor.

El objetivo principal de la revisión es ayudar a hacer visible el mundo de la creatividad contemporánea, interpretando el elemento agua en sí universal, incluso con las formas más inimaginables de expresión. Durante el año, seguido de otros espectáculos, también se relaciona con una etapa específica en la relación con las instituciones públicas y privadas, como el italiano Semana de la Cultura y otras iniciativas.

En este sentido, después de una exposición inicial a todos los artistas que participan en la revisión, un comité seleccionará las obras más significativas que se exhibirán durante estas ocasiones, con otros posibles oportunidades que pueden seguir, tanto para Mail Art (correo arte) para el Video Arte.

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giovedì 27 maggio 2010

Acqua, bene comune









Titolo: Acqua, bene comune
Luogo: Parco Ex Pozzi Via Alzaia Trento Corsico (Milano)
Inaugurazione: Mercoledì 2 giugno 2010 alle ore 17,45
Durata: 2/5 giugno 2010
Curatrice: Antonella Prota Giurleo


Informazioni: Antonella Prota Giurleo 3470312744

a.protagiurleo@email.it

L’acqua è una risorsa di tutte e di tutti, necessaria e irrinunciabile per lo svolgimento della vita delle donne e degli uomini, degli animali, delle piante, della terra intera.

L’acqua è vita, pensare di vendere l’acqua, di privatizzarla, come si sta facendo in Italia e in altri paesi, è come pensare di vendere la vita: è una follia.
Sul tema dell’ Acqua, bene comune è stata organizzata una convocazione di arte postale
Incredibile e inattesa la risposta di artiste ed artisti ( e non solo) dall’Italia e da diversi paesi del mondo. Ogni giorno decine di buste contenenti lavori; nelle buste spesso più di un lavoro.
Una quantità di lavori che, non a caso, saranno appesi con piccole mollette a corde, a comporre un’installazione collettiva che richiama l’idea del bucato.
Centinaia tra disegni, dipinti, collage, fotografie, computer art, testi, dicono l’attenzione e la volontà di tante persone, l’idea condivisa e consolidata che l’acqua debba essere e restare pubblica.

Testi:
Anna Martinetti, Antonello Quarta, Grazia Lombardi, Maria Antonietta Russo, Maria Carla Baroni, Mimosa Prota Giurleo, Paolo Beverina, Rosanna Veronese, Silvana Colombi, Silvana Gatta, Valeria Pirovano

Opere visive di

ITALIA:

Aphra, Alessandra Boghetich, Angelo Riviello, Anna Boschi, Anna Martinetti, Anna Rosa Faina Gavazzi, Antonella Prota Giurleo, Antonio Sassu, Gruppo Sinestetico, Antonio Sormani, Caterina Azzoni, Cinzia Mastropaolo, Claudio Jaccarino, Cristina Volpi, Daniela Dente, Domenico Severino, Elena Castagnola, Elisa Mazza, Emanuela Mezzadri, Emilio Morandi, Enrico Franchi, Ester Motta, Fausta Dossi, Fausta Squatriti, Federica Scacchi, Filippo Soddu, Francesca Mottola, Francesco Ceriani, Gabriele Bianconi, Gabriele Genchi, Gerardina Busillo, Giancarla Ugoccioni, Gianmario Masala, Gianni Franchi, Gilia Montanella, Giuliana Bellini, Giovanni StraDA DA Ravenna, Laura Cristin, Lella Corvi, Lia Battaglia, Loredana Scarian, Luca Grilli, Ludovica Mottola, Maria Amalia Cangiano, Maria Grazia Zanmarchi, Maria Tonino, Marilde Magni, Maurizio Barraco, Domenico Mimmo Di Caterino, Mirko Bozzato, Nadia Magnabosco, Natale Cuciniello, Nicola Antolini, Nicola Palermo, Odilia Zanini, Ornella Garbin, Paola Zanzottera, Pino Lia, Roberto Scala, Rolando Zucchini, Rosanna Corsini, Rosanna Veronesi, Ruggero Maggi, Salvatore Pepe, Salvatore Vargas , Serena Rossi, Silvana Gatta, Stefania Selmi, Stefano Azzena, Stefano Marchetti, Stefano Soddu, Tarcisio Pingitore , Topylabris , Veronica Menni, Wanda Real

ARGENTINA: Alfredo West Ocampo, Silvia Lissa, Zulema Eleo
BELGIO: Liza Leyla
BRASILE: Heloisa M. Sonaglio , Hugo Pontes , Lavinia Thys , Maria Da Gloria Jesus De Oliveira , Maria Darmeli Araujo
BULGARIA: Nadezda Blagoeva
DANIMARCA: Marina Salmaso
FINLANDIA: Aila Koivisto, Aila Rautanen, Anja Mattila , Eeva Maija Maula, Eira Viertoma, Irene Kaunisto, Irja Rantala , Kana Wusitalo, Meeri Lindfors , Nina Nahkala, Nonna – Nina Makki, Paul Tiilila, Perttu Rukakowsi, Reija Remes, Ritta Forstrom, Siha Ojala, Stig Ronn, Tarja Trygg, Tarjo Hlopainen
GERMANIA:Klaus Groh
GIAPPONE: Jun Tagami
GRAN BRETAGNA: Sna Khan
GRECIA: Georgia Gregoriadon
INDIA Renuka Kesaramadu
ITALIA/GERMANIA: Gretel Fehr
ROMANIA:Corneliu Ionescu
SPAGNA: Carmen Teresa Troll, Eva Figueras Ferrer, Gustavo Vega, Isidro Lopez Aparicio, Pere Salinas, Sergi Quinonero, Valdor
URUGUAY:Clemente Padin

mercoledì 19 maggio 2010

DOMITIAFRICA



DOMITIAFRICA

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO “Biagio Greco” di Mondragone (Caserta) Inaugurazione Sabato 22 maggio 2010, alle ore 18,30 - dal 22 maggio al 18 giugno 2010
a cura di Giorgio Malatesta

Artisti:
Agnieszka Kiersztan - Angelo Riviello - Antonio Di Grazia - Bernardo Pagliaro - DiVa - Massimiliano Mirabella - Mimmo Di Dio - Rocco Sciaudone - Salvatore Vargas - Stefano Piancastelli - Giuseppe Di Guida & Raffaele Vargas

Pittura, fotografia, video, installazioni.
Spaziano tra pluralità di linguaggi e tecniche diverse le opere degli artisti presenti nella mostra “ DOMITIAFRICA” che interroga un pezzo di territorio campano: il litorale Domitio, un luogo emblematico per la particolare concentrazione di fenomeni quali camorra, droga, degrado ambientale e sociale. Un territorio dove spesso la gestione politica si è intrecciata con quella affaristica, consentendo la cementificazione selvaggia di una costa invidiabile dal punto di vista paesaggistico e turistico. In alcuni casi la colpevole mancanza di controllo ha reso facile l’attuazione di gravi reati ambientali con la realizzazione di discariche di veleni pericolosissime per la salute pubblica. Infine, la mancanza di un progetto per gestire adeguatamente l’immigrazione ha alimentato la nascita di caporalato, sfruttamento della prostituzione e delinquenza comune, lasciando completamente sola la comunità locale a subire il peso di tutti questi problemi. E’ contraddittorio aprire le frontiere per consentire la libera circolazione delle merci e, nel contempo, erigere muri per arrestare quella degli esseri umani. Ma, quando servono, gli stessi uomini sono ridotti a merce tra le merci. Uomini poveri, donne, bambini assetati e affamati, vengono sfruttati, senza alcun ritegno, come manodopera a buon mercato, schiavi del sesso, o addirittura, per il disumano commercio di pezzi di ricambio umani. E quando tutto questo non basta ancora, vengono usati come bersagli per i proiettili dimostrativi di poteri malavitosi e occulti.

Le opere in mostra, non a caso, entrano in rapporto-collisione con un contesto diverso, di eccellenza, quello del museo archeologico locale, che raccoglie testimonianze preziose della storia antica di questa terra, oggi devastata. Avvolti dall’abolla di lana del museo, i lavori, così carichi di tensione, di pathos, non restano ancorati all’effetto emotivo, privato, ma producono un’amplificazione di senso nella materia vivente del corpo sociale. Allargano l’orizzonte delle riflessioni nella sfera collettiva e politica. Il contesto locale, oltre ad avere carattere di particolarità, è assunto come icona tragica di un sistema dalle forti contraddizioni e si carica di significati più ampi, caratterizzandosi come il frammento di uno specchio globale che, tra le sue molteplici crepe, riflette con nitidezza la deriva del mondo contemporaneo. Le opere si offrono al museo non per essere cinte dall’aura, ma come reperti dissacrati e dissacranti, come testimonianze di saccheggi ai danni di una terra scomparsa, di una terra che non è più “madre”, da rispettare, preservare, non è più il fondo di un progetto di futuro umano e civile ma solo risorsa da sfruttare, adesso, subito.

Con tecniche differenti, con linguaggi diretti o metafore visive, in tutte le opere trapela la volontà di sottolineare queste contraddizioni: Rocco Sciaudone, interviene sulla grande torre fatiscente della ex fabbrica Italfood, emblema del fallimento di un sogno industriale del mezzogiorno, e di tutti i sud del mondo, “domitiana public art”, un lavoro video e fotografico, elaborato all’esterno, nelle pieghe o piaghe della realtà. Una realtà senza tratti caratteristici di aggregazione umana, un non luogo è quello che emerge dalle foto di Salvatore Vargas, un paesaggio aggredito, corroso, compromesso a tal punto da perdere ogni connotazione urbana. Bernardo Pagliaro, ha raccolto reperti, sacchi, e frammenti di contenitori, provenienti da uno stato che non esiste più, ”Zaire”, che oggi fa parte della Repubblica del Congo. Su una tela campeggia la testa di un leopardo africano tra i marchi e le pubblicità povere, essenziali. Questi reperti portano i segni di chissà quali peripezie e pericoli, giunti fino a noi in uno dei tanti viaggi della speranza, su una carretta del mare o in un asfittico container. Il riscatto da una condizione di schiavitù e il riconoscimento della dignità umana di una prostituta viene sintetizzato nella foto di Agnieszka Kiersztan, incoronata con perle bianche come una principessa africana. Angelo Riviello, con un gesto di sottile ironia, in un lavoro di decollage fotografico, smaschera la ridondante retorica politica, contenuta nelle frasi di propaganda di un manifesto elettorale, mettendole in relazione con il volto di un giovane nero che appare sotto gli strappi. Antonio Di Grazia, invece, interviene con una installazione dal titolo esplicativo “ gli scheletri non sono più nell’armadio”. Un segno orizzontale quello di Mimmo Di Dio, la strada di seta grigia e lucida come l’asfalto rovente, costellata di episodi pittorici, uomini o animali, in attesa ai bordi, agli angoli, in un rituale ormai consueto che si ripete all’alba e al tramonto. Uomini dal corpo invisibile, fatti solo di mani da lavoro, le uniche rimaste ancora attaccate alle casse colme di pomodori nell’installazione di Giuseppe Di Guida & Raffaele Vargas. L’opera è la parte assente, di questi fantasmi servono solo le mani, per il resto è già pronto il foglio di espulsione.

n.b. La mostra resterà aperta fino al 18 giugno 2010 e sarà visitabile negli orari di apertura del museo.

Ingresso gratuito
Orario
Mattino: dal martedì al venerdì 8.30 - 13.30; sabato 10.30 - 12.30.
Pomeriggio:
dal 1 aprile al 30 settembre: martedì, giovedì e sabato, 18.00 - 20.00;
dal 1 ottobre al 31 marzo: martedì giovedì e sabato, 16.30 - 18.30.
Domenica e lunedì chiuso.

mercoledì 24 marzo 2010

CAMPAGNA - RASSEGNA DELL’ACQUA - LA "CHIENA": Le porte dell’Acqua – Le porte dell’Arte

CAMPAGNA - RASSEGNA DELL’ACQUA - LA "CHIENA": Le porte dell’Acqua – Le porte dell’Arte

Le porte dell’Acqua – Le porte dell’Arte


Le porte dell’Acqua – Le porte dell’Arte

L'Acqua e il suo futuro, la sua privatizzazione, le sue vicissitudini, la sua imprevedibile creatività. La mostra, curata da Cataldo Colella e Angelo Riviello, è una selezione delle opere più significative di Mail Art e Video Art delle ultime tre edizioni della “Rassegna Internazionale dell’Acqua – La Chiena” . Il 23 aprile, in occasione dell’inaugurazione della mostra, verrà presentata la XXVIII edizione della Rassegna Internazionale dell’Acqua in programma nella Città di Campagna dal 22 luglio all’ 29 agosto 2010. Interverrà il Direttore Regionale Gregorio Angelini

Data Inizio:23 aprile 2010
Data Fine: 16 maggio 2010
ingresso libero; Per informazioni 39 082846239
Prenotazione: Facoltativa; Telefono prenotazioni: 39 082846239
Luogo: Campagna, Spazio Utopia Contemporary Art
Orario: 17.30 – 21.00 inaugurazione 23 aprile ore 17.30
Telefono: 39 082846239
E-mail: spazioutopia@gmail.com

Campagna, Spazio Utopia Contemporary Art
Città: Campagna
Indirizzo: Via Arc. Carmine Cesarano
Provincia: (SA)
Regione: Campania
Telefono: 39 082846239
E-mail: spazioutopia@gmail.com

http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html?id=70376&pagename=66143

...LES ERRANCES DE L'EAU...




Inizio: venerdì 9 aprile 2010 alle ore 17.25
Fine: domenica 9 maggio 2010 alle ore 18.00
Luogo: Ghost Art Gallery Lab/Oratoire Explorations Nouveaux Langages
Via: 28 Bis Rue de L'Etoile
Città/Paese: Le Mans, France

Rencontres internationales de mail art et vidéo art des œuvres les plus représentatives qui ont marqué les 27 éditions du "Festival International de l'Eau/La Chiena" de la ville de Campagna en Italie.Nées d'une idée de l'artiste multidisciplinaire Angelo Riviello Moscato, Avec la collaboration ensuite, pour la dernière édition, du critique d'art,CataldoColella.Aujourd'hui avec "Les errances de l'eau", les anciens compagnons de route de Angelo Riviello, Ermanno Angelo Senatore e Eva Rachele Grassi du Groupe international cyberdada "Extrême Jonction", veulent rendre hommage à cet artiste authentique et engagé, qui chaque année fait honneur a sa ville, pleine d'histoire et de beautés cachées, parfois oubliées, Et qui depuis 1982 la transforme en laboratoire d'expérimentations internationales pour les artistes, citoyens du monde, impliqués dans les recherches les plus différenciées. Et comme la rivière Tenza envahit chaque été les rues de Campagne, ici au Mans, l'artiste inter/média new-yorkaise Lulu Lolo envahira , ce printemps, les voies de la ville française avec ses performances, subtiles et étonnantes...A l'occasion, nous avons aussi voulu élargir l'expo, selon notre vision d'un espace qui soit un temple/temps, où les connaissances puissent circuler et surtout s'intégrer dans la vie et dans la pensée de tous, et en parfaite syntonie également avec l'esprit de l'Espace Utopia,créant une section dédiée à tous ceux qui voudront bien participer à l'événement , éparpillant un peu partout dans la ville du Mans un Appel Aux Artistes. Essayant d'attirer leur attention sur le problème de l'eau, l'or bleu, grande absente des négociations de Copenhague, mais aussi et surtout sur sa poésie...Infinie... En exposition les oeuvres des artistes:

Ediz। 2009
Mail Art:
Filippo Altomare, Randi Antonsen, Giuseppe Bedeschi, Laura Bottaro, Alfonso Caccavale, Ludovico Calchi Novati, Eva Rachele Grassi & Angelo Ermanno Senatore (Extreme Jonction), Fulgor C। Silvi, Peppe Esposito, Luc Fierens, Giuseppe Filardi, Peter & Barbla Fraefel, Sinasi Gunes, I Santini Del Prete, Lulu Lolo, Giovanni Loria, Nadia Magnabosco, Setyo Mardiyantoro, Gerardo Marzullo, Vincenzo Montella, Marilena Mercogliano, Costanzo Narciso, Jasna Nikolic, Ivana Rezek, Sonia Riccio, Angelo Riviello, Serena Rossi, Antonio Sassu, Angela Sepe Novara, Domenico Severino, Roberto Scala, Celina Spelta, Giovanni and Renata StraDA-DA Ravenna, Jaromir Svozilik

Video Arte:
Emma Bowen (Scozia), Derek Michael Besant (Canada), Rebecca Conroy (USA), Hervè Constant (Regno Unito), Irina Danilova (USA-Ucraina), Andrew Eyman (USA), Flavia Fernandes (Brasile), Sinasi Gunes (Turchia), Gianni Iannitto (Italia), Lemeh42 (Italia), Lulu Lolo (USA।), Giovanni Loria (Italia), Giosuè Marongiu (Italia), Angelo Pretolani (Italia), Cherie Sampson (USA), Flavio Sciolé (Italia), Gruppo Sinestetico (Italia)

Laboratorio in sito: Dario Carmentano, Teresa Cetani, Bruno Di Lecce, Carmen Laurino, Marcello Mantegazza, Massimo Lovisco, Gianfranco Presta

Ediz. 2008
Mail Art:
Pauline Abbadie, Lello Bavenni, Luisa Bergamini, Derek Michael Besant, Dario Carmentano, Franco Di Pede, Maria Amalia Cangiano, Caterina Davinio, Giovanbattista De Angelis & Aurora Cubiccioti, Adolfina De Stefani, Peppe Esposito, Anna Finetti, Barbla & Peter Fraefel, Lulu Lolo, Veronica Longo, Teresa Mangiacapra, Alfonso Mangone, Gerardo Marzullo, Marilena Mercogliano, Vincenzo Montella, Emilio &, Franca Morandi, Costanzo Narciso, Antonio Picardi, Veronica Rastelli, Angelo Riviello & i Santini Del Prete, Serena Rossi, Roberto Scala, Franco Scarano, Birgitt Shola Starp, Enrico Salzano, Mardyantoro Setyo, Domenico Severino, Fulgor C. Silvi, Celina Spelta, Salvatore Starace, Salvatore Vargas

Video Arte:
Derek Michael Besant (Canada), Dario Carmentano (Italia), Rebecca Conroy(U.S.A.), Domenico Di Caterino (Italia), Andrew Eyman (U.S.A.), Sinasi Gunes (Turchia), Lemeh42 (Italia), Lello Lopez (Italia), Maria Petraccone & Felice Garofano (Italia), Angelo Riviello (Italia), Cherie Sampson (U.S.A.), Antonio Sassu e Gruppo Sinestetico (Italia), Flavio Sciolè (Italia), Bruno Sullo (Italia)

Ediz. 2007
Mail Art:
Silvia Abbiezzi Italia), Giannetto Bravi (Italia), Alexander Brener & Barbara Schurz (Russia/Austria), Alfonso Caccavale (Italia), Maria Amalia Cangiano (Italia), Dario Carmentano (Italia), Irina Danilova & Hiram Levy (USA/Ukraina), Daniele Davalli (Italia), Giovanbattista De Angelis & Pirro Gennaro Busillo (Italia), Adolfina De Stefani (Italia), Franco Di Pede (Italia), Flàvia Fernandes (Brasile), Mavi Ferrando (Italia), Anna Finetti (Italia), Giuseppe Filardi (Italia), Giuditta Fontana (Italia), Barbla & Peter Fraefel (Svizzera), Peter Fraefel & Angelo Riviello (Svizzera/Italia), Gruppo Cyberdada-Extreme Jonction/Eva Rachele Grassi & Angelo Ermanno Senatore (Francia/Italia), Massimo Gugliucciello (Italia), Helen Hescobedo (Messico), Yeondoo Jung (Sud Corea), Carlo Iacomucci (Italia), Jéròme Le Goff & Delphine Ralin (Francia), Lulu Lolo (U.S.A.), Raffaella Losapio (Italia), Felice Lovisco (Italia), Massimo Lovisco (Italia), Luciano Luciani (Italia), Jane Kennedy (USA), Nadia Magnabosco (Italia), Marion Mahu (Francia), Alfonso Mangone (Italia), Elisa Mazza (Italia), Valentina Migliaccio (Italia), Vincenzo Montella (Italia), Emilio & Franca Morandi (Italia), Angelo Riviello (Italia), Giovanni Rubino (Italia), Carola Saltamerenda (Italia), Enrico Salzano (Italia), Cherie Sampson (USA), i Santini Del Prete (Italia), Roberto Scala (Italia), Iris Rosemarie Selke (Germania), Mardyantoro Setyo (Indonesia), Fulgor C. Silvi (Italia), Sabina Speich (Germania), Giovanni and Renata StraDa.Da Ravenna (Italia), Bruno Sullo (Italia), Naoya Takahara (Giappone/Italia), Armando Tinnirello (Italia), Franco Tripodi (Italia), Salvatore Vargas (Italia)

Video Arte:
Beatriz Albuquerque (Portogallo), Michael Beauvent (Belgio), Gerardina Busillo & Giuseppina Pepe (Italia), Dario Carmentano & Luca Acito (Italia), Vincenzo Ceccato (Italia), Roberto Comini (Francia-Italia), Irina Danilova & Hiram Levy (U.S.A.-Ucraina), Silvio De Gracia (Argentina), Alexandra Dementieva (Belgio-Russia), Flàvia Fernandès (Brasile), Anna Finetti (Italia), Massimo Gugliucciello (Italia), Carmen Laurino (Italia), Jéròme Le Goff & Delphine Ralin (Francia), Eric Legrain (Belgio), Living Hearth Media/Osprey Orielle Lake & Linda Powers (U.S.A.), Raffaella Losapio (Italia), Massimo Lovisco (Italia), Marion Mahu (Francia), Antonio Patrizio (Italia), Jorge Gonzalez Perrin (Argentina-Francia), Cristiano Petrucci (Italia), Angelo Pretolani (Italia), Angelo Riviello (Italia), Cherie Sampson (U.S.A.-Finlandia), i Santini Del Prete (Italia), Iris Rosemarie Selke (Germania), Gruppo Sinestetico (Italia), Rino Telaro (Belgio-Italia), Billy Tran (U.S.A.)...A SUIVRE...

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