lunedì 26 novembre 2012

VERTIGO ARTE in picciol vaso


           

VERTIGO ARTE
centro internazionale di ricerca per la cultura e le arti visive contemporanee
Via Rivocati, 63 Cosenza

 "In picciol vaso...piccoli quadri per una condivisione"
a cura di Franco Giordano
2 / 12 dicembre 2012



artisti

Salvatore Anelli,,Sergio Angeli, Caterina Arcuri, Gianpaolo Atzeni, Barbara Ardau, Antonio Baglivo, Calogero Barba, Angela Barbera, Geppo Barbieri, Renata Boero, Anna Boschi, Carmine Calvanese, Vito Capone, Gianni Celano Giannici, Silvia Cibaldi, Letterio Consiglio, El Gato Chimney, Giuliano Cotellessa, Ferruccio D'Angelo, Teo De Palma, Mimmo Di Caterino, Luce Delhove, Marcello Diotallevi, Giulio De Mitri, Danilo De Mitri, Maria Elena Diaco, Matilde Domestico, Salvatore Dominelli, Franco Flaccavento, Alessandro Fonte, Alberto Gallingani, Ombretta Gazzola, Francesco Guerrieri, Lillo Giuliana, Ernesto Jannini, Raffaele Jannone, Anna Lambardi, Giovanni Leto, Fulvio Longo, Mimmo LongobardiSalvatore Lo VaglioGhislan Mayaud, Ruggero Maggi, Francesca Maranetto Gay, Franco Marrocco, Viviana MaurielloDiego Minuti, Leila Mirzakhari, Elena Modorati, Albano Morandi, Antonio Noia, Vincenzo Paonessa, Arturo Pagano, Mario Parentela, Salvatore Pepe, Andrea Petrone, Shawnette Poe, Teresa Pollidori, Tarcisio Pingitore, Neda Shafiee, Loredana Raciti, Mauro Rea, Margherita Levo Rosemberg, Giuseppina Riggi, Angelo Riviello, Fiorella Rizzo, Leonardo Santoli, Antonio Saladino, Anna Santinello,  Antonio Sassu, Gianfranco Sergio, Franco Spena, Fausta Squatriti, Stefano Soddu, Giulio Telarico, Ernesto Terlizzi, Delfo Tinnirello, Antonio Pujia Veneziano, Armanda Verdirame, Fiorenzo Zaffina, Rolando Zucchini.



comunicato stampa
In picciol vaso prezioso unguento, recita la vulgata, o meglio recitava, perché da decenni una società enfatica e bulimica, smaniosa di possedere sempre più e sempre più in grande, ha mortificato quel pensiero, relegandolo nei bassifondi della memoria, per tendere verso una visione ciclopica di ogni manifestazione della nostra quotidianità. Così, in virtù di grandi numeri che un’economia gonfiata e una finanza a vocazione esasperatamente speculativa, hanno perseguito, si sono creati, ballando a cuor leggero nei saloni lussuosi d’un immaginario Titanic, disastri questi sì immani. Ma forse saranno proprio essi a riportarci lentamente alla realtà e a una sua dimensione più equilibrata, a farci cogliere, tra tanto altro, il senso più profondo di quel detto, che naturalmente non è assoluto o peggio ancora riferito soltanto a una corporeità, ma un monito alla comprensione di un’esistenza più complessa e ramificata, diversificata, dove il senso della proporzione, della ricerca più minuziosa, dell’armonia, dell’equilibrio, dei comportamenti meno sbandierati, delle concezioni di vita meno roboanti, dell’attenzione alle piccole cose, torni ad avere un giusto valore, una nuova considerazione, quasi direi un’evangelica comprensione della sua preziosità: Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. 

Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo, Marco (14, 3-9) (ma anche negli altri evangelisti), episodio che potrebbe essere all’origine della nostra vulgata. In codesta direzione intende muoversi “in picciol vaso...” come riscoperta e riproposizione d’una dimensione diversa e ancora stimolante, del resto nell’alveo d’una tradizione eccelsa che da Cimabue (alcune attribuzioni), o, se vogliamo, meglio ancora dalle icone bizantine, arriva ai nostri tempi, penso ad esempio, tra gli altri, ai piccoli deliziosi dipinti di Chagall, non quadri di un’esposizione, ma (piccoli) quadri per una condivisione tra artisti, associazione e amanti dell’arte e insieme per un gesto di solidarietà reciproca, un dono di bellezza, un’emozione per le imminenti festività offerta a chi vorrà coglierla per il proprio piacere, ma anche come tangibile segno di attenzione e affezione verso questo spazio espositivo. 
Franco Gordano

martedì 20 novembre 2012

Le immagini più belle del 14 novembre 2012

Le immagini più belle e significative della manifestazione-rivoluzione in tutta Europa del 14 novembre 2012 
 (In fase di selezione)










Dal blog: http://www.lettera43.it/politica/europa-l-unione-e-a-pezzi_4367572583.htm

LO SCENARIO
Europa, l'Unione è a pezzi
Il Sud si allea contro l'austerity. Il Nord è coeso contro nuove spese. E la guerra sul bilancio rischia di far saltare tutto.
di Barbara Ciolli e Giovanna Faggionato


Lo sciopero europeo contro l'austerity degenerato in scontri di piazza, i politici di Bruxelles spaccati sui fondi per il budget comunitario, l'ex supercommissario dell'Unione europea Mario Monti in difficoltà nel suo ruolo di ponte tra i governi per superare la crisi.
All'indomani delle manifestazioni del 14 novembre indette dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces), il bilancio è di una progressiva frammentazione, anziché di una coesione, economica e sociale.

L'UE A DUE VELOCITÀ. Sul piano della mobilitazione, complici i diversi strumenti di lotta sindacale messi in campo nei Paesi dell'Ue, si è riproposta la separazione tra gli Stati del Nord, con l'economia nazionale ancora stabile e le piazze semivuote, e l'Europa del Sud, scossa da tensioni sociali che sfociano ormai regolarmente in episodi di guerriglia urbana.
L'Europa a due velocità si ripropone anche sul fronte politico, con Consiglio, Commissione e parlamento europei impegnati in un braccio di ferro su chi chiede risorse aggiuntive e chi vuole i tagli alla spesa, da decidere nei budget per i prossimi anni.

UNIONE SOCIALE A RISCHIO. Inevitabilmente, la crisi peserà sulle politiche sociali comuni per gli ormai quasi 500 milioni di cittadini dell'Ue. Che si interrogano se il processo di accentramento e la cessione di sovranità in corso porteranno davvero ai futuri Stati Uniti d'Europa. Oppure, invece, a un'Europa ancora più divisa e povera.

Sindacati frammentati in Europa e incapaci di un'azione davvero comune
Nel giorno dell'austerity il quadro è stato sconfortante, nonostante la chiamata dei sindacati raccolti nella lotta contro la tecnocrazia europea in diversi Paesi.
La Ces sulla carta rappresenta 84 sindacati nazionali. Ma formalmente hanno aderito alle proteste 40 organizzazioni sindacali in 23 Paesi, cioè meno della metà dei sindacati rappresentati a Bruxelles. E con formule molto diverse.

GUERRIGLIA NELL'EUROPA DEL SUD. In Spagna e in Grecia, dove la disoccupazione giovanile è in drammatico aumento con punte del 50%, ma anche in Portogallo e in Italia, migliaia di persone sono scese in strada e sono andati in scena soprattutto gli scontri tra polizia e manifestanti, con feriti, cariche e manganellate.
Al Nord, invece, dall'Olanda ai Paesi scandinavi, i sindacati hanno organizzato azioni dimostrative e picchetti di solidarietà per i lavoratori degli Stati in crisi: in Germania, dove formalmente non c'è stata alcuna adesione, i dimostranti sono stati poche centinaia.
In Belgio, a Bruxelles, gli indignados si sono riuniti davanti alle ambasciate di Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda e Cipro, per spostarsi poi a lanciare uova davanti a quella della tedesca.

La ricerca di un nuovo modello di lotta comunitaria
La questione è in parte di forma: il modello scandinavo con tre grandi sindacati slegati dalla politica e divisi per settore produttivo, difficilmente si sposa con le organizzazioni politicizzate dell'Europa del Sud.
In parte, invece, il problema è di sostanza: i lavoratori tedeschi non scendono in piazza per gli spagnoli disoccupati. E il coordinamento comunitario non ha il potere per superare gli egoismi. All'Europa, insomma, non manca solo un governo, ma anche tutti i corpi intermedi in cui la società civile si organizza.

RIDEFINIRE LE POLITICHE SINDACALI. Il nodo del welfare a rischio e delle lotte comuni per i diritti sul lavoro non è certo di facile risoluzione in tempi di recessione e globalizzazione e in un'Europa ancora in fase di costruzione.
Ma «in un momento in cui si impone la ridefinizione dei modelli, che il dibattito resti acceso grazie all'attivismo delle organizzazioni e delle nuove reti di protesta degli Stati del Sud» è comunque significativo, commenta a Lettera43.it Mirella Baglioni, docente di Sociologia del lavoro all'Università di Parma ed esperta di politiche sociali ed economiche europee.

L'APPROCCIO È MIOPE. È in atto un complesso processo di ridefinizione degli strumenti e dei modelli, di pari passo con un'evoluzione della società, che, con la progressiva riduzione del lavoro dipendente, non può più essere «rappresentata solo in termini di lotta di classe».
Di conseguenza, «un certo approccio miope dei sindacati, che spesso hanno guardato a difendere le loro categorie di lavoratori, pur senza ostacolare le altre, dovrà essere necessariamente rivisto e allargato», spiega Baglioni.

La guerra sul budget rivela i particolarismi europei
Il miglior termometro delle spinte centrifughe che animano l'Europa è d'altronde la guerra in corso sul budget dell'Ue.
Come prevedibile, alla fine del settennato di programmazione finanziaria 2007-13, le spese della Commissione sono aumentate perché i progetti finanziati sono in dirittura d'arrivo. Tanto che il bilancio del 2012 ha un buco di 8,9 miliardi di euro: se non ripianato si traduce in tagli al programma Erasmus, ma anche ai fondi strutturali che arrivano alle Regioni e ai programmi del fondo sociale.

BILANCIO 2013 BLOCCATO. Ma i Paesi del Nord Europa si sono rifiutati di aprire i cordoni della borsa. E il parlamento europeo per tutta risposta si è rifiutato di iniziare la discussione sul bilancio del 2013.
Contemporaneamente si è aperta la battaglia (campale) per il budget dei prossimi sette anni (2014 - 2020). E, non a caso, i due fronti contrapposti sono gli stessi: i Paesi del Nord, capeggiati dalla Gran Bretagna di David Cameron stanno cercando di tagliare la quota di contributi dovuti al governo comunitario e di trattenere i fondi in casa. I poveri del Sud cercano invece di drenare risorse.
La posizione degli oltranzisti settentrionali è maggioritaria all'interno del Consiglio dell'Ue, tanto che il presidente Herman Van Rompuy ha presentato un contro piano di bilancio con tagli da 80 miliardi, di cui 25 miliardi alla politica agricola comunitaria.

IN GIOCO IL FUTURO DELL'UNIONE. La posta dello scontro, insomma, è altissima.
«La partita si gioca a livello macroeconomico - su quanti punti di Pil devono essere destinati a Bruxelles - ma alla fine è uno scontro politico», spiega Francesca Balzani, europarlamentare membro della commissione Bilancio.
Ma attenzione: «In gioco c'è il futuro dell'Unione: va da sé che se tagli il bilancio di un'istituzione è un segnale molto chiaro».
Giovedì, 15 Novembre 2012                     

martedì 13 novembre 2012

Altro sistema dell'arte

Titolo: Altro sistema dell'arte
Autore: Domenico (Mimmo) Di Caterino
Prezzo: euro 13,40




  • Formato libro : A5
  • Pagine : 110
  • ISBN : 9788867424368
  • Anno di pubblicazione : 2012







  • Comunicazione
    “Con questo lavoro non si vuole diffamare nessuno, sondiamo strade nuove, stanchi di un sistema che è per la libera ricerca artistica limitante.
    I veri “addetti ai lavori” del sistema sono gli artisti.
    Vi è stato un tempo dove la discussione intorno al senso dell’arte era degli artisti, poi è arrivato il mercato privato globale con lui i critici, curatori, galleristi e il circo bipolare mediatico politico che in nome dell’omologazione hanno convinto che per farsi comprendere dal pubblico e dalla comunità servissero filtri.
    Ma questo è vero? In nome di un’idea di autodeterminazione d’artista ho collezionato insulti e diffide legali che mi hanno collocato alla periferia estrema di tutti i dibattiti ufficiali sul senso dell’arte; ho deciso di rispondere con questo testo caotico nella scansione filologica e temporale, dove tento di rinegoziare gli equilibri che relegano l’artista nella condizione (unica) di libero professionista impossibilitato a partecipare a dibattiti e convegni che riguardino il suo lavoro, un tentativo di aprire un cantiere che porti ad un altro sistema con gli artisti liberi di dibattere il senso del loro lavoro senza filtro di casta e nepotismi di sorta” (l'autore)


    Opinione
    Penso che sia interessante leggere questo libro di Domenico (Mimmo) Di Caterino, anche perché non credo che "le vie dell'arte" siano solo quelle indicate e "imposte" dal sistema mercantile, che hanno limitato, se non mortificato e "ammazzato" moralmente, soprattutto dalle soglie degli anni 80 fino ad oggi, la creatività nella libera ricerca artistica, di tante giovani promesse...penalizzando non pochi artisti, anche meno giovani, dei quali tanti validissimi, facendo della ricerca, una situazione sterile, e dell'Italia (nel nostro caso) una nazione non-competitiva, in quanto a nuove proposte di arte contemporanea, nei confronti di altri paesi...Se ci sei "esisti". Se non ci sei "non esisti", nel circuito abilmente e intelligentemente costruito in concertazione: mercanti; sponsor privati; collezionisti; riviste specializzate; musei; critici; curatori;...per ultimo...gli artisti.


    Un sistema che, oggi, nel vuoto evidente di valori che ne è scaturito (grazie anche a tutto un insieme di motivazioni consequenzialmente legate anche e soprattutto alla politica e all'economia, che hanno condizionato non poco, quest'ultimo trentennio, invece di metabolizzare, dopo i vari(e recenti) Festival dell'Arte tenuti a Faenza, in cui ci si auto-interrogava (evidentemente, senza porsi mai una risposta pertinente), cosa fa? si auto-celebra!

    L'altro sistema dell'arte? Buona lettura! Stiamo vivendo un momento di profondi cambiamenti (sperando in meglio), per una nuova avventura? si parla di "rivoluzioni". Approfittiamone...

    N.B. Leggendo questo libro di Domenico (Mimmo) Di caterino, non si firma nessun contratto, anzi ci si informa arricchendosi di un nuovo dibattitto, senza fare personalismi o essere "contro qualcuno". Un dibattito che tanto nuovo non è, soprattutto per Mimmo, che da anni sta battagliando sia nella realtà che in rete, in modo discutibile, sicuramente, ma serio, coerente e riflessivo, a volte in modo frontale e a volte in modo ironico e irriverente, suscitando non poche perplessità, nel provocare la suscettibilità di alcuni dei personaggi che fanno parte del sistema (di cui qualcuno, anche mio amico). Si vuole semplicemente dibattere, senza diffamare nessuno. L'importante è saper rispondere, non certamente ricorrendo alle querele. Questo non è un modo di porsi, in questo caso, di "contrapporsi", a un dissenso propositivo, senza ascoltare (Angelo Riviello)...


    Citazione
    Difficile stabilire la verità in questa epoca di menzogne: "Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai." (Bertrand Russell)

    lunedì 12 novembre 2012

    "ECCE ARTIST" - international artist selfportrait exhibition


    "ECCE ARTIST" - international artist selfportrait exhibition
    a cura di Mariagrazia Benvenuti e Alessandro Stacchi
    Evento pubblico
    dal 10/11/2012 al 31/7/2013



    Introduzione di Mariagrazia Benvenuti

    “ECCE ARTIST” 300 E Più AUTORITRATTI D’ARTISTA IN MOSTRA AL CENTRO SERVIZI DI BELLEZZA “FABBRICAIMMAGINE” DI ROMA. VERNISSAGE SABATO 10 NOVEMBRE 2012 ORE 19.00 (via dei tre pupazzi 5/A tel. 06 6868262 - 338 9665584)
    EVENTO PATROCINATO DA ROMA CAPITALE MUNICIPIO XVII

    Partecipano allo show oltre trecento opere di artisti da tutto il mondo: ricerche artistiche più disparate, opere pittoriche, fotografiche, digitali e in poesia, provenienti dalle più diverse formazi...

    oni.
    Si spazia dall’iperrealismo alla digital art, dall’ipercontemporaneo al figurativo, alla grafica, alla street art, al pop surrealismo, al polimaterico…….
    Presenti autori affermati, emergenti e neofiti sperimentatori che esprimeranno in un fittissimo dialogo il proprio pensiero attraverso il prodotto detto “arte”.
    L’evento ha come unico scopo quello di promuovere l’arte e i protagonisti che la rappresentano.
    L’autoritratto è il linguaggio più significativo che l’artista utilizza per interagire con lo spettatore, il quale è invitato a cogliere il senso e il significato della poetica dell' “essere “ artista.
    Attraverso l’interpretazione del “se” gli autori estraggono le essenze più intime: espressioni inquiete o pacificate, corpi dissolti o irriverenti, volti sereni, percezioni allarmanti, tratti accennati, ritagli d’anima deposti in piccole opere di cm 20X20.
    Tasselli di vita raccontati, recitati, sputati, in un percorso che coinvolge lo spettatore immergendolo in un micro-macrocosmo dove riflettere sulle tematiche essenziali dell’”essere umani” nella società contemporanea.
    Intime necessità di comunicazione senza sottomissioni all’establishment dei circuiti artistici.


    ECCE ARTIST” di Michele La Porta

    “Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso; e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima.” E' questo il tema della Mostra internazionale "ECCE ARTIST" - AUTORITRATTO D'ARTISTA, a cura di Mariagrazia Benvenuti e Alessandro Stacchi, organizzata da "FABBRICAIMMAGINE" con il patrocinio di Roma Capitale.

    Soli 20x20 cm, un apparentemente confine o gabbia, per esprimere la sconfinata percezione di se stessi che, proprio di lineare e "regolare nelle forme", sembra non avere nulla. Una raccolta di opere di piccolo formato, eseguite con qualsiasi tecnica e materiale, digital, pittura, fotografia, collage aperto anche alla scrittura e alla poesia, che è sembrata una sfida.

    I meccanismi psichici che si manifestano nelle dinamiche dell'autoritratto, partendo dal contrastante rapporto che abbiamo con la nostra immagine e la percezione che gli altri hanno di noi, diventano, quindi, la messa in scena di queste risultanti.
    Elaborare un'immagine, un volto o una forma che siano espressione della nostra identità non è, però, un'impresa semplice.

    Il senso di identità, infatti, non può prescindere anche dalla materializzazione della percezione interiore che è ben più complessa dello schema corporeo, suppur ne funga da inevitabile contenitore o "specchio".
    L'autoritratto, collegando i modelli percettivi e analitici degli elementi interni ed esterni è, per l'artista, un mezzo per interrogarsi, scandagliarsi e celebrarsi.

    E' l'espressione creativa della necessità di dare sostanza e visibilità alla pluralità delle proprie maschere ma anche un manifesto psicologico con il quale dare un corpo e una rappresentazione alle proprie ansie, insicurezze, lacerazioni, debolezze, consapevolezze, ricchezze e speranze.
    Speranze, spesso, di ancorarsi alla Storia, dando a se stessi un senso di immortalità, rappresentando quel doppio che sopravviverà e resterà eterno.



    "L’autoritratto in "piccola" mostra",  di Alessandra Pontecorvo

    Il “Call for Artist” della Mostra Internazionale di Opere di Piccolo Formato organizzata da Mariagrazia Benvenuti (ottobre 2012) in “FABBRICAIMMAGINE”, a Roma, ha come tema, quest’anno, “Ecce Artist”, autoritratto d’artista.

    L’autoritratto è presente in tutte le fasi della storia dell’arte, come dimostrazione di bravura, come autocelebrazione, come volontà di lasciare testimonianza di sé da parte dell’artista (sia esso pittore, scultore o scrittore) . Può essere però più interessante ai nostri giorni prendere atto della rottura degli schemi tradizionali avvenuti nel clima pittorico antinaturalista del Novecento. Qui, gli autoritratti di Gauguin ed Ensor hanno aperto la via a mille auto-metamorfosi di volti e corpi. Sempre in questo filone si iscrivono gli esperimenti precubisti dì Picasso il quale, attribuendo alla sua figura i tratti grossolani di una maschera africana, si accosta al gusto primitivista degli artisti tedeschi del primo espressionismo.

    Rimasto saldo in sella anche durante il ritorno del tradizionalismo, come ben indicano, in Italia, la serie degli autoritratti metafisici di de Chirico o, in Germania, il freddo realismo degli autoritratti nell'ambito della Nuova Oggettività, l’autoritratto si è fatto, invece, raro nei primi due decenni del secondo dopoguerra in quanto inadatto al gusto astratto e informale prevalente. E’ poi è tornato in uso con la pop art, l'iperrealismo, le varie correnti neofigurative di fine secolo, col contributo anche del diffondersi della fotografia come medium artistico (A, Warhol, Gilbert & George, J. Beuys). Ricordiamo a questo proposito – in una produzione artistica che diviene sempre più complessa sotto la spinta della immensa storia che la precede – il Triplo autoritratto di Rockwell (1960), che mostra sé stesso davanti a una tela intento a copiare il suo volto riflesso da uno specchio, sotto la tutela di autoritratti del passato, da Dùrer a Picasso, riprodotti nel quadro.

    "Attraverso lo sguardo, metafora del suo potere creativo, l'auto-ritrattista acquisisce un triplice ruolo, in quanto è allo stesso tempo autore, soggetto e spettatore”, ha affermato Cristina Nuñez, fotografa spagnola che ha proposto l’autoritratto come metodo di auto-terapia. Non è difficile capire quanto questo sia vero. Ma, restando nel campo della produzione di opere d’arte, possiamo dire che ogni autoritratto, al di là dello sguardo sulla propria interiorità, è sempre una sorta di performance. Deve entrare in gioco l’intenzionalità: è assolutamente impossibile costruire la propria immagine in modo inconscio. Il nostro agire o recitare è funzionale a ciò vogliamo che gli altri vedano di noi, ma prima dobbiamo entrare in contatto con la molteplicità del nostro essere e decrittarla (e costruirla). Quindi, se l’autoritratto è performance non è detto che sia un’auto-confessione realistica. Può essere anche gioco: possiamo uscire da noi stessi, immaginarci diversi da quello che siamo, come ha fatto l’artista giapponese Tomolo Sawada con le sue quattrocento fototessere-autoritratto che rappresentano quattrocento donne diverse; oppure possiamo ricorrere allo pseudo-autoritratto ( Autoritratto come farabutto di J.M. Basquiat, 1982): un'irriconoscibile maschera primitivista cui l'autore ha attribuito uno status di autoritratto in quanto espressione del proprio sentimento e gusto creativo. Le opere pervenute a FABBRICAIMMAGINE in seguito al Call di quest'anno mostrano di iscriversi perfettamente nel solco tracciato dalla storia dell'arte: si va dal minimalismo realista ironico all'informale, dalle composizioni finto-collage a sofisticati autoscatti, da straordinari grafismi a gouasches e polimaterici. Veramente un concentrato, di eccellente livello, di quello che offre il panorama artistico mondiale.








    Artisti:
    Sonya Benskin Mesher, Alessandro Stacchi, Jan Theuninck, Riccardo Bonelli, Serena Rossi, Guroga, Armando Moreschi, Cotis Polyla, Federica Barcellona, David Mohallate, Ilham Laraki Omari, Mariano Bellarosa, Walter Festuccia, Davide Barbanera, Alessandra Pontecorvo, Pieter Zandvliet, Giovanni & Renata Strada, Lana Khavronenko, Elmadani Belmadani, Rita Mantuano, Marcello La Neve, Mariagrazia Benvenuti, Roberto Sscala, Soumicha Bachiri, Elena Sellerio, Karen Alekyan, Melita Olmeda, Vincenzo Cangiano, Sabela Bana, Laura Ccristin, Luciano Fabale, Maria Manuela Pochetti, Snappy & Madame Mailarta, Francesco Pessei, Mario Selloni, Boutaffah Mohamed Larbi, Michela Ciampanelli, Deianira Tolema, Marco Ceccarini, Paola Zucchello, Oxana Mahnac, Feofeo, Luigi Guarino, Claudio Parentela, Kommissar Hjules, Angela Caporaso, Marco Lay, Daniela Panebianco, Simona Rei, Michael Falzone, Rima Almozayyen, Deni, Daniel Daligand, Cinzia Mastropaolo, Valentine Mark Herman, Demetrios Koutarelis, Beatriz Albuquerque, Miriam Ravasio, Heike Sackmann, Jaromir Svozilik, John Jennings, Giuliano Cotellessa, Fabio Mariani, Michel Della Vedova, Jina Wallwork, Simon Warren, Pedro Bericat, Alberto Sordi, Ahmed Amine, Fabio Santi , Consuelo Giorgi , Alejandra Ramirez, Marino Festuccia, School Of Bristol, Mimi Shapiro, Dobrica Kamperelic, Cecilia Bossi, Gabriele Springer, Osvaldo Cibilis, Alexander Sanchez, Domenico Severino, Mohamed Erraad, Rosaria Di Donato, Valerie Ceravolo, Heloisa Sonaglio, Carla Colombo, Stefania Isabella Massoni, Susanna Ribuffo, Ivana Cabriolu, Helena Santos, Pal Csaba, Ryosuke Cohen, Diane Bertrand, Aristide 3108, Russel Manning, Andrè Pace, Katerina Nikolsou, Adriano Bonari, Adey 22, Maohuan Lazy Bunny, Ambassade D'Utopia, Anete Ulmane, Jiry Subrt, Wilhelm Schramm, Wolfang Gunther, Craig Clark, Alexander Limarev, Mete Sarabi, Akhmad Syafii Haraha, Prabu Perdana, Shahrul Sahee, Honoria, Dr. Jaspal "S", Guido Bondioli, Elisa Scaramuzzino, Francesca Rizzuto, Massimo Volponi, Assunta Mollo, Maria Rosaria Cozza, Alfredo Granata, Calogero Marrali, Marco Calignano, Ana Garcia , Gianfranco Presta, Imerio Rovelli, Alfonso Caccavale, LO BERG (Lorenzo Bergamaschi), Giacoma Lo Coco, Sharon Anderson, Mony Von Ruth, Herve Alexandre, Mimana Juventa, Zigendemonic, Dorian Ribas Marinho, Clemente Padin, Picasso Gaglione, Linda Risley, Daniela Nicolò, Connie Jean, Elisa Rescaldani, Teryl Euvremer, Patricia Eloy, Claudia Del Giudice, Rosy Imbrogno, Gianfranco Maletti, Milanka Bunard, Marie Laure Van Hissenhoven, Franco Sgamma, Stephanie Seymour, Chris Nix, Andrey Zignnatto, Luann Palazzo, Marco Antonio Scarelli, Debora Alanna, Pascale Hulin, Roy Green, Maurizia Cantarani, Andreja Gomiscek, Serse Luigetti, Vlado Vesselinov, Ella Sarkisyan, Loredana Cercelletti, Nicole Le Groumellec, Elisabetta Pedata, Elettra Vinelli, Eliana Prosperi, Concetta Russo, Maria Di Cosmo, El Achani Mauina, Stefania Verderosa, Elisabetta Ecca, HEWA (Giada Di Brisco), Maria Casalanguida, Desislava Anakieva, Rosa Gravino, Rovena Bocci, Marino Ficotto, Angelo Riviello, LO SUPER (Maria Huerta Arce), Zokhrouf Abdelilah, Keiichi Nakamura, Vattacharja Chandan, Claudia Ligorria, Elettra Ranno.

    Fabbricaimmagine
    Via dei Tre Pupazzi, 5/A - Roma
    Visite su appuntamento

    INFO E CONTATTI:
    cell.338 9665584
    email: mariagraziabenvenuti@gmail.com
    evento facebook: http://www.facebook.com/events/303832473005617/?fref=ts
    blog: http://fabbricaimmagine.blogspot.it/
    http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW383768&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

    N.B. Informiamo che la mostra sarà visionabile da dieci giorni prima della data del vernissage esclusivamente per la stampa e per la critica su appuntamento al n. 338 9665584.
    La location “FABBRICAIMMAGINE beautè avancèe” di Maurizio Gulinello e Mariagrazia Benvenuti è un centro benessere che si occupa di servizi di bellezza a tutto tondo, specializzato nella cura dei capelli, nella consulenza stilistica, in esclusivi trattamenti di alta cosmesi con check up medici e coiffeure d’avanguardia, è anche make up atelier e make up agency.
    Periodicamente il centro offre ai suoi clienti la visione di interessanti e innovative mostre d’arte contemporanea curate dalla titolare stessa Mariagrazia Benvenuti (artista, curatrice, collezionista, estetista e make up artist specializzata in tecniche fisiomassoterapiche).
    Ringraziando per la cortese attenzione ci auguriamo di averVi tra gli ospiti.
    Saluti

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